Atp Montecarlo, Nadal annienta Thiem e vola in semifinale

Rafael Nadal, al suo ritorno nel circuito, centra al primo colpo l’ennesima semifinale al Monte Carlo Country Club. Violenta rivincita del maiorchino su Dominic Thiem, che lo aveva battuto l’anno scorso al Foro Italico, terminata con l’impietoso parziale di 6-0 6-2. Non c’è mai stata partita, Nadal ha sfoderato una prestazione impressionante, per regolarità e forma atletica, contro un avversario troppo falloso e poco paziente nello scambio da fondo, purtroppo se non reggi mentalmente i continui recuperi, i diritti anomali, le diagonali di rovescio e le accelerazioni dello spagnolo la sconfitta rischia assumere i contorni della brutta figura, anzi se Nadal non avesse “peccato” di generosità il risultato sarebbe stato un doppio 6-0 6-0, ha concesso solo 3 punti al servizio ed è a 32 set consecutivi sulla terra dalla sconfitta di Roma. Ad attendere il campione di Manacor in semifinale c’è il russo Dimitrov, in un match che dovrebbe essere almeno più equilibrato.

SALVIO IMPARATO

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Zeman: “Se sono rimasto è perché ci credo” (VIDEO)

Nel post partita, Zdenek Zeman conferma le parole dette a Sky, aggiungendo di credere in questa squadra e in questo progetto, dicendosi determinato, a continuare il lavoro iniziato con questi ragazzi e fiducioso nel migliorali.

https://www.youtu.be/HKG14zx3Lwk

SALVIO IMPARATO

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Al Napoli e a Sarri manca un mercato condiviso

In questo momento di difficoltà del Napoli, la tendenza ovviamente è quella di trovare un colpevole, che sia la società, l’allenatore o la mentalità della squadra, non ha importanza, basta trovarne uno per discutere e ridurre il tutto a risse virtuali. Si trascura l’analisi approfondita e la critica costruttiva, o si distrugge o si elogia, creando una frattura netta, un solco dove da un lato c’è il Sarrismo e dall’altro il Papponismo. Oggi scegliere da che parte stare non è utile, bisogna invece individuare le possibilità di miglioramento di tecnico e società, in base alle caratteristiche di entrambi. Quindi non limitare la storia alle presunte mancate rotazioni di Sarri, alla sua rigidità e ai mancati acquisti del presidente, ma all’analisi di queste cause, cercando di individuarne l’evoluzione e magari partecipare al gioco delle possibili soluzioni.

Il Napoli non è un top club europeo, lo dicono i conti, con due anni consecutivi di bilancio in rosso gli azzurri sono il trentesimo club europeo per fatturato, questo non bisogna dimenticarlo, ma resta comunque ai vertici del campionato italiano, frutto di un gioco specifico, fatto di sincronismi, croce, ma più delizia, di questo Napoli. Croce perché, in un calcio moderno, fatto di più competizioni, un sistema di gioco così estremamente legato ai suoi interpreti migliori si espone, inevitabilmente, a questi periodi di calo. Il paradosso è che questo limite, se vogliamo chiamarlo così per la mancanza di alternative, è la maggior fonte di delizia degli azzurri, appunto perché l’impiego esclusivo dei titolari ha portato ad un perfezionamento di ogni movimento, offensivo e difensivo, occhio che Sarri non lascia niente al caso, abbassare il baricentro e giocare sotto ritmo, senza lavorare, su determinati concetti e movimenti, per lui sarebbe inconcepibile, tante volte il calcio è stato teatro di squadre offensive non in grado di gestire la partita, abbassando l’intensità. Ecco perché questo tipo di gioco, da sempre, va sostenuto da un certo tipo di mercato, non certo quello dei top player che piacciono a certa stampa, ma quello di giocatori funzionali al sistema e con una certa esperienza. Sarri oggi ha disegnato un impianto di gioco, che deve sostenersi anche con questa capacità di fare mercato, una qualità che manca a lui come manca al Napoli, non ci si può permettere un difensore, pagato 30 milioni, attaccanti e centrocampisti non integrati nella rosa e da smaltire puntualmente. Questa squadra, negli interpreti principali, è stata assemblata da Benitez, che ha una profonda conoscenza del mercato e dei giocatori, e non sarebbe male perfezionarsi in questa caratteristica, vedremmo più rotazioni e duttilità, invece di giocatori sgraditi e inutilizzati, ma deve essere un aspetto condiviso, un miglioramento fatto insieme, perché una società e un allenatore che lottano per i vertici, non possono più mostrarsi così distanti sull’individuazione di elementi utili alla causa, anche per non dare voce a chi punta il dito su mancati acquisti o sul mancato aziendalismo del tecnico, che ogni anno è costretto, nelle emergenze, ad inventarsi qualcosa e attenderne gli effetti, il lavoro ha sempre aiutato Sarri e almeno questi due mesi, senza coppe europee, gli daranno la possibilità di dedicare tempo a quello che sa fare meglio, allenare.

