Genova, Criscito: “Aiuterò le famiglie”

Criscito-Genoa-Genova

Criscito dopo qualche ora dal crollo: “Ero passato li dieci munuti prima, aiuterò le famiglie di Genova”

È visibilmente scosso il capitano del Genoa e genovese d’adozione, Mimmo Criscito, dall’assurda tragedia che ha colpito ieri Genova. Ne parla ai microfoni di Sky Sport raccontando di aver percorso quel tratto sul ponte, per pura fatalità, qualche minuto prima.

“È stata una questione di minuti. Siamo in lutto, ma faremo qualcosa. Sono fortunato, ma altre persone no. Io come capitano del Genoa sono vicino ai familiari delle vittime, ora ci stiamo allenando ma saranno due giorni di lutto. Siamo professionisti, dobbiamo farlo, ma dentro di noi c’è dolore. Abbiamo già parlato con gli altri e faremo qualcosa. Genova è una città bellissima, dobbiamo ripartire, essere forti e restare uniti. 30 persone non ci sono più e bisogna cercare di fare il possibile per far rivivere questa città nel migliore dei modi possibili. Io, da capitano, voglio essere d’aiuto”

SALVIO IMPARATO

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Zeman, Nesta: “Mi piace la sua fase offensiva”

Nesta-Zeman-Perugia

Alessandro Nesta ex Lazio e Milan, attualmente allenatore del Perugia ha rilasciato un’intervista ad umbria24.it. Il campione del mondo parla anche del suo maestro Zeman

“Questo mestiere è uno studio continuo e io non voglio essere la brutta copia di nessuno. Quando certe caratteristiche umane non ti appartengono è un errore imitare anche i migliori maestri. Sarò me stesso. Per quanto riguarda la tattica è un altro discorso, mi piace la fase offensiva di Zeman”

Ci parli della sua esperienza al Perugia

“Perugia è l’opportunità della vita. Ho detto no ad altre due squadre per venire qui. Devo ricominciare da zero, quello che ho fatto da giocatore ora non conta. Devo conquistarmi la stima dei tifosi e dell’ambiente con un altro ruolo”.

Quando si parla di bandiere vengono in mente Francesco Totti e Paolo Maldini. Lei non è considerato una bandiera perché nell’estate del 2002 ha abbandonato la sua città.

«Non credo nelle bandiere. Piuttosto si dovrebbe vedere quale trattamento viene riservato ai giocatori dalle società, se vengono garantiti stipendi alti e, allo stesso tempo, palcoscenici importanti. E’ facile fare la bandiera al Real Madrid, in squadre minori è più difficile. Poi ci sono quelli che hanno avuto offerte convincenti e sono rimasti per attaccamento come Francesco e Paolo. Che, comunque, stava al Milan».

La maglia numero 13 aveva un significato?

«Nessun significato. Un caso. Ero ragazzino, nessuno la voleva e l’ho presa io che ero l’ultimo».

Il neo acquisto del Milan, Caldara, l’avrebbe voluta ma era già impegnata da Romagnoli che l’ha scelta proprio perché era la sua…

«Facciamo moda».

I valori che si esprimono in campo quando si è calciatori hanno lo stesso spessore una volta che si passa a guidare una squadra? Gattuso, famoso più per agonismo che per disciplina tattica, è stato confermato in una grande squadra di Serie A.

«Quando smetti di giocare si azzera tutto. Rino ha dimostrato di meritarsi quel posto dopo aver fatto la gavetta al Palermo e al Pisa. L’opportunità arriva ma bisogna farsi trovare pronti sennò ti mandano via. Se un calciatore rimane dell’idea che essere stato un buon giocatore sia sufficiente per allenare ha perso in partenza. Non bastano le partite disputate in Serie A perché allenare è proprio un altro lavoro. Il tecnico moderno deve studiare, deve osservare, si deve aggiornare».

Carletto Ancelotti al Napoli come lo vede?

«Bene. Sono curioso di vederlo all’opera».

Seconda e terza classificata in Serie A?

«Inter e Milan. Il Napoli è a un bivio, continuare a rimanere lassù oppure…».

In campo, con o senza la fascia, ha dimostrato di saper gestire le emozioni con intelligenza. Cosa trasmetterà ai ragazzi delle sue sconfitte più brucianti?

«Certe partite non riesco ancora a spiegarmele. Penso al 3-0 a fine primo tempo contro il Liverpool in finale di Champions a Istanbul persa ai rigori dopo la rimonta dei Reds. Semplicemente non so come siano potute accadere, non saprei cosa prendere perché non so spiegarle neppure a me stesso. Mi sforzerò di insegnare ai miei ragazzi che nel calcio non bisogna mai mollare finché l’arbitro non fischia».

CR7 quanto migliorerà il calcio italiano?

«Già lo ha migliorato. Prima ancora di indossare gli scarpini».

In Nazionale è arrivato Roberto Mancini, forse lo raggiungerà Pirlo. E’ tutto da rifondare.

«Adesso ci vogliono i giocatori, gli allenatori non hanno la bacchetta magica. Qualche buon calciatore sta venendo fuori, la coppia centrale del Milan speriamo cresca in fretta ma deve giocare in Champions per confrontarsi a un livello più alto e fare il salto di qualità».

