Sarri ai 50 anni della Fulgor: “Non posso dire molto al momento” (VIDEO)

L’USD Fulgor Castelfranco ha festeggiato i cinquant’anni di storia, con un evento organizzato presso il teatro comunale Wanda Capodaglio con un incontro sul tema “Il calcio e lo sport come divertimento, mezzo di formazione e stile di vita”. A Castelfranco di Sopra (provincia di Arezzo) era presente anche Maurizio Sarri, tecnico del Napoli dal 2015 e legato al club partenopeo fino al 2020 con la clausola rescissoria che scade nelle prossime ore, il 31 maggio. Sulle tracce dell’allenatore ex Empoli c’è il Chelsea, che sta lavorando per assicurarsi il tecnico senza pagare la clausola di otto milioni di euro ad Aurelio De Laurentiis. Sarri, intanto, ai giornalisti presenti non ha voluto parlare del presente e del possibile futuro. Nessuna parola su Napoli e Chelsea, dunque, l’allenatore s’è trincerato dietro queste parole: “Non posso dire molto in questo momento”. Intanto si attende la mossa dei blues, per liberarlo dal Napoli che la settimana scorsa ha annunciato l’arrivo di Carlo Ancelotti per le prossime tre annate sportive.

https://www.youtu.be/1U–uTNnf3o

SALVIO IMPARATO

Zidane lascia il Real, Conte in pole

Zinedine Zidane convoca una conferenza a sorpresa e annuncia l’addio al Real Madrid, dopo 876 giorni alla guida dei Blancos il tecnico francese, che durante la sua permanenza in panchina ha alzato al cielo 9 titoli sui 13 possibili tra cui tre Champions League consecutive. Florentino Perez in schock è costretto a guardarsi attorno per sostituirlo, il pole Conte, Pochettino e Wenger.

“Ho perso la decisione di non proseguire la mia avventura a Madrid il prossimo anno. Credo che sia il momento giusto per andarsene, sia per me sia per il club”.

“Quello che penso è che questa squadra deve continuare a vincere e per farlo ha bisogno di un cambiamento e di un’altra tipologia di lavoro. Tengo molto a questo club, ringrazio tantissimo il presidente che mi ha dato la possibilità di venire qui, prima da giocatore e poi da allenatore. Ma ora ho preso questa decisione e credo sia quella migliore”.

SALVIO IMPARATO

Koulibaly: “Scudetto perso da Sassuolo in poi. Sarri mi ha trasmesso un’altra visione del calcio”

Lunga intervista concessa So Foot da parte di del difensore azzurro Kalidou Koylibaly

SCUDETTO

“Lo scudetto l’abbiamo perso contro squadre che avremmo dovuto battere: Sassuolo, Milan, Chievo. Anche se giocare sempre dopo la Juve non era facile, perché influisce sulla pressione per il risultato. Capisco che fossero in Champions, ma ad un certo punto ne sono usciti ed è stata dura psicologicamente. E difficile è stato assistere alla sconfitta dell’Inter con la Juve.

GOL ALLO STADIUM

Non mi ricordo più cos’è successo dopo il gol. Per me è importante restituire l’affetto della gente.

RAZZISMO

Difficile far finta di niente. Ma quel giorno un bambino laziale si scusò per quanto successo. Gli regalai la maglia. La volta dopo i tifosi del Napoli vennero allo stadio con delle maschere con il mio volto ritratto. La prova che mi sono vicini. Il problema è di tutto il Paese e anche i napoletani lo subiscono, perché gente del sud. Da franco-senegalese ho amato anche Marius Trésor, Desailly, Thuram. Non solo perché neri, ma anche perché si sono integrati in Francia.

FUTURO

Ho ancora tre anni di contratto, vedremo. Peccato Reina sia andato via.

BENITEZ

Ma gli riattaccai in faccia due volte, pensavo fosse uno scherzo. De Laurentiis voleva uno sconto perché ero dieci centimetri più basso di quanto aveva letto su Internet.

Benitez mi diede una lezione con bicchieri e forchette al posto di difensori e attaccanti. E mi chiedeva come mi sarei mosso. In quindici minuti ho imparato un sacco di cose»..

