Allegri: “Su Higuain fiducioso, Sarri con le sue dichiarazioni mi mette in difficoltà”

Allegri in conferenza stampa a margine del big match, contro il Napoli di Maurizio Sarri, parla della situazione Higuain e si concede anche una battuta su l tecnico toscano

“Higuan si è allenato, ha dolore alla mano, ma sono fiducioso. Il Napoli merita la posizione in classifica, perché sta tenendo un passo importante, si parla molto dell’attacco, ma Maurizio è bravo con la difesa e il Napoli difende bene e sa sfruttare bene le caratteristiche dei piccoletti avanti. Per lo scudetto mi fanno paura anche Roma e Inter. Sarri dice che l’Inter fa un altro sport perché gioca una volta a settimana? Una volta parla di campo, una volta parla di nazionali, secondo me è una strategia permettermi in difficoltà, non lo commento, dico solo che preferisco giocare 3 partitein una settimana che allenarmi”.

SALVIO IMPARATO

Totti: “Mi piacerebbe lo scudetto al Napoli. Insigne con me avrebbe giocato dal primo minuto”

Bell’intervista a Francesco Totti, realizzata dal Corriere Della Sera, la prima da dirigente a stagione in corso. Tanti i temi, l’addio al calcio, Spalletti, la disfatta della Nazionale e i suoi sogni.

Cosa è cambiato?

«Tutto. La vita, la testa, il fisico. Ero abituato a fare sempre le stesse cose: sveglia presto, colazione, allenamento. Come una macchina. Adesso devo programmare la giornata. L’impatto non è stato semplice. Ho chiesto alla società se potevo ricaricare le batterie per un po’. Avevo voglia di dare un taglio, liberare la testa, godermi i miei figli. Me lo hanno concesso e li ringrazio, così ho potuto cominciare con il piede giusto il nuovo percorso. Sono rimasto nel calcio, che per me è la vita. È tutto».

Cosa può dare, da dirigente, chi non ha mai studiato da dirigente?
«Sono stato calciatore e conosco tutte le dinamiche. So come trattare un giocatore. Dentro lo spogliatoio può starci davvero solo chi ne conosce le parole, gli sguardi, i momenti giusti. Ho questa fortuna rispetto ad altri dirigenti, ho vissuto le dinamiche dello spogliatoio. Ci vado ogni giorno, come prima. Solo che adesso non mi spoglio».

Quanto pesano una giacca e una cravatta?
«All’inizio parlavo da solo, come un matto: sono infortunato, sono squalificato, adesso rientro. Però adesso mi sono abituato».

Passo indietro: 28 maggio, l’addio al calcio che ha commosso mezzo mondo…
«Così non me lo aspettavo nemmeno io. Qualcosa oltre il calcio. È stato emozionante per il mio sentimento verso di loro e il loro sentimento verso di me. Non ero Totti o il capitano della Roma, ero il fratello di tutti. Le facce della gente, piene d’amore, erano per me. Dirò una cosa che può sembrare brutta, perché la Roma conta più di tutto e l’ho sempre messa davanti a me: di quel risultato, ho capito, non importava tanto alla gente».

Roma, solo Roma, sempre Roma?
«La prima volta potevo andare al Real Madrid, perché non avrei vestito mai un’altra maglia italiana. Il cuore e la testa mi hanno fatto scegliere e non mi sono mai pentito».

C’è una seconda volta?
«Gli ultimi mesi con Spalletti sono stati complicati. Avevamo un bel rapporto, prima che se ne andasse nel 2009. Quando è tornato, mi sono messo a disposizione. Avrei preferito giocare di più, visto che era l’ultimo anno, però non ho nessun rimprovero da fargli. Ho accettato dignitosamente le sue decisioni. Mi è dispiaciuto, ma so che le scelte le fa l’allenatore e poi, semmai, ne paga le conseguenze. Ho ricevuto proposte per andare negli Emirati o negli Stati Uniti. Mi avrebbero ricoperto di soldi, ma avrei rovinato 25 anni d’amore. Poteva essere un’esperienza, non ero ben visto dall’allenatore in quel contesto. Però anche questa volta ho scelto la Roma».

I rapporti con Pallotta?

«All’inizio titubanti, ma ci siamo chiariti. Lui vedeva bianco e io rosso. Poi abbiamo trovato un colore in comune per il bene dalla Roma».

Italia-Svezia l’ha vista in tv?
«Non pensavo che succedesse questo dramma calcistico. A giugno accenderò la tv e non vedrò l’Italia, è surreale».

Con lei in panchina Insigne sarebbe entrato?
«Con me giocava dal primo minuto, è uno dei pochi che poteva risolvere la partita».

Federcalcio: da chi si dovrebbe ripartire?
«Da Damiano Tommasi. Primo perché è amico mio e secondo perché è competente. Una bella figura: giovane, trasparente, pulito. Se vai all’estero con lui fai bella figura».

Facciamo anche il c.t.?

«Montella. Rifaccio la Roma dello scudetto».

Il rimpianto calcistico?
«Non aver giocato con Ronaldo, quello dell’Inter. Il mio sogno, ma anche il suo. Ha segnato tanto, ma con me segnava ancora di più».

