Di Francesco ospite da Fazio: “Zeman ha una grande cultura del lavoro, mi faceva molto ridere e continua a farlo quando viene a cena” (VIDEO)

Fazio tu lo vedi tutti i giorni…

“Sì, il Comandante”.

Ma mi pensi quando parli con lui?

“No, in altre occasioni (ride, ndr)”.

Quanto ti rode quando ti danno consigli?

“Non mi infastidisce assolutamente, fa parte del calcio. Tutti si vogliono sentire importanti, anche nelle vittorie. Ci sono anche ottimi consiglieri”.

La Roma lotta per la Champions League.

“Credo che abbiamo fatto qualcosa di straordinario. Sono qui per lanciare un messaggio: io ci credo. Questa squadra ha fatto gare importanti in Europa, non voglio accontentarmi. Dobbiamo credere in questa rimonta”.

Tu hai fatto una conferenza postpartita che ho trovato esemplare.

“Volevo sottolineare il pessimismo che c’è in generale, io sono ottimista. Bisogna cercare di passare da errori, bisogna portare alla realtà lo sport, poi per me è una professione e bisogna passare da altre dinamiche”.

Il presidente Pallotta è stato molto chiaro nel rifiutare una certa tifoseria violenta.

“Sono contrario a ogni forma di violenza, perdipiù parliamo di una minoranza di persone che non hanno a che vedere col tifo, che possono rovinare l’immagine di una tifoseria grandissima, sotto ogni punto di vista. Sono stato anche un calciatore della Roma, la tifoseria è la prima a sostenerti, come farà mercoledì”.

Sulla rimonta contro il Barcellona.

“È questa la forza, guardare avanti, non andare dietro all’esaltazione”.

Realizzare i sogni è una tua caratteristica, anche con il Sassuolo.

“La cosa più bella è trasmettere gioia, vedere la gente gioire è la cosa che mi riempie più di orgoglio. Mi piace lasciare spazio agli altri e trasmettere, è il senso della mia vita”.

Tu volevi correre in bicicletta.

“Mia mamma è trentina, le origini mi hanno spinto a vedere il ciclismo. Ho provato, alla fine ha prevalso il calcio”.

Il tuo nome arriva dal portoghese Eusebio.

“Mio padre lo stimavaMi dovevo chiamare Luca, mi chiamo Eusebio Luca. Il codice fiscale mi ha salvato da altre situazioni di omonimi”.

Hai avuto come allenatore anche Zeman. Anche se non ne condividi la preparazione atletica.

“L’ho fatta, non è che non sono d’accordo, ne sento addosso le fatiche. Ha una grandissima cultura del lavoro, a volte si eccedeva. È un lavoro duro. Mi fa ridere, il suo modo di parlare, la sua ironia”.

Ancelotti ha rifiutato la panchina della nazionale, c’è anche Mancini, tu hai un’idea?

“Ci credo poco che abbia detto di no, sono entrambi grandi allenatori”.

Tuo figlio gioca nel Bologna.

“Quando giochiamo contro mi nasconde la formazione”.

Juve-Napoli?

“Dopo oggi, è favorita la Juventus. Che però deve venire a giocare da noi. Saremo determinanti, ma per noi stessi”.

Di Francesco regala la maglia di Federico Fazio a Fabio Fazio.

“Se non gioca lui, puoi entrare tu in lista”.

https://www.raiplay.it/video/2018/04/Eusebio-Di-Francesco—29042018-ed92f7ec-2f06-4a50-ab4d-34d0d7ed2bc1.html

SALVIO IMPARATO

Sarri: “Prima o poi questo dominio Juve finirà, perché impoverendo un sistema si impoveriscono anche i ricchi” (VIDEO)

Maurizio Sarri in conferenza stampa, nel post di Fiorentina-Napoli, evita di cadere nella trappola della polemica, piazzata dai colleghi della stampa partenopea, ma lancia una frecciatina sottile e velata alla Juventus.

