Juve-Napoli, con Ancelotti ritorna il gap che Sarri aveva ridotto

Juve-Napoli-Sarri-Ancelotti

Il big match dello Stadium normalizza il Napoli. Juve-Napoli finisce 3-1 e  conferma il netto divario tra le due squadre già raccontato dal mercato.

Sembrerà una provocazione il titolo, così come sentire uno zemaniano parlare di mercato e di top player. Ma se al posto di un integralista arriva un signore che ha vinto tutto ed allenato grandi campioni, è d’obbligo uscire dai gusti e dal fanatismo e analizzare il quadro per come si presenta. Lo scenario era già chiaro da Dimaro e Juve-Napoli lo ha confermato.

SARRI E ANCELOTTI

Se fino ad oggi è sempre stata controproducente la contrapposizione tra Sarri e Ancelotti, era lecito in fase di costruzione valutare la differenza tra i due tecnici: Sarri con i suoi schemi ripetuti fino alla morte e Ancelotti con il suo calcio verticale più di concetto, che ha sempre espresso il meglio con i fantastici giocatori avuti a disposizione. Entrambi amano il bel gioco ma, vittorie a parte, impostano il lavoro in modo diverso.

Carletto, ex integralista di scuola sacchiana, si è sbarazzato di quel metodo quasi sempre indigesto ai giocatori. Sarri, invece, ha il merito di aver riportato in auge quel tipo di lavoro, mettendo in crisi i vertici del calcio italiano.

Il toscano ha razionalizzato il 4-3-3 di Zeman, mescolandolo con il calcio di Cruijff, Sacchi e Guardiola. Ecco perché chi scrive è convinto che lasciare quasi la stessa squadra di Sarri ad Ancelotti non è stato un errore, ma una dichiarazione di resa per le ambizioni scudetto: Juve-Napoli ha raccontato questo.

LA PARTITA

Se il 4-3-1-2 scelto da Allegri con Dybala dietro Ronaldo e Mandžukic intimoriva solo a leggerlo, il 4-4-2 del Napoli sollevava qualche dubbio. Rinunciare a Milik dopo la doppietta contro il Parma ha sorpreso molto. Mertens, gol a parte, è sembrato spesso fuori dal gioco e il più penalizzato dal nuovo modulo. Zielinski ci mette più volontà del solito nel rincorrere Cancelo. Hamsik sl centro non dà nerbo. Troppo poco contro questa Juventus. Infatti, abbassare il baricentro avendo quel tipo di caratteristiche non è stata una scelta vincente. Ancelotti ha dichiarato che ciò è dipeso però dal timore per l’avversario. E’ sempre il solo Allan, specialmente quando il 4-4-2 diventa in fase di possesso 4-2-4,  ad attenuare l’onda d’urto di una palla persa.

IL GAP

Contro squadre meno attrezzate, questo nuovo modulo sembrava aver ridato alcune certezze al Napoli. Contro la squadra di Allegri, però, si è rivisto quel gap tecnico che Sarri aveva quasi azzerato.  Far rendere la rosa più del suo valore, con ossessiva preparazione di ogni fase di gioco, si conferma una soluzione imprescindibile, specialmente con gli uomini a disposizione. I venti minuti di dominio azzurro sono troppo pochi rispetto all’ultimo Juve-Napoli, dove i partenopei per tutto il match pressarono i bianconeri nella propria area di rigore. Il coraggio di Ancelotti sarebbe stato ripagato solo con la continuità di quei venti minuti. 
Fino a gennaio bisognerà lavorare per la definitiva crescita di questo corso.

Come scritto già molte volte, ad un grande allenatore come Ancelotti andava affiancato un grande mercato. La piazza, ma anche la squadra, con l’ufficializzazione di Re Carlo si attendeva di competere subito, provando a “vendicare” uno scudetto sfiorato e non tentare di ripetersi oltre le aspettative.  Questo con buona pace di De Laurentiis e della sua comprensibile urgenza di valorizzazione dei tanti talenti esclusi. Il grande sacrificio serve anche in campo oltre che in panchina. Ancelotti forse presto lo chiederà, anche se per ora finge di non averne bisogno.

SALVIO IMPARATO

Roma, acque burrascose (foto e video analisi)

Roma-Bologna

La Roma affronta il Bologna allo stadio Dall’Ara nella quinta giornata del campionato di serie A. Entrambe le squadre attraversano un momento difficile venendo da prestazioni molto opache, e nell’ambiente giallorosso cominciano a circolare le prime voci di avvicendamento del tecnico.

La Roma schiera il suo classico modulo 1-4-3-3, con l’inserimento a sorpresa di Marcano (solitamente centrale difensivo di ruolo) come terzino sinistro.

