Zeman al Corriere del Ticino: “Eriksen mi ha ricordato Morosini. Tifo Italia”

Zeman ha rilasciato una lunga intervista al Corriere Del Ticino ai microfoni di Massimo Solari, che ringraziamo insieme a Marcello Pellizari che ci ha concesso l’esclusiva per la pubblicazione integrale in Italia.


Zeman al Corriere Del Ticino, articolo di Massimo Solari.

All’Olimpico, per l’esordio dell’Italia, c’era anche lui. Simbolo del calcio romano, sia biancoceleste, sia giallorosso, Zdenek Zeman si gode gli Europei a casa. E, al solito, lo fa con sguardo attento e parole taglienti. Lo abbiamo intervistato in vistadellapartitissima contro la Svizzera.


Mister, partiamo da quanto ac- caduto sabato sera a Christian Eriksen. Lei, nel 2012, ha purtroppo vissuto in prima persona la tragedia che ha colpito Piermario Morosini. Morto durante un match tra il Pescara, che guidava ai tempi, e il Livorno. Come ha vissuto i terribili momenti di Copenaghen?


«Con grande apprensione. Di colpo le immagini della morte di Morosini sono tornate vivide, nella mia mente, in tut- ta la loro drammaticità. La dinamica mi è parsa molto simile. Di qui la grande preoccu-pazione verso il giocatore danese»


Venerdì sera ha invece assistito alla partenza esaltante degli Azzurri. Che idea si è fatto della selezionedi Roberto Mancini, che ha passeggiato sulla Turchia?

«In realtà l’Italia non mi è piaciuta affatto nel primo tempo. Mi è sembrata un po’ in difficoltà, soprattutto con certi movimenti. Dopo la sfortunata autorete di Demiral, la squadra si è invece sbloccata. E ha dimostrato quanto sta bene e in che misura il suo calcio è efficace e pericoloso»

La Svizzera, insomma, è avvisata. Come vede lo scontro con i rossocrociati?

«Beh, l’Italia parte favorita. A maggior ragione, e lo ripeto, considerando che si è espressa su buoni livelli per soli 45
minuti. Dirò di più: Chiellini e compagni sono, a mio avvi so, i principali candidati per la vittoria dell’Europeo.

Sarà quindi una partita a senso unico?

«No, non credo. La nazionale elvetica non è un avversario semplice da affrontare. Anzi. Per spuntarla di nuovo, gli Azzurri dovranno progredire ulteriormente. Ne hanno comunque i mezzi e, alla fine, credo che a esultare saranno loro».

Facciamo un passo indietro, a Galles-Svizzeradi sabato pomeriggio. Ha osservato pure questo match? E, in caso affermativo, che idea si è fatto degli elvetici?


«A me i rossocrociati non sono dispiaciuti. Ho visto una prestazione interessante, al netto del risultato finale che non ha premiato la compagine di Vladimir Petkovic. Ricordo che quando allenavo il Lugano, nel 2015-16, Breel Embolo mi aveva già impressionato positivamente. A Baku ho visto un giocatore maturato e, va da sé, migliorato».

Pareggiare contro il Galles è però stato un risultato negativo. Prova convincente o meno, alla Nazionale servivano i tre pun- ti…


«Ma non cambio idea sul po- tenziale della squadra. Soprattutto sul piano difensivo, non ha punti deboli. In attacco, per contro, manca qualcosa. Banalmente, un vero attaccante.È anche vero che Mario Gavranovic, in cinque minuti, ha praticamente segnato un gol e mezzo».


E della scelta, sull’1-0, di cambiare un uomo offensivo per un centrocampista cosa ha pensato lo spregiudicato Zdenek Zeman?


«Preferirei fare un discorso più ampio, sulle prime par- tite nei grandi tornei. Da un punto di vista tattico, noto infatti delle difficoltà a maturare subito. E così si finisce altresì per accontentarsi dei pa- reggi. Il segreto, in tal senso, è riuscire a cambiare mentalità in corso d’opera. Scendendo in campo per vincere».

A trascinare l’Italia, oggi, ci sono Verratti, Immobile, Insigne e Florenzi. Tutti giocatori che ha in qualche modo lanciato tra Pescara e Roma. Prova un pizzico d’orgoglio?


