Foggia-Potenza, parla Zeman: “Contento dei zero gol subiti” (VIDEO)

A margine della sfida Foggia-Potenza, Zeman parla in conferenza. Con la consueta e intramontabile lucidità fa il punto della situazione e insegna se stesso.

KRAGL

Foggia-Potenza, la prima domanda per Mister Zeman è sull’eventuale posizione di utilizzo di Kragl.

”Per ora non penso a se e come far giocare Kragl, vedrò quando arriverà con che caratteristiche possa adeguarsi alla nostra squadra. Si sta trattando e quando lo vedrò vorrà dire che sarà arrivato. Non si può parlare di quello che ancora non c’è.“

STANCHEZZA

“Oggi non abbiamo problemi e siamo tutti a disposizione. Penso che alcuni avranno ancora stanchezza perché si è fatto ancora lavoro di preparazione, ma speriamo bene.”

POCHI GOL SEGNATI

“Abbiamo fatti pochi gol ma è naturale perché questa è una squadra che è stata rifatta da capo e molti calciatori si stanno conoscendo. È normale che non tutto possa venire subito. La squadra sta crescendo. Sono contento di essere a zero gol subiti, dato che mi è stato sempre criticato. Vorrei vedere miglioramenti in tutti i reparti come squadra. Alla fine dell’anno scorso sono rimasti Curcio e Rocca dalla passata stagione.”

SUI 5 CAMBI

“I cambi per me si fanno per infortunio, per stanchezza o per scelte tattiche. Ho preferito non farne 5 nelle prime giornate perché secondo me non ce n’era la necessità.”

POTENZA SQUADRA ORGANIZZATA

“Il Potenza è una squadra organizzata che gioca con il 3-5-2 e dovremo cercare di prendere le giuste misure. Penso che da una parte loro hanno alcuni vantaggi, come a centrocampo, ma essendo 3 dietro potrebbero andare in difficoltà.”

MARKIC

“Markic è un marcatore ed è abbastanza bravo di testa che potrebbe contrastare Romero. A me hanno soddisfatto tutti i difensori finora comunque.”

SUL CAMPIONATO

“Difficile giudicare le squadre dopo una solo partita. Le squadre partite come favorite lo sono probabilmente per la storia e per quello che hanno investito. Al momento non ho idee chiare su quello che succederà nel campionato, che però finora si è dimostrato equilibrato. Dobbiamo vedere chi entrerà prima con la testa e le idee giuste”.

Pavia-Foggia 0-2, Zeman ripulisce il campo. L’esempio di Maestro (VIDEO)

Al termine dell’amichevole Pavia-Foggia, Zeman ha dato “spettacolo” con lezione di esempio, ripulendo il campo dalle bottigliette vuote

Saverio Fiano di Milano ci ha inviato un video ripreso dagli spalti del Pietro Fortunati di Pavia. Il video ritrae il maestro Zdenek Zeman ripulire il campo, dopo l’amichevole Pavia-Foggia, vinta 0-2 dai Satanelli. Un esempio spettacolare di lezione di comportamenti che solo Zeman e pochi altri possono regalare. Durante il gesto del Boemo i tifosi, accorsi all’amichevole Pavia-Foggia, intonavano il famoso coro “Olè olè olè olè Zeman Zeman!”

Ritiro Foggia, Zeman: “Senza la base non si costruiscono i palazzi”

Ritiro-Foggia-Zeman

Dal ritiro valdostano del Foggia l’intervista al tecnico dei rossoneri, Zeman, realizzata da Tiziano Errichiello per Foggia TV e FoggiaGol.

Dal ritiro del Foggia, ecco le prime parole di Zeman. Il Boemo fa il punto della situazione dopo 3 giorni di lavoro e prima del test odierno con L’Ivrea a Montjovet.

https://www.youtube.com/watch?v=UdkRc36zoB0&ab_channel=FOGGIAGOLTV

“Abbiamo fatto tre giorni molto bene costruendo la base. I ragazzi si sono impegnati su quello che dovevano fare, poi vedremo cosa succederà più avanti. I ragazzi stanno rispondendo bene, ma ripeto il concetto che per me è fondamentale la base. Senza la base non si costruiscono i palazzi. Oggi abbiamo un test contro l’Ivrea per valutare anche i ragazzi in prova per capire se ci potremo puntare in futuro.”

