Oggi doppia seduta per il Pescara

Ieri ripresa degli allenamenti per i ragazzi di Zeman in vista dell’importante sfida con il Carpi, in programma sabato 30 settembre con inizio ore 15,00 allo Stadio “Sandro Cabassi” di Carpi.

Seduta video e allenamento atletico nel pomeriggio presso il centro tecnico sportivo “Poggio degli Ulivi” di Città Sant’Angelo. Lavoro differenziato per Leonardo Mancuso, Ransford Selasi, Emmanuel Latte Lath, Hugo Campagnaro; Escono anzitempo Francesco Zampano e Mamadou Coulibaly; Fermi Marco Perrotta, Andrea Palazzi e Mattia Proietti.

Oggi prevista doppia seduta di allenamento.

PERROTTA

Dopo la lesione muscolare subita durante la partita contro l’Entella, Perrotta dovrà stare ancora fermo almeno quindici giorni. Il suo ritorno in campo dovrebbe avvenire per la trasferta al Tardini contro il Parma.

MANCUSO

Leonardo Mancuso, alle prese con una lesione muscolare tra il primo e il secondo grado al retto femorale che lo blocca da un mese, potrebbe a breve riaggregarsi al gruppo. Nella giornata di oggi si sottoporrà a degli esami strumentali che potrebbero dargli il via libera per allenarsi con i compagni.

Sabato capiremo di più, se l’involuzione offensiva vista a Cremona è stata conseguenza della doppia sfida in settimana, o di un passo indietro nella mentalità.

Salvio Imparato

Agnelli inibito per un anno dal tribunale

Diminuita la pena richiesta dalla procura, per il presidente della Juventus Andrea Agnelli

 

LA SENTENZA 

“Il Tribunale Federale Nazionale-Sezione Disciplinare, rigettate le eccezioni preliminari, ha accolto parzialmente il deferimento proposto dal Procuratore Federale e, per l’effetto, in parziale ridefinizione delle richieste formulate ha disposto le seguenti sanzioni: Andrea Agnelli: anni 1 di inibizione e 20 mila euro di ammenda; Francesco Calvo: anni 1 di inibizione e 20 mila euro di ammenda; Stefano Merulla: anni 1 di inibizione e 20 mila euro di ammenda; Alessandro Nicola D’Angelo: anni 1 e mesi 3 (tre) di inibizione e 20 mila euro di ammenda; Juventus 300 mila euro di ammenda”.

 

