Ripresa serie A, Zeman: “Sono pessimista, prima la salute” (VIDEO)

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Zdenek Zeman é intervenuto a Radio Kiss Kiss. Incalzato da Walter De Maggio sulla possibile ripresa della serie A ha detto la sua, anche sull’ipotesi assegnazione scudetto.

Zeman a Radio Goal

RIPRESA CAMPIONATO E ASSEGNAZIONE SCUDETTO

“Ripresa serie A? Io sono pessimista, questo virus ha fatto grossi danni e temo che ne farà ancora. In questo momento la salute è la cosa più importante. L’assegnazione dello scudetto? Al riguardo si possono fare tante ipotesi, ma per me non c’è niente da assegnare a nessuno”.

INSIGNE E IMMOBILE

“Lorenzo è napoletano e tiene molto alla maglia azzurra, ma il suo futuro dipenderà dalle condizioni che gli verranno proposte dalla società. Immobile? Anche lui a napoletano, ovviamente tiene ai partenopei. Adesso sta facendo bene alla Lazio, spero che possa continuare così”

Fantacalcio.it immagina la Juventus di Zeman

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Il famoso sito popolato da fanta allenatori, Fantacalcio.it, lancia una rubrica dal nome “L’allenatore sbagliato”. Si inizia dall’inimitabile Zdenek Zeman sulla panchina della Juventus.

Il primo esperimento di Fantacalcio.it è quello di Zeman alla Juve. Eh già, proprio il tecnico Boemo amante del bel calcio e poco legato al risultato, che evidentemente per l’allenatore “non è l’unica cosa che conta”. E così immaginiamo alla Continassa serie infinite di gradoni a spinta alternata, balzi a piedi uniti e gradini in rapidità. Una preparazione per nulla semplice per i calciatori di esperienza nella rosa bianconera.

Juventus con il 4-3-3 di Zeman

La sua Juve potrebbe partire con un 4-3-3. In porta confermato Szczesny che ha dimostrato una certa dimestichezza con i piedi. A destra impossibile non pensare a Cuadrado, un esterno d’attacco sulla linea di difesa, un’autentica ossessione per l’allenatore che in carriera ha trasformato diversi calciatori e che si avvarrebbe anche del lavoro fatto da Sarri quest’anno. Per la coppia centrale, invece, preferiti Bonucci De Ligt per la loro qualità in impostazione anche se la rapidità di Chiellini a campo aperto potrebbe dare una mano all’allenatore. Peccato non avere in rosa Emre Can che di sicuro sarebbe stato adattato al centro della difesa. Sulla sinistra confermiamo, invece, Alex Sandro liberato dai compiti difensivi e libero di involarsi in corsia.

Stravolto invece il centrocampo. Fuori Pjanic e dentro Bentancur come schermo davanti la difesa. Ai suoi lati di sicuro Ramsey confermatissimo per la sua capacità di inserimento. Come terzo centrocampista – visto il passo e le qualità tecniche di Matudi, Khedira e Rabiot – nessuno si stupirebbe nel vedere un talento della Primavera aggregato in prima squadra o magari un Dybala/Bernardeschi adattato come mezz’ala.

In attacco confermatissimo Ronaldo nel ruolo di prima punta. Fuori Higuain e dentro sulle corse Douglas Costa a sinistra e Bernardeschi o Dybala a destra. Il Boemo di sicuro proverebbe a lavorare sulla Joya per adattarlo ad un ruolo non suo (vedi Insigne a Foggia) e farlo esplodere in un’altra posizione di campo pur di non rinunciare alle sue qualità in attacco.

Calciomercato.com, Zeman nella storia per aver regalato bellezza

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Il sito Calciomercato.com ha stilato una classifica dei dieci migliori allenatori stranieri, con un passato nella nostra Serie A. Tra questi dieci non manca il Maestro Zdenek Zeman.

Noi ripetiamo spesso ai detrattori del Boemo perché, pur non vincendo uno scudetto, Zeman è scolpito nel cuore e negli occhi di tanti fortunati che hanno potuto ammirare il suo calcio. Chi lo ha avuto come allenatore, anche solo da avversario, non può negare di aver vissuto della emozioni particolari. Emozioni tali da portare tanti tifosi di tutta Italia, a spostarsi dalle proprie città e gustarsi lo spettacolo del suo 4-3-3, spesso lontano dalla propria squadra del cuore. Anche solo per questo è d’obbligo inserirlo in classifiche e Hall Fame, si parla sempre di un personaggio che ha migliorato il nostro calcio, insegnandone un’altra visione, ancora non completamente compresa. Ma nel calcio di oggi la sua filosofia si è diffusa a larga scala, anche se con scelte tattiche e moduli diversi, sta andando avanti la cultura del lavoro e delle idee. Nella classifica di Calciomercato.com è in compagnia di allenatori che hanno vinto tutto. Eccone alcuni, il resto lo troverete nell’articolo originario.

Zdenek Zeman

Si può guadagnare un posto nella memoria collettiva di molti senza vincere nulla? Si può. Vedi alla voce Zemanlandia. Il Foggia, poi la Lazio e la Roma, ma anche il Pescara. Si può perdere in gloria, seminando tanta bellezza.

Helenio Herrera

Ha cambiato la storia del calcio italiano. Prima di lui gli allenatori avevamo un ingaggio risibile. Lui ha preteso di essere pagato più dei suoi giocatori. Con l’Inter ha segnato un’epoca: negli anni ’60, 3 scudetti, 2 Coppe dei Campioni e 2 Coppe Intercontinentali.

Nils Liedholm

Italiano onorario, arrivato da calciatore (Milan) nel 1949. Due imprese storiche per il «Barone»: la Stella col Milan (1979), il titolo con la Roma (1983). Ha imposto la «zona» in anni in cui si giocava all’italiana. La sua idea di calcio era ariosa, pulita, spettacolare.