SALVIO IMPARATO

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Sarebbe bello vedere ADL e Sarri così

Ho il privilegio, da Napoli, di scrivere una rubrica settimanale sul mio allenatore preferito Zeman. Essere Zemaniano è un fanatismo che porta con se tante analogie con il Sarrismo. Se ci riflettete ne Sacchi e ne altri, in Italia hanno un culto come Zeman e Sarri, perché secondo voi? Mica solo per il 433 e le mentalità offensive, così sottilmente simili e così profondamente diverse, ma anche per come comunicano la loro allergia alle dinamiche del calcio extracampo e di potere. Stili e tempi diversi per dire a volte le stesse cose, ma non si fa sempre del bene al nostro idolo glorificandolo anche quando potrebbe evitare certe esternazioni. Non sta a me giudicare se fate bene o fate male, questo amore incondizionato resta qualcosa di romantico, sa di quella poesia quasi sparita nel calcio, un pò come il gol di Brignoli, sono solo testimone di un fanatismo ispirato da un uomo rivoluzionario, ormai vecchio, che ancora prova a cambiare il suo destino e il suo futuro e quello di ragazzini di 18 anni, che ha pagato a caro prezzo le sue battaglie. Anche li dove ha creato quel capolavoro 5 anni fa, oggi lo attaccano per risultati e attacchi diretti, alla stampa soprattutto, io ancora lo difendo, ma stando, in qualche modo, più vicino al calcio, ho imparato come e cosa il mio idolo sbaglia dentro e fuori dal campo, e che un fanatismo non può essere totalmente estraneo al mondo del calcio, in cui solo il risultato ti perdona quel che dici e appena perdi sei solo, talmente solo che vorrei vedere De Laurentiis e Sarri così vicini come Zeman e Sebastiani, un presidente che a Pescara è bersagliato più del nostro, ma appena ha capito che ci voleva un segnale si è seduto a sorpresa di fianco al mister, in conferenza pre partita che da noi non esiste, e ha insegnato come si sostiene un allenatore e il suo sistema di gioco delicato, a cui nel mercato non ha soddisfatto le richieste del Boemo. Da noi si crea sempre il gelo tra tecnico e presidente, proprio quest’anno anche ADL, di cui non sono un detrattore, dovrebbe fare un gesto simile o almeno far capire a tutti che sono uniti.

SALVIO IMPARATO

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Spalletti: “Sarri arrivi settimo, se vuole giocare ad un altro sport” (VIDEO)

Durante la conferenza a margine di Inter-Chievo, Luciano Spalletti punge Sarri incalzato da Guardalà di Sky.

“Se arrivi tra le prime quattro vai Champions, se arrivi dopo vai in Europa League e se arrivi settimo ti mandano a fare le amichevoli. Se vuole giocare ad un altro sport arrivi settimo e vede come si diverte, noi vorremo arrivare a giocare tre partite la settimana. La Juve nonostante questo ha vinto tanto, si deve confrontare con loro Sarri non con noi”

https://youtu.be/HO56HtDDksU

SALVIO IMPARATO

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Sarri: “Speravo di morire prima di vedere Napoli-Juventus grigi contro gialli”

Nel post partita di Sky, Maurizio Sarri analizza la sconfitta contro la Juventus, il tecnico ha dichiarato di non volersi piangere addosso per la panchina corta, bisognava fare bene con quelli a disposizione, anche se i tre davanti vivono un momento di scarsa brillantezza.

Dominio territoriale

“Abbiamo dominato una squadra fortissima come la Juve, le statistiche dicono che il nostro dominio territoriale è stato superiore a quello avuto contro il Benevento, se il tridente avesse avuto la brillantezza di venti giorni fa, saremmo usciti con un altro risultato”

Allegri, amore per il calcio e tradizione

“Se Allegri davvero controlla ogni mia disquisizione, vuol dire che ha perso la testa, penso scherzasse. Sono troppo innamorato del calcio per non esprimermi su quello che non va nel nostro. Se le mie parole vengono viste come lamentele, vuol dire che non vogliamo vedere i problemi e cambiare, io queste cose le dico quando vinco, quando non ho nulla da lamentarmi. Sono troppo innamorato del cacio, della sua storia e delle sue tradizioni, infatti speravo di morire prima di vedere Napoli-Juventus grigi contro gialli”

Higuain

“Higuain è un fuoriclasse, potrebbe evitare di rispondere al pubblico, anche se non credo meriti i fischi, qui da noi ha fatto benissimo e se era con noi vincevamo noi 1-0”

SALVIO IMPARATO

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Zeman: “Dobbiamo migliorare più sul piano mentale che tecnico. Esonero? Ci sono dei problemi!”

