Juve Next Gen, Zeman: “Ho smesso di tifare Juve, quando mi batterono per un gol in fuorigioco e capii che non si poteva competere”

Nella consueta conferenza stampa, a margine di Juve Next Gen – Pescara, Zeman risponde alle domande sul prossimo avversario e chiarisce un dettaglio sulla sua antica passione per la Juventus.

Per quanto riguarda la qualità della Juve Next Gen, Zeman afferma che la classifica non rispecchia il loro reale valore.

”Hanno un alto tasso tecnico, dobbiamo essere aggressivi e non lasciargli il pallino gioco. Hanno talento e anche se sono giovani, se gli concedi spazi ti fa nno neri”

Nel resto della conferenza confessa la sua insoddisfazione per i recenti allenamenti, difficoltosi per infortuni e covid, poi risponde ad una domanda sul suo tifo giovanile per quella che è diventata la sua rivale di sempre, la Juventus.

”Se tifo Juventus? L’ho tifata per anni, credo fino al 1974. Poi ho perso contro di loro per un gol irregolare in fuorigioco, segnò Schillaci e ho capito che non si poteva competere”

Zeman si riferisce alla partita Foggia-Juventus del settembre 1991, dove i Satenelli del Boemo con il tridente Signori-Baiano-Rambaudi mise in seria difficoltà la Signora allenata da Trapattoni. Il racconto nel servizio del grande e storico Beppe Capano.

SALVIO IMPARATO

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Zeman: “Juventus? Anche quando sto zitto, per i media resto contro”

Dopo la bella vittoria a Picerno per 0-3, Zeman risponde ad una domanda sulla Juventus, dopo le sue non parole sulla restituzione dei punti.

È uno Zeman contento solo per il risultato, quello visto nella conferenza post Picerno-Pescara vinta 0-3 e che ha consentito il delfino di affrontare i playoff da terzi classificati.

“Bisogna migliorare – dice il Boemo – c’è un problema di continuità, che la squadra non riesce a trovare. Smette di giocare di squadra e cerca più di giocare sulle individualità. Dobbiamo lavorare su questo.”

Queste le sue parole sull’ultimo match di campionato, poi parla della Juventus. Ecco la nostra domanda.

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Mister menomale che aveva premesso di non sbilanciarsi sulla restituzione dei 15 punti alla Juve, le sue parole hanno già scatenato i titoli Zeman contro la Juve.


“Quando resto zitto per i media pure resto contro qualcuno. Come vedo Juventus-Napoli? Spero di vederla, ho 4 ore di viaggio, ma penso che il Napoli vorrà rifarsi per confermare il bel campionato fatto, ma la Juventus ha recuperato terreno e cercherà di continuare”

SALVIO IMPARATO

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Gianni Minà, addio al futurista del giornalismo e icona del 900

La morte di Gianni Minà ha scosso l’Italia intera. E’ difficile immaginare che un giornalista possa diventare una icona del ‘900 italiano.

Alla stregua di Maurizio Costanzo e Giampiero Galeazzi, Gianni Minà o soltanto Gianni, così come lo chiamava confidenzialmente Massimo Troisi, lo è diventato. La sua leggenda è andata componendosi di fatti e di testimonianze raccolte in giro per il mondo, non certo di opinioni buttate nella giostra mediatica giusto per avere l’agognata visibilità. L’attenzione con cui Minà si è legato alla realtà delle cose non gli ha impedito di rimanere vivo nel raccontarla. Ha fuso neutralità e parzialità fino a confonderle. Minà restituiva il nucleo delle sue opinioni scegliendo chi intervistare e chi raccontare e soprattutto dove compiere la sua attività d’informazione.

Minà e Napoli

Mentre le copertine dei giornali e le televisioni inseguivano la Milano da bere, Minà si beava di Napoli e della sua arte rivistata finalmente in chiave underground. Mentre il mondo inseguiva a caro prezzo il sogno americano, Minà raccontava Cuba e la sua resilienza alla fagocitosi a stelle e strisce. Se tutti snobbavano Panatta, reo di non essere vincente all’altezza del suo talento, a fine partita Minà otteneva la dichiarazione inattesa dell’atleta “la gente alla fine è buona, mi vuole bene”, suturando un rapporto diviso da stima e invidia. Se tutti inseguivano le frasi radical chic di Platini, Gianni da Torino consolidava quel canale preferenziale che lo renderà il cantore più fedele della vera immagine di Maradona.

