Sarri ancora in vacanza, riservato ma disponibile ad autografi e selfie (foto)

Sarri è ancora in vacanza a San Benedetto, ecco l’articolo e le foto di La Nuova Riviera inedite che lo ritraggono rilassato nella calma della collina

In attesa che arrivi la chiamata dal Chelsea, Maurizio Sarri si gode il sole del Piceno. Una vacanza che per l’ex allenatore del Napoli proseguirà ad oltranza, almeno fino a quando da Londra non arriverà la tanto attesa telefonata che lo porterebbe a sedersi sulla panchina dei blues.

Riservato, ma disponibile ad autografi e selfie, Sarri ha scelto il silenzio della collina. Tuttavia, lo si può trovare a passeggio nel centro di San Benedetto così come in un bar di Acquaviva, a parlare del più e del meno come un residente qualsiasi.

Al suo fianco l’inseparabile moglie e il cane Ciro, raccolto fuori da Castel Volturno e al quale è affezionatissimo. Nel weekend capita poi che a raggiungerlo nel “buen retiro” sia il figlio. Appassionato di libri, ne divora tantissimi. Ama il porto e il molo e, nelle sue camminate, sono tappe immancabili.

A inizio giugno stupì tutti presentandosi al Riviera delle Palme per il match tra Samb e Cosenza. Nulla di strano per chi di gavetta ne ha fatta tanta e il pallone lo ama in tutte le sue forme. Poche ore dopo, a cena, snocciolò a memoria la formazione rossoblu di Bergamasco che conquistò la serie B.

Si racconta che in Inghilterra vivrà nel centro sportivo del club. Un motivo in più per godersi al massimo il relax marchigiano.

SALVIO IMPARATO

Finalmente il Chelsea contatta il Napoli per Sarri, parola di Carlo Alvino

Se Carlo Alvino, giornalista molto vicino a De Laurentiis, si espone su una trattativa, che da più di un mese non ha trovato reali sviluppi e conferme, bisogna fidarsi. Ecco il tweet del collega di TvLuna che diffonde la notizia dei contatti tra il club di Abramovich e il Napoli di ADL

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De Laurentiis: “Siete proprio sicuri che Sarri va al Chelsea? Per Hamsik mi hanno solo offerto un giocatore che giocava in Cina” (VIDEO)

De Laurentiis intercettato all’esterno della prefettura di Napoli, per discutere con il comune e la regione la questione stadio, ha parlato anche del calciomercato e tra battute pizzicotti ai giornalisti si è sbilanciato in qualche dichiarazione sul portiere, Hamsik e Sarri.

“C’eravamo tutti, noi, il Comune, il Commissario per le Universiadi, la Questura, la Prefettura e la Regione. Lavoreremo insieme per mettere in sicurezza il San Paolo. L’incontro è andato bene, altrimenti non sarei qui a parlare.  I sediolini? Saranno sostituiti, stiamo preparando le condizioni affinché l’operazione sia completa oltre il 30 aprile”. La chiusura è sul mercato: “Ruiz? Ho offerto i 30 milioni della clausola. Sarri? Siete sicuri che vada al Chelsea? Il portiere? Areola, Meret ma ce ne sono anche altri tre di cui non faccio ancora i nomi”.

“Hamsik? Per me vale 35 milioni di euro. Posso accettarne 30 entro lunedì, altrimenti poi ne voglio 40”. Aurelio De Laurentiis non farà sconti al suo capitano che ha voglia di provare l’esperienza in Cina. “Finora mi hanno offerto 15 milioni o meglio un giocatore che gioca in Cina e io chiaramente non lo voglio”.

Se il Chelsea mi ha chiamato per Sarri? Quando penso al Chelsea, lo sapete, canto ‘Marina, Marina’ (riferendosi a Marina Granovskaia, il braccio destro del presidente del Blues Abramovich, ndr). Sarri si vuole portare Albiol a Londra? Ma siete sicuri che possa andare al Chelsea? Vedremo”.

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De Laurentiis: “Sarri non mi ha mai chiamato, neanche il suo manager”

De Laurentiis in un’intervista rilasciata al Corriere Dello Sport parla di mercato, di Ancelotti e di Sarri.

“Con Ancelotti ci sentiamo tutti i giorni e non ha mai avanzato pretese. È un uomo sicuro di sé. Ha padronanza del segno del comando. Il Napoli è in continua evoluzione e Ancelotti è la risposta più intrigante che potessimo dare a noi stessi: lui s’è voluto concedere la “libido” di vivere a Napoli. Lo conosco da tempo mi ha colpito la sua serenità, come me ritiene sia vitale mettersi in discussione, misurarsi”.

“La sua arte calcistica verrà messa al servizio di questi ottimi calciatori, che vanno ritenuti grandi perché lo sono e lo hanno dimostrato. Il Napoli ha una sua identità e un suo progetto. Cinque anni fa, Benitez ha cominciato a sviluppare questo club in chiave internazionale con la sua intelligenza e la sua cultura. Con Carlo facciamo un ulteriore passo in avanti”.