“Voglio solo pensare al campo, nient’altro. Pensiamo al campo senza secondi pensieri e c’è una cosa che ci aiuta cioè nella vita tutto finisce. Prima o poi finirà.Chiaro, nel campionato inglese tutti gli anni vince una squadra diversa. C’è amore dei tifosi nei confronti delle squadre perché tutti possono vincere.”

https://www.youtu.be/fa13uOyUyKw

SALVIO IMPARATO

Un po’ tardi per i complotti, Zeman ci avverte da anni (VIDEO)

https://www.youtu.be/4n9z-WvcvxY

Un po’ mi fanno sorridere i post complottisti, anche se assolutamente fondati, ma lasciano il tempo che trovano, specialmente se l’anno prossimo continueremo a riempire le casse di tutto il sistema, sia chiaro uno scudetto del Napoli l’anno prossimo o addirittura quest’anno, per esempio, non cancellerebbe quello che abbiamo patito in questi 20 anni, anche perché né la frode sportiva VERIFICATA per doping e né calciopoli, hanno davvero scalfito la potenza criminale di quelli là. Io so solo, e lo ripeterò sempre fino alla morte, che un uomo solo ha avuto le VERE palle di attaccarli sul campo e fuori, battendoli con il Foggia, la Lazio e la Roma, con rose nettamente inferiori, gli sono stati portati via due campionati, li ha portati in tribunale e nessuno del calcio, dico nessuno, si è accodato sostenendolo, anzi da tanti che, oggi e da qualche anno, fanno la cantilena amareggiata ho sentito ripetere tutti i luoghi comuni iniettati dal sistema Juve con le spalle al muro : “ma non ha mai vinto niente”, “non cura la difesa”, “non sa allenare i campioni”, “il suo calcio è finito”, etc etc… Lasciato solo da tanti è ripartito dalla C nel 2009, da dove aveva costruito la prima Zemanlandia e ha vinto un campionato a Pescara contro errori arbitrali, poteri forti e continuando ad attaccare mediaticamente la Juve, e successivamente si è dovuto aspettare Benitez per ascoltare un tecnico dargli ragione sul doping dopo 20 anni. La carriera non l’ha rischiata per mosse d’ego, ma per difendere la legalità, la dignità di questo sport e ovviamente di chi lo segue. Quindi oggi che siete disposti a fare per cambiare questo sport e l’incolumità della vostra passione? Vi basterà solo uno scudetto? Io più di portarvi sotto casa di Zeman e proporvi di iniziare un’altra guerra per portarli di nuovo in tribunale e provare a radiarli non posso fare, c’ammà fa, facciamo la storia o facciamo facebook?

SALVIO IMPARATO

Allegri attacca, ma Adani non ci sta e regala un bel momento di calcio parlato (VIDEO)

Dopo la vittoria in rimonta sull’Inter, Massimiliano Allegri perde la pazienza nel post partita di Sky. Quando Adani gli fa presente, che il campionato sarà deciso più dalle giocate dei singoli che dal gioco, e gli chiede se non sarebbe meglio meritarsela la giocata, magari attraverso una migliore costruzione di gioco, il tecnico toscano sbotta e ribadisce che Juventus-Napoli è stata brutta da entrambe le parti.

“Fate troppa teoria, Il calcio oggi è diventato troppo teoria, a basket hai 24 secondi e se non riesce lo schema dai la palla a quello più bravo. Nel calcio, invece, pensate che si vince con gli schemi: se fosse così Messi e Ronaldo non varrebbero così tanto. Mentre dalle scuole calcio bisognerebbe iniziare a lavorare sulla tecnica dei calciatori, invece si pensa solo agli schemi e questo è il male del calcio italiano. Il calcio è molto semplice. Gli schemi? I giocatori, già da quelli piccoli, vanno fatti lavorare su tecnica individuale e tattica individuale. Poi serve organizzazione difensiva. Il calcio è semplice, non lo rendete complicato. Nel calcio la differenza la fanno i giocatori, non gli schemi. Le partite le vincono i giocatori ma voi continuate a parlare di schemi, bravi”