SARRI

All’inizio però non mi calcolava. Gli chiesi di essere ceduto. Il club si oppose. Poi iniziò a farmi giocare. E pur di non uscire dai titolari giocavo anche se ero sfinito. Sarri mi ha trasmesso un’altra visione del calcio. Certi allenamenti senza opposizione sono da pazzi”

Braida: “Zeman incarna la filosofia che vogliono in Spagna e ha provato a portarla in italia”

Ariedo Braida, attuale direttore sportivo del Barcellona, premiato da Fabio Capello, durante la cerimonia Football Leader 2018, nomina ed elogia Zdenek Zeman nel corso del suo discorso di ringraziamento

“Il calcio italiano, visto dalla Spagna, è in bassa marea. Ma bisogna girare per capire cosa accade, la Spagna in questi anni sta insegnando tanto. Bisogna che il calcio italiano esca dai confini e capire dove imparare nuove metodologie, è importante la filosofia. C’è qui Zeman che ha provato a incarnare il calcio offensivo che vogliono in Spagna, lì vogliono giocare a calcio altrimenti i tifosi protestano con la Panolada. In questo momento, in Italia, c’è bisogno di imparare da loro”.

SALVIO IMPARATO

Zeman: “A Pescara ha influito l’aspetto economico, quello calcistico è andato a rotoli” (VIDEO)

Uno Zdenek Zeman in forma, quello visto a Napoli alla cerimonia di premiazione Football Leader, abbronzato e rilassato si è goduto lo spettacolo ed è stato il personaggio più cercato, per domande e selfie sacrificando anche una sigaretta, che finalmente si apprestava ad accendere all’esterno dell’Hotel Royal del lungomare partenopeo, con eleganza e disponibilità si é concesso a tutti, ovviamente siamo riusciti ad avvicinarlo e fargli qualche domanda.

Mister a Pescara è tornato prendendosi una retrocessione, cosa è successo tra lei e Sebastiani visto che ci si aspettava un mercato diverso?

“Penso che ha influito negativamente l’anno in serie A per l’aspetto economico e l’aspetto calcistico è andato a rotoli, in 7 mesi ho allenato 50 giocatori e non è facile costruire qualcosa e fare una squadra”

Sebastiani ha interferito nel suo lavoro?

“Beh lui deve gestire prima di tutto la parte economica, anche se 50 giocatori nella rosa costano di più di quello che si poteva risparmiare prendendo giocatori che servivano alla squadra”

Allenerà ancora? Ha qualche offerta?

“Non dipende da me, io non mi posso chiamare, per ora non ho parlato con nessuno”

Tra Insigne, Verratti e Immobile chi ha ancora margini di miglioramento?

“Penso che Insigne calcisticamente è il migliore talento di tutti. Verratti è stato tre o quattro volte il miglior giocatore in Francia, anche se continuo a dire che deve giocare regista da solo nel mezzo, non affianco a qualcuno, non è cosa sua nel senso che non ha la corsa di una mezzala. Immobile invece ha fatto un grande campionato è sempre generoso, si mette a disposizione della squadra e segna tanti gol, se continua ad avere questa voglia resta un giocatore importante”

Manca un anno in A con lei ad Insigne?

“Diciamo che lui ha visione di gioco, fantasia, dribbling e tiro, il gioco ad un tocco penalizza chi ha queste qualità, è limitante”

https://www.youtu.be/MaDSqdC4QXs

SALVIO IMPARATO

Guardiola: “A Sarri non manca nulla, é un fuoriclasse”

Pep Guardiola in occasione della “Fondazione Vialli e Mauro Golf Cup 2018“, ha parlato di Sarri, Real, Mondiali, Juventus e mercato.

MERCATO – «Ogni estate c’è grande movimento tra calciatori e allenatori? Un mio ritorno in Italia? Forse, chi lo sa».

JUVENTUS – «Vicere sette anni di fila è difficle. Hanno grande forza come squadra e come società, oltre ad avere un ottimo allenatore. E poi quest’anno hanno battuto una delle squadre migliori del mondo come il Napoli. Tanti complimenti a loro.

