Il Pescara regala la panchina a Zeman? Superato l’Empoli 1-2

Bucchi in discussione ad Empoli, era a rischio già prima di affrontare il Pescara. I toscani, sconfitti 1-2 dal Delfino, saranno ore di riflessione in quanto ora ci sarà la sosta. Occasione per il ritorno di Zeman?

Empoli, piazza da sempre attenta alla crescita dei giovani e di una certa filosofia, potrebbe essere la panchina giusta per il rilancio del Boemo. Nel 2014/15 i ragazzi di Sarri furono letteralmente travolti dal gioco verticale del Boemo. Oggi l’Empoli avrebbe bisogno di ritrovare un maestro di calcio. Con Laribi, Romagnoli, Mancuso e Veseli, Zeman ritroverebbe giocatori con cui ha già lavorato e troverebbe Provedel, portiere cercato al Lugano. Inoltre troverebbe due mezzeali come Frattesi e Bandinelli, che con lui potrebbero esplodere e poi gli attaccanti La Gumina e Dezi che nel tridente zemaniano andrebbero a nozze. Si attendono sviluppi.

SALVIO IMPARATO

La Bottega Del Doppiaggio, la nuova scuola corso di doppiaggio a Napoli parte il 14 marzo al Vomero

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Dopo l’openday del 22 febbraio 2020, tenutosi all’orangebug del vomero a via Bonito n.25, La Bottega Del Doppiaggio ha una data di inizio e un programma ufficiale.

È stato infatti un incontro pieno di entusiasmo e partecipazione, l’openday de La Bottega Del Doppiaggio. Pensato per presentare, attraverso l’esperienza umana, il nuovo corso scuola di doppiaggio al vomero (Napoli), ai futuri corsisti. Chi ha ascoltato le parole dei trainer doppiatori, ha toccato con mano lo spirito di questo percorso, che cerca di offrire l’antica esperienza del doppiaggio così come è nata, cioè come artigianato della voce e come divertimento puro, così come affermano grandi doppiatori come Giannini e De Sando. Il corso inizierà il 14 marzo alle ore 10 e si svilupperà in queste fasi qui riassunte, il programma completo sarà esclusivamente a disposizione dei corsisti.

Intervista di Mario Panelli a Cristian Mulè e Andrea Contaldo

Mese 1, 16h su 4 sabati da 4 h ciascuno di lezione.

Cos’è il doppiaggio, storia ed evoluzione, approccio al doppiaggio di un film con le differenze tra attore e doppiatore, basi di dizione e affiatamento gruppo.

Mese 2, 16h su 4 sabati da 4 h ciascuno di lezione.

Approccio al doppiaggio di un cartone animato e lavoro contemporaneo al doppiaggio di un film, per capirne le diverse tecniche di caratterizzazione.

Mese 3, 16h su 4 sabati da 4 h ciascuno di lezione.

Simulazione di veri turni di doppiaggio, in cui ci si metterà in gioco per mettere a frutto le nozioni imparate. Il corso si concluderà con alcune nostre valutazioni e nel caso consigli, ricordandoci sempre che i ragazzi si saranno dovuti divertire ad ogni lezione, perchè esse hanno come obiettivo l’insegnamento delle basi della tecnica, ma anche lo svago e la voglia di divertimento dello studente.

“IL DOPPIAGGIO È UN GIOCO” Questo è lo spirito del nosto corso. Divertirsi e mettere subito in pratica le proprie…

Geplaatst door OrangeBug Records op Maandag 17 februari 2020

Info e iscrizione

Info e calendario de La Bottega Del Doppiaggio. Come già detto Inizieremo sabato 14 marzo. Il corso si svolgerà ogni sabato dalle 10 alle 14 eccetto il sabato santo 11 aprile e il 25 aprile. Il costo, come già detto, è di 120€ al mese e per garantire le 12 lezioni termineremo il 13 giugno. Sarebbe importante iscriversi entro il 5 marzo così da darci il tempo necessario per organizzare viaggi e questioni tecniche. Per l’iscrizione è possibile anche usare anche paypal (http://www.orangebugstudio.com/eshop/prodotto/la-bottega-del-doppiaggio-corso-1/) bonifico bancario o venire direttamente di persona a conoscerci e visitare la struttura.

mail: orangebug@fastewbnet.it

cell e whatsapp: 3933893248

Morace, Zeman: “Carolina non ricorda che nel 1986 portai la mia squadra a vedere il suo Trani”

Zeman interviene ancora sulle sue dichiarazioni, interpretate male, sul calcio femminile. La fa raccontando un aneddoto, con protagonista Carolina Morace nel 1986. Ecco il video.

