Sebastiani: “Non ho mai discusso con Zeman”

In occasione della conferenza stampa per presentare la partnership, tra il Pescara e Sarni, il presidente Sebastiani ha parlato del suo rapporto con Zeman, cancellando ogni voce su possibili problemi tra i due per i risultati della stagione in corso. 

“Non ho mi discusso con Zeman, nel modo più assoluto, anche quando c’è stata quella situazione di due anni fa, l’abbiamo chiarita in tempi brevi. Il mister è una persona intelligente e ha capito che in quel momento non potevamo fare in maniera diversa. Nel modo più assoluto non ci sono problemi con il mister. Zeman è un tecnico preparatissimo e se l’abbiamo ripreso è perché eravamo convinti che con lui si poteva riprendere un discorso interrotto tempo fa.”

Salvio Imparato

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Oggi doppia seduta per il Pescara

Ieri ripresa degli allenamenti per i ragazzi di Zeman in vista dell’importante sfida con il Carpi, in programma sabato 30 settembre con inizio ore 15,00 allo Stadio “Sandro Cabassi” di Carpi.

Seduta video e allenamento atletico nel pomeriggio presso il centro tecnico sportivo “Poggio degli Ulivi” di Città Sant’Angelo. Lavoro differenziato per Leonardo Mancuso, Ransford Selasi, Emmanuel Latte Lath, Hugo Campagnaro; Escono anzitempo Francesco Zampano e Mamadou Coulibaly; Fermi Marco Perrotta, Andrea Palazzi e Mattia Proietti.

Oggi prevista doppia seduta di allenamento.

PERROTTA

Dopo la lesione muscolare subita durante la partita contro l’Entella, Perrotta dovrà stare ancora fermo almeno quindici giorni. Il suo ritorno in campo dovrebbe avvenire per la trasferta al Tardini contro il Parma.

MANCUSO

Leonardo Mancuso, alle prese con una lesione muscolare tra il primo e il secondo grado al retto femorale che lo blocca da un mese, potrebbe a breve riaggregarsi al gruppo. Nella giornata di oggi si sottoporrà a degli esami strumentali che potrebbero dargli il via libera per allenarsi con i compagni.

Sabato capiremo di più, se l’involuzione offensiva vista a Cremona è stata conseguenza della doppia sfida in settimana, o di un passo indietro nella mentalità.

Salvio Imparato

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Montella: Critiche giuste

Montella dopo la sconfitta e il confronto con la dirigenza rossonera, si concede ai microfoni di MilanTv

 

“Siamo consapevoli di dover creare velocemente una mentalità vincente. Ci sono tanti modi e via, ma ci sono delle regole che valgono. Dobbiamo creare una mentalità e raggiungere equilibri importanti. Dobbiamo accettare le critiche, essere equilibrati e non perdere lucidità nell’analizzare tutto. Le richieste della società? Non bisogna cercare uno o più colpevoli, la società mi ha chiesto di intervenire per non ripetere più queste prestazione, ma non certo di intervenire su moduli e sui calciatori, che è una cosa di mia pertinenza”.

 

Queste le parole del tecnico napoletano che è apparso calmo e paziente, deciso a migliorare la situazione.

 

Salvio Imparato

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Agnelli inibito per un anno dal tribunale

Diminuita la pena richiesta dalla procura, per il presidente della Juventus Andrea Agnelli

 

LA SENTENZA 

“Il Tribunale Federale Nazionale-Sezione Disciplinare, rigettate le eccezioni preliminari, ha accolto parzialmente il deferimento proposto dal Procuratore Federale e, per l’effetto, in parziale ridefinizione delle richieste formulate ha disposto le seguenti sanzioni: Andrea Agnelli: anni 1 di inibizione e 20 mila euro di ammenda; Francesco Calvo: anni 1 di inibizione e 20 mila euro di ammenda; Stefano Merulla: anni 1 di inibizione e 20 mila euro di ammenda; Alessandro Nicola D’Angelo: anni 1 e mesi 3 (tre) di inibizione e 20 mila euro di ammenda; Juventus 300 mila euro di ammenda”.

