Il Murales di Zeman a Foggia diventa un oracolo

Ideato da Caktus & Maria Artwork, il murales dedicato a Zeman diventa già un oracolo. Complice la vittoria dei Satanelli ad Avellino per 1-2, che porta il Foggia alla fase nazionale dei Play Off.

L’immagine è stata segnalata dal famoso e storico imitatore di Zeman, Stefano Bucci, alla pagina GruppoZeman.com . È apparsa originariamente sulla pagina Voce Di Foggia. La foto ritrae due tifosi inginocchiati in prrghiera davanti al murales dedicato a Zeman.

Insomma Zeman a 75 anni non è stanco di riscrivere la sua storia con il Foggia e diventare monumento della città e del calcio italiano. Nella notte in cui Carlo Ancelotti raggiunge la sua quinta e storica finale di Champions, nel sud e nelle categorie inferiori, quasi dimenticate, il Boemo sta scrivendo pagine e compiendo gesta che meriterebbero la stessa attenzione, se non di più, dedicata a Re Carlo. Se si vuole salvare il salvabile del calcio italiano non c’e esempio migliore, da mettere in risalto e trasmettere ai giovani, del Foggia 2021/22 di Zdenek Zeman.

SALVIO IMPARATO


Zeman: ”Giocare con la testa e non impazzire come in Foggia-Milan”

Consueta conferenza stampa pre partita di Zdenek Zeman. Il Boemo tiene alta la tensione, in vista della trasferta contro la Vibonese.

Quella di domani sarà una partita ricca di insidie. Si rischiano cali di tensione?

«Queste sono partite pericolose – sentenzia Zeman – dove si va convinti di vincere facile. L’atteggiamento della squadra avversaria è spesso molto difensivo e noi abbiamo sempre problemi con chi si chiude. Dobbiamo cercare di stare al meglio per trovare le soluzioni giuste»

Sono tutti disponibili?

«Ci manca Ferrante, che in settimana ha accusato dolori al bicipite e dobbiamo controllare in che stato sarà la prossima settimana»

Come sta l’autostima del gruppo?

«Leggo le dichiarazioni dei giocatori e sembra che tutti ci credano. In allenamento si impegnano tanto, magari anche troppo, vedi Ferrante. La squadra è tranquilla, ha voglia di fare e speriamo che si faccia valere. La mia preoccupazione è il campo di Vibo e la situazione meteo. E’ prevista pioggia e vento e questo sarà il più grande nemico nostro».

Cosa ci può dire dell’avversario?

«Cerca di non far giocare le squadre più forti. Ho visto la partita con il Bari, hanno perso 1-0 ma hanno tenuto a lungo. Spero di fare un buon inizio, sbloccare il risultato e poi si devono aprire per forza»

Merola sarà il centravanti al posto di Ferrante?

«Non lo so, abbiamo provato diverse cose e dobbiamo decidere qualche ci può dare qualcosa di più».

Quelle come quella con la Vibonese sono anche partite che si possono sbloccare con i tiri da fuori?

«Vanno preparati in settimana e lo abbiamo fatto ma la domenica non è la stessa cosa della settimana».

Qualche tempo fa ha detto che il Foggia poteva ambire al settimo posto. Oggi, con questo finale di campionato e gli scontri diretti, il Foggia a cosa può ambire?

«Sono quattro partite che dobbiamo giocare. Quella con la Vibonese non è la partita più facile, attualmente stiamo bene»

Cosa la far star tranquillo in vista dei playoff?

«Sono tranquillo perché so che la squadra vuole fare bene, poi farlo davvero è diverso. L’importante che non esageriamo, non voliamo troppo. Dobbiamo fare partite anche con la testa e non impazzire come è successo in Foggia-Milan (2-8, nel 1992, dopo che il Foggia aveva chiuso in vantaggio 2-1 il primo tempo nda)».

Nicola Canonico: ”Zeman è una persona eccezionale

Il presidente del Foggia Nicola Canonico, è intervenuto in diretta alla trasmissione “Bordocampo”. Nel corso dell’intervista è tornato sull’ingaggio di Zeman.