“Io pensavo di fare bene al calcio femminile, che per colpa della cultura italiana non si emancipa perché, intendevo dire, che la donna qui viene vista più in cucina. La Morace? Carolina mi attacca, ma lei è una testimone diretta. Nel 1986 eravamo in ritiro e portai la mia squadra a vedere una partita del suo Trani femminile. Penso che all’epoca eravamo gli unici magari”.

Ennesima dimostrazione, che quando si parla di Zeman, molti dovrebbero sciacquarsi la bocca. Ripetiamo il concetto, la Morace chieda scusa a chi da tanto si prodiga per il calcio e lo ha evoluto ricevendo meno del dovuto, a questo punto maestro di esempi anche per il calcio femminile.

Salvio Imparato

Roma, parla Zeman. La Morace gli chieda scusa

Zdenek Zeman è intervenuto in diretta a Te la do io Tokio, parlando della Roma, di ieri e di oggi, della polemica sul calcio femminile montata ad arte contro di lui.

Perché non sono arrivati i risultati sportivi in questi anni?
Oggi per le società il calcio conta sempre di meno, contano di più le finanze. E nonostante contino di più le finanze, si riesce a fare comunque debito. Io non sono riuscito a fare quello che volevo. 

E perché?
Io ero praticamente sotto equipe medica che decideva cosa potevo e non potevo fare. Io avevo Ferola, e l’equipe gli diceva che non poteva toccare i giocatori. Lo staff medico dava quattro giorni per un torcicollo ad un giocatore che per me, con una manipolazione, giocava in cinque minuiti. I giocatori davano più retta a staff medico e dirigenziale che a me. 

Dopo due partite buone in campionato si parte per gli Stati Uniti. Lei crede che questo viaggio abbia inciso sul resto della stagione?
È la società che decide. Io ero contrario ad andare in America sia in estate che durante l’inverno. L’America è lontana e le ore sono tante. Tornavamo dall’America non c’era neanche il tempo di preparare le partite. Poi però hanno imparato e non ci sono più andati, almeno non durante la sosta natalizia

Ha il rimpianto di non aver giocato quella finale di Coppa Italia, a cui comunque lei ci ha portato?
Eh sì, il rimpianto c’è. Ci credevo. La Coppa Italia era sempre qualcosa da vincere, sia per me che per la società.

Cos’è successo con il calcio femminile?
Io pensavo di aiutare le donne che devono emanciparsi. Non era per offendere le donne, anzi il contrario. A me il calcio femminile non mi ha mai disturbato e sono contento che cresce. La domanda era ‘Perché il calcio femminile in Italia è arrivato dopo?’ Io ho risposto che era per la mentalità italiana che vedeva la donna in cucina e basta.

Nella polemica tra Adani e Allegri, a chi si sente di dare il suo appoggio?
Io penso che l’allenatore sa perché fa una cosa, Adani è diventato un opinionista che pensa di sapere le cose più di altri. 

Mi racconta Lorenzo Pellegrini? 
Io l’avevo visto già in Primavera e già si distingueva. Oggi nella Roma è importante perché sa vedere il gioco. Pellegrini è un centrocampista per me, una mezzala. Nella Nazionale per me lui deve fare la mezzala, il ruolo di regista spetta a Verratti. Non do consigli a nessuno, però per me, per come vedo il calcio, questi sono i ruoli. 

Florenzi?
Io l’ho fatto riscattare da Crotone. Andare a Valencia è stata una sua scelta, secondo me. Con me lui giocava mezzala sinistra. Per me l’ha fatto bene: in fase difensiva lavorava anche per Totti e in fase offensiva approfittava delle giocate di Totti.

Kalinic?
Io penso che il ragazzo ha problemi. Alla Fiorentina segnava ogni tanto, oggi quando entra non si vede. 