Con queste parole Allegri stizzito abbandona l’intervista e arriva pronta la replica di Adani

“Allegri ha sempre mostrato lucidità, ma stasera ha fatto l’esempio sbagliato, perché il basket si gioca sugli schemi, su situazioni provate in allenamento, perché la tecnica se non è applicata palleggi al circo, la tecnica che dice lui da sola serve per fare il giocoliere, invece quella applicata, intesa tra i giocatori, i cambi di direzione, uscite provate e uno contro, che fanno del calcio lo sport più bello del mondo, ma se fai l’esempio del basket devi sapere che vince per gli schemi, che servono per liberare i giocatori più forti, come succede nella Juve con Dybala e Higuain, ma ripeto vince per gli schemi. Non è giusto rendere schema una parola vuota, forse è una parola fredda ma racchiude intese, coraggio e condizioni fisiche, cose che fanno parte dell’animo umano e danno vita al calcio, qui parliamo di idee. Perché dalla tecnica non sempre escono idee per uscire da una difficoltà di gioco? Io sono qui per imparare e non chiedo per giudicare, voglio capire perché contro il Napoli non fai un tiro in porta, perché soffri con l’Inter in 10, che strategie e principi di gioco proponi alla squadra? Non mi sta bene che si renda schema una parola vuota, che si minimizzi dicendo che facciamo teoria, noi parliamo di idee che danno animo ad un gioco, ed è quello che ci piace”

https://www.youtu.be/vOjdi9D8bLU

SALVIO IMPARATO

Siviglia, esonerato Montella per la seconda volta in stagione

La notizia era nell’area, ma adesso è ufficiale: il Siviglia esonera Vincenzo Montella. L’ex allenatore del Milan, arrivato a Siviglia lo scorso dicembre, paga il pessimo andamento nella Liga. Gli andalusi non vincono da più di un mese, il 13 marzo l’ultima vittoria contro lo United in Champions. In 28 partite l’allenatore italiano ha collezionato 11 vittorie, 7 pareggi e ben 10 sconfitte. Ieri è arrivata quella contro il Levante, da lì la decisione del presidente Castro di esonerare l’allenatore. Il club ha scelto Joaquin Caparros come suo successore fino al termine della stagione.

Pillon: “Se la squadra corre è merito di Zeman, è un maestro e lo ringrazio”

Alla seconda vittoria consecutiva sulla panchina del Pescara, Bepi Pillon elogia e ringrazia il suo precedessore Zdenek Zeman. Chi segue il Boemo da tanti anni è abituato ad ascoltare i suoi successori attaccarlo, spesso in palese malafede (ndr), o prendersi tutti i meriti di un positivo cambio di rotta. Il tecnico friulano invece, che ha dei sicuri meriti, ci ha tenuto in modo elegante a condividerli anche con chi su quella panchina è stato seduto tante partite prima di lui. Ora la salvezza è più vicina e i complimenti vanno fatti a Pillon e ai ragazzi dopo lo 0-3 odierno, inflitto alla Ternana.

“Sono tre punti importantissimi ma non è finita perché hanno vinto anche le altre. Sono molto contento della prestazione ma dobbiamo mantenere la testa bassa e pensare al Cesena. La media salvezza si è alzata. Abbiamo fatto bene nel giro palla e nell’aggressione, bene la linea difensiva, il lavoro di squadra è stato buono e per la prima volta non abbiamo subito gol, questo è importante. Questa è una squadra che ha la fase offensiva nel suo DNA, serve migliorare in fase difensiva e oggi è stato fatto nel miglior modo possibile”.