«Purtroppo Florenzi si è infortunato. Mentre, sì, Insigne e Immobile hanno fatto il percorso che si meritavano: sono due ottimi calciatori. Verratti, invece, merita un discorso a parte. Parliamo infatti di un giocatore superiore a tutti gli altri. Per tecnica e visione di gioco. È il migliore per distacco. Vedere dove sono arrivati, ad ogni modo, è fonte di grande soddisfazione».


Cosa dovrà fare la Svizzera per sorprendere un’Italia che sem- bra imbattibile?

«Non posso dirvelo, perché ti- fo Italia (ride, ndr). Scherzi a parte, trovo che Vladimir Petkovic sia un tecnico molto preparato. E sono certo che ha le conoscenze e competenze per impostare la sfida nel migliore dei modi».


A proposito di «Vlado». Entrambi avete scritto la storia sportiva della capitale. E per questo siete amati dalla piazza, o quantomeno da una parte di essa. Al ct della Nazionale farà bene rimettere piede all’Olimpico?

«Sicuramente. Ed è normale che i tifosi laziali gli siano risconoscenti. Con i biancocelesti ha fatto molto bene, lasciando di riflesso un ottimo ricordo di sé».

Gli stadi, intanto, sono tornati a riempirsi. Come vive, Zeman, questo ritorno all’essenza del calcio?


«In uno stadio come l’Olimpico – conclude Zeman al Corriere Del Ticino – 15.000 spettatori sparsi non sono il massimo. Detto ciò, il loro entusiasmo ha fatto e farà sicuramente bene all’Italia. Ho visto una squadra rinfrancata dall’affetto del pubblico. Un fattore, inutile negarlo, che avvantaggia gli Azzurri rispetto ad esempio alla Svizzera. Ecco perché la formula itinerante di questo torneo, con lunghe trasferte e viaggi solo per alcune squadre, non mi va tanto a genio».

Zeman a Cittaceleste: “Mourinho e Sarri lavoratori, faranno bene” (VIDEO)

Zdenek Zeman ha parlato a Cittaceleste. Ha detto la sua su Mourinho, Sarri e Inzaghi sulle loro nuove avventure con Roma, Lazio e Inter

Il video dell’intervista di Zeman

Zeman a Cittaceleste si è soffermato sulle nuove avventure di Sarri alla Lazio, Mourinho alla Roma e di Simone Inzaghi all’Inter. Del toscano, ribadendo la stima, dice che sicuramente porterà bel gioco, poi per i risultati bisognerà vedere. Su Mourinho è sicuro che porterà il salto qualità per battere le grandi, cosa che è mancata alla Roma di Fonseca. Per Simone Inzaghi la sfida più ardua, subentrare ad Antonio Conte non è cosa facile. Per il prossimo campionato vede sette squadre che si daranno battaglia e sarà tutto da vedere.

SALVIO IMPARATO

Zeman a Romatube.it: “Oggi allena chi non fa risultati” (AUDIO)

Zeman ha parlato ai microfoni di Romatube.it. Si è concesso ad una lunga intervista in cui ha parlato della sua volontà di allenare ancora.

L’intervista audio integrale di Zeman a Romatube.it

Mister parliamo della sua doppia esperienza alla Roma. Prima con Sensi e poi con Pallotta. Lei nel ’97/’98 e nel ’98/’99 conquistò un 4° e un 5° posto portando la squadra in Coppa UEFA. Che ricordo ha della Roma di Sensi? 

Un buon ricordo – confessa Zeman a Romatube.it – a parte che chi allena la Roma deve avere sempre un buon ricordo, vista la passione della gente che ci ha accompagnato. E’ normale che si voleva fare meglio, ma io penso che in quelle condizioni specialmente nel ’98 dove alla fine ci sono mancati 21 punti per colpe non nostre, è stato un buon viaggio.

Nell’estate 2012 dopo 13 anni dalla prima volta lei torna alla Roma, stavolta non più di Sensi ma di Pallotta, quindi la Roma americana. Che differenza ha notato rispetto alla Roma dei Sensi? 

La differenza è che io con Sensi ci potevo parlare ogni giorno e con Pallotta mai, penso che anche la squadra era troppo lontana dal presidente, però il calcio si è giocato, i giornalisti hanno detto che giocavamo il miglior calcio, abbiamo fatto molto bene con il Milan, molto bene con la Fiorentina, poi purtroppo è successo qualcosa, io sono stato allontanato più per problemi di disciplina della squadra.