“Sono contento – confessa Nicola Canonico – di aver portato Zeman a Foggia perché lo stimo molto. Nonostante ho ricevuto critiche perché dicono che è un allenatore finito. Parlare oggi dei risultati che sta portando a Foggia mi riempi di orgoglio. Ho impiegato poco nello scegliere Zeman perché come ho firmato l’atto mi sono messo in macchina e sono andato a Roma da lui. Zeman nonostante la sua età è in grado di insegnare il calcio anche a molti suoi colleghi. Non abbiamo nessun motivo di dubitare nessuno dei due dell’altro. Stiamo già parlando della prossima stagione e poi se andrà in serie B cambierà il contratto.

Il rapporto con Zeman e Pavone è buono anche se con lui ho avuto uno scossone perché sentivo una responsabilità che sento ancora. Credo nel progetto calcistico che stiamo facendo insieme. Illudere il tifoso foggiano sul puntare a vincere il campionato sarebbe stato offensivo verso di loro. Se qualcuno conosce Zeman sa bene che il primo anno deve lavorare con la squadra e non sale di categoria perché ha bisogno di tempo. Stiamo con i piedi per terra e non pensiamo alla serie B quest’anno. Stiamo pensando di cercare strutture idonee per far lavorare Zeman con gli allenamenti. Zeman è una persona davvero eccezionale”.

SALVIO IMPARATO

Merola: ”Zeman mi ha insegnato tanto, corro senza fatica”

Davide Merola, l’attaccante napoletano del Foggia, ha rilasciato un’intervista a TuttoC.com. Tra i tanti temi, l’ambizione playoff e ovviamente Zeman.

Anzitutto una sintesi di questo campionato dai due volti per lei…

“E’ vero – confessa Merola – è stata un’annata intensa e ricca di momenti differenti. A inizio stagione ho subito un infortunio e sono stato fermo un paio di messi, oggi però posso dire di essere soddisfatto e i numeri sono dalla mia parte. Ho segnato nove gol in campionato e uno in coppa Italia, mister Zeman mi ha impiegato come esterno destro sfruttando in pieno le mie caratteristiche. A inizio anno le aspettative erano alte, ma non avrei mai pensato di segnare così tanto da febbraio in poi”

Cosa ci fa un calciatore così talentuoso in serie C?

“Nella trafila  col settore giovanile ho sempre dimostrato di avere un buon fiuto del gol. Quando sono andato a Empoli ho collezionato sette presenze, poi ho firmato per il Grosseto e non sono stato preso molto in considerazione. E’ come se quella di Foggia fosse la prima, vera, esperierenza tra i professionisti – afferma Merola – e cerco di apprendere il più possibile per costruirmi un futuro importante”

La presenza di Zeman è indubbiamente un valore aggiunto, è d’accordo?

“Assolutamente sì. Devo molto al nostro allenatore, mi ha insegnato tantissime cose. Sono un calciatore con caratteristiche offensive, eppure ora corro avanti e indietro sulla fascia senza nemmeno accusare stanchezza e fatica. Se stiamo ottenendo buoni risultati è anche merito del mister e del suo staff, stiamo parlando di persone competenti e con esperienza notevole alle spalle. All’inizio non rendevo più di tanto, ma Zeman ha continuato a darmi fiducia schierandomi con frequenza dal primo minuto. Cosa che in Italia non accade spesso. E che non dimenticherò”.

Quali sono gli obiettivi del Foggia arrivati a questo punto del campionato?

“Credo che anche dall’esterno abbiate la percezione di una squadra che si diverte e che si muove bene interpretando al meglio quanto ci chiede l’allenatore.  Abbiamo assimilato al meglio i suoi concetti di gioco, i risultati in questo periodo ci stanno premiando e la classifica è interessante. Speriamo di poter essere una mina vagante dei playoff, la filosofia di Zeman sarebbe chiara anche in caso di eventuali spareggi con due risultati su tre a disposizione: scenderemmo sempre in campo per giocarci la partita a viso aperto, senza fare calcoli o buttare via il pallone. In questo momento siamo concentrati sulle ultime gare di campionato e ogni ragionamento a lungo termine preferirei accantonarlo, ma è chiaro che vogliamo chiudere nel migliore dei modi e proseguire la striscia di risultati positivi”.

Invece l’obiettivo personale è arrivare quanto prima in serie A, giusto?