“Servono due portieri, un esterno basso che sappia difendere, se vanno via Jorghinho e Hamsik anche due centorcampisti. E poi abbiamo già preso Verdi: vedrete, che da noi Simone sarà più sereno e farà grandissime cose. Il portiere non è un’ossessione nostra. Io voglio accontentare Ancelotti, innanzitutto. A me piace molto Meret, però quando vai dai Pozzo sai che i prezzi diventano illogici. Areola è bravissimo, come altri; Keylor Navas ha esperienza. Ma il Napoli non ha assolutamente fretta”.

“Per Fabian Ruiz stiamo aspettando soltanto il suo ok, che potrebbe arrivare a moment. Con Lainer siamo nel pieno della chiacchierata. Hamsik è stato a cena a casa mia con Venglos e mi hanno detto che sarei stato contattato da un club cinese. Non si è ancora fatto vivo nessuno. Per Jorginho adesso i contatti col City li tiene Giuntoli. Ma esistono possibilità più che concrete che a breve si arrivi a definizione. Intoccabili? Koulibaly è inavvicinabile e con lui anche Zielinski e Rog. A volte mi viene il sospetto che questi nostri ragazzi vengano sottovalutati”.

“Con Sarri non ci siamo più sentiti, non mi ha mai chiamato. Io dopo la partita con il Crotone l’ho salutato e poi l’ho aspettato ma né lui, né il suo manager Pellegrini si sono fatti più vivi. Chelsea? Mai ricevuto telefonate

Atp Stoccarda, Federer liquida Pella in due set

Roger Federer in gran spolvero, liquida con un doppio 6-4 l’argentino Pella. Il campione di Basilea ha mostrato una gran forma fisica e una scioltezza invidiabile, uno spettacolo il suo rovescio lungo linea da fondo. Non ha avuto grandi difficoltà lo svizzero, anche se il livello di gioco dell’avversario è stato eccellente, infatti Pella ha avuto due palle per il controbreak nell’ultimo game, prontamente annullate al servizio da Re Roger, che ora affronterà il vincente del match tra Kyrgios e Feliciano Lopez

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Zeman: “In italia non c’è crescita dei settori giovanili. Fanno piacere gli apprezzamenti, ma in C non scendo”

Zeman ha parlato del mondiale e del calcio italiano, durante la trasmissione Radiogoal su Radio Kiss Kiss. A Rete8 invece smentisce le voci che lo vogliono come allenatore del Sambenedettese in C.

“Le mie favorite per il mondiale? E’ difficile dirlo, sono tante ormai le squadre, come ad ogni manifestazione di questo tipo. In Europa abbiamo Francia, Germania, Spagna così come, al di fuori, vi sono Brasile e Argentina. Italia? Siamo in una posizione scomoda ma col tempo si può ripartire. Per rinascere è fondamentale cercare di incrementare la crescita del settore giovanile. Ed è proprio ciò che non si fa in Italia, dove prevalgono molti stranieri. Campionato? Ho simpatizzato molto per il Napoli, ha fatto un gran calcio. Non so cosa sia successo, di base, ma il Napoli ha perso tutto a Firenze, questa è l’unica cosa certa. Tutto può essere e tutto non. Sarri e Ancelotti? Mi dispiace che l’Italia perda un allenatore del calibro di Sarri, soprattutto non so come farà in Inghilterra perchè il calcio inglese è poco tattico. Dall’altro lato sono contento del ritorno di Carlo Ancelotti, è sicuramente un grandissimo allenatore, di grande esperienza e capacità. Vicenda degli under 15 della Juventus? Un tempo il calcio era molto più legato al concetto di sport, oggi ci sono molti più interessi economici per cui educare i ragazzini risulta, ulteriormente, più complicato. Giovani fuoriuscenti? Ragazzini di gran talento ce ne sono ma tutto dipende da come vengono gestiti da società e allenatore. Ritorno in serie A? Non so sinceramente, per ora sono spasso. Nazionale? Onestamente no perchè lì non è allenare, non fa per me quella tipologia di esperienza”.

SALVIO IMPARATO

Zeman-Sambenedettese, oggi incontro con Fedeli a Roma

E’ una pista clamorosa, ma Fedeli, il patron della Sambenedettese, vuole provarci a convincere Zdenek Zeman a sedersi in panchina, è questa idea del presidente è confermata da Riveraoggi.it, che l’ha raggiunto e al telefono affermando – <<oggi a Roma incontrerò l’allenatore boemo e vedremo che succederà>> – si attendono sviluppi e di sicuro sarebbe un gran colpo per San Benedetto Del Tronto, che dopo la visita di Sarri potrebbe diventare un quartier generale del 4-3-3.