In quella stagione lei conduce la Roma alla finale di Coppa Italia  contro la Lazio, che sappiamo come è andata a finire, dopo aver battuto Atalanta, Fiorentina e Inter. Lei però viene esonerato a febbraio dopo una sconfitta interna con il Cagliari. Se lei fosse stato in panchina in quella famosa finale, che avrebbe tra l’altro meritato di disputare, crede sarebbe finita diversamente anche la sua avventura con la Roma?

Non si può dire mai niente, è normale che uno che gioca la finale la vorrebbe vincere però le partite sono da giocare e bisogna vedere chi in quel caso fa meglio.

Lei ha sempre valorizzato moltissimo i giovani, anche in quell’epoca lanciò Marquinhos e Lamela che poi a fine stagioni furono venduti per circa 60 milioni di euro al PSG e al Tottenham. Ma perché si è sempre detto che Zeman non ama lavorare con i campioni? 

Non è vero, io ho lavorato con tanti campioni, vedi Cafu, vedi Aldair, gente che ha vinto i mondiali. Per me è importante che il giocatore, a prescindere dall’età, ha voglia di migliorarsi e ha voglia di partecipare.

Sempre nella Roma americana purtroppo si riscontrò un problema tecnico-tattico e comportamentale con un simbolo di Roma che era Daniele De Rossi. Perché non ha funzionato tra di voi, mister?

Io penso che lui in quel periodo avesse dei problemi, non io… Certamente lui ha giocato e ha giocato anche tante partite con media voto 4,5 e non era lui. Poi forse il discorso era anche di ruolo, che per me era un centrocampista e lui voleva fare il regista. E non lo ha fatto nemmeno prima perché c’era Pizarro che lo faceva. Per me aveva problemi suoi fuori dal campo.

Adesso che è nel giro della nazionale nello staff tecnico, come lo vede De Rossi, può essere un buon allenatore?

Bisogna vedere, quando lo prenderà una squadra bisogna vedere che cosa farà.

In un’intervista lei rispose a una domanda sui 5 migliori giocatori italiani di sempre e disse TOTTI, TOTTI, TOTTI, TOTTI, TOTTI. C’è sempre stata grande sintonia e grande feeling tra di voi, tra l’altro lei lo ha fatto capitano a 22 anni. Che giocatore è stato per lei Francesco Totti, mister? 

Era un giocatore, un giocatore vero! Per me i 3 fuoriclasse che ci sono in Italia sono uno Gianni Rivera, uno Roberto Baggio e uno Francesco Totti. Gli altri sono pure bravissimi giocatori ma non arrivano alla loro capacità.

Ad oggi nel panorama calcistico italiano vede qualcuno che somiglia a Francesco Totti? 

No, per me non ce n’è.

Mister, grazie al suo calcio spettacolare e offensivo sono usciti tantissimi calciatori, oltre a Totti. Ne cito qualcuno a memoria, Signori, Baiano, Shalimov, Di Biagio, Rambaudi, Delvecchio fino agli ultimi nomi che sono Verratti, Insigne e Immobile.  Oggi lei si rivede un pochino nel calcio spettacolare dell’Atalanta di Gasperini ?

Si, anche se loro la mettono  un po’ più sul fisico e noi la mettevamo più sulle combinazioni e sulle giocate, però sicuramente l’Atalanta sta facendo da due anni grandissimi campionati e meritatamente va in Champions.

Una volta gli allenatori restavano circa 2 o 3 anni in un club, seguendo un progetto. Oggi invece non è più così, vengono esonerati addirittura dopo pochi mesi. Che cosa è cambiato mister? 

E’ cambiato che prima si facevano le scelte migliori, nel senso che se uno sceglie un allenatore sa quello che si può aspettare da lui e sa che cosa vuole da lui. Oggi penso che si prenda il primo libero sul mercato e si vada avanti non conoscendo le sue capacità.

Forse si è un po’ troppo figli dei risultati oggi?

No…perchè chi non ha fatto risultati allena…

Una volta le squadre venivano allestite da presidenti, direttori sportivi e allenatori. Oggi è tutto in mano alla figura dei procuratori. Lei che idea si è fatto a riguardo, mister? 

Ripeto, prima si facevano le trattative tra presidenti e oggi non esiste più. Si deve parlare con i procuratori che giustamente cercano di portare i giocatori propri. E quindi ogni tanto ci si sbaglia.