“Assolutamente. Visto il mio inizio di stagione non pensavo minimamente al salto di categoria, poi mi sono sbloccato ed è normale che l’autostima sia aumentata. Mi piacerebbe, un giorno, giocare in massima serie e togliermi altre soddisfazioni. Però devo essere grato anche al Foggia che mi ha permesso di rilanciarmi. A Empoli avevo segnato due gol in coppa Italia, però hanno deciso di non riconfermarmi e mi sono ritrovato in Lega Pro. Sono ripartito con il massimo dell’umiltà e della determinazione, direi che i risultati sono dalla mia parte. Nel mio percorso nel settore giovanile ho sempre segnato, se non giochi con continuità rischi di perdere fiducia e consapevolezza”.

Credete nella possibilità di chiudere la regular season in una posizione privilegiata?

“Certo, lavoriamo per quello. Anzitutto speriamo che ci restituiscano i due punti in classifica, in questo modo il distacco dalla terza e dalla quarta diminuirebbe. Sarà fondamentale lo scontro diretto in casa con l’Avellino”.

Rapporto con la famiglia, con lo spogliatoio e quotidianità: ci racconti qualcosa per consentire ai suoi tifosi di conoscerla meglio…

“Di solito ci alleniamo al mattino – racconta Merola – e nel tempo libero, mi piace stare con la mia ragazza. Non può raggiungermi sempre per motivi di studio, ma quando possibile trascorriamo molte ore assieme. Ho un bel rapporto anche con la mia famiglia. Mio padre è la persona più umile al mondo, anche quando ho tagliato traguardi importanti mi ha riportato immeditamente con i piedi per terra ricordandomi di continuo che la strada è sempre in salita e c’è tanto da fare. E fa bene, non smepre in questo sport prevale la meritocrazia.

Ai miei nonni, invece, ho promesso che un giorno indosserò la maglia del Napoli: sono tifoso dell’Inter, ma da campano sarebbe una grossa soddisfazione. In fondo anche Insigne è partito da Foggia e con Zeman in panchina. Nello spogliatoio ho legato con tutti. Ma sarebbe ingeneroso fare nomi, è un gruppo unito che rema nella stessa direzione sperando di raggiungere grandi obiettivi con la maglia rossonera. Magari la promozione in serie B”.

Quale sarà il suo futuro?

 “A fine stagione – conclude Merola – tornerò all’Empoli, so che ogni tanto la società si sente con il mio procuratore. E’ chiaro che dalla mia ho il rendimento e i gol segnati, ho un altro anno di contratto e spero di poter avere la mia occasione. Intanto, lo ripeto, voglio ringraziare il Foggia e il direttore sportivo Giuseppe Pavone che è sempre stato molto attento ai calciatori giovani. C’è uno staff che ci sa gestire, un allenatore che ha esperienza e ha lanciato moltissimi giocatori nel calcio che conta”.

Mourinho su Zeman prenda esempio da Italiano, le sue parole un’offesa ad un’intera categoria

Nella conferenza pre Derby, Mourinho aveva detto di con voler replicare le parole di Zeman, “colpevole” quest’ultimo di aver vinto soltanto due campionati di B. Dimentica che ha vinto anche un campionato di C/2 ma, sono parole gravi che offendono un’intera di categoria di tecnici preparatissimi, che onorano con il lavoro le categorie inferiori.

Per fortuna subito dopo Inter-Fiorentina, arrivano le parole di Vincenzo Italiano ad esaltare Zdenek Zeman, in netta contrapposizione alle dichiarazioni di José Mourinho.

“Io come Zeman? Zeman è un maestro, è un fenomeno, rimarrà tale per sempre, penso sia stato un grande esempio per tutti e un maestro per chi ama il calcio e ha seguito questo sport”

Dichiarazioni, che non solo onorano il Boemo, ma danno valore ad un’intera categoria di allenatori senza i titoli dello Special One. Disonorano anni di gavetta sui campi sterrati delle categorie inferiori o tanti celebri allenatori di A e B, che non hanno avuto la fortuna di vincere uno scudetto o una coppa. Uno su tutti, per esempio, Renzo Ulivieri. L’attuale presidente dell’Asso Allenatori, che ha vinto una sola B e due serie C e che dovrebbe dire due paroline al tecnico portoghese. Il pensiero va anche ad allenatori come Mazzone, Galeone, Scoglio e tanti altri. Tecnici che hanno fatto la storia di tanti club e scoperto tanti campioni, valorizzandoli. Le dichiarazioni di Mourinho hanno scatenato una vera tempesta social. Tanti tifosi di Zeman, romanisti e non, ammoniscono lo Special One di sciacquarsi la bocca quando si parla di Zeman. In difesa del creatore della favola Zemanlandia, anche l’attore Luca Zingaretti.