(foto 1)


Da notare come Florenzi tende a stare sempre più alto in fase di possesso palla, per sfruttare le sue abilità di percussione sulla fascia. Il Bologna invece si contrappone con un 1-5-3-2 in fase di non possesso palla.

(nella foto 2 vediamo difensori e centrocampisti)

In fase di possesso palla la squadra felsinea fa avanzare i due esterni. Schierata con il 1-3-5-2 cerca di sfruttare molto la propria fascia sinistra dove Florenzi ( che è inoltre meno difensore di Marcano) per attaccare lascia spazio.

(nella foto 3 e nel video vediamo un esempio)

La Roma continua a mostrare pregi e difetti delle ultime partite, giocando molto sulle fasce (i primi 2 giocatori per numero di palloni giocati sono i terzini), (video catena destra).

Creando molto in attacco (ben 9 tiri in porta da dentro l’area contro i soli 2 del Bologna e 11 tiri fuori dall specchio, più di 21 minuti di possesso palla nella metà campo avversaria) ma facendo tantissimi errori in difesa sia individuali che collettivi.

foto 4


Qui un difensore centrale della Roma rimane passivo nel vedere l’azione del Bologna dentro la propria area piccola, azione che non si trasformerà in gol per un soffio.

foto 5


La Roma pur avendo ben 7 giocatori non riesce ad impedire il tiro del gol al giocatore del Bologna.

foto 6

Vediamo l’inizio dell’azione del secondo gol rossoblù
dove. Nonostante la superiorità numerica giallorossa (4vs3) il Bologna si presenterà con un giocatore solo davanti al portiere avversario a causa di una serie di errori di movimento della retroguardia romanista. Nella ripresa la Roma attaccherà ancora più intensamente la retroguardia rossoblù, senza però trovare mai la rete.
I tanti cambi di formazione della Roma in questo inizio di campionato fanno supporre che mister Di Francesco ancora non sia riuscito a trovare la quadratura del cerchio. La conferenza stampa post partita è stata caratterizzata da un forte richiamo da parte dell’allenatore abruzzese a tirar fuori il carattere, sintomo che, ancor prima di moduli e ruoli. Le carenze della Roma al momento vengono identificate in una scarsa forma psicofisica e poca determinazione in molti suoi elementi.

STEFANO CHIAROTTINI

Sarri: “Klopp uno dei migliori. Liverpool pronto per vincere”.

Sarri-Klopp-Liverpool

Maurizio Sarri ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del secondo match in quattro giorni contro il Liverpool. Qualche riflessione su Hazard e parole importanti per Klopp e la sua squadra.

HAZARD

Sarri esordisce in conferenza stampa rispondendo a domande su Eden Hazard. “Hazard in questo momento non so se è il miglior giocatore al mondo, ma sicuramente è uno dei più forti”. Questa la premessa di Sarri, che si sofferma però su un aspetto in particolare. “Credo che ogni giocatore preferisca giocare piuttosto che allenarsi senza il pallone, è normale. Ma Eden deve avere più continuità dal punto di vista fisico e mentale, perché penso che abbia le carte in regola per migliorare ancora. Può diventare il migliore al mondo già dal prossimo anno, io voglio che lo diventi. E’ molto difficile paragonarlo ad altri calciatori. Per me è un genio e tecnicamente unico”.

PARTITA

Sarri prosegue poi parlando delle aspettative sul match di domani. “Domani sarà un’altra partita, in un’altra competizione, con formazioni completamente diverse. Penso che loro possano aumentare la determinazione dopo mercoledì. E’ stato un match complicato e lo sarà anche domani. Credo che di solito si parta per vincere, sarà una partita aperta ed equilibrata. Fino a questo momento le cose stanno andando abbastanza bene. I ragazzi hanno risposto più velocemente di quanto mi aspettassi, e sicuramente ora non siamo ancora al 100%, ma abbiamo margini di miglioramento sotto tutti i punti di vista. Compreso quello tattico. Giocare con lo stesso avversario nel giro di tre giorni è molto complicato soprattutto dal punto di vista mentale”.

LIVERPOOL

Il tecnico del Chelsea spende poi parole importanti per Klopp e la sua squadra. “Klopp è certamente uno dei migliori allenatori al mondo in questo momento. Ha fatto molto bene l’anno scorso con questi giocatori, e credo che ora siano pronti per vincere. Che sia la Premier o la Champions, ma sicuramente qualcosa di importante.
Noi abbiamo un calendario complicato, ma anche per loro la settimana è delicata e importante. Dopo la partita di domani andranno a Napoli per la Champions, e il San Paolo non è uno stadio semplicissimo, e poi avranno il City”.
Per Sarri anche una battuta a questo proposito sulla strada che il suo Chelsea potrebbe tracciare al Napoli in vista del match di mercoledì. “Penso che il Napoli conosca benissimo il Liverpool. Mercoledì ho visto qualcuno del Napoli (sorride), quindi li stanno seguendo e conoscono già sicuramente tutto”.