Vujadin Boskov

Il calcio sorridente, gli slogan entrati nella storia. Ha plasmato e portato alla gloria la meglio gioventù del calcio italiano tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90. Lo scudetto vinto con la Sampdoria di Mancini & Vialli rimane una pagina indelebile.

SALVIO IMPARATO

Vives: “Con Zeman vai in campo e non senti la stanchezza”

Lo ha detto Giuseppe Vives, detto “Il Professore” ai tempi del Torino dove fu capitano come a Lecce . Ecco le parole rilasciate a casa Di Marzio in diretta instagram.

“Non dovevo essere io il calciatore di famiglia – confessa Vives – quello bravo era mio fratello di cinque anni più grande. Giocavo per strada appena finivo i compiti e hanno consigliato a mio padre di portare anche me a scuola calcio”

“Mamma voleva che entrassi in Guardia di Finanza, non fossi stato calciatore sarei finito sicuramente lì”, e invece Vives ha scelto la via del calcio, che oggi non abbandona, tanto che ha aperto una sua scuola calcio, dove insegna anche se non nelle vesti di ‘professore’.

 Luciano Spalletti a gli inizi all’Ancona,

“Una persona eccezionale in un’esperienza che mi ha fatto tanto crescere anche se c’era una situazione societaria particolare”, prima di passare da Giugliano, tappa chiave della sua carriera dopo che aveva pensato addrittura di smettere di giocare. “Avevo un problema al quadricipite, pensavo di non poter continuare, volevo smettere ma grazie al presidente del Giugliano mi sono rimesso in carreggiata e poi sono tornato a vivere le emozioni più belle”.

 Zeman e il lavoro duro

“Zeman mi aveva visto in una partita a Melfi e mi volle a tutti i costi al Lecce, io non volevo andare perché mi sentivo in famiglia. Filippo Falco, il mio procuratore, venne a casa mia per convincermi. A Lecce dovevo rimanerci un giorno, solo per salutare e ringraziare, ma la mattina dopo sono partito in ritiro a Tarvisio con loro. Adesso non so se sarei in grado di affrontare un ritiro con Zeman. Mi appoggiavo al muro per aiutarmi con le salite, ma poi quando giochi non ti accorgi della stanchezza. Ti dava grandi stimoli durante gli allenamenti”. 

L’arrivo al Torino e la dura separazione con il Lecce come fu quella con il Giugliano

“Per farmi andare via da Lecce mi hanno dovuto costringere. Mi avevano venduto al Torino ma non volevo andare via dalla Puglia, sentivo come se stessi lasciando di nuovo casa. Poi a Torino ho vissute altre grandi emozioni”.

I sedicesimi di Europa League al San Mamés

“Mai avrei immaginato di poter disputare una partita del genere. Lì il Napoli ci aveva perso il preliminare di Champions, non c’era un posto libero allo stadio. Io per 90 minuti non mi sono reso conto di dove ero, un’emozione incredibile, sono anche riuscito a conquistare il rigore dell’1-0”.

Kutuzov: “Grazie a Zeman diventai una macchina”

Kutuzov-Zeman

In collegamento Skype con YSport, l’ex attaccante Vitali Kutuzov ha ripercorso il suo anno, la stagione 2003-2004, nell’Avellino di Zdenek Zeman

“Mi fa piacere essere rimasto nella memoria dei tifosi dell’Avellino – afferma Kutuzov – io cercavo di dare in campo tutto quello che avevo in corpo, ma purtroppo retrocedemmo a fine campionato. Facevamo cose importanti, ma non riuscivamo a vincere. Forse mister Zeman non riuscì a trovare la quadratura”.

SU ZEMAN

“Pensavo fosse un serial killer per i suoi modi di farci allenare. Io lo soffrivo tanto, preparai pure le valigie per andare via dal ritiro, perché psicologicamente stavo male, ero solo in camera. Poi sono rimasto, grazie a Ferraresi, che ora fa l’allenatore ed è un mio grande amico. Mi diede una grande mano. E grazie a Zeman sono riuscito a farmi valere alla Sampdoria, per due stagioni in Serie A. Finisce il campionato ad Avellino e vado alla Sampdoria, che aveva in attacco due bandiere e due nazionali sulle fasce, Volpi e Palombo a centrocampo: mi ritaglio uno spazio importante, non so neanche come, ma se c’è una persona che devo ringraziare è proprio Zeman. Ero diventato una macchina e questo ti dà certezze per tutto il resto”

Rambaudi: “Zeman era 20 anni avanti” (VIDEO)

"Siamo il Foggia di Zeman!" - Lettera aperta

Ospite in una lunga diretta della trasmissione Talento Calcio, Roberto Rambaudi parla del suo passato con Zeman e della sua nuova carriera di allenatore. In collegamento anche Fulvio Collovati.

TALENTO CALCIO 25.MARZO 2020. DALLE 20.30

CON : @FULVIO COLLOVATI – Roberto Rambaudi – Giovanni CostantinoCONDUCE : ANDY NINE (Andy FJ C)

Posted by Talento Calcio on Wednesday, March 25, 2020

”Zeman ai tempi di Foggia era 20 anni avanti – confessa Rambaudi – come ti spiegava lui la fase offensiva nessuno mai. Giocavamo un calcio propositivo in un campionato di livello superiore. Nulla da togliere ai campioni di oggi, ma il tasso tecnico della serie A anni 90 era superiore. Ti distruggeva fisicamente in allenamento, ma i risultati si vedevano. Forse il suo unico difetto era ignorare il recupero fisico, ma è uno dei migliori di sempre e poteva fare molto di più nel nostro calcio”