“Abbiamo tenuto palla e li abbiamo sfiancati – ha aggiunto – sono concentrato sulla salvezza, per i tifosi, per la società e per la squadra la Serie B è un patrimonio. Poi se le nostre strade proseguiranno insieme sono felice, a Pescara sto bene, ma ora penso a altro. Balzano purtroppo si è stirato, una grande perdita perché stava facendo bene ed è un giocatore di grande personalità. La forma fisica è merito di Zeman, se stiamo bene è grazie a lui che per me è sempre un maestro. Oggi è stato un Pescara dominante? Mi è piaciuto come abbiamo giocato, le cose si stanno aggiustando ma, ripeto, penso alla prossima. Ho costruito la partita proprio in questo modo, volevo chiudere tutte le linee di passaggio e non far giocare Tremolada. Siamo stati molto corti e sono contento della prestazione. La gestione della palla è stata ottima, non abbiamo subito gol e questo mi da soddisfazione. Anche sul 2-0 abbiamo gestito la gara in modo esemplare, contro lo Spezia avevamo subito 2 gol. Ora c’è uno scontro diretto importantissimo contro il Cesena martedì. Continuiamo a testa bassa, conosco molto bene le insidie della Serie B”.

SALVIO IMPARATO

E allo Stadium passò l’R2

Chi ha bazzicato per almeno un buon lustro il tratto di strada che collega Piazza Garibaldi a Piazza Borsa, altro non fosse che per occupare, con profitto o meno, i banchi delle variegate facoltà universitarie che popolano il Rettifilo, sa che fino all’apertura della fermata della metro collinare della stazione centrale di Napoli un autobus a forma di serpentone ha assunto i contorni, a seconda dei casi, di acqua nel deserto o di Satana a tre corna. R2 il suo nome. Ed ai napoletani dirà tanto.

L’R2 aveva ed ha una caratteristica: il caos. Sia quando si saliva che quando si scendeva. Preso d’assalto dinanzi alla statua di Garibaldi – con scene di calca da intervento quotidiano di un’immaginifica Celere – e abbandonato di corsa prima che le porte si chiudessero in faccia alle frotte di varie umanità che, scendevano sempre all’altezza dello stesso punto: poco prima di piazza Borsa. E ritorno. Pari pari.

Il serpentone, trasformatosi d’improvviso in un il cilindro in cui la saturazione dell’ossigeno raggiungeva livelli accettabili, garantiva un prosieguo del viaggio discretamente confortevole. I posti a sedere iniziavano a non mantenere più le sembianze di una chimera. Una perifrasi per dire che, da un certo momento in poi, si stava abbastanza larghi.

Dopo un sofferto viaggio d’andata, il mezzo più ambito dai napoletani si è fermato ieri. Non a Piazza Borsa, ma allo Juventus Stadium di Torino. In effetti, sul bus si iniziava a stare decisamente larghi ed era prevedibile tornasse pieno zeppo come un uovo. Quei pochi che erano rimasti erano lì, seduti comodi ad osservare lo spettacolo: “Permesso!! Permesso!! Fate passare o’vicchieriello, ca s’adda assettà…”. Perché Il vecchierello, furbetto come pochi, supportato da orde di amici, pieni di reverenza o di compassione non è dato sapere, sa che dal carro può salire e scendere quando vuole. Tanto, nessuno farà notare che, magari, l’età è una scusa e sarebbe stato più corretto, per stare comodi, salirci a tempo debito.

Assieme a lui, altri spingono forte e ti danno la sensazione, pur da seduto, di stare sottovuoto come un pacchetto di caffè da 250 g; altri ancora si esercitano con una buona dose di demagogia a chiedere di pensare ai bambini che in piedi nell’ex carro vuoto ridiventato carnaio iniziano a soffrire. Altri ancora, con un gioco di prestigio, provano a fregare il portafogli. Non mancano i ragazzini in pieno ormone adolescenziale: “Se facciamo l’incidente muore solo il conducenteee!!”. A completamento del quadro chi, ad un conducente che da uomo solo al comando si ritrova tirato per la giacchetta ad ogni cazzo di fermata da chi, ormai, vorrebbe salire ma non c’è più posto. Proprio lui, sudato, senza neppur poter sfumacchiare una sigaretta, sa che Piazza Garibaldi e la stazione pur vicina sono in realtà lontane. E che, magari, arriverà pure qualcuno che tirerà le pietre. O, peggio ancora, il timore che il bus si rompa. Per cause da lui indipendenti ma che a lui, nell’immediato, verrebbero imputate. E allora immagina le urla della gente, le maledizioni al servizio pubblico che, ovviamente non funziona mai. In salsa un po’ nera ed un po’ verde. Tra un “Ci vuole LVI, caro lei!”, con cui i mezzi arrivavano in orario e l’auspicio di una passata di Salvini, che ci sta sempre bene.