SALVIO IMPARATO

La conferenza di Zeman allo Scugnizzo Liberato (VIDEO)

La conferenza di Zeman allo Scugnizzo Liberato in video. Grazie alla redazione del laboratorio culturale partenopeo.

Conferenza di Zeman parte 1

“Il calcio deve unire e divertire”

https://www.instagram.com/tv/CQjS3I4INJI/?utm_medium=copy_link

La conferenza di Zeman parte 2

“Sono stato fermo più per il Covid, senza gente il calcio non ha senso. Ho più entusiasmo di prima”

https://www.instagram.com/tv/CQjUOyhovKd/?utm_medium=copy_link

La Conferenza Zeman parte 3

“I gradoni li faceva anche Mennea, la frase che non mi sento lontano dal calcio dei grandi è una fake, non è mia”

https://www.instagram.com/tv/CQjWWYyIlyL/?utm_medium=copy_link

SALVIO IMPARATO

Zeman a Capodimonte: “Vado a Foggia a parlare, è diverso da firmare”

Durante l’incontro al Campania Teatro Festivale, tenusoti con Zeman a Capodimonte, nella suggestiva cornice del bosco, il Boemo si è raccontato a 360° e alla nostra domanda sull’imminente firma del Foggia ha risposto così.

Mister le posso fare due domande veloci?

“Tu sei veloce io sono lento” – se la ride Zeman a Capodimonte

Il presidente Canonico ha annunciato che domani sarà a Foggia per firmare che può dirci?

“Vado a Foggia si, ma a parlare che è diverso da firmare”

Mister si è arrivati un pò troppo tardi a mette giocatori come Insigne, Immobile e Verratti, hanno ormai trent’anni. È un problema dell’Italia dare poco spazio ai talenti giovani?

“Si è un problema italiano, non si fiducia a ragazzi di talento, mentre in altre nazioni hanno subito le loro occasioni e non perché lo meritano più di Insigne, Verratti e Immobile. Io per fortuna non faccio il selezionatore delle nazionali, ma in Italia è un problema anche nei club.

SALVIO IMPARATO

Zeman allo Scugnizzo Liberato: “Verratti ha più inventiva di Jorginho”

Zeman-allo-scugnizzo-liberato

E’ un fiume in piena Zeman allo Scugnizzo Liberato, parlando dei suoi pupilli ha spiegato anche cosa non gli piace del calcio posizionale.

“Andai a vedere Lorenzo Insigne – racconta Zeman allo Scugnizzo Liberato – quando giocava nella Primavera del Napoli, mi accorsi subito del suo grande talento. Lo chiesi al direttore Peppino Pavone che lo aveva a Cava dove non giocava e lo volli a Foggia. Oggi tutti glielo riconoscono, ma su di lui qualcuno in passato ha avuto dubbi. Insigne non ha ancora rinnovato? Il Napoli non deve farselo scappare”.

Verratti più inventiva di Jorginho

“Verratti è un centrocampista fortissimo, superiore a Jorginho. Il brasiliano è abituato a giocare uno o due tocchi, lui è capace di portar palla per trenta metri senza farsela togliere. Gli piace anche la fase di interdizione, infatti viene sempre ammonito perché non sopporta che gli si levi la palla. Un grande. Immobile è arrivato a questi livelli perché è un ragazzo che ha voglia e fame. L’Italia ad Euro 2020? É favorita, non c’è dubbio. Il segreto di Mancini? Ragionare da allenatore come quando era calciatore: lascia libero il talento. Voglio allenare in Italia, il virus mi ha tenuto fermo ma adesso che la gente è tornata sugli spalti, il calcio ha ripreso la sua essenza. Senza tifosi, non c’è passione. Non c’è spettacolo”.

Calcio posizionale

“A me non piace molto questo calco posizionale che si gioca oggi. Tutti fermi a dare tempo alle difese avversarie di sistemarsi è l’opposto del concetto del mio calcio, dove nemmeno il passaggio di prima è sempre positivo. Il passaggio deve avere un senso, o libera un compagno o crea spazio. Se dai tempo al tuo avversario di chiudersi devi avere un fenomeno che ti risolve la partita.”