SALVIO IMPARATO

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Zdenek Zeman al Barbera di Palermo (VIDEO E FOTO)

Zdenek Zeman al Barbera

Ancora senza panchina Zdenek Zeman ha assistito alla sfida di Coppa Italia, Palermo-Vicenza. In tribuna presente anche il Ds Foschi.

Zdenek Zeman, come di solito, è in vacanza a Mondello e non si è voluto perdere l’occasione di respirare l’aria del Barbera. Il Boemo, sempre disponibile, non si è negato ai tifosi e con loro ha scattato selfie e firmato autografi. Sugli spalti ha anche scambiato qualche parola con Rino Foschi, ma non sembra esserci nessuno scoop all’orizzonte.

C’è ancora da aspettare per rivedere Zdenek Zeman in panchina. Ha più volte dichiarato di non voler scendere di categoria. L’allenatore classe ’47 è reduce all’esperienza non positiva di Pescara. Per contrasti con Sebastiani, sul mercato e su questioni personali, non è riuscito a ripetere la favola del 2012. Dopo quella stagione ha allenato LuganoCagliari e Roma.

A Lugano ottenne una complicata salvezza e una finale di Coppa di Svizzera, un miracolo in quanto i bianconeri erano neopromossi. Con il Cagliari si ricorda la bella vittoria ad Empoli contro Sarri e a San Siro contro l’Inter di Mazzarri. Esperienza finita prima con un esonero e poi con le dimissioni, dopo aver accettato di ritornare in panchina al posto di Zola. A Roma bella vittoria a San Siro contro l’Inter e due spettacolari vittorie contro il Milan di Allegri e la Fiorentina di Montella.

Purtroppo nonostante il raggiungimento della finale di Coppa Italia, non è riuscito ad evitare l’esonero, complice il cattivo rapporto con una parte dello spogliatoio a cui imputò mancanza di disciplina. La rottura con Pallotta fu insanabile, Franco Baldini e Walter Sabatini non poterono fare altro che sollevare il Boemo dall’incarico. Ma è ancora presto per la pensione, il maestro ha ancora voglia di respirare il prato verde di un campo di calcio, di allenare e forgiare futuri campioni.

 

SALVIO IMPARATO

VIDEO Palermo-Vicenza, ospite d’eccezione al Barbera: c’è anche Zeman sugli spalti…

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Sarri: “Emozionante esordire a Wembley”

Sarri-Chelsea-City

Le parole di Maurizo Sarri dopo la finale di Community Shield in cui il suo Chelsea ha perso 2-0 contro il Manchester City dell’amico Guardiola

“Nel primo tempo non c’è stata tanta differenza con il City – afferma Sarri- ma nella ripresa il divario è emerso soprattutto dal punto di vista fisico. I giorni che hanno preceduto la stagione del Chelsea sono stati un po’ pazzi, c’è molto da lavorare. E’ stato molto bello ed emozionante entrare a Wembley, ma immaginavo una prima volta con una vittoria. A parte il risultato è stato esattamente come l’ho immaginato. Eravamo senza sei giocatori e che ancora la squadra non è al top. Courtois? Non mi interessa cosa dice l’agente, voglio sentire se il giocatore mi dirà la stessa cosa, voglio che i giocatori abbiano un livello motivazionale molto elevato”

SALVIO IMPARATO

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Guardiola: “Impareremo tutti da Sarri”

Guardiola-Sarri

Pep Guardiola ha parlato in conferenza stampa a margine della finale di Community Shield, che il suo Manchester City si giocherà contro il Chelsea di Maurizio Sarri a cui ha fatto i soliti elogi

“Sono felice – afferma Guardiola – che un allenatore del livello di Sarri sia in Premier League. Imparerò molto vedendolo ogni weekend. Impareremo tutti dalle sue idee qui in Inghilterra. Ho visto tre partite del Chelsea nel pre-campionato e si vede già la sua impronta, la squadra gioca come vuole lui. Il modo in cui gioca è perfetto per il calcio inglese”.

SALVIO IMPARATO

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Cavese in serie C, ammessa anche la Juve B

Cavese-Modica-Pavone

Gran bella notizia oggi per Peppino Pavone e tutta la società Cavese, la Federcalcio attraverso una nota ufficiale a firma del commissario straordinario Roberto Fabbricino ammette al campionato serie C 2018/19 Cavese e Imolese, bocciate le richieste di Como e Prato.

Quindi il club campano torna in C dopo 8 anni e troverà la prima squadra B della storia del calcio italiano. Infatti la Juventus, è stata ammessa oggi dalla Figic.  La soddisfazione della Cavese attraverso la propria pagina social.