"La risposta di Mourinho su Zeman c'entra veramente poco. I pronostici si chiedono e si risponde. Zeman tra l'altro ha detto una cosa condivisibile, che la Lazio è più avanti perché giocano da tempo insieme e giocano davvero bene. Prima con Inzaghi e ora Sarri che ci ha messo mano, sono divertenti da vedere e pericolosi, difficili da affrontare. Che cosa centra quanti titoli ha vinto uno o l'altro? È una risposta piccata, fuori luogo".

Insomma caro Mourinho, vincere il derby non salva la caduta di stile!

SALVIO IMPARATO

Il Mattino, Zeman: ” Nessuna guerra contro la Russia, avevamo solo le pietre”

Zdenek Zeman rilascia un’intervista a Il Mattino dopo la bella vittoria a Pagani contro la Paganese 1-4. Dice la sua su scudetto e guerra

fonte: Il Mattino

Una boccata di fumo, una risposta e l’occhio sempre interessato all’amico calcio italiano. Se lo gode dal basso, in Serie C, dalla sua Foggia, col consueto controllo qualità: età media 24 anni, zona playoff, secondo migliore attacco dopo il successo in rimonta a Pagani con quattro gol nei 20′ finali. Il solito, intramontabile, Zdenek Zeman.

Juventus fuori, anche stavolta un’italiana punterà alla Champions l’anno prossimo: cosa significa per il nostro calcio?

«La Juve era abituata ad andare decisamente più avanti – afferma Zeman a Il Mattino – si vede che in questo periodo non le gira bene. Già la partenza in campionato non era stata buona, anche se ultimamente ha recuperato qualche punticino. Per il calcio italiano spero che la Nazionale riesca a qualificarsi per i Mondiali, altrimenti sarebbe un dramma di nuovo. Può farcela, ma non tutti i giocatori sono in forma. Spero riescano a recuperare in questa settimana».

Vinci se fai un gol in più degli altri: Immobile è a secco da giugno in azzurro.

«Il problema è che Ciro in Nazionale gioca diversamente, resta soltanto centrale e non ha sbocchi, mentre nella Lazio va da destra a sinistra. Visti quanti gol fa in campionato, continuo a ritenerlo il migliore centravanti d’Italia in questo momento».

E Insigne, altro suo figlio calcistico che ha deciso di trasferirsi in Canada?

«Purtroppo oggi il calcio si basa più sulle decisioni economiche che sul piacere e sull’appartenenza: Lorenzo è napoletano, ha sempre sognato di giocare nello stadio di Napoli e l’ha fatto per tanti anni. Però stavolta il discorso economico ha prevalso. Dispiace per lui e per il Napoli».

Scudetto in volata: chi la spunterà?

«Sembra che nessuno voglia vincerlo (sorride). Quasi tutte si sono fermate, ogni tanto pareggiano o vincono al 94′. Resta una lotta a tre».

Con Spalletti può essere l’anno buono per gli azzurri?

«Le possibilità ci sono. Spero che il Napoli giochi partita dopo partita, come sta facendo, con concentrazione e voglia di vincere. Dispiace che Insigne non stia rendendo come dovrebbe. È il giocatore di maggiore qualità, deve aiutare lui la squadra».

Dall’alto al basso. Sabatini ha accettato una sfida difficile a Salerno. 

«Troppo difficile. La Salernitana aveva poche speranze già prima che arrivasse lui ed in questo momento ne sta perdendo ancora di più. Deve provare a dare tutto in ogni partita: credo abbia una rosa inferiore, ma quando lotti al massimo puoi farcela anche se sei meno dotato».

Tre allenatori esordienti in A: chi le piace di più tra Cioffi, Dionisi e Zanetti? 

«Dionisi, che ha anche la squadra meglio costruita. Sono tutti giovani, spero dureranno».

Il rispetto dell’indice di liquidità balza in cima alle priorità della Figc. Pian piano… 

«Servono misure più stringenti in tutte le categorie, anche in Serie C. È il momento di porre freno alle spese che portano solo indebitamento: se hai uno devi sborsare uno, non dieci. Soprattutto in B e in C se spendi tanto non hai certo la promozione assicurata. Spesso sono soldi buttati e non prepari niente, tant’è vero che nel recente passato molte squadre importanti sono fallite, come Palermo o Bari. Grande colpa della crisi l’ha avuta il Covid, ma si continuano a fare spese che non si riesce a recuperare. Speriamo si sistemi tutto col ritorno al 100% del pubblico».