Muhammad Alì

Quando il mondo cadde nell’imbarazzo di dover apprezzare Muhammad Alì, il pugile più forte di tutti i tempi perennemente contro l’establishment, Minà divenne un suo interlocutore privilegiato. Quando l’Italia riduceva il neorealismo cinematografico alle istanze postideologiche della commedia, Minà si rivolgeva a Sergio Leone e alla sua produzione che nel frattempo influenzava Hollywood.

L’Italia e la libertà di stampa

Nel tempo da cui scrivo l’Italia ha appena chiuso al cinquattotesimo posto per la libertà d’informazione. Non ci sono abbastanza elementi per ritenere che ai tempi di Minà la situazione fosse tanto migliore. Ciò nobilita ancor di più il lavoro svolto dal giornalista sabaudo che con Cavour non aveva niente in comune se non la terra natìa. Era un uomo aperto e sorridente, mai accalorato, rosso sì ma di risa e talvolta d’imbarazzo, perennemente empatico, un sensale della qualità altrui: la fiutava, la individuava, la consacrava. Un passo sempre dietro l’artista, così in ombra da poter tessere le fila di un destino fortunato per sé e per i suoi compagni di viaggio che finivano per raccontarcelo.

Troisi il miglior narratore di Gianni Minà

Il miglior narratore di Minà è stato senza dubbio Massimo Troisi. L’agendina di Minà, mitizzata dall’attore campana, idealizzava la capacità dell’uomo di rimanere connesso con il mondo anche se privo d’internet. A Blitz, uno straordinario successo televisivo di Gianni Minà, Troisi gli rimproverava una sua presunta bonomia “possibile Gianni che in questo programma non sono mai invitati gli scemi?”. Al giornalista torinese non interessava in alcun modo distruggere il personaggio ma costruirlo per intero e non a singhiozzo.

Pochi oggi con la classe di Minà

Ora restano in attività pochi della classe e del garbo professionale e umano di Minà. Non ne resta nessuno che possa però ereditare il suo ruolo di uomo venuto dal futuro: sempre un passo avanti rispetto ai suoi colleghi nell’intercettare sentimenti quand’ancora carsici e sempre uno indietro rispetto a chi quei sentimenti li provava e li trasformava in poesia contemporanea. La quale risulta ancora attualissima vista la quantità di citazioni social con cui le nuove generazioni rimandano a Minà e ai suoi figli.

Sempre nel mezzo Minà, lì dove un genitore e un giornalista devono stare, per fornire gli strumenti alla prole e ai cittadini affinché agiscano per il meglio. Minà ha cresciuto bene l’Italia. Se qualcosa è andato storto, è solo perché la sorte aveva in serbo altri programmi. E questo Minà davvero non lo poteva prevedere ma non per questo nei nostri ricordi conta di meno. E poi, si sa, chi viaggia nel tempo non può interferire con il naturale corso degli avvenimenti. Buon prosieguo di cammino, Gianni. Senza di te il nostro di percorso resterà muto.

Massimo Scotto Di Santolo

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Pescara-Juve Stabia, lo schema da calcio di inizio di Zeman subito in gol (VIDEO)

Nel rocambolesco 2-2 di Pescara-Juve Stabia, lo schema da calcio di inizio di Zeman, eseguito dal Napoli di Spalletti, va subito a segno

il video dello schema da calcio di inizio di Zeman che ha portato il secondo gol del Pescara

Partita nel segno di Zeman, Pescara-Juve Stabia. La squadra del Boemo gioca una partita da goleada, solo la fortuna salva le vespe di Pochesci che ammette – <<È un 2-2 che va stretto al Pescara>> – non solo per gli errori sotto porta del tridente biancoazzurro, ma anche per il gol incomprensibilmente annullato dall’arbitro. Una partita che poteva avere un altro epilogo per gli uomini di Zeman, ma nonostante tutto e per il poco tempo avuto dal tecnico di Praga, si sono visti tante idee zemaniane, addirittura gol da calcio di inizio con lo storico schema 0-8-2 eseguito anche dal Napoli di Spalletti. Infatti Zeman ammette – <<Per quello sono contento, lo provo da vent’anni e ho fatto pochi gol!>> – accennando un sorriso che non cancella l’amarezza per il risultato beffardo.