INFORTUNI E SITUAZIONE CAHILL

Panoramica anche sulla condizione fisica di alcuni giocatori e sulle parole recenti di Cahill, che avrebbe manifestato la volontà di essere ceduto a gennaio. “Christensen non si è infortunato mercoledì, ha avuto solo un problema di stomaco durante la partita. Pedro si è allenato solo nella seconda sessione di allenamento di ieri, così come Rudiger e Loftus Cheek. Dobbiamo valutare nell’ultimo allenamento, ma la situazione è migliore rispetto a 3-4 giorni fa. L’unico giocatore che ho dovuto far giocare e che forse avrebbe potuto riposare è Kovacic. L’infortunio di Loftus è stato un problema anche per questo”.
Sarri commenta poi le dichiarazioni recenti di Cahill e la situazione attuale. “Ho parlato con Cahill, penso che abbiamo davanti i mesi di ottobre, novembre e dicembre. Deve aspettare. Dobbiamo aspettare. Sono molto soddisfatto della prestazione di Gary di mercoledì, per me è un giocatore utile. Gennaio è ancora lontano. Vedremo”.

FORMAZIONE

“Per Rudiger e Pedro dobbiamo attendere l’ultimo allenamento per valutare. Le possibilità però ci sono soprattutto per il primo. Possiamo eventualmente giocare con Willian sulla destra, che è un altro grande giocatore che contro il West Ham ha fatto molto bene. Ma possiamo eventualmente anche spostare Eden lì. Il suo ultimo gol è arrivato proprio da quel lato lì, quindi non credo che ci siano problemi in questo senso”.

GIOACCHINO PIEDIMONTE

Allegri: “Ancelotti è un professore. Siamo simili”

Allegri-Ancelotti-Napoli-Juventus

Massimiliano Allegri ha parlato in conferenza stampa per presentare Juventus-Napoli. Scherza con i giornalisti a cui da qualche titolare

FORMAZIONE

Szczesny, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro, Pjanic, Matuidi e Ronaldo. Sugli altri – chiosa Allegri – arrangiatevi. È possibile che giocheremo con un centrocampo a due o a quattro, come volete chiamarlo. Dipende dalle caratteristiche dei giocatori. Se la mezzala destra sarà Bentancur o Emre Can si giocherà in un modo, se sarà Bernardeschi giocheremo in un altro modo”.

DYBALA E MODULO

“Le scelte dolorose devo farle sempre. Oggi vedrò l’allenamento e deciderò”. Alla fine, restano dubbi. Il classico 4-3-3? Un 4-4-2 con Matuidi esterno di centrocampo? Un 3-5-2, magari con Cancelo escluso? L’allenamento del pomeriggio dirà, ma le frasi più interessanti della conferenza sono quelle sul Napoli e Ancelotti. Sanno di preparazione psicologica della partita.

ANCELOTTI

“Sarà una bella partita, che sul piano della classifica conta molto più per loro che per noi. Per noi la partita conta il giusto. Bisogna esser sereni, serviranno una partita fisica e grande entusiasmo dei tifosi per riscattare la sconfitta dello scorso anno. Non è una partita squilibrata, vincere non è facile. L’altro giorno hanno perso Real e Barcellona contro squadre con ingaggi 20 volte inferiori. Il Napoli non ha cambiato i giocatori ma l’allenatore, ha preso il più vincente. Ancelotti ha vinto molto, io molto meno. Guardavo il suo palmares, a un certo punto ho smesso perché ha vinto talmente tanto… Che si fermasse un attimino… Siamo simili nel modo di affrontare le cose, veniamo dalla stessa scuola – dice Allegri pensando al Milan – A proposito, faccio un grosso in bocca al lupo a Galliani e Berlusconi che magari tra due anni ritroveremo contro. Io e Ancelotti non ci frequentiamo, ma lui trasmette serenità, lo si vede anche in conferenza. Rende le cose semplici, lo dimostra la sua carriera. L’importante nelle grandi è entrare nella testa dei giocatori, basta metterli al loro posto e a livello emotivo farli rendere al massimo. Poi ci sono gli schemi e tutte quelle cose, ma per vincere ci vogliono i grandi giocatori. Nei 100 metri si fa relativamente in fretta a passare da 13 secondi a 10 secondi, è più difficile passare da 10” a 9”99, cioè passare da secondo a primo. Carlo in questo è un maestro, anzi un professore”.