Lei aveva 21 anni nel ’68 con la Primavera di Praga e in quel periodo si trasferì in Italia. L’attacco russo all’Ucraina le riporta alla mente quanto accadde allora? 

«In Cecoslovacchia fu diverso. All’interno cercavamo di cambiare le cose per staccarci dall’influenza sovietica e collaborare più con l’occidente. Il nostro presidente trattò con Mosca, poi i russi vennero a mettere ordine. Era normale. Noi però avevamo solo le pietre da buttargli addosso e non ci fu una vera guerra. Dopo anni la repubblica si è liberata e ha fatto qualcosa di più democratico. Oggi la guerra non ha senso. Purtroppo c’è ancora in giro gente come Putin che non ragiona e vuole fare tutto con la forza, sicuro di essere una grande potenza. Gli altri stati non possono intervenire, altrimenti finirebbe il mondo: si cerca la strada della diplomazia, ma in questo modo è difficile ottenere risultati con Putin».

Giusto escludere i russi dallo sport? 

«Sì, rappresentano un Paese che fa la guerra – confessa Zeman a Il Mattino – anche se dispiace per gli atleti».

Terza dose, Zeman: “L’ho già fatta. Giocatori no vax? li abbiamo obbligati a vaccinarsi”

Zeman in diretta a “Un giorna da pecora”, dove ha parlato di Draghi, Cassano e terza dose, ha confessato di aver obbligato i calciatori no vax del Foggia.

Zdenek Zeman è intervenuto in diretta, alcuni giorni fa, al programma “Un giorno da pecora”. Ha dichiarato di aver obbligato i giocatori no vax del Foggia, ad eseguire la vaccinazione e di aver appuntamento per la terza dose, dopo la trasmissione.

https://www.facebook.com/ungiornodapecora/videos/1590466777956598/

“Oggi farò la terza dose. Voi la farete o siete no vax? Noi abbiamo obbligato a vaccinarsi i giocatori che non volevano farla, dicevano che non serve”

Li ha minacciati con i gradoni?

“I gradoni li faccio sempre, in vari passaggi con venti ripetizioni”

Insomma Zeman ha fatto prima di Draghi e ha messo l’obbligo della vaccinazione per i giocatori del suo Foggia.

Durante la trasmissione ha anche parlato del suo Foggia

“Sono contento di essere tornato al lavoro perché mi diverto. Se giochiamo tutti all’attacco? Ci proviamo ma ancora non ci riusciamo bene. Stiamo imparando e spero che riusciamo a crescere”

Sulla Juventus di Allegri, difendendolo dalle “accuse” di difensivismo, definendo la Juve, per la sua storia, difensivista.

“La Juventus nonostante la rosa che ha, non si capisce e non convince. Allegri difensivista? E’ sempre stata la Juventus basata sulla difesa”

Ha parlato del Napoli, dicendosi contento del provvisorio primato in serie A e di Insigne.

“Sono contento per il Napoli e per Insigne, primo posto a parte ha giocato meglio degli altri”

Ha definito Mourinho e Sarri ugualmente bravi, ma alle prese con i soliti problemi di continuità delle sue ex squadre romane.

“Sono entrambi al primo anno e come sempre passano da momenti postivi a momenti negativi inspiegabilmente. Sarri ha ereditato una squadra che per anni ha lavorato con Simone Inzaghi e che non è abituata a fare altri tipi di lavoro.

Sul paragone tra Simone Inzaghi e Antonio Conte, ha dichiarato di vedere più bravo il tecnico pugliese ad imporre i suoi concetti. Mentre per Simone Inzaghi gli sembra più complicato perché i giocatori titolati dell’Inter si sentono più bravi.

“I giocatori dell’Inter oggi decidono di più perché hanno vinto lo scudetto e sentono di fare più di testa loro”

SALVIO IMPARATO

Foggia-F. Andria 2-3, a questi ragazzi serve una vittoria alla Zeman

Il Foggia di Zeman esce dalla Coppa Italia. Foggia-F. Andria finisce 2-3. Il Boemo difende i ragazzi e crede in loro, ma chiede più convinzione.