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Le parole di Zeman dopo Pescara-Juve Stabia

SALVIO IMPARATO

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Zeman: “Il mio schema da calcio di inizio fatto dal Napoli di Spalletti? Serve anche per impaurire!” (VIDEO)

Dopo la conferenza di presentazione a Pescara, abbiamo chiesto a Zeman del suo schema da calcio di inizio fatto dal Napoli di Spalletti.

Ha fatto il giro del mondo la foto del lo schema da calcio di inizio, fatto dal Napoli di Spalletti, che è praticamente il suo. Ci racconta come e quando nasce?

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Zeman e il suo schema da calcio di inizio eseguito dal Napoli di Spalletti

“Lo hanno fatto in tanti, poi bisogna vedere se sanno perché lo fanno. È difficile spiegare, ma comunque ho sempre visto che durante il calcio di inizio i giocatori delle due squadre sono giù ad allacciarsi le scarpe o a guardare i parenti in tribuna e quindi bisogna subito approfittare dell’impreparazione in quel momento dell’avversario. Bisogna buttarsi tutti approfittando degli spazi liberi e poi è anche per far spaventare l’avversario che si sente immediatamente aggredito. Lo faccio fare alle mie squadre dalle giovanili del Palermo e abbiamo fatto anche un pò di gol, uno ne facemmo pure con la Salernitana venti anni fa o forse più.”


SALVIO IMPARATO

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L’auto di Zeman rigorosamente targata 4-3-3

È stato il giorno del ritorno di Zeman a Pescara. È spuntato un curioso particolare all’Hotel Ekk. L’auto di Zeman targata 4-3-3

Ormai è storia nota a tutta l’Italia calcistica, il legame di Zeman con il suo modulo insostituibile. Ovviamente stiamo parlando del mitico 4-3-3, modulo mai tradito e mai rinnegato. Oggi al termine della presentazione all’Ekk Hotel di Pescara, un curioso particolare è stato notato e condiviso dai giornalisti presenti. L’auto di Zeman, la nuova volkswagen id 3 rigorosamente targata 4-3-3. Il post con foto è apparso sulla famosa pagina dedicata al Maestro Boemo, GruppoZeman.com.

SALVIO IMPARATO


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Zeman Ter, domani il Boemo a Pescara per la firma e l’allenamento

L’attesa è finita, Zeman Ter a Pescara è questione di ore. Il Maestro Boemo è atteso domani in mattinata per i dettagli.

Manca una manciata di ore e l’attesa di molti tifosi e amanti del Boemo, che avevano perso le speranze di rivederlo in panchina, finirà. Zeman Ter è in dirittura di arrivo, Sdengo è atteso domani mattina a Pescara per la firma con la società. Alle 15 è anche previsto il suo primo allenamento, dopo il quale dovrebbe esserci la presentazione, ma è ancora tutto da confermare. Le conferme sono arrivate poco fa in un diretta telefonica con Sebastiani a Rete8, ecco di seguito alcune sue parole.

“Zeman non ha certo bisogno di presentazioni, non ho nessun problema con lui, accetto la scelta di Delli Carri. Per me questa squadra è forte e mi sarebbe andato bene chiunque avrebbe ridato linfa a questo gruppo che non è mai stato davvero dominato sul campo da nessuno”

SALVIO IMPARATO

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Rete8: “Avanza Zeman per il dopo Colombo a Pescara” (VIDEO)

Secondo Massimo Profeta, di Rete8 Sport, Zeman sarebbe in pole per ritornare sulla panchina del Pescara. I dettagli nel video di Rete8.

A Pescara, racconta Rete8, avanza Zeman. Secondo le indiscrezioni raccolte da Massimo Profeta, il Boemo avrebbe addirittura incontrato il Ds Delle Carri per dare con entusiasmo la sua disponibilità a tornare sulla panchina del Delfino. Ad oggi ancora nessuna smentita, quindi il popolo zemaniano può sognare il ritorno nella piazza del miracolo del 2011-2012. Questa volta subentrerebbe in Lega Pro, dove l’anno scorso sfiorò un altro miracolo con il Foggia, dove militava l’attuale ala biancazzurra Davide Merola, che il Boemo definì il nuovo Baiano.