Fonseca le piace?
Io capisco che un allenatore che viene dall’Ucraina possa trovare delle difficoltà, però c’è una differenza tra quello che dice e quello che si vede in campo. L’unica partita bella è stata contro la lazio, che purtroppo non abbiamo vinto, poi però non ha dato seguito. 

Il più forte allenatore del mondo è Klopp?
Sì, e il Liverpool è la squadra più forte al mondo. Il Barcellona dei tempi d’oro è più forte di questo Liverpool

Cosa pensa di Gasperini? Le piace?
A me piace molto, poi secondo me è l’unico che lavora tanto con i giocatori. Gioca un calcio che sfrutta le capacità dei giocatori. L’Atalanta ha fenomeni come Ilicic e giocatori non di livello, ma tutti rendono bene. A Roma non credo avrebbe potuto lavorare in questo modo, avrebbe avuto problemi, come all’Inter.

Dopo la spiegazione di Zeman, la Morace e tutti quelli che hanno montato il caso, farebbero bene a chiedere scusa al Boemo, che ha dovuto chiarire cose che erano facilmente interpretabili.

Salvio Imparato

Video Zeman: “Spero che il calcio femminile vada sempre più avanti”

Le reali parole di Zeman riprese in questo video da canale 50. Come ha detto anche Alessia Tarquinio in un suo Tweet “non sempre carta canta”.

Titoli creati ad hoc per ricevere traffico di click ce ne sono ormai migliaia. Li usano ahimé anche testate autorevoli senza pudore. Non è grave per loro essere attaccati dalla controinformazione o sbugiardati da un video, purtroppo senza adeguate sanzioni o licenziamenti questo fenomeno non si estinguerà.

Salvio Imparato

Doppiaggio, nasce un corso all’OrangeBug del Vomero (Napoli)

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Nel cuore del Vomero sta per nascere La Bottega del Doppiaggio! Cos’è ?
E’ un luogo dove puoi conoscere, immergendoti subito nell’esperienza, il fantastico mestiere dell’attore/doppiatore!

Perché si chiama Bottega del doppiaggio? Perché, per conoscere ed imparare questo lavoro, è necessario viverlo proprio come un apprendista frequenta la bottega del suo maestro artigiano. Bisogna essere affianco al proprio maestro, e provare a farlo, un po’ alla volta. Perché il doppiaggio è un lavoro d’artigianato. Va fatto con cura, lentamente, e deve essere praticato , senza troppi fronzoli…


Noi vogliamo che conosciate così questo mondo: senza “Accademie”, “Scuole” o “diplomi finali”. Vogliamo che vi divertiate! E vogliamo anche farvi scoprire che, grazie a questa tecnica, possiamo imparare a gestire la nostra voce: a dargli sicurezza, ritmo e colori diversi ; tutti ingredienti che nella vita sociale e lavorativa possiamo trascurare spesso, ed è invece giusto prendersene cura!


Nella bottega, verrai coinvolto in una full immersion di doppiaggio di film, serie Tv e Cartoni animati, ed è previsto anche un Training / Riscaldamento di dizione, guidato da giovani esperti, professionisti del settore.
Il percorso durerà tre mesi e si terrà all’OrangeBug, a Napoli nel cuore del Vomero. Una volta alla settimana, per quattro ore.
Ah, dimenticavamo: è aperto a Tutti!
Ti aspettiamo!

info e prenotazioni

Telefono e Whatsapp: 3933893248

mail: orangebug@fastwebnet.it

indirizzo: via Bonito, 25 Napoli (Vomero)

Coverciano, Zeman vittima di una stampa sciacalla affamata di click

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Zdenek Zeman, il grande maestro di calcio e di 4-3-3 presente a Coverciano, non solo è stato dimenticato dal calcio del conta, ma viene buttato, quando conviene, nel frullatore di ricorsa al click facile.

“Spero che il calcio femminile vada sempre più avanti”

L’occasione è stata la premiazione per la Panchina D’Oro 2020. Intercettato a Coverciano da Tuttomercatoweb.com, Zeman ha parlato di vari temi tra cui quello del calcio femminile. Ecco le sue parole: “È in grande sviluppo in Italia, anche per la partecipazione ai mondiali, speriamo vada sempre più avanti.”