Torniamo alla Serie A. Dopo 9 anni la Juve perde lo scudetto a beneficio dell’Inter di Conte. Lei crede sia stato solo un episodio oppure c’è veramente spazio per altre realtà del campionato? 

Io sono sempre convinto che la Juve aveva la rosa più forte del campionato, dopo non sono riusciti a esprimersi al meglio. Conte ha lavorato tanto bene con l’Inter per lavoro e per mentalità che ha dato a quella squadra.

Paulo Fonseca lascia la Roma dopo 2 anni, dove il massimo che ha ottenuto è stata la semifinale recente di Europa League persa contro lo United. A prescindere dal folle secondo tempo dell’Old Trafford, mister, lei crede che la Roma fosse attrezzata  per arrivare in finale e magari anche vincerla, visto come poi l’ha vinta il Villareal? 

Penso che la Roma ha avuto una buona squadra e ha fatto pure dei risultati, purtroppo in campionato non è riuscita a fare punti con le squadre che stavano davanti che erano importanti per la classifica.

Che cosa non ha funzionato secondo lei nel biennio di gestione di Paulo Fonseca alla Roma ?

Penso la continuità dei risultati, la continuità del gioco.  E’ vero che anche la Roma ha avuto tanti infortuni che influiscono.

Dal 1° luglio sulla panchina giallorossa arriva José Mourinho, che negli ultimi anni ha vinto pochissimo. Lei crede sia l’uomo giusto per la Roma? 

Anche questo bisogna valutarlo dopo. Penso che Mourinho ha risvegliato la gente, il popolo e tutti si fidano di lui. Spero che riuscirà a dare di nuovo entusiasmo a una piazza che da tempo non ne ha.

Lei crede che i Friedkin metteranno a disposizione di Mourinho dei giocatori per far competere la Roma al vertice? 

Io penso che tutte le società siano in difficoltà – dice Zeman a Romatube.it – con debiti più o meno grandi e quindi bisogna valutare cosa vogliano fare. Io penso che Mourinho ha la personalità per poter influenzare il mercato.

Su chi avrebbe puntato lei se fosse stato il presidente della Roma? 

Io non sono presidente quindi non posso.

La vedremo ancora in panchina o ha chiuso, mister? 

Io ho voglia di fare ancora qualche cosa, purtroppo sono gli altri che non ne hanno.

Per quanto riguarda gli Europei, come vede la nazionale di Mancini ? E poi una domanda su Belotti, possibile acquisto della Roma. 

Io penso che Mancini da quando ha preso la nazionale sta facendo bene sia per il gioco che per i risultati, non so se può essere una favorita tra le prime, speriamo che ci riesca.

E Belotti alla Roma può essere un acquisto azzeccato?

Belotti sicuramente è un centravanti da gol, un lottatore. Speriamo – afferma Zeman a Romatube.it – faccia una stagione migliore di questa dove non aveva la squadra a disposizione.

Ultima cosa sempre per quanto riguarda gli Europei. Su chi punterebbe lei, un giocatore, un nome da fare per il calciomercato?     

Penso che agli Europei si vedranno giocatori bravi, bravissimi e  sorprese. Quindi le sorprese non le posso sapere perché saranno sorprese… Conclude Zeman a Romatube.it

Zeman a Radio Goal: “In Italia non si allena la soglia della fatica” (VIDEO)

Zdenek Zeman a Radio Goal, ha detto la sua opinione su Spalletti e sul calcio italiano. Nell’articolo l’intervista integrale al Maestro Boemo.

Diego De Luca intervista Zeman a Radio Goal

Intervista integrale di Zeman a Radio Goal

CALCIO INGLESE VS CALCIO ITALIANO

“Il campionato Inglese – ammette Zeman a Radio Goal – è sicuramente di altro livello. La mentalità in Premier è che ci sia allena meno ma con grande intensità, cosa che in Italia è veramente difficile. Qua si pensa che se il calciatore si allena tanto, si stanca. Ma se non si arriva alla soglia dello sforzo si rimane piatti. E’ vero che hanno molti soldi in più ma hanno anche qualche debito. Dove ci sono gli arabi e i russi vanno bene, ma si vince con le scelte dei giocatori. In Italia le squadre le fanno presidenti e procuratori e così è difficile proporre il proprio calcio. In Inghilterra invece gli allenatori possono anche fare anche i manager e con i soldi scegliersi i giocatori adatti alla propria idea di gioco.”