Come spiega Rete8 Sport, per l’attuale tecnico Colombo sarà decisiva la prossima trasferta. Sabato 25 febbraio infatti, il Pescara sarà ospite dell’Audace Cerignola. A quanto pare non basterà un pareggio a Colombo per salvare la panchina.

Salvio Imparato

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GDS ZEMAN: “SINISA PORTO CON ME IL TUO ULTIMO BACIO”

Sulla GDS Zeman scrive una lettera all’amico Sinisa Mihajlovic. Per noi un’emozione particolare per la foto scattata dal nostro Salvio Imparato e il titolo della lettera del Boemo

“Mister posso portarlo a Trigoria? Vorrebbe vedere un allenamento e farti qualche domanda…”. Organizzò la visita il nostro amico comune, Andrea Di Caro. Continuava a dirmi che ci saremmo piaciuti e avrei scoperto un ragazzo speciale. Fu lui il “cupido” della nostra amicizia. All’epoca allenavo la Roma, era il 2012, Sinisa Mihajlovic si presentò vestito elegantissimo, con una ventiquattrore. Ci sedemmo all’aperto e cominciò a farmi mille domande sul mio 4-3-3, su come allenavo l’attacco, la difesa, la preparazione atletica. Era curioso, prendeva appunti, immagazzinava tutto. 

https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/18-12-2022/mihajlovic-ricordo-zeman-4501584889002_amp.shtml

Ma non mi stava interrogando un giovane ex calciatore con velleità da tecnico, no, Sinisa era già un mio collega e allenava la Nazionale della Serbia. Capii subito che dietro quel sorriso allegro, la battuta pronta nel duetto con Totti che venne a salutarlo, si nascondeva un uomo ambizioso ma umile, appassionato del suo lavoro e con la voglia di lavorare e crescere. Mi piacque subito. Proseguimmo la chiacchierata a tavola.

Uno dei tanti pranzi e cene che da quel giorno il nostro terzetto di amici, ma sarebbe meglio dire il nostro tridente si è goduto insieme, tra battute, racconti, aneddoti e sorrisi. Del Sinisa calciatore è inutile parlare. Fu grandissimo: un piede sinistro spettacolare, grande intelligenza calcistica, grinta, mentalità vincente e personalità enormi e una capacità di tirare le punizioni che lo rendeva unico.

Continua sulla Gazzetta Dello Sport

REDAZIONE

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L’ultimo bacio del serbo a Zeman. Addio a Mihajlovic (VIDEO)

L’ultima apparizione di Sinisa Mihajlovic è stata alla presentazione dell’autobiografia di Zeman “La Bellezza Non Ha Prezzo” a cura di Andrea Di Caro. L’allenatore serbo si era presentato a sorpresa alle spalle del boemo che non ha saputo nascondere la sua emozione.

Roma 1 dicembre 2022, Zdenek Zeman si accinge a parlare della sua biografia, incalzato da Andrea Di Caro, quando alle sue spalle a sorpresa appare un magrissimo Sinisa Mihajlovic. Non è voluto mancare, nonostante le sue condizioni di salute, alla prima uscita del suo amico e stimato allenatore boemo in promozione del suo ultimo libro. Queste le parole più significative di Sinisa Mihajlovic alla libreria Libraccio di Roma:

“Non ha vinto trofei sul campo ma in realtà ha vinto molto più di quelli che hanno vinto. Ha valorizzato tanti giocatori, facendo divertire i tifosi e portando qualcosa di nuovo in Italia. Prima del suo arrivo in Serie A si giocava per non perdere, dopo le cose sono cambiate. Ha lasciato un segno”

La foto dell’ultimo bacio di Mihajlovic a Zeman di Salvio Imparato (gruppozeman e zemaniano.com)

Eri venuto da solo, con le sue gambe a fare una sorpresa al Boemo e ad omaggiarlo con la tua presenza. Molto provato dalla malattia, ma sembrava una fase obbligata delle cure, che tutto sarebbe tornato a posto presto ed ero felice di essere riuscito ad immortalare questa bellissima immagine ed ascoltare le tue parole… Addio Sinisa così come mi hai emozionato così mi addolora questa bruttissima notizia. Riposa in pace

SALVIO IMPARATO

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