Scuro in volto Zdenek Zeman nella conferenza post Sampdoria-Pescara, sembra non aver digerito i minuti iniziali della sua squadra, che si è trovata sotto 2-0 in pochi minuti, forse le scorie per la sconfitta di La Spezia hanno influito non poco sull’approccio alla gara. Ecco l’estratto delle parole del Boemo nella sala stampa del Ferraris, in apertura la mia domanda e poi quella dei colleghi presenti.

Mister buonasera, anche se vi siete trovati sotto in pochi minuti, la squadra ha mostrato a sprazzi quello che lei vorrebbe vedere, è indicativo il fatto che una delle giocate, che lei predilige da un play, l’ha eseguita il vostro portiere, Marco Pigliacelli?

Si Pigliacelli fa anche troppo il play, anche perché cerchiamo spesso il portiere giocando palla dietro, dopo il gol fatto abbiamo avuto più convinzione e abbiamo provato qualcosa, ma era troppo tardi.

Per tutto il primo tempo non si è mai alzato dalla panchina, era già rassegnato?

“Io mi alzo sempre poco, perché sono convinto che facciamo in campo le cose fatte in allenamento. Nel secondo tempo ho cercato di dirigere i ragazzi cercando di dargli qualche indicazione in più”

Dopo gli otto gol subiti,  in questa trasferta ligure, c’è qualcosa di buono che porta a casa?

“L’atteggiamento dei ragazzi nel secondo tempo di stasera, con la testa libera hanno fatto vedere che sono capaci di eseguire certi concetti, dobbiamo migliorare mentalmente più che tecnicamente, dobbiamo essere convinti dal primo minuto su quello che facciamo”

Mister visto il momento, ha paura di essere sostituito?

“Io vorrei fare tanto per questa squadra, vorrei che provasse di più a fare quello che chiedo. Come allenatore sono abituato ad essere in discussione, fa parte della nostra vita, mi piacerebbe uscire da questo momento con gioco e risultati, ma ci sono dei problemi!”

SALVIO IMPARATO

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Giampaolo: “Ho visto un buon Pescara e Zeman è un patrimonio del calcio italiano”

Nella conferenza post Sampdoria-Pescara, Marco Giampaolo ha parlato della vittoria sul Pescara per 4-1,  ammettendo che con è stata una gara semplice – << La squadra di Zeman è una squadra di profondità, se le dai coraggio rischi di farla rientrare in partita>> – spiega il tecnico, a cui chiedo un’opinione sul Pescara del Boemo.

Buonasera Mister, hanno chiesto a Zeman cosa ne pensa della Sampdoria e lui ha risposto – << E’ un’ottima squadra che gioca un buon calcio, ma può fare meglio, e stasera ha fatto molto bene>> – quindi io le chiedo come ha visto il suo Pescara considerando che il Boemo è anche in discussione.

“Ho visto un buon Pescara, che è venuto qui provando a giocare a calcio e a tratti ci è riuscito creando arie occasioni da gol. Anche lui ha gestito gli uomini e giocato con dei giocatori che abitualmente non sono titolari, nonostante questo il Pescara mi ha fatto una buona impressione. Zeman è uno che lavora per dare una certa identità alle sue squadre, è un patrimonio del calcio italiano”

SALVIO IMPARATO

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Sebastiani: “Zeman sta lavorando tutti i giorni per il Pescara del futuro” (VIDEO)

Il presidente Sebastiani ha parlato dopo l’amichevole di Ortona, vinta 11-0 dagli uomini di Zeman, soffermandosi sulle qualità dei ragazzi a disposizione

“Ci vuole pazienza, anche se sono tutti ragazzi di qualità, magari sono tanti ma comunque supportati da uomini di esperienza, su tutti Campagnaro che in B gioca ancora facile, se il mister non l’ha fatto giocare è perché non lo vede ancora in condizione, d’altronde non conosco allenatori che vogliono farsi male. Zeman lavora tutti i giorni per creare il Pescara del futuro”

SALVIO IMPARATO

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