La Var le piace?

«Sì, ma bisogna vedere come si usa. Chi decide?».

A lei sarebbe stato fischiato qualche rigore in più?

«Sì, ma avrebbero visto anche qualche cazzata in più che ho fatto».

Lo sa che il suo video più cliccato è il calcio a Balotelli?

«Lì non c’era bisogno della Var. Era una cosa accumulata da anni, per quello che diceva sui romani. Dai e dai… Comunque è stato brutto quello che ho fatto».

Cosa è successo a De Rossi?

«Cose istintive, che purtroppo in campo succedono. Dopo dici: è impossibile che abbia fatto una cosa così. Lui è il più avvilito di tutti, adesso bisogna stargli vicino e basta».

Come va con Di Francesco?

«Con lui sono tutti contenti, c’è un gruppo solido. È aperto al dialogo, non ha peli sulla lingua. È tosto, è un abruzzese. Dice quello che pensa».

Farà mai l’allenatore?
«Diciamo che adesso non è una mia priorità».

Se lo scudetto non andasse alla Roma?
«Preferisco il Napoli, per cambiare. A Torino si saranno stancati di festeggiare. A Napoli ci camperanno per altri cent’anni pure loro. Mi piacerebbe uno scudetto al Sud».

E uno scudetto all’Inter?

«Eh, no, all’Inter no».

Spalletti, per i suoi 40 anni, le regalò il modellino della DeLorean di «Ritorno al futuro». Se potesse, preferirebbe andare avanti nel tempo o tornare indietro?

«Tornerei indietro. Dal 2000 al 2010 stavo al top, anni fantastici. Me ne basterebbe uno solo».

Zeman: “Dobbiamo migliorare più sul piano mentale che tecnico. Esonero? Ci sono dei problemi!”

Scuro in volto Zdenek Zeman nella conferenza post Sampdoria-Pescara, sembra non aver digerito i minuti iniziali della sua squadra, che si è trovata sotto 2-0 in pochi minuti, forse le scorie per la sconfitta di La Spezia hanno influito non poco sull’approccio alla gara. Ecco l’estratto delle parole del Boemo nella sala stampa del Ferraris, in apertura la mia domanda e poi quella dei colleghi presenti.

Mister buonasera, anche se vi siete trovati sotto in pochi minuti, la squadra ha mostrato a sprazzi quello che lei vorrebbe vedere, è indicativo il fatto che una delle giocate, che lei predilige da un play, l’ha eseguita il vostro portiere, Marco Pigliacelli?

Si Pigliacelli fa anche troppo il play, anche perché cerchiamo spesso il portiere giocando palla dietro, dopo il gol fatto abbiamo avuto più convinzione e abbiamo provato qualcosa, ma era troppo tardi.

Per tutto il primo tempo non si è mai alzato dalla panchina, era già rassegnato?

“Io mi alzo sempre poco, perché sono convinto che facciamo in campo le cose fatte in allenamento. Nel secondo tempo ho cercato di dirigere i ragazzi cercando di dargli qualche indicazione in più”

Dopo gli otto gol subiti,  in questa trasferta ligure, c’è qualcosa di buono che porta a casa?

“L’atteggiamento dei ragazzi nel secondo tempo di stasera, con la testa libera hanno fatto vedere che sono capaci di eseguire certi concetti, dobbiamo migliorare mentalmente più che tecnicamente, dobbiamo essere convinti dal primo minuto su quello che facciamo”

Mister visto il momento, ha paura di essere sostituito?

“Io vorrei fare tanto per questa squadra, vorrei che provasse di più a fare quello che chiedo. Come allenatore sono abituato ad essere in discussione, fa parte della nostra vita, mi piacerebbe uscire da questo momento con gioco e risultati, ma ci sono dei problemi!”

SALVIO IMPARATO

Giampaolo: “Ho visto un buon Pescara e Zeman è un patrimonio del calcio italiano”

Nella conferenza post Sampdoria-Pescara, Marco Giampaolo ha parlato della vittoria sul Pescara per 4-1,  ammettendo che con è stata una gara semplice – << La squadra di Zeman è una squadra di profondità, se le dai coraggio rischi di farla rientrare in partita>> – spiega il tecnico, a cui chiedo un’opinione sul Pescara del Boemo.

Buonasera Mister, hanno chiesto a Zeman cosa ne pensa della Sampdoria e lui ha risposto – << E’ un’ottima squadra che gioca un buon calcio, ma può fare meglio, e stasera ha fatto molto bene>> – quindi io le chiedo come ha visto il suo Pescara considerando che il Boemo è anche in discussione.

“Ho visto un buon Pescara, che è venuto qui provando a giocare a calcio e a tratti ci è riuscito creando arie occasioni da gol. Anche lui ha gestito gli uomini e giocato con dei giocatori che abitualmente non sono titolari, nonostante questo il Pescara mi ha fatto una buona impressione. Zeman è uno che lavora per dare una certa identità alle sue squadre, è un patrimonio del calcio italiano”

SALVIO IMPARATO

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Zeman: “Ci siamo addormentati, poi siamo migliorati come atteggiamento. Non abbiamo i piedi buoni per fare il possesso del Napoli, sono più per le verticalizzazioni”

Intervenuto ai microfoni di Rai Sport, dopo la sconfitta per 4-1 contro la Sampdoria, Zdenek Zeman ha parlato della partita e ha concesso anche una battuta sul Napoli

Cosa ci dice su questa partita?

