Zeman: “L’orario mi fa schifo come a Sarri? Non voglio scuse, se giochiamo palla sui piedi e non sugli spazi non si andrà lontano”

In apertura di conferenza stampa, post Pescara-Cittadella, ho chiesto a Zeman: “Mister è un caso che la peggiore prestazione stagionale capiti alle 12:30, orario indigesto per esempio a Sarri, è d’accordo con la dura repulsione del tecnico toscano o pensa non influisca sul risultato?” Zeman visibilmente deluso risponde: “Io non cerco scuse, se non giochiamo sui movimenti senza palla e continuiamo a chiedere palla sui piedi da fermo, difficilmente andremo lontano. Mi preoccupa che dopo tre mesi di lavoro, non ci è ancora chiaro cosa dobbiamo fare.”

Salvio Imparato

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Pescara-Cittadella, le formazioni ufficiali

Zeman ha deciso, sarà ancora Pettinari a partire titolare e non Ganz, Fornasier farà coppia con Bovo al centro della difesa, affiancati da Zampano e Mazzotta

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Zeman e Di Francesco, l’abbraccio

Eusebio Di Francesco ha visitato, ieri a Pescara, un club romanista a suo nome, nato il giorno della firma del tecnico con la Roma. Alla cena di inaugurazione, tenutasi all’hotel Dragonara, c’è stato anche l’incontro e l’abbraccio con Zdenek Zeman, suo primo allenatore alla Roma. Ecco il video

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Venturato: “Zeman è un grande, questo nessuno lo può discutere”

Questo il passaggio di Venturato sul Boemo, durante la conferenza di presentazione della gara, in cui il suo Cittadella sfiderà il Pescara all’Adriatico.

“Zeman ha sfiorato lo scudetto in due occasioni, ha saputo guidare squadre importanti a Roma e ha fatto benissimo anche a Pescara e a Foggia. E’ un allenatore che ha fatto una grande carriera, si tratta di un dato oggettivo su cui nessuno può discutere, poi nella carriera di ogni tecnico ci sono momenti migliori e peggiori. E’ la prima volta che lo affronto e per me sarà un grande piacere averlo come avversario. In questo momento dobbiamo avere umiltà e la consapevolezza di dover ricercare la capacità di fare qualcosa in più sotto tutti i punti di vista. Ci sono tante situazioni in cui dobbiamo migliorare. Zeman negli anni in cui ha fatto bene, trasferendo le sue idee alle squadre, quando ci è riuscito le sue squadre hanno subito meno gol, anche se lui ama particolarmente la fase offensiva”.

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De Laurentiis: “Sarri non è un rompiscatole, ne sono innamorato più di prima”

Nell’intervista rilasciata al Corriere Della Sera, il patron azzurro oltre ad aver parlato di “Juve nervosa” e dei contratti di Reina e Ghoulam, ha parlato del tecnico toscano scelto, per sostituire Rafa Benitez, contro il parere di tutti

«Sarri l’ho scelto io e all’epoca mi sono preso anche qualche striscione contro, quando ebbi il coraggio di ingaggiarlo al posto di Rafa Benitez. Poi le cose sono andate bene, ma nessuno ha tappezzato la città di manifesti per ringraziarmi. Io invece non ho mai cambiato idea: ero innamorato del nostro tecnico prima e oggi lo sono anche di più. Sarri ha un grande dono: non è un rompiscatole e con lui si può parlare di tutto, non solo di calcio. Spero che resti con noi almeno per dieci anni e sono convinto che in futuro si divertirà sempre di più sulla nostra panchina: grazie alla duttilità tattica che sta acquistando. Se invece deciderà di andarsene altrove, ce ne faremo una ragione e troveremo un altro allenatore all’altezza della situazione. Il Napoli in questi anni è cresciuto sempre, anche quando è cambiato qualche protagonista. La clausola nel contratto non mi preoccupa, se la salute mi assiste vedremo dei gloriosi anni azzurri».

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Domenica per Zeman saranno 300 panchine in B

Zdenek Zeman domenica, contro il Cittadella, festeggerà 300 panchine in B. La prima panchina, da cui ha diretto una squadra di B, risale a 30 anni fa, il 13 settembre 1987, era Parma-Cremonese che si disputò al Tardini e finì con una sconfitta per 0-2. Non fu un anno felice per il Boemo, chiamato dal Parma per sostituire Arrigo Sacchi approdato al Milan, fu esonerato il 27 ottobre. Non partì bene in campionato, eppure vantava in Coppa Italia 5 vittorie su 5, tra cui la prestigiosa eliminazione ai danni proprio del Milan di Sacchi, e una vittoria contro il Real Madrid (amichevole pre campionato). Tornò a Foggia, l’anno dopo, sempre in B e lo portò in A nel 1990. Con il Pescara ha già festeggiato le 1000 panchine, a Marassi contro la Sampdoria, e all’Adriatico vorrà sicuramente festeggiare con un epilogo diverso, magari una vittoria che aiuterebbe il Pescara nell’ennesima rincorsa a la A e che per Zeman significherebbe la terza promozione in carriera. Auguri e in bocca al lupo Sdengo.