RONALDO E GLI INDISPONIBILI

“Abbiamo fuori Douglas Costa, De Sciglio, Khedira, devo girarli. Martedì abbiamo una partita importante. Domani rientrerà Kean, dovremmo essere 17. De Sciglio e Khedira torneranno per Udine, Douglas Costa per lo Young Boys”. Questa è la vera buona notizia per i tifosi della Juve: il brasiliano può tornare prima del previsto. E Cristiano Ronaldo, a proposito di ritorni, ci sarà a Old Trafford: “Sono molto contento, era giusto giocasse a Manchester. Nei passaggi, negli smarcamenti dobbiamo migliorare, bisogna migliorare sul modo in cui lo troviamo. Ma fa parte della conoscenza del gruppo. Se calcoliamo la pausa delle nazionali, sono solo 25-30 giorni che lavoriamo insieme”

SALVIO IMPARATO

Ancelotti: “Sono qui per vincere qualcosa”

Ancelotti-Juventus-Napoli

Carlo Ancelotti ha parlato in conferenza stampa per presentare il big match di domani, che vedrà il Napoli affrontare la Juventus a Torino. I napoletani hanno ancora negli occhi il gol decisivo di Koulibaly.

CARLETTO NON DA LA FORMAZIONE

“Non darò nessun nome – sentenzia Ancelotti –  ci siamo allenati, stiamo tutti bene. L’unico problema per questa partita sarà scegliere. La squadra sta bene ed è motivata. Più di 11 meriterebbero di giocare contro la Juve per quello che hanno dimostrato nelle ultime partite, è un problema mio”. “Cosa dico per motivare la squadra? La squadra è già motivata quando si giocano queste partite, meno si parla e meno danni si fanno”. “Koulibaly? È sicuramente un grande giocatore, ha molta esperienza ed è uno dei migliori centrali al mondo”. “I portieri? Ospina e Karnezis sono migliorati molto in questo periodo, mi danno le stesse garanzie e la stessa fiducia, per questo li ho alternati. E aspettiamo con pazienza il ritorno di Meret”. “Come sta Ghoulam? Bisogna procedere con cautela, è già andato sul campo e sta lavorando individualmente. Sta lavorando per recuperare forma e tono muscolare”. “Mertens? Sta bene, col Torino ha mostrato buona condizione ed è stata la chiave del risultato”.

IL BIG MATCH

“E’ un test molto importante per capire il nostro momento. Per me è buono, ma con la Juve avremo ulteriori conferme oppure sarà un piccolo passo indietro. Io sono fiducioso, arriviamo da un calendario complicato ma nelle condizioni ottimali. Avrei sperato di arrivarci con questa condizione, venivamo da buone partite in entrambe le fasi. Dovremo ripeterci contro una grande squadra”.Quale sarebbe la gara perfetta da fare a Torino? È quella in cui si tiene tanto il possesso della palla, magari il 95% (ride). Bisognerebbe segnare a ogni tentativo. Avvicinarsi alla perfezione vuol dire esprimere sul campo ciò che si è preparato. Metteremo in campo le nostre qualità, la Juve le sue che sono tantissime. Chi le esprimerà meglio vincerà. Non mi interessa sapere chi sia favorito o sfavorito. Quanto vale la partita? “Vale 3 punti, non di più, tra l’altro è molto presto come periodo del campionato. Poi è chiaro che una vittoria ci darebbe entusiasmo perché la squadra è giovane”. “Se firmerei per un pareggio? Non l’ho mai fatto in vita mia. Vado avanti sulla mia linea: non dobbiamo pensare al risultato. Pensiamo a giocare bene, ripetendo quanto fatto nelle ultime. Aumenta la difficoltà, è inevitabile, avremo più pressione ma non dobbiamo cambiare”.

LA JUVENTUS

“Cosa significa tornare a Torino? Fa parte del passato, non lo considero un neo. Fu negativa per risultati, ma mi aiutò a crescere ed a capire come funziona l’organizzazione societaria. Non la considero negativa, poi c’è eccitazione per giocare una grande partita, ma c’è serenità“. “Allegri? Ha grande esperienza, conosce benisismo come giochiamo e cosa abbiamo cambiato. Non credo abbia particolari preoccupazioni, ormai nel calcio non ci sono più segreti. Un grande allenatore, esperto e pratico, tira fuori il meglio da ciò che ha”.