SALVIO IMPARATO

Zeman a Sky: “Sono contento di essere l’idolo di Italiano”

zeman-a-sky

Durante l’evento allo Scugnizzo Liberato ha parlato Zeman a Sky, ai microfoni di Francesco Modugno. Ha arlato di Italiano, Insgine, Spalletti e Nazionale

Ecco le parole di Zeman a Sky: “Italiano è il mio erede, ha dichiarato che sono il suo idolo e mi piace molto il suo calcio. Spero che Sarri e Mourinho facciano bene nelle due squadre di Roma, in questa città si attende da tanti anni un successo che non arriva. Insigne? Vidi subito che aveva grandi mezzi, ora spero che resti a Napoli”. Sulla Nazionale, aggiunge: “Per me è la favorita numero uno dall’inizio, Mancini fa giocare bene la sua squadra”

Italiano

https://video.sky.it/sport/calcio/serie-a/video/zeman-italiano-e-il-mio-erede-679943

“Quando io allenavo il Licata mi seguiva, essendo di Ribera – ha raccontato Zeman -. Ha detto che io sono il suo idolo, mi piace perché gioca con molta pressione, con tanto fisico e tecnicamente ha dimostrato che in questo campionato ci può stare”. Il boemo, che ha allenato le due squadre di Roma, ora osserva con attenzione l’arrivo di Sarri e Mourinho: “Mi auguro che vadano tutti e due bene. Entrambi non possono vincere, ma fare bene in una piazza come Roma è importante per la gente che da tanti anni aspetta un successo che non arriva”. A Napoli, invece, inizia l’era Spalletti: “Dovrà dimostrare di essere l’uomo giusto – dice Zeman -. È un bravo allenatore, però ha avuto dei problemi con alcuni giocatori per motivi caratteriali”. 

“Spero che Insigne resti a Napoli”

https://video.sky.it/sport/calcio/serie-a/video/zeman-insigne-napoli-679941

E proprio a Napoli, Luciano Spalletti, troverà Lorenzo Insigne, che Zeman ha valorizzato nelle stagioni al Foggia e al Pescara, prima del grande salto in azzurro: “La prima volta l’ho visto con la Primavera del Napoli, lo portarono alla Cavese ma non lo facevano mai giocare. Allora l’ho portato a Foggia perché credo nei ragazzi, sapevo che aveva grandi mezzi. Poi ha fatto bene con me, con il Napoli e anche con la Nazionale. Spero resti in azzurro”.  Volume 90% 

“Europei? Italia favorita numero uno”

https://video.sky.it/sport/calcio/europei/video/zeman-italia-europei-679942

Oltre a Insigne, in Nazionale ci sono altri due talenti lanciati da Zeman a Pescara: Verratti e Immobile. Il boemo elogia gli azzurri di Roberto Mancini e i suoi ragazzi: “Sono contento che stiano trovando spazio, ci sono anche Florenzi e Barella, che ho avuto a Cagliari con me, anche se in quel periodo serviva più alla Primavera che alla prima squadra. Per me l’Italia è dall’inizio la favorita numero uno. Ci sono avversarie forti, ma sono convinto che questa squadra ha delle qualità per poter lottare con tutti. Mancini li fa giocare bene, se trovi giocatori così di talento è più facile”.

Canonico a Telefoggia: “Sabato la firma di Zeman, è il più grande maestro”

Il nuovo Patron del Foggia Nicola Canonico, si confessa a Telefoggia ai microfoni di Carmine Troisi e conferma una data per la firma e l’annuncio di Zeman

La puntata de “Il Pallone In Poltrona” con il presidente Canonico a Telefoggia

CANONICO E L’INCONTRO CON ZEMAN

“Abbiamo fissato un incontro con Zdenek Zeman sabato mattina, sulla base della sua disponibilità. Ci siamo visti a Roma, avevo voglia di sentirlo prima di iniziare ogni tipo di attività. Gli ho spiegato il progetto che vorrei fare a Foggia – confessa Canonico – e l’ho visto molto entusiasta di quello che gli ho raccontato. Siamo entrati un attimo a parlare di tutta quella che è l’organizzazione. Lui è innamoratissimo della nostra città, è una persona che ho visto molto determinata, ancora lucido, ancora con tanta voglia di creare tante situazioni. Abbiamo parlato a lungo della sua disponibilità riguardo al suo impegno con il Foggia, abbiamo determinato tanti aspetti già con lui e dovrebbe arrivare sul fine settimana a Foggia per completare gli ultimi dettagli. Poi, scioglierà la riserva e firmerà il contratto con il Foggia. La giornata potrebbe essere quella di sabato”