“Era tutto scritto o forse era il destino. Quest’ultimo ha voluto che questa serie C, l’ultima 2610 giorni fa, arrivasse proprio nel momento più importante di questi ultimi anni biancoblù. Imprenditori di Cava, un patron ambizioso e tifoso, tutte le altre componenti incastrate alla perfezione in questo meccanismo con l’avvicinarsi dei 100 anni di vita dell’aquilotto. Ora siamo ritornati dove Catello Mari ci aveva lasciati. Era tutto scritto o lo è stato fatto di proposito, questo non si sa, ma quanto sia bello solo noi lo sappiamo”

SALVIO IMPARATO

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Ancelotti dopo Napoli-Chievo: “Sono soddisfatto, non mi piace fare valutazioni individuali”

Carlo Ancelotti sembra contento della prestazione del suo Napoli, che supera a Trento il Chievo 2-0, ne parla con Massimo Ugolini ai microfoni di Sky

“Soddisfatto, soprattutto per la fase difensiva, ma dovevamo fare meglio nella fase offensiva, anche se in questo periodo ci sta. Milik? E’ qui da quattro giorni, ha fatto 45 minuti utili: è bravissimo, sono contentissimo di lui. Terzino? C’è abbondanza, Tonelli ha fatto bene e Luperto altrettanto: si adattano con grande impegno, valutiamo altri profili, ma non c’è emergenza. Diawara? Mi sono arrabbiato una volta con lui, ma deve essere contento perché mi sono arrabbiato soltanto una volta (ride, ndr). Inglese? Bene, ma sono contento in generale: a me non piace fare valutazioni individuali, meglio farle collettive”.

SALVIO IMPARATO

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Ranocchia sul treno Milano-Napoli scende a Bologna

Ranocchia-Zola

Avvistato Ranocchia su un treno Milano-Bologna

Non siamo soliti lanciare notizie di mercato, spesso bufale o strategie per valorizzare cartellini o per velocizzare qualche trattativa. In questo caso dopo le notizie che davano il Bologna interessato al difensore Interista, ma con il club non intenzionato a cederlo, possiamo confermare di aver avvistato il difensore Ranocchia sul frecciarossa 9537 Milano-Napoli per poi scendere a Bologna. Forse la squadra allenata da Pippo Inzaghi ha trovato l’accordo con i cinesi e l’amichevole a Nizza contro il Chelsea potrebbe essere stata l’ultima sfida di Ranocchia all’Inter agli ordini di Spalletti.

SALVIO IMPARATO

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Crescenzi: “Da Zeman non si finisce mai di imparare”

Zeman-Crescenzi

Crescenzi, terzino romano, si presenta in conferenza stampa come nuovo giocatore del Verona. Nel corso della conferenza ha parlato del Pescara e delle esperienze con Spalletti, Sarri, Oddo e Zeman. Quattro allenatori che hanno segnato in qualche modo la sua carriera. 

«Spalletti mi ha regalato l’emozione più grande: l’esordio in A con la maglia della Roma. Sarri l’ho avuto per pochi mesi a Grosseto. Grande preparazione, grande attenzione della fase difensiva, grande conoscenza dell’avversario. Con Oddo, a Pescara, è arrivata la promozione in serie A. Buon rapporto e momenti di crescita. Zeman? Dicevano tutti che con lui avrei fatto grandi cose. Lo considero un maestro».

Crescenzi, Verona è la sua nuova frontiera?

«Verona ha la mia voglia di emergere. La trattativa è stata breve, sapevo che stavo facendo la cosa giusta».

Pure per Grosso sarà così

«Conosco poco il mister ma ha dimostrato da subito di avere la cattiveria giusta. Ci darà una mano. Perché il viaggio che ci aspetta sarà molto lungo. Non mancheranno gli ostacoli. Lo sappiamo. Ci prepariamo a saltarli».

E come è andata?

«Io mi adeguo. Difendo e attacco. Spingo e arretro. Zeman ha una visione affascinante della fase offensiva. Da lui non si finisce mai di imparare».

Stramaccioni, nelle giovanili della Roma, è stato il primo a mettere gli occhi su di lei

«Mi ha fatto diventare terzino. Ho lavorato molto sulle due fasi. Si inizia a crescere da piccoli».

Il Verona di Grosso nasce da quali premesse?

«La compattezza, la difesa del nostro territorio, l’intensità difensiva».

La parola magica qual è?

«Gruppo. Il salto di qualità sarà diventare gruppo, per essere squadra, per esprimere al meglio i nostri valori».

Di sicuro, l’Hellas sarà costretto a recitare da protagonista. Con chi?

«Di solito si dice che chi retrocede ha qualcosa in più. E allora pensi a Verona, Benevento e Crotone. Ma spesso va diversamente. Il passato ci insegna. La Spal ha sorpreso. Pure il Carpi. E lo stesso Crotone, in B, è stato protagonista di una cavalcata esaltante».

Questo per dire che?

«…che i conti si fanno alla fine. Che il lavoro premia e vale più del blasone, delle parole, dei pronostici e delle previsioni di inizio stagione».

Verona per lei?

«Una grande piazza».

Lo dicono in molti

«Lo penso per davvero. E poi per me Verona è anche un passo avanti. Una possibilità di crescere. L’ho già detto e lo ripeto».

Come si vince la B?

«Con cattiveria. E per cattivi, intendo, dotati di una rabbia che non ti fa mollare mai. Da lì inizia la nostra storia».

SALVIO IMPARATO

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