SFIDA INSIGNE-CR7

“Non sono scontri individuali, sarà Juve contro Napoli, due squadre che vorranno fare la partita e chi giocherà meglio vincerà”. “Che effetto mi fa ritrovare Ronaldo? Per Ronaldo nutro infinita riconoscenza. Al di là dei gol che ha fatto quando ero a Madrid, mi ha colpito per le sue qualità umane e professionali. Sono felice che sia in Italia, credo che sia un valore aggiunto per il calcio italiano. Pallone d’Oro? Per me dovrebbe sempre vincerlo lui, ma va bene anche se premiano Modric, giocatore a cui sono molto affezionato”. Sulla crescita di Insigne: “Sta giocando in una posizione diversa, ci sta dando dei vantaggi. Credo sia contento di giocare lì e continueremo a farlo. Il lavoro difensivo degli attaccanti mi sta soddisfacendo molto”. “Callejon? Ha grande esperienza, è importante. Sa sempre bene quello che deve fare nelle due fasi. Considerando che è una squadra giovane, il fatto di avere giocatori più esperti è di aiuto”.

QUI PER VINCERE

“Quello visto contro Torino e Parma è il vero Napoli? “Dobbiamo tenere in considerazione quello che abbiamo fatto, siamo passati attraverso a difficoltà superate grazie soprattutto all’intelligenza della squadra. Senza autocritica è difficile migliorarsi. Qui c’è stata e siamo migliorati molto in fretta”. “Sono qui non a pettinare le bambole, ma vorrei portare a casa qualcosa in questa stagione. Lavoriamo per questo, ci sono le condizioni per farlo. Qui c’è tutto: società organizzata, rosa di qualità ed entusiasmo di una città intera. Se ho rimpianti per questo avvio di stagione? Si, sia Genova che Belgrado”.

ARBITRI E VAR

“La designazione di Banti e il Var? Nessun problema con la designazione arbitrale. Sul Var alcuni dettagli vanno messi a posto, ma sono convinto sia arrivato troppo tardi. E spero che in Champions arrivi il prima possibile”.

SALVIO IMPARATO

Cangelosi (vice di Zeman): “La fiducia del Boemo fu la svolta di Insigne”

Zeman-Cangelosi-Insigne

Lo storico vice di Zeman, Cangelosi,  ha parlato a Radio Marte del loro vecchio pupillo a Foggia e a Pescara, dove Lorenzo esplose a suon di gol.

ZEMAN, FOGGIA E PESCARA

“Lorenzo – spiega Cangelosi – ha avuto da parte nostra la fiducia che magari non ha trovato da altre parti. In Primavera era molto conosciuto, alla Cavese invece non ha avuto tanto spazio. Fu una stagione difficile e forse non era ancora pronto, poi è venuto da noi a Foggia dove ha trovato grande continuità.”

NUOVO RUOLO

“Me lo aspettavo – continua Cangelosi – perché ha grandissime qualità dal punto di vista tattico. E’ un ragazzo che sa quello che fa in qualsiasi situazione si venga a trovare durante la partita, sa come gestire il pallone e sa stare in campo.”

NAZIONALE

“Ha avuto la sfortuna di trovarsi in un momento storico in cui in Italia. C’è un problema generazione totale, tutti cercano di trovare l’elemento che possa risolvere i problemi, ma è difficile che un giocatore da solo possa risolvere i problemi di una Nazionale. Pensiamo che in Italia non sappiamo valorizzare un giocatore di caratura mondiale come Verratti. Spesso lui e Lorenzo vengono criticati, ma in realtà non vengono messi in condizione di esprimersi al meglio, e sono due giocatori di livello internazionale”.”

Totti: “Avrei preferito Montella a Zeman”

Totti-Zeman-Montella

Ancora un clamoroso retroscena trapelato dalla autobiografia di Francesco Totti. Questa volta Zeman è protagonista in negativo, citato in una dichiarazione agrodolce che non farà totalmente felice il Boemo.

“Eppure sentiamo tutti che, perdendo Luis Enrique, bruciamo un capitale che l’anno dopo avrebbe fruttato. Qualche giorno dopo incrocio Baldini in piscina a Trigoria. Mi chiede chi preferirei in panchina la prossima stagione fra Montella e Zeman, e dalla polemica sulla pigrizia dell’estate precedente è la prima volta che affronta con me un argomento serio. La scelta fra i due ex è il grande dibattito in corso a Roma. Entrambi vengono da un’ottima stagione: Montella ha guidato il Catania a un eccellente undicesimo posto in A. Zeman ha vinto il campionato di B con il Pescara. Io non ci metto molto a dire Vincenzo, e so che molti qui si sorprenderanno, perché il mio affetto per il boemo è proverbiale”.