LE MOTIVAZIONI 

Le frequentazioni tra Andrea Agnelli e Rocco Dominello (ex ultrà figlio di uno ‘ndranghetista) avvenirono “in maniera decisamente sporadica ma soprattutto inconsapevole con riferimento alla conoscenza del presunto ruolo malavitoso dei soggetti citati – si legge nelle motivazioni della sentenza -. Agnelli era da ritenere completamente ignaro in merito alla peculiarità illecita di Rocco Dominello, presentatosi ai suoi occhi come deferente tifoso ma non già come soggetto incline alla pericolosità sociale. Agnelli, con il suo comportamento ha agevolato e, in qualche modo avallato o comunque non impedito, le perduranti e non episodiche condotte illecite poste in essere dal direttore commerciale Francesco Calvo – che, al contrario di quanto sostenuto, non fosse titolare di una delega tale da consentirgli piena autonomia organizzativa e decisionale – e, conseguentemente da Alessandro Nicola D’Angelo (dipendente addetto alla sicurezza del club, ndr ) e da Stefano Merulla (responsabile del ticket office del club bianconero, ndr), al dichiarato fine di mantenere rapporti ottimali con la tifoseria. In tale ottica – si legge ancora – si commenta anche l’emblematico episodio della introduzione nelle curve dello zainetto contenente gli effetti/strumenti «proibiti» della tifoseria, a ministero del Dirigente D’Angelo, la cui difesa appare oggettivamente labile sul punto. Il Tribunale ritiene che detta introduzione sugli spalti si verificò appieno anche se per motivazioni, per certi versi, sensibili (cercare di evitare lo sciopero della tifoseria); ma il gesto, sconsiderato e pericoloso, anche a livello di immagine, resta. Sul punto il Tribunale esprime tuttavia la convinzione che il Presidente Andrea Agnelli nulla sapesse, tant’è che la successiva telefonata intercorsa tra i due espone chiaramente come il gesto illecito fosse stato perpetrato dal Dirigente in quella occasione e di sua iniziativa, nulla sapendo preventivamente il Presidente al riguardo; altrimenti non avrebbe avuto senso redarguire il Dirigente preposto allo scopo di stigmatizzare il comportamento assunto. D’altronde la telefonata, avvenuta successivamente al verificarsi dell’evento, non può essere intesa quale implicita autorizzazione preventiva”.
 LA JUVE: RICORREREMO 
La Juventus annuncia il ricorso attraverso questo comunicato ufficiale: ” Juventus Football Club, preso atto dell’odierna decisione del Tribunale Federale Nazionale, preannuncia ricorso presso la Corte Federale di Appello nella piena convinzione delle proprie buone ragioni, che non hanno ancora trovato adeguato riconoscimento. La società esprime la propria soddisfazione perché la sentenza odierna, pur comminando pesanti inibizioni nei confronti del Presidente e delle altre persone coinvolte, ha «dopo ampia valutazione del materiale probatorio acquisito» (cit. pag. 11 della sentenza) escluso ogni ipotesi di legame con esponenti della criminalità organizzata. Juventus Football Club ha fiducia nella giustizia sportiva e ribadisce di aver sempre agito in un percorso condiviso con le Forze dell’Ordine con l’obiettivo di contribuire alla piena salvaguardia della sicurezza e dell’ordine pubblico”.
LE RICHIESTE 
Nel processo a porte chiuse nato dall’inchiesta penale “Alto Piemonte”, il capo della procura Figc, Giuseppe Pecoraro, aveva richiesto al tribunale federale nazionale l’inibizione de presidente della Juve per due anni e sei mesi più una ammenda di 50mila euro. La Procura aveva inoltre chiesto per la Juventus due gare a porte chiuse, un’ulteriore gara con la curva sud chiusa e 300mila euro di ammenda per responsabilità diretta del club bianconero nell’ambito del processo relativo alla vendita dei biglietti agli ultrà.
PECORARO: FAREMO RICORSO 
“Sono parzialmente soddisfatto perché siamo riusciti a provare la colpevolezza di tutti, ma i fatti sono talmente gravi che secondo me andavano sanzionati di più: per questo presenteremo ricorso”. Il capo della Procura Figc, Giuseppe Pecoraro, commenta la sentenza del tribunale sulla vicenda Agnelli-ultrà e annuncia ulteriore battaglia legale: “Credo sia utile la valutazione di un’altra corte, tenendo presente che le risorse derivanti dal bagarinaggio sono andate alla criminalità organizzata,e questo è gravissimo”.
IL LEGALE DI AGNELLI: DELUSI 
“Confidavamo nel proscioglimento del presidente, ovviamente la sentenza ci delude, anche se ha ridimensionato le accuse della Procura – commenta Franco Coppi, legale di Agnelli – . Ora non possiamo nascondere la delusione. Appello? Certamente lo presenteremo, ora parlerò della sentenza con il mio collega Chiappero e con il presidente Agnelli”.

Zeman, 4 pareggi di fila dopo 24 anni

Zeman. Il pareggio è un risultato tutt’altro che frequente nella carriera del boemo. Addirittura 4 consecutivi, come oggi, solo 24 anni fa nel Foggia dei miracoli.