Salvio Imparato

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Berlusconi: “Montella non mi piace”

Silvio Berlusconi, ex presidente del Milan, ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera, commentando l’attuale momento poco positivo dei rossoneri. Ecco alcune delle sue parole: “Il Milan è un pezzo del mio cuore e della mia vita. Vorrei almeno che la squadra andasse bene. È questo il mio rammarico, il mio dispiacere. E la squadra non va… Non ho capito la campagna acquisti. Non si era mai visto in una squadra il cambio di undici giocatori. Con tutti quei soldi, non si poteva acquistare un top player? Volevo che sulla panchina restasse Brocchi. Ma ero in un letto d’ospedale, tra la vita e la morte. E mi dissero Montella. Non mi piace come sta facendo giocare la squadra, non c’è un’idea. Spiegatemi come possono finire spesso in panchina Suso e Bonaventura, che sono poi i due calciatori tecnicamente più dotati. E come si può fare sempre il solito gioco sulle fasce, per il solito cross in area. Mah… Bonucci capitano? È stata data la fascia a un calciatore che è stato per anni la bandiera della Juventus. C’è Montolivo. La fascia andava affidata a lui”.

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Spalletti: “Chi non gradisce la Var spera di avere vantaggi”

Le parole di Spalletti durante la presentazione della partnership tra Inter e Volvo

VAR

«La Var va assolutamente continuata, si sono visti dei miglioramenti. Si va verso la tecnologia e anche in questo va usata, ha dato i suoi evidenti frutti e vantaggi. Non capisco quelli che vogliono assolutamente restare indietro, hanno qualche vantaggio probabilmente perché questa è la strada giusta da seguire. Non cambieremo questo modello per due o tre anni e quindi non si può cambiare nemmeno l’allenatore per due o tre anni»

DERBY

«Il derby è una gara a sé che le persone in città lo vivono quotidianamente e te lo trasferiscono. Diverso da Roma? Questo lo dirò dopo, perché non ci sono arrivato, però sentiamo il carico della responsabilità dell’affetto dei nostri tifosi da vicino. Mi troverò di fronte a Montella che è un grande amico: l’ho fatto giocare nella partita decisiva nell’anno in cui sono diventato allenatore con l’Empoli. Grazie a una sua giocata riuscimmo a vincere e salvarci. Da lì è partita la mia carriera. Poi l’ho riavuto come calciatore in serie A».

BILANCIO

«Secondo me i punti sono tanti però potevano essere di più per cui bisogna creare la possibilità di fare una strada importantissima ai calciatori. Dobbiamo sapere dove vogliamo andare, dobbiamo ancora crescere e fare meglio sotto diversi aspetti. È ancora fresco il concetto di calcio che vorremmo trasferire alla strada. La mia Inter? Difficile dire quando lo vedremo, ma vedo tanta disponibiità da parte dei calciatori, e ogni partita mi aspetto di vedere dei miglioramenti».

ICARDI

«Per Sampaoli Icardi calato? Assolutamente no, anzi nell’ultima partita è venuto ad aiutare a centrocampo molto di più, l’ho visto legarsi più alla squadra, andare in profondità. L’ultima gara è stato perfetto, io lo voglio così. Brozovic? Non c’è nessun caso. Io li ho fatti ruotare perché ho 5 nomi importanti e voglio tenerli tutti caldi per un posto da titolare, perché quello poi è il settore dove c’è bisogno di energia».

OBIETTIVO

«Firmerei per il secondo posto? È una bella roba, ma sarebbe troppo facile firmare. Ce n’è di strada da fare».

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Sansovini: “Anche il nostro Pescara sapeva fare vittorie poco Zemaniane”

L’ex capitano, “Sindaco” del Pescara e match winner di Pescara-Cittadella 2011, in un’intervista a IlMessaggero ed. Abruzzo, parla del suo passato con Zeman e dell’attuale corso del Boemo. Domenica all’Adriatico ci sarà proprio il Cittadella, e sarà sempre 8 ottobre come sei anni fa.