NESSUNO TOCCHI ZEMAN

Lo confermo: nessuno tocchi Zeman, altrimenti gli salto addosso. Nell’estate del 2012, però, sto per compiere trentasei anni. Siccome conosco il mister non mi faccio illusioni sulla possibilità che cambi il suo approccio, nonostante in rosa non sia l’unico pezzo stagionato. L’idea di tornare alle ripetute e ai gradoni mi spaventa. Montella ha una conoscenza del gruppo molto più fresca, grazie all’esperienza dell’anno precedente, e a Catania ha confermato le buone doti tattiche fatte intravedere con noi. Sarebbe la scelta migliore. Invece torna Zeman. Capisco la scelta della società, perché il voto della piazza è pressoché plebiscitario: diciamo che novanta tifosi su cento vogliono lui ed è una pressione difficile da ignorare”.

SALVIO IMPARATO

Liverpool-Chelsea 1-2: Hazard regala il primo round a Sarri.

Hazard-Liverpool-Chelsea

Eden Hazard è un calciatore differente. Un capolavoro assoluto di un giocatore straordinario decide il primo dei due atti in quattro giorni tra il Chelsea di Sarri e il Liverpool di Klopp. Per i Reds  prima sconfitta stagionale dopo sette vittorie su sette.

Il match andato in scena ieri ad Anfield è valso ai Blues il pass per il superamento del turno in Carabao Cup, la Coppa di Lega inglese. Il capolavoro di Hazard è un gioiello di classe, tecnica ed eleganza. Il sorteggio da un lato per nulla benevolo per entrambe le squadre ci ha fornito allo stesso tempo un antipasto dei secondi 90 minuti che ci aspettano. Ovvero della portata principale. Qualche doverosa rotazione infatti, soprattutto da parte del Liverpool, non ha impedito ai ritmi di essere alti e alla partita di essere bellissima. Ma ha certamente pesato nel momento topico della gara, se si pensa nella fattispecie alla disastrosa prestazione di Alberto Moreno e al pacchetto difensivo dei Reds interamente rimaneggiato.

KLOPP LOVES SARRI

Il Liverpool è arrivato a questa prima sfida in una condizione psicofisica invidiabile. Ventuno punti raccolti nelle prime 7 partite giocate, cavalcando l’onda emotiva di una stagione dalle aspettative importanti. Klopp, nella conferenza stampa prepartita, ha speso parole molto positive nei confronti di Sarri, dichiarandosi sorpreso dalla velocità con cui l’allenatore dei Blues è riuscito a vestire la squadra con il suo abito tattico ben definito. E ha contemporaneamente sottolineato la forza e il ruolo che il Chelsea potrebbe avere in questa stagione. “E’ una squadra esperta, molti giocatori hanno vinto anche più di una volta, per cui sanno come funziona. Hanno tutte le carte in regola per rivincere ancora”. Parole al miele sono poi arrivate dal vice dello stesso Sarri, Gianfranco Zola, estasiato dai metodi di lavoro dell’allenatore ex Napoli.

I RISPETTIVI TOURNOVER

Ci sono state alcune rotazioni da ambo le parti in vista del secondo scontro di sabato, ma non così corpose come avrebbero potuto esserci in diverse circostanze. Sarri ha scelto di far riposare Kepa, David Luiz, Marcos Alonso, Jorginho, Kantè e Hazard. Ha scelto Caballero tra i pali, Azpilicueta, Christensen, Cahill ed Emerson in difesa. Fabregas, Kovacic e Barkley in mezzo al campo, e Moses, Morata e Willian davanti. Klopp invece ha rimaneggiato completamente il pacchetto arretrato, complice l’assenza precauzionale di Van Dijk. Ha schierato Clyne a destra, Lovren e Matip al centro, e ha concesso i primi minuti di riposo al rullo compressore Robertson. Lo ha sostituito il solito impacciato e inaffidabile Alberto Moreno. A centrocampo esordio assoluto per Fabinho davanti alla difesa, con Naby Keita e James Milner. In avanti Sturridge per Firmino e Shaqiri per Salah insieme a Manè.

HAZARD CIAO RIGORI

I ritmi sono stati altissimi per praticamente tutti i 90 minuti, e solo la perla di Eden Hazard ha impedito ai calci di rigore di materializzarsi. La partita è stata equilibrata ed estremamente livellata verso l’alto nonostante i cambi e i numerosi impegni ravvicinati. Le occasioni sono a tratti fioccate con regolarità e la sensazione era che si potesse arrivare al gol in qualsiasi momento, e quasi sempre con un’idea alla base. Manovra armoniosa palleggiata e veloce o verticalità estrema con ripartenze successive a gegenpressing.