 

LE MOTIVAZIONI 

Le frequentazioni tra Andrea Agnelli e Rocco Dominello (ex ultrà figlio di uno ‘ndranghetista) avvenirono “in maniera decisamente sporadica ma soprattutto inconsapevole con riferimento alla conoscenza del presunto ruolo malavitoso dei soggetti citati – si legge nelle motivazioni della sentenza -. Agnelli era da ritenere completamente ignaro in merito alla peculiarità illecita di Rocco Dominello, presentatosi ai suoi occhi come deferente tifoso ma non già come soggetto incline alla pericolosità sociale. Agnelli, con il suo comportamento ha agevolato e, in qualche modo avallato o comunque non impedito, le perduranti e non episodiche condotte illecite poste in essere dal direttore commerciale Francesco Calvo – che, al contrario di quanto sostenuto, non fosse titolare di una delega tale da consentirgli piena autonomia organizzativa e decisionale – e, conseguentemente da Alessandro Nicola D’Angelo (dipendente addetto alla sicurezza del club, ndr ) e da Stefano Merulla (responsabile del ticket office del club bianconero, ndr), al dichiarato fine di mantenere rapporti ottimali con la tifoseria. In tale ottica – si legge ancora – si commenta anche l’emblematico episodio della introduzione nelle curve dello zainetto contenente gli effetti/strumenti «proibiti» della tifoseria, a ministero del Dirigente D’Angelo, la cui difesa appare oggettivamente labile sul punto. Il Tribunale ritiene che detta introduzione sugli spalti si verificò appieno anche se per motivazioni, per certi versi, sensibili (cercare di evitare lo sciopero della tifoseria); ma il gesto, sconsiderato e pericoloso, anche a livello di immagine, resta. Sul punto il Tribunale esprime tuttavia la convinzione che il Presidente Andrea Agnelli nulla sapesse, tant’è che la successiva telefonata intercorsa tra i due espone chiaramente come il gesto illecito fosse stato perpetrato dal Dirigente in quella occasione e di sua iniziativa, nulla sapendo preventivamente il Presidente al riguardo; altrimenti non avrebbe avuto senso redarguire il Dirigente preposto allo scopo di stigmatizzare il comportamento assunto. D’altronde la telefonata, avvenuta successivamente al verificarsi dell’evento, non può essere intesa quale implicita autorizzazione preventiva”.
 LA JUVE: RICORREREMO 
La Juventus annuncia il ricorso attraverso questo comunicato ufficiale: ” Juventus Football Club, preso atto dell’odierna decisione del Tribunale Federale Nazionale, preannuncia ricorso presso la Corte Federale di Appello nella piena convinzione delle proprie buone ragioni, che non hanno ancora trovato adeguato riconoscimento. La società esprime la propria soddisfazione perché la sentenza odierna, pur comminando pesanti inibizioni nei confronti del Presidente e delle altre persone coinvolte, ha «dopo ampia valutazione del materiale probatorio acquisito» (cit. pag. 11 della sentenza) escluso ogni ipotesi di legame con esponenti della criminalità organizzata. Juventus Football Club ha fiducia nella giustizia sportiva e ribadisce di aver sempre agito in un percorso condiviso con le Forze dell’Ordine con l’obiettivo di contribuire alla piena salvaguardia della sicurezza e dell’ordine pubblico”.
LE RICHIESTE 
Nel processo a porte chiuse nato dall’inchiesta penale “Alto Piemonte”, il capo della procura Figc, Giuseppe Pecoraro, aveva richiesto al tribunale federale nazionale l’inibizione de presidente della Juve per due anni e sei mesi più una ammenda di 50mila euro. La Procura aveva inoltre chiesto per la Juventus due gare a porte chiuse, un’ulteriore gara con la curva sud chiusa e 300mila euro di ammenda per responsabilità diretta del club bianconero nell’ambito del processo relativo alla vendita dei biglietti agli ultrà.
PECORARO: FAREMO RICORSO 
“Sono parzialmente soddisfatto perché siamo riusciti a provare la colpevolezza di tutti, ma i fatti sono talmente gravi che secondo me andavano sanzionati di più: per questo presenteremo ricorso”. Il capo della Procura Figc, Giuseppe Pecoraro, commenta la sentenza del tribunale sulla vicenda Agnelli-ultrà e annuncia ulteriore battaglia legale: “Credo sia utile la valutazione di un’altra corte, tenendo presente che le risorse derivanti dal bagarinaggio sono andate alla criminalità organizzata,e questo è gravissimo”.
IL LEGALE DI AGNELLI: DELUSI 
“Confidavamo nel proscioglimento del presidente, ovviamente la sentenza ci delude, anche se ha ridimensionato le accuse della Procura – commenta Franco Coppi, legale di Agnelli – . Ora non possiamo nascondere la delusione. Appello? Certamente lo presenteremo, ora parlerò della sentenza con il mio collega Chiappero e con il presidente Agnelli”.
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Sarri e Jorginho la conferenza in diretta