ANCHE NOI FACEMMO VITTORIE “SPORCHE”

“Anche quella squadra, che sapeva dare spettacolo e segnava gol a grappoli, sapeva vincere con il minimo scarto e difendendosi. Punti come quelli contro il Cittadella furono preziosi per arrivare allo sprint finale. E anche quelli del Pescara di oggi, tra Cremona e Carpi, sono fondamentali: alla fine torneranno utilissimi alla squadra di Zeman. Due trasferte con quattro punti, un gol fatto e zero subiti, sono tanta roba. Noi ne facemmo diversi di risultati utili un po’ “sporchi”, come il pari di Vicenza e con il Padova in casa”

PESCARA POCO ZEMANIANO

“Vedo poco di Zeman nel Pescara di questo momento, ma la cosa non è per forza negativa. Si sta arrivando ad un punto d’incontro tra le idee del tecnico e le caratteristiche dei calciatori a disposizione. Si parla di difesa non altissima,ma ricordo che sei anni fa, dopo un periodo di crisi, anche noi passammo ad una difesa più prudente, con Bocchetti terzino e con la linea che scappava all’indietro per stare più coperta. Subimmo meno e vincemmo le partite decisive nella fase finale della stagione. Insomma, se la squadra trova equilibrio e i singoli si esprimono al massimo, credo che vada bene a tutti. Uno come Bovo, che può dare esperienza, qualità nell’impostare il gioco da dietro e fisicità, in serie B resta un privilegio”

SU PETTINARI

“Ma io in Stefano ho sempre creduto: per me da anni è l’attaccante più forte in circolazione in serie B nella partecipazione alla manovra, diciamo fuori dall’area – chiude Sansovini – . Gli mancava trovare la via del gol con facilità e ci sta riuscendo. Merito della sua consapevolezza e anche della squadra che lo mette spesso in condizione di segnare. I suoi 7 gol finora non mi meravigliano. Giocando questo calcio riuscirà a fare grandi cose. E con lui gli altri attaccanti. In questo, il mister resta unico e le sue squadre sempre un incubo per le avversarie”

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Insigne: “Senza Zeman non sarei qui”






In un’intervista rilasciata a Rai Sport, Insigne dedica uno dei tanti ringraziamenti a Zeman. L’ex Pescara parla poi del Napoli, della Nazionale, del Var e dell’interesse del Barcellona

Il Napoli e il gruppo

 Il segreto è restare uniti. Rimanere con i piedi per terra e mantenere questo ritmo. Siamo i soliti da tre anni e ci siamo promessi di vincere qualcosa quest’anno. I complimenti di Guardiola fanno piacere. Si è detto spesso che giocavamo bene e non vincevamo nulla, adesso i segnali sono positivi, dobbiamo continuare”

Sarri e Zeman

 “Vive di calcio, trasmette la passione che ha. Fa sentire tutti importanti e con lui ci divertiamo sempre anche negli allenamenti, anche se alcuni sono un po’ pesanti, ma nulla a che vedere con i gradoni di Zeman, un altro che ringrazio sempre, perchè senza di lui non sarei qui”

Nazionale, Immobile e Pescara

“Ogni volta che arriva una chiamata sono fiero di essere sempre convocato perché l’ho sempre sognato. Mando gli auguri a Belotti, è un bravissimo ragazzo e spero che torni presto perché per la Nazionale è un giocatore importante. Ho sempre dato la mia disponibilità a giocare con qualsiasi modulo, l’importante è dare tutto. La sconfitta con la Spagna ci ha fatto male, ma ci ha aiutato a crescere. Ora vogliamo pensare alla Macedonia e a batterla”. In Nazionale c’è Immobile, uno che Insigne conosce fin troppo bene: “Siamo stati un anno insieme al Pescara, abbiamo fatto un grande anno ed anche se non giochiamo insieme da parecchio lavoriamo nel miglior modo possibile, i nostri movimenti sono sempre gli stessi e ci capiamo a vicenda. Ci vediamo spesso e ci parliamo”.

 

Il var

 “Penso che sta risolvendo i problemi perché parecchi ‘gol non gol’ o rigori non venivano dati e perdevi una partita per un episodio. Se stiamo tranquilli e seguiamo tutti questo nuovo strumento andando avanti potrà aiutare. Ci sta che a qualcuno piaccia e a qualcuno no. Ora c’è e dobbiamo farcela piacere. Noi giocatori dobbiamo solo pensare a giocare, agli episodi pensano gli arbitri e dobbiamo accettare le loro scelte“.

Barcellona

“Sono fiero di essere rimasto a Napoli, poi certo sappiamo tutti che il Barcellona è la squadra più forte al mondo. Mi piacerebbe giocare con gente come Messi o Suarez, ma adesso penso solo all’azzurro. Sono orgoglioso anche del fatto che qualcuno mi valuti 100 milioni, dà valore ai miei sacrifici. Qualche club mi aveva scartato perchè ero bassino, peggio per loro”

Salvio Imparato



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