Poi, però, piazza Garibaldi arriva. E scompaiono i vecchietti che da semiparalitici diventano Bolt, la guagliunamma piena di testosterone, i mariuncielli , ed anche le signore che urlano “Permeeeessoooooooo!”.

E lui può fumarsela quella sigaretta. In santa pace. Con un bel dito medio a tutti.

PAOLO BORDINO

Koulibaly sale in cielo per provare a rubare lo scudetto al destino. Com’era la storia della marcatura ad uomo?

Il Napoli di Maurizio Sarri a sorpresa sbanca l’Allianz Stadium e si porta a meno uno dalla Juventus. Allegri ha messo in campo un 4-2-3-1 offensivo, che però è sembrato più propenso a cercare il pareggio ed evitare la sconfitta. La partita è stata poco brillante, ma fatta esclusivamente dal Napoli, che non ha concesso nessun tiro in porta ai bianconeri. Il Napoli è partito con il classico 4-3-3, giusto da parte di Sarri non negare ai titolarissimi questa finale, i ragazzi hanno sfoderato una prestazione ottima, nonostante le ultime fatiche e hanno giocato molto meglio della Juve. A metà secondo tempo la sensazione principale suggeriva che per vincerla, con i molti cross alti nell’area bianconera, l’immediato l’impiego di Milik in campo, con il 4-2-3-1 più che con il 4-3-3, magari per facilitare il gioco di Mertens liberandolo dalle marcature, ma alla fine ha pagato la scelta conservativa in cui Koulibaly, Insigne e Mario Rui sono stati i migliori in campo. Con questa impresa Sarri e il suo Napoli entra nella storia centrando la doppia impresa di rendere sterile la Juventus e vincere per la prima volta in questo stadio. È anche la prima vittoria veramente decisiva di Sarri da quando è a Napoli, anche senza osare, restando fedele al suo credo ha vinto con le certezze e la solidità dell’impianto di gioco, a lungo criticato perché non vincente, ricordate quante ingiurie a Sarri dopo il gol di Sergio Ramos? Si parlava dell’errato posizionamento della difesa a zona sui calci piazzati e non ad uomo, bene oggi Koulibaly era marcato da Benatia ad uomo ed è salito in cielo per provare a rubare lo scudetto al destino, che voleva un Napoli a terra ormai arreso alla sconfitta finale. Questa storia insegna che non bisogna mai mollare, solo così si può smentire la sorte, e infatti il Napoli ha tenuto e ha smentito tutti, tutte le critiche e anche chi vi scrive.

SALVIO IMPARATO

Pescara-Spezia 3-2, con una tripletta di Mancuso gli abruzzesi tornano alla vittoria

Tornano i 3 punti in casa Pescara, finisce la maledizione che ha contraddistinto il dopo Zeman. Fa piacere la tripletta di Mancuso, che quest’anno ha avuto molte difficoltà nel fare il salto di categoria, ma è sempre stato generoso e lo rimarcava spesso anche il Boemo Zdenek Zeman, a cui sicuramente farà in un certo senso piacere vedere la sua ex squadra allontanarsi dalla zona play out. Buona prestazione della squadra, che avrebbe meritato anche un gol in più, ma anche ha rischiato una pericolosa rimonta nel finale, concedendo i primi gol in serie B di De Francesco e Mulattieri.

SALVIO IMPARATO