Foggia-F. Andria è stata ancora caratterizzata dal dominio territoriale dei satanelli, non trasformato in risultato condizionato da un attacco sterile. La sensazione è che a questa squadra manchi molto una vittoria zemaniana. Una vittoria fatta di combinazioni collettive, provate in allenamento, che creano superiorità numerica e tanti gol. Non si vede ancora una difesa avversaria, messa difficoltà da uomini che arrivano da tutte le parti in velocitá.

La squadra, come dice Zeman, si impegna e si è visto anche in Foggia-F. Andria. Prova a mettere in pratica quello che chiede il Boemo, sembra solo lenta ad assimilare certi schemi. Per ora si vede la fatica di seguire i dettami del proprio allenatore e manca ancora la scintilla. Infatti il problema ora sembra psicofisico, questa scintilla deve prima o poi esplodere e far passare la squadra, dal faticoso compito di seguire i dettami di Zeman, alla gioia di giocarli insieme e farne un’armonia collettiva. Serve assolutamente una vittoria zemaniana per dare la certezza a questi ragazzi che la via di Zemanlandia è la strada giusta.

SALVIO IMPARATO

Foggia-Potenza, parla Zeman: “Contento dei zero gol subiti” (VIDEO)

A margine della sfida Foggia-Potenza, Zeman parla in conferenza. Con la consueta e intramontabile lucidità fa il punto della situazione e insegna se stesso.

KRAGL

Foggia-Potenza, la prima domanda per Mister Zeman è sull’eventuale posizione di utilizzo di Kragl.

”Per ora non penso a se e come far giocare Kragl, vedrò quando arriverà con che caratteristiche possa adeguarsi alla nostra squadra. Si sta trattando e quando lo vedrò vorrà dire che sarà arrivato. Non si può parlare di quello che ancora non c’è.“

STANCHEZZA

“Oggi non abbiamo problemi e siamo tutti a disposizione. Penso che alcuni avranno ancora stanchezza perché si è fatto ancora lavoro di preparazione, ma speriamo bene.”

POCHI GOL SEGNATI

“Abbiamo fatti pochi gol ma è naturale perché questa è una squadra che è stata rifatta da capo e molti calciatori si stanno conoscendo. È normale che non tutto possa venire subito. La squadra sta crescendo. Sono contento di essere a zero gol subiti, dato che mi è stato sempre criticato. Vorrei vedere miglioramenti in tutti i reparti come squadra. Alla fine dell’anno scorso sono rimasti Curcio e Rocca dalla passata stagione.”

SUI 5 CAMBI

“I cambi per me si fanno per infortunio, per stanchezza o per scelte tattiche. Ho preferito non farne 5 nelle prime giornate perché secondo me non ce n’era la necessità.”

POTENZA SQUADRA ORGANIZZATA

“Il Potenza è una squadra organizzata che gioca con il 3-5-2 e dovremo cercare di prendere le giuste misure. Penso che da una parte loro hanno alcuni vantaggi, come a centrocampo, ma essendo 3 dietro potrebbero andare in difficoltà.”

MARKIC

“Markic è un marcatore ed è abbastanza bravo di testa che potrebbe contrastare Romero. A me hanno soddisfatto tutti i difensori finora comunque.”

SUL CAMPIONATO

“Difficile giudicare le squadre dopo una solo partita. Le squadre partite come favorite lo sono probabilmente per la storia e per quello che hanno investito. Al momento non ho idee chiare su quello che succederà nel campionato, che però finora si è dimostrato equilibrato. Dobbiamo vedere chi entrerà prima con la testa e le idee giuste”.

Pavia-Foggia 0-2, Zeman ripulisce il campo. L’esempio di Maestro (VIDEO)

Al termine dell’amichevole Pavia-Foggia, Zeman ha dato “spettacolo” con lezione di esempio, ripulendo il campo dalle bottigliette vuote

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Saverio Fiano di Milano ci ha inviato un video ripreso dagli spalti del Pietro Fortunati di Pavia. Il video ritrae il maestro Zdenek Zeman ripulire il campo, dopo l’amichevole Pavia-Foggia, vinta 0-2 dai Satanelli. Un esempio spettacolare di lezione di comportamenti che solo Zeman e pochi altri possono regalare. Durante il gesto del Boemo i tifosi, accorsi all’amichevole Pavia-Foggia, intonavano il famoso coro “Olè olè olè olè Zeman Zeman!”