ZEMAN LA STORIA DEL CALCIO

“Zeman è la storia del calcio, non solo italiano – afferma Canonico – ma mondiale. Quindi gli ho detto che è giusto rilanciarsi in una città che ama e devastata da tanti problemi. Chi lo discute per l’età si sbaglia di grosso, ha ancora tanta voglia e profonda lucidità, poi non è che va lui in campo, quindi su questo molto sereno. Nel girone C, che mi affascina, ci sono tante squadre che ha allenato e per lui sarebbe una sorte di sintesi, una bella sfida.”

GIOCATORI DI PROPRIETÀ

Per quanto riguarda l’allestimento della squadra, il nuovo Patron Canonico esprime la volontà di costruire una rosa di giocatori di proprietà. Infatti sottolinea Carmine Troisi di Telefoggia, nel caso Zeman facesse un nuovo miracolo tipo Insigne, il Foggia incasserebbe giustamente un’adeguata plusvalenza. Un pò come fa attualmente Percassi, che oggi ripercorre, con l’Atalanta, il modello Zemanlandia che fu proprio del Foggia di Zeman-Casillo-Pavone.

SALVIO IMPARATO

Zeman al Corriere del Ticino: “Eriksen mi ha ricordato Morosini. Tifo Italia”

Zeman ha rilasciato una lunga intervista al Corriere Del Ticino ai microfoni di Massimo Solari, che ringraziamo insieme a Marcello Pellizari che ci ha concesso l’esclusiva per la pubblicazione integrale in Italia.


Zeman al Corriere Del Ticino, articolo di Massimo Solari.

All’Olimpico, per l’esordio dell’Italia, c’era anche lui. Simbolo del calcio romano, sia biancoceleste, sia giallorosso, Zdenek Zeman si gode gli Europei a casa. E, al solito, lo fa con sguardo attento e parole taglienti. Lo abbiamo intervistato in vistadellapartitissima contro la Svizzera.


Mister, partiamo da quanto ac- caduto sabato sera a Christian Eriksen. Lei, nel 2012, ha purtroppo vissuto in prima persona la tragedia che ha colpito Piermario Morosini. Morto durante un match tra il Pescara, che guidava ai tempi, e il Livorno. Come ha vissuto i terribili momenti di Copenaghen?


«Con grande apprensione. Di colpo le immagini della morte di Morosini sono tornate vivide, nella mia mente, in tut- ta la loro drammaticità. La dinamica mi è parsa molto simile. Di qui la grande preoccu-pazione verso il giocatore danese»


Venerdì sera ha invece assistito alla partenza esaltante degli Azzurri. Che idea si è fatto della selezionedi Roberto Mancini, che ha passeggiato sulla Turchia?

«In realtà l’Italia non mi è piaciuta affatto nel primo tempo. Mi è sembrata un po’ in difficoltà, soprattutto con certi movimenti. Dopo la sfortunata autorete di Demiral, la squadra si è invece sbloccata. E ha dimostrato quanto sta bene e in che misura il suo calcio è efficace e pericoloso»

La Svizzera, insomma, è avvisata. Come vede lo scontro con i rossocrociati?

«Beh, l’Italia parte favorita. A maggior ragione, e lo ripeto, considerando che si è espressa su buoni livelli per soli 45
minuti. Dirò di più: Chiellini e compagni sono, a mio avvi so, i principali candidati per la vittoria dell’Europeo.

Sarà quindi una partita a senso unico?

«No, non credo. La nazionale elvetica non è un avversario semplice da affrontare. Anzi. Per spuntarla di nuovo, gli Azzurri dovranno progredire ulteriormente. Ne hanno comunque i mezzi e, alla fine, credo che a esultare saranno loro».

Facciamo un passo indietro, a Galles-Svizzeradi sabato pomeriggio. Ha osservato pure questo match? E, in caso affermativo, che idea si è fatto degli elvetici?