ALLEGRI – «Se ha vinto quattro double di fila vuol dire che ha tanta costanza, è molto bravo».

MONDIALI – «Le favorite sono le solite: Inghilterra, Germania, Spagna, Argentina, Brasile. Quelle di sempre, speriamo di goderci un bel mondiale».

SARRI – «È uno dei più forti in assoluto. A volte gli allenatori si giudicano per quello che hanno vinto ma bisognerebbe vedere il modo in cui giocano le squadre. Quello che ha fatto con il Napoli è incredibile, uno spettacolo. Cosa gli manca per vincere? A volte sono i piccoli dettagli a fare la differenza. Magari se la Juventus avesse perso 1-2 con l’Inter, il Napoli sarebbe stato campione: non dobbiamo dimenticarlo. È chiaro che a vincere spesso siano le squadre e le società più forti».

Capello: “Ancelotti troverà la chiave per vincere”

Capello: “Ancelotti troverà la chiave per vincere, come feci io quando ho sostituito Sacchi e Zeman”

Fabio Capello, durante l’evento Football Leader, ha parlato a Sky Sport anche del nuovo ciclo della Nazionale con Roberto Mancini, di Balotelli e dell’arrivo di Carlo Ancelotti al Napoli.

Ancelotti al Napoli? Mi ha sorpreso la rapidità di De Laurentiis, come abbia visto dubitare Sarri e sia andato subito da Ancelotti e come lui abbia accettato. Ha avuto garanzie dal presidente sugli acquisti. Con lui il Napoli può fare ancora un salto di qualità ed avvicinarsi alla Juventus. Quando arrivi in una squadra bisogna capire quali sono i punti di forza e di debolezza, anche sul piano del gioco. Ancelotti ha questa esperienza. Io ho sostituito Sacchi, Zeman… E ho trovato la chiave per vincere.

Così anche Ancelotti, che fa esprimere un calcio piacevole facendo vincere le sue squadre. Nazionale? Mancini ha un po’ di tempo, inizia a capire il valore dei giocatori selezionati, le loro caratteristiche, il sistema di gioco. E’ un momento di studio. Capiremo le cose buone e quelle che non vanno bene, senza criticare tanto perché per lui è la prima volta da ct. E’ diverso dall’allenare una squadra di club: devi aspettare, ripartire, ricominciare da capo con frasi giuste per stimolare i giocatori, correggere gli errori. La fortuna è trovare una squadra vincente con giocatori italiani per puntare su di loro. Balotelli? E’ un’altra occasione, ne ha avute tante. Se Mancini gli dà questa chance vuol dire che ha fiducia in lui. La maglia della Nazionale è molto pesante, vedremo se i giovani sopporteranno questo peso”.

Rastelli: “Sarrismo e Allegrismo non sono nuove filosofie. Zeman un innovatore. Cagliari grande piazza ma…”

Al convegno “Sarrismo e Allegrismo”, organizzato da Football Leader 2018, è intervenuto anche l’ex allenatore del Cagliari Massimo Rastelli. Ai nostri microfoni ha parlato di Sarri e Allegri, del Cagliari e di Zdenek Zeman.

Mister il tema della giornata è il Sarrismo e Allegrismo. Io sostengo, azzardando, che non siamo davanti a nuove ideologie e filosofie di gioco

“No infatti, perché quello offerto da Sarri si è visto all’epoca fatto da Sacchi e si è visto fatto da Guardiola. Poi è normale che ogni allenatori cerchi di personalizzare, ma sicuramente ha attinto da queste filosofie e in modo perfetto bisogna dirlo, quindi su questo sono d’accordo con te.”

Quando abbiamo seguito Zeman a Cagliari, nel primo anno di Giulini, lo abbiamo fatto molto da vicino con Paolo Bordino. Forse il limite di Cagliari sia un ambiente che fatica di staccarsi da certi personaggi tossici e da certi modi di fare

“Si (annuisce sorridendo) diciamo che è una piazza importante, una delle più ambite del calcio italiano e quindi è molto esigente, per un allenatore è molto bello lavorarci però come tutte le piazze ci sono cose radicate difficili da estirpare. Su quella che è la mia esperienza a Cagliari penso che la gente abbia un ottimo ricordo, sono contenti, almeno da quello che so io, dei risultati, di come ho lavorato e di come mi sono posto nei loro confronti, quindi va tutto bene”

C’è qualche proposta interessante in vista per il futuro di Rastelli?