Alla guida dei satanelli Zeman inanello’ in serie A, stagione 1993 – 94, quattro pareggi di fila tra l’ottava e l’undicesima giornata : Foggia – Milan 1 – 1, Atalanta – Foggia 1 – 1, Foggia – Cremonese 1 – 1, Roma – Foggia 0 – 0. In totale 13. Al termine di quel campionato il Foggia conquistò un brillantissimo nono posto ( 12 reti l’olandese Roy), soprattutto la terza salvezza consecutiva in serie A col boemo in panchina. Quinto miglior attacco del torneo, 46 gol, 10 in più del Milan scudettato di Fabio Capello. L’anno successivo alla guida della Lazio, Zeman si classificò al secondo posto alle spalle della Juventus di Lippi campione d’Italia.

fonte Rete8 Massimo Profeta

 

Il Pescara aspetta Mancuso: pesa l’assenza del re dei bomber della serie C, tornerà in campo contro il Cittadella

PESCARA Nei disegni estivi di Zeman doveva essere un titolare inamovibile, invece Leonardo Mancuso finora ha potuto assaporare solamente tredici minuti di campionato, alla prima giornata, contro il Foggia, trovando anche il gol un minuto dopo aver debuttato all’Adriatico. Ma l’esterno d’attacco pescato a parametro zero qualche mese fa dalla Samb, ex re dei cannonieri della passata stagione di serie C, di fatto non è mai stato a disposizione del boemo. Colpa di una lesione muscolare tra il primo e il secondo grado al retto femorale, che lo ha messo ko.

L’esterno destro cresciuto nel Milan deve aver risentito dei carichi di lavoro del precampionato e sta finendo di pagare il suo scotto con la nuova categoria: domani Mancuso effettuerà un controllo strumentale per verificare le condizioni dell’infortunio, da martedì potrebbe gradualmente tornare nel gruppo. Non ci sarà a Carpi, questo è certo, ma lo staff sanitario del Pescara lavorerà per riconsegnarlo a Zeman tirato a lucido per la sfida di domenica 8 ottobre all’Adriatico contro il Cittadella, alle 12.30. Per uno strano scherzo del destino, la sua stagione pescarese dovrebbe cominciare proprio nella sua giornata da ex, contro l’unica società che, prima del Delfino, gli aveva offerto una chance in serie B, nel 2014, poco fortunata e terminata solo pochi mesi dopo, nel gennaio 2015.

Al boemo Mancuso manca non solo per il potenziale in zona gol (26 reti e 9 assist l’anno scorso), certificato dalle se prestazioni della scorsa stagione in C, ma anche per la capacità di contribuire alla fase difensiva e dare equilibrio alla squadra. L’ex bomber della Samb è infatti un lottatore e un giocatore dal grande spirito di sacrificio, che ha già meccanismi rodati nel 4-3-3 sia in fase offensiva che nei ripiegamenti senza palla. Ecco perché il vero Pescara, probabilmente verrà fuori quando ci sarà anche lui a completare il tridente. Può giocare sia a destra che a sinistra, anche se è qui che l’anno scorso ha fatto vedere il meglio di sé. Ancora una settimana d’attesa, poi forse inizierà davvero l’era-Mancuso.

fonte Il Messaggero



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Zeman: Siamo rimasti nel pullman

Uno Zeman non molto soddisfatto si presenta ai microfoni di Sky. Di seguito le parole del Boemo

Purtroppo la prima mezz’ora siamo rimasti nel pullman, nel secondo tempo abbiamo fatto meglio dal centrocampo in su. Penso che la differenza di età specialmente oggi si è vista, noi siamo giovani e proviamo a giocare e certe volte molliamo un pò, come nelle scorse partite. Oggi abbiamo prodotto poco anche se penso che squadre come la Cremonese non ci sono in Serie B, una squadra esperta e si è visto. Lo 0-0 è un risultato che di solito non mi piace? Non è vero, a me non piacciono le partite dove si produce poco, e stasera non sono molto contento, se si fosse pareggiato giocando come voglio io, sarebbe stato diverso.