La conferenza in diretta di Sarri e Jorginho

Jorginho: la partita con la Spal prima non l’avremmo vinta

Jorginho: la squadra ha la convinzione di voler vincere

Jorginho: Non so se gioco (ride) ma dobbiamo pensare a fare il nostro gioco

Jorginho: dobbiamo limitare gli errori

Jorginho: Sui miei miglioramenti e sui rigori chiedete al mister, comunque sto lavorando molto in palestra

Sarri: Prima di fare esperimenti spero che Milik guarisca presto, forse il suo infortunio dipende dal terreno di gioco del Mazza. Non piango ma è scandaloso se fosse cosi

Sarri: Il calendario delle nazionali va riformato

Sarri: Il campionato a 18 squadre ha i suoi pro e i contro, punterei più il dito sulle nazionali, più che levare il sogno della A ad alcune città

Sarri: Il Feyenoord è forte spero che lo stadio ci dia una grande mano, è una partita importante ma non decisiva

Sarri: Non sono ne il presidente e ne il direttore non ho venduto ne trattenuto nessuno, su Zapata e Pavoletti non posso aver rimpianti

Sarri: Purtroppo nel calcio l’infortunio ci sta ma per il collettivo quest’anno è diverso, l’anno scorso la squadra aveva perso un punto di riferimento, quest’anno no

Sarri: Anche se il Feyenoord ha perso l’altro ieri ha fatto una bella prestazione

Sarri: Quest’anno la squadra ha un carattere diverso

Sarri: Quello che mi disturba dell’infortunio di Milik è che avevamo fatto 20 minuti bellissimi con il 4-2-3-1

Sarri: Callejon può fare anche la prima punta

Sarri: Inconsciamente può essere che la squadra non vincendo da 30 anni il campionato, sia più concentrato su questo obiettivo

Sarri: Reina ha preso un gol da uomo non da paraculo non mettendosi completamente sul suo palo

Conferenza terminata

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Montella rischia: Fassone contatta Mazzarri

Secondo quanto riporta calciomercato.com, Fassone dopo aver criticato in diretta squadra e tecnico, sembra aver contattato Walter Mazzarri

Ritorno a San Siro

Sarebbe un ritorno a Milano sponda rossonera, un classico ormai nel calcio moderno, nessuno scandalo. Dopo essere stato scaricato dal Watford, il tecnico era in attesa di una panchina, era infatti stato accostato al Genoa in caso di esonero di Juric, ancora in bilico, ma pare fuori budget per le casse di Preziosi. Insomma dispiace per Montella, da cui da tempo si aspetta il salto di qualità, ma tifosi e dirigenza sembrano stanche, l’ex Napoli e Inter è alla finestra a mettere pressione all’aereoplanino, che per non decollare verso casa ha solo una destinazione, la vetta della serie A.