“Vediamo, qualcosa c’è e visto che sono appena finiti i campionati i prossimi 10 giorni saranno fondamentali per trovare qualche soluzione”

Lunedì sarà premiato Zdenek Zeman alla carriera, da allenatore che pensa del Boemo?

“Penso che quello che ha fatto Zeman per il calcio in generale e per quello italiano, sia sotto gli occhi di tutti. È stato un innovatore e ha portato una certa cultura in un paese dove contava solo il risultato, cercando di cambiare una mentalità molto diversa dalla sua. Ha mantenuto la sua idea di gioco dagli anni 80 ad oggi e quando ha avuto la materia prima, il suo gioco è stato esaltato maggiormente.”

SALVIO IMPARATO

Ulivieri: “Non parlerei di Sarrismo e Allegrismo perché non sono idee nate ora” (VIDEO)

Renzo Ulivieri, attuale presidente dell’Asso Allenatori ed ex Parma, Bologna e Napoli, è intervenuto ai nostri microfoni dopo il convegno “Sarrismo e Allegrismo”, organizzato da Football Leader 2018

Mister si può riassumere dopo questo convegno che è difficile parlare di Sarrismo e Allegrismo, in quanto non ci troviamo di fronte ad innovazioni filosofiche?

“Si più Sarri e Allegri, d’altra parte le idee di Sarri non sono nate mica ora, il giocare corto, il non mettere a rischio la palla, ma cercare di proteggerla da un possesso esasperato, il muovere continuamente la palla, queste le idee fondamentali di Sarri. Ci sono anche altre idee, c’è chi dice che bisogna arrivare velocemente in avanti, come Sacchi o lo stesso Zeman. Io credo che Sarri abbia fatto tante di queste cose perché aveva i giocatori adatti a quello, gli allenatori bravi sono quelli che sanno adottare idee e sistemi di gioco in base alle caratteristiche dei giocatori che hanno.

Quindi Zeman e Sacchi restano i due veri innovatori del calcio italiano?

Con Zeman e Sacchi il calcio è cambiato molto, ma noi ci siamo emozionati anche con i mondiali dell’82

Infatti intendevo innovatori dopo gli anni 80

Cose nuove ce ne sono, da Sacchi e Zeman, che ne hanno portate, il mondo è cambiato

SALVIO IMPARATO

Ballardini: “Sarrismo e Allegrismo? No è più giusto dire Napoli e Juventus” (VIDEO)

Intervenuto al convegno “Sarrismo e Allegrismo” organizzato dall’evento Football Leader 2018, Davide Ballardini, attuale allenatore del Genoa, è intervenuto ai nostri microfoni per approfondire l’argomento.

Mister si può riassumere da questo convegno che più che parlare di Sarrismo e Allegrismo, si debba parlare di Sarri e Allegri in quanto effettivamente non siamo di fronte ad innovazioni filosofiche?

Per me si può parlare di Napoli e di Juventus: gli azzurri sono stati competitivi nel nostro campionato, mostrando probabilmente il calcio migliore e l’espressione di calcio che era diversa da tutte le altre, mentre la Juve ha confermato il suo stile, mostrandosi sempre al top e gestendo le emozioni in modo diverso dalle altre: non parlerei di sarrismo e allegrismo, ma piuttosto direi Napoli, con un idea piacevole di gioco, e la solita Juventus.

Durante il convegno ha detto che, rispetto a Sarri, preferisce arrivare in porta con più profondità e meno passaggi. Una filosofia simile a Zdenek Zeman, il Boemo verrà premiato qui lunedì, da allenatore ci dica due parole sul Boemo

Io voglio che la mia squadra arrivi vicino alla porta avversaria in pochi passaggi utili, ma non c’entrano niente le idee degli altri.

Non le volevo dare del zemaniano, solo un opinione sul l’allenatore

L’idea è pericolosa quando è l’unica che abbiamo, ricordatelo sempre

SALVIO IMPARATO