Come anticipato prima però, il reparto difensivo completamente rimaneggiato da Klopp per l’occasione ha avuto qualche difficoltà.  Prestazioni individuali quasi mai all’altezza come quelle di Alberto Moreno e connessioni in campo non collaudatissime per via delle novità hanno attentato alla grande compattezza dimostrata in questo inizio di stagione . E lo stesso Klopp, nel postpartita, lo ha sottolineato.

MILNER

La sensazione è che uno dei giocatori più sottovalutati degli ultimi anni, James Milner, sia un elemento tatticamente imprescindibile per questa squadra. In termini di leadership e di pressing. E sorvoliamo sul fatto che lo scorso anno abbia anche superato il record di assist in una singola edizione di Champions League. A testimonianza che siamo davanti ad un giocatore completo, intelligente come pochi e anche tecnico. La prima assoluta di Fabinho, inoltre ha lasciato intendere il motivo per il quale un giocatore comunque importante non avesse ancora giocato. I meccanismi di squadra e la capacità di dare la distanza giusta tra i reparti, per un ruolo chiave come il suo, sono certamente da limare.

Da un lato il cambio che ha influito negativamente, e cioè quello di Milner, per riposo però necessario, dall’altro quello di David Luiz, che ha permesso al Chelsea di alzare il baricentro e colpire il Liverpool. Prima un tocco di Emerson sugli sviluppi di un calcio di punizione dalle dinamiche dubbie, poi il capolavoro assoluto di Hazard. Il fuoriclasse belga ha messo in mostra in un fotogramma tutti i limiti della catena sinistra e di Alberto Moreno, già sistematicamente saltato da Moses durante la partita, e ha siglato un punto esclamativo di rara bellezza.

IL RE-MATCH IN CONTEMPORANEA CON JUVE-NAPOLI

Un dato statistico interessante è fatto registrare dai risultati del Liverpool ad Anfield. La squadra di Klopp è rimasta imbattuta lo scorso anno in Premier e in Champions. Non subisce gol in campionato da febbraio, e ha perso le uniche due partite nelle coppe nazionali. L’anno scorso in FA Cup con il WBA, ieri in Carabao Cup con il Chelsea. Sabato alle 18,30, allo Stamford Bridge il secondo atto dal peso specifico sicuramente superiore. Una partita impossibile da perdere, la cui quasi contemporaneità con Juventus-Napoli ha già gridato vendetta da parecchio.

GIOACCHINO PIEDIMONTE

Fiorillo: “L’anno scorso non tutti erano con Zeman”

Fiorillo-Zeeman

Ospite della diretta Facebook del quotidiano Il Centro, il portiere del Pescara Fiorillo si racconta. Tra presente, passato e futuro chiarisce i motivi dell’esperienza negativa tra Zeman e la squadra nella seconda avventura abruzzese.

“E’ un po’ presto – spiega Fiorillo -ma partire bene nel campionato è fondamentale. Per noi è stato un ottimo avvio, che ci ha dato quell’entusiasmo che è mancato negli ultimi anni e negli ultimi tempi. Non è detto che i vincenti debano essere gruppi uniti e grandi famiglie, ma io penso che sia importante e trovare un giusto mix tra giovani e più grandi è un’arma vincente.  E a livello tattico non devo scopirlo io. Lunedì c’è un altro test impotante, con una squadra che ha un allenatore espeto per la categoria e che fa giocare in maniea aggressiva. Come prima cosa dobbiamo pareggiare il livello di agonismo della squadra di Bisoli, poi con la qualità che abbiamo ce la giochiamo.

I NUOVI E IL SOGNO A

Capone lo conoscevamo già, non è una sorpresa. Si sono integrati tutti bene, merito anche di quelli che c’erano già e che hanno capito quanto è importante creare un gruppo unito. Tutti mi hanno impressionato per la disponibilità e l’umiltà che hanno dimostrato, da Melegoni, un ragazzo serissimo, ad Antonucci. Hanno una testa che li farà diventare giocatori importanti. Ora siamo avanti, pensiamo a prendere i punti salvezza senza dover fare la guerra fino all’ultimo. Penso che in questo campionato ci siano due o tre squadre molto ben attrezzate, le retrocesse per questione di budget, poi ci sono quelle squadre che possono essere pericolose. Se le cose si incastrano bene, nessuno ci vieta poi strada facendo di vedere dove questa squadra può arrivare. E’ uno dei sogni che cullavo a fine stagione, però ci credo che un domani, che sia uno o due anni, si possa tornare in A per conquistare la salvezza. E’ difficile, è una guerra impari per questioni di budget, ma è un sogno o una speranza che nessuno può levarmi.