 

Salvio Imparato

 

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Stevie Wonder: Mi inginocchio in preghiera per il nostro pianeta, per il nostro futuro (VIDEO)

Stevie Wonder si inginocchia sul palco per protesta, contro Donald Trump, prima di duettare con Pharrell Williams 

Tutto nasce da una protesta dei giocatori di Basket Nba, in solidarietà al collega di Nfl Colin Kaepernick, che prima di un match era rimasto seduto durante inno americano. Una protesta silenziosa contro il suo paese,colpevole di oppressione verso i neri. Da quel giorno, nessuna squadra di football  professionistico sembra voler più il quaterback, e il mondo del basket sembra aver scatenato una sorta di ribellione pacifica, che ha avvicinato professionisti di altri sport. Negli stadi risuona l’inno americano, ma loro non cantano. Se ne stanno muti e in ginocchio, con gli allenatori che, invece, rimangono in piedi per appoggiare le mani sulle loro spalle: un chiaro segno di solidarietà. Quindi dopo il basket, anche il footbal e il baseballl si ribellano a Donald Trump e alle discriminazioni razziali: “Le società caccino i giocatori che si inginocchiano, o alzano i pugni al cielo, durante l’inno nazionale, per protestare contro la violenza della polizia sulle persone di colore, perché mancano comunque rispetto alla nostrabandiera”. Queste le parole del presidente USA che hanno spinto l’artista afroamericano Stevie Wonder, ad inginocchiarsi sul palco del Global Citizen, festival al Central Park di New York. Aiutato dal figlio Kwame Morris ci ha tenuto a mostrarsi solidale con tutti gli sportivi in disappunto con Trump: “Stasera mi inginocchio per l’America. Non con un solo ginocchio, con tutti e due. Entrambe le ginocchia per una preghiera per il nostro pianeta, il nostro futuro, per i leader del nostro mondo”. 

Salvio Imparato

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Per Milik possibile intervento chirurgico

Ecco il comunicato ufficiale del Napoli

Arek Milik, uscito nei minuti finali di Spal-Napoli di ieri per un infortunio al ginocchio destro, ha effettuato gli esami strumentali questa mattina alla Clinica Pineta Grande.

Per l’attaccante azzurro è emersa la possibilità di una soluzione chirurgica. Arek verrà valutato domani a Villa Stuart dal Professor Mariani

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Milik: Mi fa male

Serata di ansia per il Napoli e, in particolare, per Arkadiusz Milik. Al novantesimo minuto della sfida tra la squadra di Maurizio Sarri e la Spal, infatti, l’attaccante polacco si è accasciato a terra dopo aver appoggiato male la gamba, portando subito le mani al ginocchio destro. Il classe ’94 è uscito dal campo zoppicando e in lacrime, coprendosi il volto. In casa Napoli c’è paura per un altro lungo stop dopo la rottura del legamento crociato anteriore della gamba sinistra di quasi un anno fa.

FA MALE

Milik ha abbandonato lo stadio sulle sue gambe, ma molto dolorante, come testimoniano le sue parole ai giornalisti presenti al Paolo Mazza: “Mi sono preoccupato. Fa male, ma non è come l’altra volta”. Domani mattina si sottoporrà a una risonanza magnetica che chiarirà l’entità del suo infortunio.

IL COMUNICATO DEL NAPOLI

Ecco il comunicato ufficiale del Napoli: “Arek Milik è uscito oggi nei minuti finali di Spal-Napoli per un infortunio al ginocchio destro. All’attaccante azzurro è stata subito applicata una borsa di ghiaccio sulla parte dolorante. Domani mattina Milik si sottoporrà a risonanza magnetica per accertare l’entità dell’infortunio”.

L’INFORTUNIO UN ANNO FA

Il 10 ottobre 2016, infatti, Milik era stato operato al ginocchio sinistro dopo l’infortunio subito nella sfida tra la sua Polonia e la Danimarca. Un infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi per quattro mesi e che in casa Napoli tutti sperano non si ripeta: i volti dei compagni di squadra e di Sarri negli ultimi minuti contro la Spal mostravano tutta la preoccupazione dell’ambiente azzurro per questo nuovo problema.

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