NAPOLI FUORI DALLA CHAMPIONS

“Purtroppo il Napoli è uscito dalla Champions per motivi legati lla motivazioni. Osimhen ha allungato la squadra giocando in profondita senza possesso sterile. Penso sia una squadra buona, anche se sono mancati tanto Osimhen e Koulibaly. “

ZEMAN SU SPALLETTI

Spalletti come allenatore non si discute. Le sue squadre giocano bene ma bisogna vedere se riesce ad inserirsi nell’ambiente napoletano perchè a Roma e all’Inter ha avuto qualche problema. Spalletti cerca di produrre il suo gioco con una idea ben visibile. Vuole una squadra con la sua idea di gioco chiara e rispecchi i suoi concetti di calcio. Avrei voluto dare molto al Napoli. In città c’è gente che non mangia pur di vedere la partita. Non avevo una squadra per retrocedere, quello è sicuro. Avrei voluto dare molto di più ma c’erano tanti problemi societari”.

Zeman al Lorusso: “Con virus difficile allenare e vedere bel calcio” (VIDEO)

zeman-al-lorusso

Zdenek Zeman al Lorusso, per seguire l’incontro del Lavello, allenato dal figlio Karel, contro il Fasano. Il Boemo ha rilasciato una breve intervista al collega di Tg7 Basilicata.

“Mi aspettavo un girone difficile per il lavello di mio figlio – racconta Zeman al Lorusso – il Taranto, il Picerno e il Casarano sono squadre abituate a giocare anche in categorie superiori”

Che giudizio da a suo figlio e alla dirigenza del Lavello”

“Avevo promesso a mio figlio di venire a vederlo dal vivo, purtroppo volevo anche prima, ma il virus non l’ha permesso. Come giudizio credo che guidando una neopromossa Karel sta facendo bene. Essendo una categorie diversa rispetto all’anno scorso, bisogna capire le intenzioni dirigenziali nel migliorare l’organico”

Ci sono tantissimi tifosi e tante piazze vorrebbero riabbracciarla. E’ una testimonianza che il suo calcio non passa mai di moda. Bolle qualcosa in pentola?

“E’ normale che sono contento che si parli ancora bene di me. Purtroppo oggi fare calcio è ancora più difficile per il virus. Finché non se ne va ci saranno sempre problemi nell’allenare e vedere calcio”.

Zdenek Zeman con Franco Altamura

In compagnia di Zeman al Lorusso c’era anche Franco Altamura, lo storico Team Manager del Foggia di Zemanlandia. Intanto proseguono le petizioni per riportarlo a Foggia e Pescara, mentre quella fatta dai tifosi della Spal è un’affascinante novità. L’effetto Zeman si è visto anche sugli spalti del Lorusso dove vari fan e tifosi si sono soffermati per chiacchierare con il Boemo e scattare qualche selfie.

Zdenek Zeman in posa per delle foto con i tifosi

Per i tifosi che vorrebbero rivedere il calcio di Zeman quindi, non ci sarà solo da sperare che una società vogli ripuntare sul 4-3-3 storico delMaestro, ma che sparisca presto il coronavirus. Inutile dire che speriamo sparisca presto specialmente per tutti i gravi problemi che ha creato nel mondo.

SALVIO IMPARATO

Zeman a Venosa: “Tramsmetto i miei concetti di calcio con calma” (VIDEO)

Zeman a Venosa in visita al figlio Karel e il suo Lavello. Il Boemo ha assistito agli allenamenti sugli spalti del Lorusso.

È apparso in formissima Zeman a Venosa, sugli spalti del Lorusso. In compagnia del presidente del Lavello, ha seguito gli allenamenti dei gialloverdi allenati dal figlio Karel. Durante la visita ha rilasciato anche qualche dichiarazione ai microfoni di Le Cronache Della Lucania.

Zeman a Venosa (intervista)

il resto dell’intervista QUI

“La Basilicata è una regione molto attiva e produttiva. Questo è importante per la gente che ci vive, anche se questo periodo di Covid non ha aiutato nessuno. Cerco di trasmettere i miei concetti di calcio attraverso la calma. Anche mio figlio Karel, ma lui dentro è più nervoso. Io gli auguro di avere la mia stessa carriera. Lo lascio libero di fare il suo calcio anche se io gli modificherei tante cose. L’ho sempre detto che è uno dei migliori, sui concetti di calcio che insegna. Ma per trasmetterli non è facile.