ZEMAN

“Quest’anno c’è più unità di intenti e più unione, ci sposiamo totalmente a livello umano con questo allenatore che ci ha preso in un momento di grande difficoltà .L’anno scorso non tutti sposavano in pieno le caratteristiche di mister Zeman – continua Fiorillo – e queste cose sono quelle che fanno la differenza. Sono atteggiamenti che non nascono da malafede, ma che messi insieme possono far pendere l’ago della bilancia da una parte o dall’altra. L’anno scorso c’era poca unione tra squadra, allenatore, obiettivi nonostante ci sia stato un grande allenatore e una buonissima squadra. Quest’anno queste cose combaciano e questo ci darà una grande mano.

BENALI

Ce ne sono pochi come lui in B, al di là di quel grande ruolo è un giocatore che può giocare in ogni ruolo. Peccato non averlo più con noi, per qusta categoria è un grande giocatore. Lui è molto legato a Pescara e ai ragazzi che erano con lui qua, l’ho visto un po’ nostalgico. Quando vai altrove poi ti accorgi quanto ti manca Pescara. La mia rinuncia al Quarabag? Era una proposta economica importante.

ESPERIENZA IN A, ODDO, BIZZARRI E ZEMAN

“Dopo una finale persa e un campionato vinto avrei voluto poter giocarmi le mie chance in A, anche se non avevo dimostrato prima di poter essere un buon portiere nella massima serie. Ad inizio mercato si fecero nomi di portieri un po’ più giovani con i quali magari me la sarei potuta giocare alla pari”, ricorda dell’anno in A con Bizzarri titolare, “poi il club andò su un portiere di esperienza com eBizzarri che l’anno prima al Chievo era stato tra i migliori portieri di A per rendimento. Fece un campionato strepitoso. Mi era dispiaciuto non avere quella fiducia da parte di mister Oddo dopo qualche mese, almeno per provarmi. Non avrei creato problemi al gruppo se poi mi fossi dovuto risedere in panchina. Non aver avuto nemmeno una partita prima dell’arrivo di Zeman, quando era ormai abbastanza tardi, è un mio rammarico.

PASSATO

Le prime partite con la Samp non andarono bene, c’erano tante aspettative su di me e credevano che dopo la Primavera andando in prima squadra non avrei preso mai gol. E questa cosa l’ho pagata, per i portieri giovani ci sta che nelle prime partite hai qualche responsabilità nei gol. E’ stato un peccato perchè quando poi sono andato in prestito a Reggio calabria ho avuto un infortunio importante ed ho eprso tutto l’anno. Gli altri anni, sono sincero, è un po’ responsabilità mia perchè non facevo troppo una vita professionale. Crescendo capisci che condurre una vita da atleta tutti i giorni è importante. Non ho rimorsi perchè le responsabilità sono le mie, sono maturato un po’ tardi. A Livorno è cambiato tutto, partii come dodicesimo e vincemmo il campionato. Cambiai là l’atteggiamento

Modric: “Boban e la sua Croazia un’ispirazione per me”.

Luka Modric è stato eletto miglior giocatore del 2018, battendo la concorrenza di Cristiano Ronaldo e Mohamed Salah.

Il centrocampista croato si è aggiudicato il titolo di Fifa The Best certificando un valore assoluto forse unico grazie all’ennesima strepitosa stagione. Quest’anno Modric ha illuminato di luce propria il campo non solo con la camiseta blanca, ma anche con la nazionale.

La Croazia è arrivata ad un passo dal tetto del Mondo anche grazie a lui. E durante la cerimonia lo stesso Modric ha sottolineato con emozione l’importanza che la Croazia del ’98, in primis il capitano Zvonimir Boban, hanno avuto per lui. Le sue parole non hanno prodotto indifferenza. L’ex giocatore del Milan, infatti, non è riuscito a trattenere le lacrime ascoltando il discorso del centrocampista del Real, ripensando forse anche alla sua Croazia, che quell’anno arrivò terza. “In un momento come questo sento di dover dedicare un ringraziamento particolare al mio idolo, Zvonimir Boban, e alla nazionale del ’98. Quella squadra ci ha fatto capire che anche noi avremmo potuto fare qualcosa di importante in Russia. Mi auguro che la nazionale croata di oggi possa ispirare le generazioni future allo stesso modo”.

Chiosa finale poi, insieme ai complimenti a Cristiano Ronaldo e Salah e ai suoi compagni di club e nazionale. “Questa è stata una stagione indimenticabile, la migliore della mia carriera. Ho lavorato duramente per essere qui, e non voglio fermarmi ma provare sempre a migliorare. L’aver vinto questo premio è la dimostrazione che con fede, sacrificio e impegno, il sogno di diventare The Best può diventare realtà per tutti”.