“Siamo venuti per giocare, loro sono sicuramente superiori. Adesso dobbiamo pensare al campionato, speriamo di migliorare”.

Ha trovato le risposte in vista del match contro la Ternana?

“Come atteggiamento sì, abbiamo fatto un paio di errori sui primi due gol. Il secondo penso che sia in fuorigioco, ma non ne sono sicuro”.

La partenza non è stata delle migliori?

“Ci siamo addormentati, poi ci abbiamo provato ma è stato troppo tardi”.

Qual è l’obiettivo stagionale di questo Pescara?

“Io punto sempre a fare meglio, speriamo di giocarci almeno i playoff”.

Napoli-Juventus è già decisiva per lo scudetto?

“Decisiva sicuramente no, chi vince starà meglio. Il Napoli, anche se non ha fatto una buona partita nell’ultimo turno, vuole cercare gli stimoli giusti”.

Sarri gioca il miglior calcio? Possiamo paragonarlo al suo?

“Per me giocano con molto possesso palla, si vede che hanno i piedi buoni. I miei non ce l’hanno e non possiamo giocare così, io sono più per le verticalizzazioni”.

SALVIO IMPARATO

Sampdoria-Pescara, le formazioni ufficiali

Sorprese annunciate di formazione per Giampaolo e Zeman. Zapata e Torreira in panchina per i blucerchiati, mentre il Boemo lancia Ganz e Campagnaro dal primo minuto e rilancia Pigliacelli e Benali.

SALVIO IMPARATO

Caprari: “Zeman ci ha aperto le porte del calcio, con la sua intelligenza”

In un’intervista, rilasciata a il secolo XIX, Gianluca Caprari parla del suo passato Pescarese e di chi lo volle fortemente in Abruzzo, il Boemo Zdenek Zeman. Per la prima volta avversari stasera nella sfida di Tim Cup, dove cinque anni fa proprio al Ferraris furono protagonisti della storica promozione in serie A del Delfino, che ritornò nella massima serie dopo 19 anni.

“Per me Pescara è una parte importantissima del mio percorso calcistico e di vita. Quando sono uscito dalle giovanili della Roma, nel gennaio 2012, avevo 18 anni e mi sono trovato in una dimensione nuova e straordinaria come quel Pescara che faceva la B ma a fine stagione conquistò la storica promozione. C’erano dei grandi come Insigne, Immobile e Verratti e in panchina Zeman che aveva tra l’altro spinto per avermi. Il ricordo più intenso di quella stagione è stata proprio la partita contro la Sampdoria in cui una mia doppietta valse il ritorno in A. Oggi riparlare di quei due gol mi è più facile visto che anche la Samp per fortuna salì battendo il Varese e spero di essere stato perdonato dai tifosi blucerchiati”.

“A Pescara ho lavorato tanto, ci sono stati momenti belli e brutti, come la retrocessione, però delle 5 sstagioni conservo bellissimi ricordi. E naturalmente ho grande affetto e riconoscenza per mister Zeman, che per noi calciatori è stato non solo un allenatore che insegnava la cultura del lavoro ma anche una sorta di nonno speciale che ci ha aperto le porte del grande calcio con la sua esperienza e la sua intelligenza”.

SALVIO IMPARATO

Higuan niente Napoli, domani si opera alla mano

Tegola in casa Juventus, Gonzalo Higuain dovrà operarsi alla mano, fratturatasi in allenamento dopo uno scontro durante l’allenamento, pare con Marchisio. Quindi niente ritorno al San Paolo per il Pipita, apparso già ieri in panchina con una vistosa fascia alla mano sinistra, Allegri confermerà Mandzukic prima punta.

SALVIO IMPARATO

Udinese-Napoli 0-1, gli azzurri tornano in vetta

Vittoria importantissima ad Udine, per gli azzurri di Maurizio Sarri. Non bisogna preoccuparsi per la prestazione, dopo la Champions ed avanti una settimana che porterà al big match, venerdì sera contro la Juventus, un calo di brillantezza fisica e mentale ci sta e di questo ne è consapevole lo stesso Sarri, sicuro che il Napoli tornerà, già dalla prossima, ad esprimere il calcio proposto fino ad ora. A parte qualche sbavatura di chiusura e di passaggio, il Napoli ha rischiato davvero poco oggi, a parte un pò si sofferenza nel trovare la via del gol, merito della compattezza degli uomini di Oddo, che hanno offerto una prestazione adatta a chi cerca di portare a casa un pareggio a reti inviolate, in una giornata opaca del 4-3-3 partenopeo, ci erano andati vicino. Come previsto le mosse inedite di Sarri, viste martedì, sono state subito riproposte in campionato, vedremo spesso staffetta Insigne-Zielinsky.

SALVIO IMPARATO