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Zeman: “Più facile correggere due errori che tutta la partita”

PESCARA – Dopo tre rimonte subite, e altrettanti pareggi, Zeman ha parlato e fatto capire, che lavorare su due disattenzioni è sicuramente più agevole rispetto ad una partita sbagliata. Il Boemo sempre illuminante, di seguito le sue parole.



La gara con la Cremonese

“La Cremonese è una buona squadra con giocatori esperti, provenienti dalla serie C. Giocano un calcio semplice ed equilibrato. Martedì abbiamo fatto una gara sufficiente, ma la squadra ha fatto due valutazioni sbagliate sui gol dell’Entella, più facile quindi correggere due errori che un’intera partita sbagliata. Non abbiamo subito nulla nemmeno dopo i gol subiti, il nostro portiere non ha fatto nessuna parata. I singoli devono acquisire la concentrazione giusta per giocare ogni palla con lo stesso impegno. Non ho bisogno di fare cambi, tranne chi è fuori per motivi fisici.”

Su Brugman

“Brugman per voi è stato il migliore da regista, ma lo è stato anche da mezzala. Giocherà, vedremo dove. Lui ha giocato 115 palloni, ma 100 erano inutili, almeno in quella posizione. Gli chiedo più verticalizzazione e di cercare gli attaccanti. Bisogna rischiare il passaggio, se giochi con i difensori o i terzini serve a poco. Se gioca diversamente può fare il regista. Se noi siamo attivi in avanti, mi sta anche bene subire un contropiede, se siamo passivi invece no. Quando gli avversari hanno palla e ci saltano non dobbiamo mai fermarci ma continuare la fase difensiva”.

Su Zampano e gli attaccanti

“Zampano ha un problemino al piede, Crescenzi sembrava più pronto. Zampano è il giocatore più preparato per il mio calcio, ma anche il più imprevedibile. Ogni tanto perde la ragione, ma ha qualità importanti. Pettinari invece può avere un calo, non si possono fare triplette ogni partita. Poi però dipende anche da come giocano i compagni e da come lo cercano. Del Sole a volte vuole strafare, non cerca le cose semplici, ma ha grandi qualità tecniche e deve imparare a giocare con la squadra”.

Salvio Imparato



Zeman: Ho perso il sonno, i ragazzi mi hanno fatto innervosire.

L’allenatore del Pescara, approfitta del giorno di riposo per rilassarsi con il suo hobby preferito, il golf. Ospite del Golf Club di Miglianico (Chieti) ha parlato anche della serie A.

«Lo scudetto? Mi piacerebbe lo vincesse il Napoli. Oggi è l’unica squadra che nella serie A gioca un calcio che mi piace». Lo ha detto il tecnico del Pescara Zdenek Zeman, al Golf Club di Miglianico (Chieti) dove si è recato per partecipare al Pro/Am dell’Abruzzo Open Alps Tour di Golf, manifestazione di carattere internazionale che inizia domani, e che viene ospitata per il quarto anno consecutivo nel circolo miglianichese. Zeman, che ha giocato in una squadra a 4, di cui facevano parte il suo vice al Pescara Vincenzo Cangelosi e l’ex calciatore Simone Pepe, ha poi parlato anche del gap che si è creato tra il calcio italiano ed europeo: «Oggi c’è ancora una differenza fra il nostro calcio e quello di altri Paesi Europei, come dimostrano anche i risultati delle Coppe e della Nazionale». Per quanto riguarda il rocambolesco pareggio conseguito con l’Entella, il terzo della serie subito dal Pescara pur essendo in doppio vantaggio, Zeman ha detto sorridendo: «Stanotte ho dormito poco perché i miei ragazzi mi hanno fatto innervosire. Il problema è la giovane età della squadra che ha bisogno ancora di tempo. Subire queste rimonte non è bello, ma la squadra rispetto alle partite precedenti ha subito meno».

Fonte IlCentro