IL CALCIO DI OGGI

“Il calcio di oggi è solo business e mi impressiona che la superlega volevano farla i club con più debiti. Se queste piccole squadre del sud avessero i debiti che hanno le grandi, sarebbero già fallite. Io oggi faccio il pensionato e gioco a Golf. Il calcio lo guardo da lontano perché con il Covid è difficile allenare per creare una base.”

IL MIGLIORE È GUARDIOLA

“È vero che ha avuto delle squadre con una buonissima materia prima, ma il City di Pep Guardiola è la squadra che esprime il miglior calcio. Credevo nel Psg però i tanti infortuni hanno influito.”

Auguri Zeman, tripudio di affetto per il Maestro che manca alla gente.

Un’ondata di post e dediche a tema Auguri Zeman, in occasione dei 74 anni dell’allenatore Boemo. Tutta Italia celebra il maestro.

Per capire meglio il fenomeno Zemanlandia basta osservare quante persone di tutte le età hanno avuto un pensiero social per recapitare al Boemo un “Buon compleanno Mister/Maestro”. Non sono stati però dei semplici post di auguri Zeman. Ma delle vere e proprie forze di gratitudine per il passato e un’inconsolabile mancanza nel presente. Eh si alla gente manca Zeman, ieri e i giorni che precedevano il compleanno, tre petizioni da Foggia, Ferrara e Pescara, hanno preso il volo per coltivare il sogno di rivedere il Muto in panchina. In questi gesti si respira forte che 4 anni sono davvero tanti senza una squadra targa ZZ433.

EMOZIONI TARGATE ZEMAN

Le emozioni che ha regalato questo grande uomo di calcio, sono dure a svanire. Resta infatti unico nel suo genere questo fenomeno legato ad un tecnico di calcio e resiste al tempo. Forse perché è accompagnato dall’onestà e la verità che ha messo al servizio delle sue idee e del pubblico. Poi non sarà stato il primo teorico del calcio, ma ha innovato e costretto a cambiare il corso della storia della didattica. A Coverciano quando si studia la fase offensiva si studia Zeman.

È stato il primo ed unico a salvarsi in A con la peggior difesa, ma a suon di gol di tridende, mezzeali e terzini. Una lezione unica che l’Italia fatica ad imparare. Mentre il calcio europeo conferma che la strada perseguita da Zeman era giusta già trenta anni fa, qui sembra ancora lontano il giorno in cui gli si dia atto che avrebbe meritato di più dell’etichetta di bello e perdente.

Ma per fortuna c’é un popolo zemaniano fatto di pagine e gruppi a lui dedicati. Il Gruppo Zeman da cui nasce questa testata e la pagina, Zemaniani Convinti, Zeman Nel Segno del 4-3-3, il più recente Da Zdenek a Karel Zeman, la pagina Zemanlandia e lo storico sito Zeman.org. Per non dimenticare i libri e i documentari che ha ispirato. Insomma poco importa se il Sistema, come a lui piace chiamarlo, lo snobba e qualche suo amato campioncino dimentica di celebrarlo via social. Tanto ci siete voi, c’è la gente e a quella Zeman manca davvero.

Zeman a Pescara, parte anche in riva all’Adriatico la petizione per il Boemo

Pescarasport24 ci segnala l’esistenza di una petizione, dopo quelle partite da Foggia e Ferrara, per riportare Zeman a Pescara.

Il ritorno di Zeman a Pescara, per la terza volta, è l’idea che ha lanciato il tifoso Luca Viola, che già ha raccolto 117 firme. Ringraziamo Mauro Di Matteo e Luciano Rapa di Pescarasport24 per la segnalazione. Il tifoso spiega sui social la motivazione della sua “provocazione”.