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Soviero: “Zeman unico a trasformare asini in cavalli, è uno che davvero incide sulle squadre”

Interessante intervista all’ex portiere di Salernitana, Venezia, Genoa e Reggina, Salvatore Soviero, che ha parlato della situazione del calcio attuale e delle esperienze passate elogiando Zdenek Zeman

”Il Benevento deve ripartire costruendo una buona squadra, poi, sai come si dice: l’appetito viene mangiando. Avranno capito la differenza tra serie A e B. Questa cosa servirà molto. Per quanto riguarda l’Avellino, io credo che ci sia bisogno di persone sia in campo che a livello dirigenziale per poter fare il salto di qualità. Nella Salernitana, invece, il presidente deve fare investimenti. Il calcio è ormai diventato uno spettacolo. Uno non va al cinema se lo spettacolo è brutto. Sento sempre parlare di budget e di giovani che, per carità, vanno lanciati, ma accanto devi mettergli anche un po’ di qualità, se vuoi vincere. Gli altri vincono ma hanno anche un’ossatura di serie A. Vuol dire che qualcosa la spendono. Non si può pensare sempre di approssimare”.

“Il Benevento – continua Soviero – riparte da Bucchi al posto di De Zerbi. Di quest’ultimo ne parlano tutti bene, come di un allenatore preparato, ma non è che abbia fatto bene nei posti dove ha allenato. Il Benevento a gennaio ha fatto degli investimenti, ma alla fine è retrocesso e, l’unico a trarne benefici, è stato il tecnico. E’ entrato nella prima porta che si è aperta. Dire che campionato mi aspetto è difficile, dipende dagli investimenti. Di certo l’allenatore non può inventare nulla, in campo vanno i calciatori. Un detto dice che dalle rape non puoi tirare fuori tanto. L’allenatore può incidere minimamente. L’unico che trasformava gli asini in cavalli era Zeman. Io ho avuto allenatori più titolati in C che in A, ma anche compagni di squadra che hanno allenato in massima serie ma che sono veramente scarsi”.

“Il mio discorso è generale: la gente che capisce di calcio è uscita fuori. I presidenti vogliono primeggiare non avendone le qualità.Tra gli allenatori con cui mi sono trovato meglio c’era Oddo (il papà ndr), una persona schietta come me, un tipo che se doveva mandarti a quel paese lo faceva. Era un tipo giusto. Anche Gasperini è un grande allenatore, ma con dei problemi caratteriali nella gestione dei grandi calciatori. Ho avuto anche Deli Rossi, buon allenatore con grosse qualità. Però, Oddo era uno giusto, schietto, che se doveva massacrarmi lo faceva. Poco capito, ma molto duttile. Era uno che se cambiava modulo lo sapeva fare. Il resto è poca roba. Ho avuto allenatori veramente scarsi. L’unico, ribadisco, che incideva sulla squadra era Zeman. Altri si arrabbattavano. Nel calcio si parla sempre di personalità, ma si tratta di persone che  nessuno vuole, perché la personalità ce l’hai in campo e fuori. Chi ha personalità è difficile da gestire, perché se deve dirti una cosa lo fa tranquillamente”.

“Nella mia carriera cosa cambierei?  Nelle squadre dove sono stato ho sempre dato qualcosa a livello caratteriale. Ho finito sempre per litigare per difendere qualche compagno di squadra che, puntualmente, l’anno successivo mi ha tradito. Sicuramente non litigherei più per persone mediocri, potrei fare mille esempi: come quello di Venezia. In quella società avevo molto potere e portai un direttore sportivo che poi mi fece fuori. Questo per farti capire in che mondo siamo. Il mondo del calcio è paragonabile a Facebook: dietro una tastiera le persone sembrano dei leoni, ma quando le hai di fronte diventano delle pecore”.

Il calcio è lo specchio della società: oggi iniziano i Mondiali senza l’Italia, questo è un dato che va valutato seriamente “Si deve puntare sui giovani, bisogna ricostruire. Oggi siamo tutti allenatori, ma bisogna farsi un esame di coscienza. Si parla di rifondare i settori giovanili, ma se in questi settori allenano gli amici dei presidenti e non si punta su persone che hanno giocato al calcio, che abbiano un minimo di esperienza, poi diventa dura. Ma questo non vuol dire aver giocato in Promozione o in Prima categoria. Il pallone è una cosa seria. Se uno non conosce il calcio seriamente cosa può mai spiegare. Io la penso così, dall’alto delle mie 500 partite giocate. Vengo da una famiglia di calciatori e credo di aver capito qualcosa in tutti questi anni. Le mie 500 presenze vanno valutate con i casini che mi sono capitati. Questo vuol dire che per giocare dovevo essere una spanna sopra gli altri, altrimenti non mi avrebbero mai fatto scendere in campo”.

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Ancelotti: “Ripartirò da Sarri”

Carlo Ancelotti sembra aver fretta di iniziare e ha rilasciato un’intervista all’interno del “The World Cup and Economics 2018” a cura del Golden & Sacs

“Conosco molto bene l’atmosfera e gli appassionati tifosi del Napoli perché ero un avversario quando Maradona giocava a Napoli. E’ una squadra che ha fatto davvero bene negli ultimi due anni e voglio ripartire da lì”.

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