«A me i rossocrociati non sono dispiaciuti. Ho visto una prestazione interessante, al netto del risultato finale che non ha premiato la compagine di Vladimir Petkovic. Ricordo che quando allenavo il Lugano, nel 2015-16, Breel Embolo mi aveva già impressionato positivamente. A Baku ho visto un giocatore maturato e, va da sé, migliorato».

Pareggiare contro il Galles è però stato un risultato negativo. Prova convincente o meno, alla Nazionale servivano i tre pun- ti…


«Ma non cambio idea sul po- tenziale della squadra. Soprattutto sul piano difensivo, non ha punti deboli. In attacco, per contro, manca qualcosa. Banalmente, un vero attaccante.È anche vero che Mario Gavranovic, in cinque minuti, ha praticamente segnato un gol e mezzo».


E della scelta, sull’1-0, di cambiare un uomo offensivo per un centrocampista cosa ha pensato lo spregiudicato Zdenek Zeman?


«Preferirei fare un discorso più ampio, sulle prime par- tite nei grandi tornei. Da un punto di vista tattico, noto infatti delle difficoltà a maturare subito. E così si finisce altresì per accontentarsi dei pa- reggi. Il segreto, in tal senso, è riuscire a cambiare mentalità in corso d’opera. Scendendo in campo per vincere».

A trascinare l’Italia, oggi, ci sono Verratti, Immobile, Insigne e Florenzi. Tutti giocatori che ha in qualche modo lanciato tra Pescara e Roma. Prova un pizzico d’orgoglio?


«Purtroppo Florenzi si è infortunato. Mentre, sì, Insigne e Immobile hanno fatto il percorso che si meritavano: sono due ottimi calciatori. Verratti, invece, merita un discorso a parte. Parliamo infatti di un giocatore superiore a tutti gli altri. Per tecnica e visione di gioco. È il migliore per distacco. Vedere dove sono arrivati, ad ogni modo, è fonte di grande soddisfazione».


Cosa dovrà fare la Svizzera per sorprendere un’Italia che sem- bra imbattibile?

«Non posso dirvelo, perché ti- fo Italia (ride, ndr). Scherzi a parte, trovo che Vladimir Petkovic sia un tecnico molto preparato. E sono certo che ha le conoscenze e competenze per impostare la sfida nel migliore dei modi».


A proposito di «Vlado». Entrambi avete scritto la storia sportiva della capitale. E per questo siete amati dalla piazza, o quantomeno da una parte di essa. Al ct della Nazionale farà bene rimettere piede all’Olimpico?

«Sicuramente. Ed è normale che i tifosi laziali gli siano risconoscenti. Con i biancocelesti ha fatto molto bene, lasciando di riflesso un ottimo ricordo di sé».

Gli stadi, intanto, sono tornati a riempirsi. Come vive, Zeman, questo ritorno all’essenza del calcio?


«In uno stadio come l’Olimpico – conclude Zeman al Corriere Del Ticino – 15.000 spettatori sparsi non sono il massimo. Detto ciò, il loro entusiasmo ha fatto e farà sicuramente bene all’Italia. Ho visto una squadra rinfrancata dall’affetto del pubblico. Un fattore, inutile negarlo, che avvantaggia gli Azzurri rispetto ad esempio alla Svizzera. Ecco perché la formula itinerante di questo torneo, con lunghe trasferte e viaggi solo per alcune squadre, non mi va tanto a genio».

Zeman a Cittaceleste: “Mourinho e Sarri lavoratori, faranno bene” (VIDEO)

Zdenek Zeman ha parlato a Cittaceleste. Ha detto la sua su Mourinho, Sarri e Inzaghi sulle loro nuove avventure con Roma, Lazio e Inter

Il video dell’intervista di Zeman

Zeman a Cittaceleste si è soffermato sulle nuove avventure di Sarri alla Lazio, Mourinho alla Roma e di Simone Inzaghi all’Inter. Del toscano, ribadendo la stima, dice che sicuramente porterà bel gioco, poi per i risultati bisognerà vedere. Su Mourinho è sicuro che porterà il salto qualità per battere le grandi, cosa che è mancata alla Roma di Fonseca. Per Simone Inzaghi la sfida più ardua, subentrare ad Antonio Conte non è cosa facile. Per il prossimo campionato vede sette squadre che si daranno battaglia e sarà tutto da vedere.

SALVIO IMPARATO