La petizione potete trovarla QUI

“Ciao a tutti, sono l’ideatore della raccolta firme, non vi chiedo la firma, la mia è solo una provocazione, ma vi invito a riflettere su una cosa: tutti compreso me sappiamo degli errori a ripetizione della società ma ora siamo ad un bivio , situazione debitoria penso che l’abbiamo , idee poche e confuse ne abbiamo, soldi pochi ne abbiamo, quale
proposta possiamo fare?
1) prendere ad esempio Mandorlini? Diremmo veronese di merda ecc ecc
2) prendere uno sconosciuto e diremmo, essè un altra scommessa..
3) prendere Pillon? Arcumnicem nghe lu pullmann avant a la port!
4) affidarci ai soliti procuratori per prendere vecchi a fine carriera?
5) svendere tutta la primavera al benevento?
E se invece affidarci a uno che sappia valorizzare la nostra primavera prima di regalarla ad altri, e magari aggiungere qualcuno bravo in prestito visto che soldi non ci sono e guadagnare qualche soldino no?”.

Gli Autogol e Zeman, Moratti lo propone al Milan e cita il suo Lecce record

Gli Autogol pubblicano un nuovo cartoon. Protagonista è Mourinho con Moratti, Conte, Zanetti, Zang e… Zdenek Zeman proposto al Milan

Gli Autogol pubblicano un divertentissimo cartoon. Il protagonista è Mourinho con sciarpa giallorossa che confessa, davanti a tutta la dirigenza Inter, di tornare in Italia. Appreso della firma con la Roma, l’ex proprietario dell’Inter ha l’idea di accerchiare la Juventus di nemici e propone Zeman al Milan.

“Zeman maestro del calcio offensivo e precursore del calcio moderno che si gioca oggi in Europa”

Nel gioco degli equivoci sui colori giallorossi Moratti cita il Lecce di Zeman

“È la sciarpa del Lecce allenato da Zeman, storico simbolo dell’antijuventinità nel mondo”

https://www.facebook.com/GliAutogol

SALVIO IMPARATO

Zeman alla Spal, petizione dei tifosi per avere il Boemo sulla panchina

Dopo la petizione per avere il Boemo sulla panchina del Foggia, oggi riceviamo quella di alcuni tifosi che invocano Zeman alla Spal.

Dopo mesi di calcio non spettacolare e senza pubblico, l’animo avaro di emozioni di alcuni tifosi risveglia la voglia di Zemanlandia. Zeman alla Spal è la nuova idea di un gruppo di tifosi biancoazzurri. Il messaggio e la petizione di Fabio Zangara.

ZEMAN ALLA SPAL

“Buonasera, mi scusi se la disturbo, ma ho trovato questo contatto telefonico sulla pagina GruppoZeman.com. Sono Fabio Zangara, un tifoso della SPAL e le scrivo da Ferrara. Innanzitutto complimenti per il suo impegno nel raccogliere con così grande minuziosità tutte le informazioni riguardanti Mister Zeman, che rimane un punto di riferimento per molti, per fortuna. La disturbo per dirle che con un gruppo di tifosi abbiamo lanciato una petizione per chiedere alla nostra società di chiamare Mister Zeman come allenatore per il prossimo campionato e le vorrei chiedere se potesse condividere il link della petizione sulla sua pagina in modo da avere più risonanza possibile, ovviamente solo se non è un problema per lei. Le motivazioni in dettaglio sono scritte nel corpo della petizione al seguente link http://chng.it/4CV8pMtQ .”

“Come probabilmente sa ancora stiamo lottando per l’accesso ai playoff ma, a prescindere da come finirà, è da quasi due anni che il gioco della nostra squadra è abbastanza noioso e molti calciatori sono quasi spenti e questo sta facendo perdere un po’ di entusiasmo ai tifosi, che è la cosa peggiore quando subentra la noia (e spesso la delusione) quando si guarda una partita di pallone. Io penso, come immagino anche lei, che Zeman sia l’uomo giusto, peccato che molti presidenti non lo capiscano 😢. La ringrazio molto e le auguro una buona giornata”.

LA PETIZIONE

Al Presidente Walter Mattioli, alla Famiglia Colombarini e a tutta la dirigenza della SPAL,

con la presente petizione vi chiediamo di chiamare Zdeněk Zeman come nuovo allenatore della SPAL. 
C’è bisogno di una terapia d’urto per curare il gioco depressivo e arrugginito di questa SPAL e portare vitalità ed entusiasmo al nostro gioco, chiamando quindi il migliore dei medici. Mister Zeman ha ancora molto da insegnare a calciatori giovani e motivati nel contesto di un progetto serio di una società seria, che la nostra SPAL potrebbe offrirgli… continua qui

SALVIO IMPARATO