Come mai ci si sta arrivando soltanto ora?

Beh penso che in Italia abbia tanti problemi già il calcio maschile. Serie B e Serie C hanno grossi problemi, le donne di solito venivano sempre dietro nel calcio: vedremo se riusciranno a fare un altro passo avanti”.

Bastava questo passaggio per evitare a Zeman la gogna mediatica. Invece no, perché non approfittare di quest’epoca in perenne ricerca di polemiche, con cui passare intere giornate sui social network, facendo qualche click in più? Ecco che si prende il commento di Zeman più ironico e manipolabile e si crea il titolo acchiappa click.

È una questione di cultura?

“Anche, perché di solito le donne in Italia sono in cucina”.

Ma questo è gravissimo.

“Non so se è grave. Certo è che i maschi devono mangiare”.

Nessuno si è preoccupato di interpretare il concetto ironico di Zeman rispetto, ad esempio, alla tacciata dichiarazione sessista di Amadeus. Se il presentatore sembrava voler dare alla donna il ruolo di chi deve stare un passo indietro, l’allenatore Boemo intendeva rimettere la donna, se non avanti, almeno in linea, se vogliamo usare un concetto calcistico, allo stesso livello degli uomini, come è giusto che sia. La sua ironia, voleva soltanto sottolineare la cultura maschilista che c’è in Italia, dove la donna viene davvero vista solo in cucina o dedita alla famiglia e che l’uomo da solo non è in grado di badare a se stesso. Non gli resta altro che mangiare e il dire che non è grave, chi vi scrive la ritiene personalmente una frase geniale, perché tende a minimizzare un fenomeno molto grave invece, che oggi è dilagante. Quello dove ogni cosa oggi è sessista, razzista o fascista. Come disse Zeman tutto questo è solo fonte di ignoranza e il web oggi, più della tv non ta facendo altro che dare visibilità a personaggi e fenomeni che non la meritano.

Salvio Imparato

Orsi e Nanni: “Zeman è un genio, il 4-3-3 migliore del mondo” (VIDEO)

Durante la diretta di Radio Radio, Orsi e Nanni (ex Lazio e ex Roma), lodano Zeman in modo particolare e sentito.

Orsi e Nanni parlano di Zeman

Sembrava un’accelerazione da 0 a 100 automobilistica, la lodi di Nando Orsi a Zeman. Durante una discussione sui portieri giallorossi, Orsi interrompe Nanni, che parlava delle difficoltà incontrate da Goigochea, esprimendo inizialmente un parere negativo sulla visione di Zeman sul ruolo del portiere e i relativi allenamenti.

“Guido (Nanni ndr) – esclama Orsi – io ho avuto Zeman per tre anni, è grande allenatore, ma forse di portieri ci capisce poco. Faceva degli allenamenti che facevano incazzare i portieri. Tipo gli 11 contro 0, per allenare gli schemi erano insopportabili per noi portieri, ti facevano scavetti e pallonetti”

A quel punto interviene l’ex allenatore dei portieri e iniziano le lodi per Zeman di Orsi e Nanni.

“Nando io quando l’ho avuto a Roma, dopo un pò di guerre (riferito agli allenamenti ndr), ho imparato tanto e ritengo di essere fortunato. Stiamo parlando di un genio”. E Orsi replica: “Si è un grande e credo sia uno che alleni davvero, il suo 4-3-3 a livello offensivo è il migliore del mondo, Guardiola che pure ritengo un genio, non ha gli schemi che ha Zeman, il Mister non eguali in questo”.

Sorvolando le solite battute stucchevoli, sulla difesa di Zeman, dei conduttori del programma, è stato una bella distribuzione di lodi per il Boemo da parte di Orsi e Nanni.

TWB, Zeman: “È la Lazio l’antijuve, i bianconeri non sono in fuga”

Zdenek Zeman ha rilasciato un’intervista a TWB (tuttomercatoweb.com). Ecco un estratto, l’intervista completa uscirà domani.

Zeman a Twb

“Oggi la seconda squadra è la Lazio – afferma Zeman a TWB – se vincono il recupero col Verona vanno al secondo posto e sono loro i primi inseguitori. Visto che hanno già vinto due partite con la Juventus hanno più possibilità in questo momento”.

A parlare è Zdenek Zeman, allenatore che ha analizzato il momento della Lazio.

La Lazio quando l’ha sorpresa?

“Mancava continuità, anche se non è normale vincere undici gare consecutive e molte a tempo scaduto. Però ce l’ha fatto e vincendo arriva più convinzione, più voglia di giocarsi qualcosa”. 

Qual è il segreto di Inzaghi?

“La Lazio è una squadra che giocava un bel calcio anche lo scorso anno. Però poi c’erano cali improvvisi che non le hanno permesso di lottare per qualcosa di importante. Oggi questi cali non ci sono e la squadra va avanti convinta di poter fare qualcosa di importante

Quello della Lazio è il centrocampo migliore della Serie A.

“A me piacciono tutti e tre. Insieme fanno bene e sono importanti”. 

Luis Alberto è il calcio…

“E’ bravo. Lo scorso anno ha giocato spesso male, non so se non avesse voglia o voleva andare via e ha fatto un brutto campionato. Quest’anno sta di nuovo dimostrando quanto fatto vedere due anni fa”.

Si aspettava di più dalla Juventus di Sarri?
“All’inizio – continua Zeman a TWB – la squadra ha dovuto fare i conti con un handicap perché Sarri era malato e non è riuscito fin da subito a impostare il suo lavoro. Anche le caratteristiche dei giocatori non sono fatte proprio per il gioco di Sarri, specialmente gli attaccanti che hanno nel sangue giocare la palla, non smistarla di prima. Non sono gli attaccanti migliori per il suo gioco, ma sta facendo bene”.

Per Sacchi la Juventus per vincere in Europa deve fare un pressing migliore.
“Le squadre inglesi sono impostate per fare pressing a tutto campo, non possiamo aspettarci che Cristiano Ronaldo e Dybala facciano lo stesso lavoro. Alla Juve manca quello, attaccare in partenza i giocatori avversari”.

Bojinov ode a Zeman: “Mi ha reso giocatore, lo prendi per questo, vedi Totti, Verratti e Immobile”

Valeri Bojinov ha rilasciato un’intervista a cuore aperto al Il Posticipo, blog della Gazzetta Dello Sport. Bellissimo il passaggio sul suo Maestro, Zdenek Zeman.

Pantaleo Corvino è stato abbagliato dalla sua brillantezza, Zdenek Zeman lo ha preso tra le mani e lo ha rifinito come si fa coi diamanti migliori. Bojinov è stato un giovane di bellissime speranze a Lecce: lì è cresciuto, lì ha completato i suoi studi, lì è diventato il giocatore poi applaudito a Firenze, Torino, Parma, Vicenza e Verona. Oggi Valeri ha 33 anni e guardandosi indietro cambierebbe qualcosa nella sua vita. Restando però il ragazzo di sempre: quello che si è guadagnato la fiducia di Pavel Nedved nella Juventus dopo Calciopoli e l’amicizia di José Mourinho dopo un gol importante. E una dedica speciale nei confronti dell’Inter che qualche mese dopo avrebbe vinto il Triplete. Oggi Bojinov ha ancora tanta voglia di giocare e sogna di chiudere la sua carriera dove tutto è cominciato.

Valeri, che momento sta vivendo della sua carriera?

A 33 anni vivo un momento di piena maturità, oggi vorrei averne 20 ma non posso. Vorrei tornare indietro con la testa di oggi. Col passare del tempo capisci tante cose e ripensi a certi atteggiamenti del passato e a tante decisioni che oggi non prenderesti. Alcuni momenti sarebbero potuti essere ancora più belli, ma quando li vivi non puoi capire dove sei. A 33 anni quando tutto quello è finito allora puoi capire che cosa hai vissuto. Non voglio piangermi addosso, voglio pensare avanti.

C’è qualcuno che la ispira in questo momento?

Vedere tornare in Italia un giocatore come Ibrahimovic a 38 anni o vedere Cristiano Ronaldo è uno stimolo: io non sono al loro stesso livello, ma mi carica vedere come combattono per migliorarsi ed essere un esempio per tutti: per le loro famiglie, per le loro squadre, per i tifosi e per i giornalisti. Queste due persone mi danno ancora più fiducia e stimoli per lottare e andare avanti.

Lei si sta allenando in questo momento?

Sì, sono in Bulgaria. Qui la preparazione invernale è più lunga rispetto a quella estiva perché fa molto freddo e non ci sono partite in programma. Il campionato comincia a febbraio.

Quale sarebbe il suo desiderio? Trovare una squadra in Bulgaria? Oppure in Italia?

Vorrei tornare in Italia, ma non vorrei tornare tanto per tornare. Deve esserci un progetto, sogno una squadra con cui rilanciarmi gestita da qualcuno che creda in me. Non è facile, ma finché c’è speranza io ci devo credere.

Spera di tornare in una di quelle piazze in cui si è trovato bene?

Questo è difficile perché quando esci dal calcio italiano, esci dal giro. Tutti cercano giovani con la speranza di poterli rivendere e guadagnare soldi. È una cosa giusta perché anche io ero giovane quando sono arrivato in Italia, che considero la mia seconda casa. Io mi sento un italiano. Ho studiato a Lecce da ragazzino. Oggi la penso diversamente rispetto alla gente che vive in Bulgaria. Sono molto grato all’Italia.

Come è stato giocare nel Lecce? Ed essere allenato da Zeman?

Ho un desiderio: voglio finire la carriera al Lecce dove l’ho iniziata. Non so se succederà, ma nella vita non si sa mai. Con Zeman mangiavamo minestrone, patate lesse, insalata, zuppe e verdura e facevamo tanti allenamenti,  sudavamo tanto e macinavamo tanti chilometri di corsa. Grazie a lui sono diventato un giocatore. Pantaleo Corvino lo aveva voluto per la sua capacità di lanciare i giovani come me, Vucinic, Ledesma, Chevanton, Cassetti, Pinardi e Giacomazzi. Era difficile seguirlo, perché era molto duro però alla fine i risultati sono arrivati: non abbiamo vinto ma ci ha fatto crescere. Zeman ha valorizzato Totti nella Roma poi Immobile e Verratti nel Pescara. Il caso di Verratti è emblematico: non ha mai giocato in A ed è passato dalla B al Psg. Il mister ci ha fatto diventare grandi giocatori.

Lei è passato dal Lecce alla Fiorentina: che cosa ricorda?

È stata una grande esperienza. Sono sbarcato a Firenze quando sono arrivati i fratelli Della Valle che hanno fatto partire un grande progetto costruendo una squadra da Champions: con Prandelli ci sono riusciti. L’arrivo di Corvino è stato importante per costruire una rosa con giovani talentuosi e giocatori di esperienza. La tifoseria era calorosa. Se perdavamo, la gente parlava già della partita successiva che avremmo dovuto vincere. Noi uscivamo dal campo stanchi morti e i tifosi pensavano già al prossimo impegno. La tifoseria viola è molto vicina alla squadra e si aspetta molto. Quando sono arrivato io l’allenamento era aperto: c’erano sempre mille persone, ogni gol era un boato.

Nella Fiorentina di oggi c’è il suo zampino? È stato lei a consigliare l’acquisto di Milenkovic e di Vlahovic?

Ai tempi del Partizan Belgrado ero compagno di stanza di Milenkovic: io ero stanco, ma lui voleva che ogni sera gli parlassi dell’Italia e della Juventus. Nikola diceva che nella sua carriera avrebbe giocato in Italia. Un giorno mi ha chiamato Corvino per chiedermi che cosa ne pensassi di Milenkovic e Vlahovic: gli ho detto di prenderli subito senza pensarci e che un giorno avrebbe incassato il doppio di quello che era disposto a investire. Non è un caso che questi due giocatori stiano facendo così bene. Milenkovic ha ancora grossi margini di miglioramento e lo vogliono già tante squadre, ma anche Vlahovic diventerà un campione. Entrambi sono un patrimonio della Fiorentina.

Nel 2006 lei è stato a un passo dall’Inter: perché è saltato il suo trasferimento?

Un giorno ero a casa a Firenze e mi stavo riposando. All’improvviso ho ricevuto una telefonata e ho risposto: dall’altra parte c’era Marco Branca, allora direttore sportivo dell’Inter. Ho riattaccato. Branca mi ha chiamato di nuovo, pensando che fosse uno scherzo ho riattaccato. Poi mi ha contattato il mio procuratore dell’epoca Gerry Palomba insieme a Romualdo Corvino: mi ha detto che dovevo rispondere a Branca. Allora il direttore sportivo dell’Inter mi ha chiamato di nuovo per chiedermi se volevo andare a giocare a Milano: gli ho detto subito di ‘sì’. Quel weekend era in programma Fiorentina-Chievo a Perugia. Branca mi aveva raccomandato di non fare casino e di stare tranquillo perché a fine partita avremmo concluso il mio passaggio all’Inter.

Che cosa è andato storto?

Prandelli mi aveva detto che non sapeva se avrei giocato: il mister era indeciso se mandare in campo me o Jimenez che era appena arrivato alla Fiorentina. Per un posto dietro Toni c’era in ballottaggio anche Pazzini. Il giorno della partita al mattino Prandelli ha comunicato che avrebbe giocato Jimenez. Ci sono rimasto male e mi sono innervosito. Il presidente mi ha chiesto spiegazioni: gli ho detto che non volevo parlarne perché ero molto arrabbiato. Lui mi ha detto di stare tranquillo perché c’erano tante altre partite che avrei potuto giocare. Ho litigato con Della Valle, ma non pensavo che lui se la fosse presa. Al rientro verso Firenze mi ha chiamato Corvino per chiedermi che cosa avessi combinato. La società ha deciso di mettermi fuori rosa e non sono andato all’Inter. Anche Branca mi ha chiamato per chiedermi che cosa fosse successo. Sono rimasto fuori per due settimane poi mi hanno convocato di nuovo e ho giocato titolare in Fiorentina-Inter finita 2-1. Poi l’estate successiva sono passato alla Juve nello scambio con Mutu.

Il resto dell’intervista su Il posticipo

Pescara-Salernitana, Zeman: “Due squadre a cui manca la continuità. Vorrei allenare ancora”

Zdenek Zeman interpellato sulla prossima sfida di B, Pescara-Salernitana, parla a 360° sul calcio italiano di A e B, sul Var, sul Napoli, sul mercato e sul suo futuro.

“Pescara-Salernitana? È una sfida tra due squadre che hanno espresso buon calcio, ma senza continuità. Il Pescara ha il vantaggio di giocare in casa, ma ultimamente all’Adriatico ci va poca gente. Ventura ha molta esperienza e se ha costruito la squadra insieme al Ds, bisogna lasciarlo lavorare. I campionati si vincono con la programmazione, costruendo la squadra adatta all’allenatore. Non credo nel mercato di gennaio. Alla Salernitana dei miei tempi, presero 15 giocatori a gennaio e non rimase nessuno”.

Serie B

“Il Pescara ha deluso? Sono tante ad aver deluso, l’Empoli e la Cremonese specialmente. È un campionato strano, se fai tre vittorie sei in A, se fai tre sconfitte sei in C. Il Benevento fa un campionato a parte, anche se non fa un buon calcio, vince con gli uno a zero e fino ad ora gli sta riuscendo, l’unica ad averli battuti è proprio il Pescara. C’è ancora tanto da giocare.”

Var, Serie A e Futuro

“Sono sempre stato contrario al Var. Doveva servire a limitare l’errore umano, ma ha fatto tanti errori quest’anno. Se la tecnologia fa errori è meglio farli fare all’arbitro.”

“La serie A non è in crisi come dicono, lo dimostra anche la nazionale, c’è meno pubblico perché ci sono troppe partite in tv che non sono nemmeno emozionanti, anche se Juve, Inter, Lazio e Atalanta giocano un bel calcio. Alcune società paradossalmente preferiscono poca gente negli stadi, così c’è meno rischio di incidenti. Sarebbe bello tornare a vedere bel calcio negli stadi senza incidenti.”

“La crisi del Napoli non me la spiego, dovrei essere dentro. Per me non è un problema di allenatore o di giocatori che improvvisamente non sanno più giocare. È una questione di testa e di motivazioni e la questione del ritiro ha aggravato il tutto”

“Futuro? Io vorrei fare ancora qualcosa nel calcio, purtroppo la mia volontà non basta. Per ora guardo calcio da casa e la Roma e la Lazio allo stadio”

Salvio Imparato