Zeman: “Il Cittadella dice di aver cercato di giocare, ma per me ha cercato di non giocare” (VIDEO)

Le parole di Zeman post Pescara-Cittadella, il Boemo commenta la sconfitta e le parole di mister Venturato, che precedentemente aveva dichiarato di aver visto la sua squadra giocare a calcio. Nel resto della conferenza si sofferma sull’atteggiamento della squadra, che lo preoccupa in quanto lavorando da tre mesi su situazioni tattiche in allenamento, in partita latitano, dimostrando apparentemente di non aver ancora assimilato i concetti che il Boemo chiede.

Zeman: “L’orario mi fa schifo come a Sarri? Non voglio scuse, se giochiamo palla sui piedi e non sugli spazi non si andrà lontano”

In apertura di conferenza stampa, post Pescara-Cittadella, ho chiesto a Zeman: “Mister è un caso che la peggiore prestazione stagionale capiti alle 12:30, orario indigesto per esempio a Sarri, è d’accordo con la dura repulsione del tecnico toscano o pensa non influisca sul risultato?” Zeman visibilmente deluso risponde: “Io non cerco scuse, se non giochiamo sui movimenti senza palla e continuiamo a chiedere palla sui piedi da fermo, difficilmente andremo lontano. Mi preoccupa che dopo tre mesi di lavoro, non ci è ancora chiaro cosa dobbiamo fare.”

Salvio Imparato

Zeman e Di Francesco, l’abbraccio

Eusebio Di Francesco ha visitato, ieri a Pescara, un club romanista a suo nome, nato il giorno della firma del tecnico con la Roma. Alla cena di inaugurazione, tenutasi all’hotel Dragonara, c’è stato anche l’incontro e l’abbraccio con Zdenek Zeman, suo primo allenatore alla Roma. Ecco il video

Venturato: “Zeman è un grande, questo nessuno lo può discutere”

Questo il passaggio di Venturato sul Boemo, durante la conferenza di presentazione della gara, in cui il suo Cittadella sfiderà il Pescara all’Adriatico.

“Zeman ha sfiorato lo scudetto in due occasioni, ha saputo guidare squadre importanti a Roma e ha fatto benissimo anche a Pescara e a Foggia. E’ un allenatore che ha fatto una grande carriera, si tratta di un dato oggettivo su cui nessuno può discutere, poi nella carriera di ogni tecnico ci sono momenti migliori e peggiori. E’ la prima volta che lo affronto e per me sarà un grande piacere averlo come avversario. In questo momento dobbiamo avere umiltà e la consapevolezza di dover ricercare la capacità di fare qualcosa in più sotto tutti i punti di vista. Ci sono tante situazioni in cui dobbiamo migliorare. Zeman negli anni in cui ha fatto bene, trasferendo le sue idee alle squadre, quando ci è riuscito le sue squadre hanno subito meno gol, anche se lui ama particolarmente la fase offensiva”.

Domenica per Zeman saranno 300 panchine in B

Zdenek Zeman domenica, contro il Cittadella, festeggerà 300 panchine in B. La prima panchina, da cui ha diretto una squadra di B, risale a 30 anni fa, il 13 settembre 1987, era Parma-Cremonese che si disputò al Tardini e finì con una sconfitta per 0-2. Non fu un anno felice per il Boemo, chiamato dal Parma per sostituire Arrigo Sacchi approdato al Milan, fu esonerato il 27 ottobre. Non partì bene in campionato, eppure vantava in Coppa Italia 5 vittorie su 5, tra cui la prestigiosa eliminazione ai danni proprio del Milan di Sacchi, e una vittoria contro il Real Madrid (amichevole pre campionato). Tornò a Foggia, l’anno dopo, sempre in B e lo portò in A nel 1990. Con il Pescara ha già festeggiato le 1000 panchine, a Marassi contro la Sampdoria, e all’Adriatico vorrà sicuramente festeggiare con un epilogo diverso, magari una vittoria che aiuterebbe il Pescara nell’ennesima rincorsa a la A e che per Zeman significherebbe la terza promozione in carriera. Auguri e in bocca al lupo Sdengo.

Salvio Imparato

Sansovini: “Anche il nostro Pescara sapeva fare vittorie poco Zemaniane”

L’ex capitano, “Sindaco” del Pescara e match winner di Pescara-Cittadella 2011, in un’intervista a IlMessaggero ed. Abruzzo, parla del suo passato con Zeman e dell’attuale corso del Boemo. Domenica all’Adriatico ci sarà proprio il Cittadella, e sarà sempre 8 ottobre come sei anni fa.

ANCHE NOI FACEMMO VITTORIE “SPORCHE”

“Anche quella squadra, che sapeva dare spettacolo e segnava gol a grappoli, sapeva vincere con il minimo scarto e difendendosi. Punti come quelli contro il Cittadella furono preziosi per arrivare allo sprint finale. E anche quelli del Pescara di oggi, tra Cremona e Carpi, sono fondamentali: alla fine torneranno utilissimi alla squadra di Zeman. Due trasferte con quattro punti, un gol fatto e zero subiti, sono tanta roba. Noi ne facemmo diversi di risultati utili un po’ “sporchi”, come il pari di Vicenza e con il Padova in casa”

PESCARA POCO ZEMANIANO

“Vedo poco di Zeman nel Pescara di questo momento, ma la cosa non è per forza negativa. Si sta arrivando ad un punto d’incontro tra le idee del tecnico e le caratteristiche dei calciatori a disposizione. Si parla di difesa non altissima,ma ricordo che sei anni fa, dopo un periodo di crisi, anche noi passammo ad una difesa più prudente, con Bocchetti terzino e con la linea che scappava all’indietro per stare più coperta. Subimmo meno e vincemmo le partite decisive nella fase finale della stagione. Insomma, se la squadra trova equilibrio e i singoli si esprimono al massimo, credo che vada bene a tutti. Uno come Bovo, che può dare esperienza, qualità nell’impostare il gioco da dietro e fisicità, in serie B resta un privilegio”

SU PETTINARI

“Ma io in Stefano ho sempre creduto: per me da anni è l’attaccante più forte in circolazione in serie B nella partecipazione alla manovra, diciamo fuori dall’area – chiude Sansovini – . Gli mancava trovare la via del gol con facilità e ci sta riuscendo. Merito della sua consapevolezza e anche della squadra che lo mette spesso in condizione di segnare. I suoi 7 gol finora non mi meravigliano. Giocando questo calcio riuscirà a fare grandi cose. E con lui gli altri attaccanti. In questo, il mister resta unico e le sue squadre sempre un incubo per le avversarie”

Insigne: “Senza Zeman non sarei qui”






In un’intervista rilasciata a Rai Sport, Insigne dedica uno dei tanti ringraziamenti a Zeman. L’ex Pescara parla poi del Napoli, della Nazionale, del Var e dell’interesse del Barcellona

Il Napoli e il gruppo

 Il segreto è restare uniti. Rimanere con i piedi per terra e mantenere questo ritmo. Siamo i soliti da tre anni e ci siamo promessi di vincere qualcosa quest’anno. I complimenti di Guardiola fanno piacere. Si è detto spesso che giocavamo bene e non vincevamo nulla, adesso i segnali sono positivi, dobbiamo continuare”

Sarri e Zeman

 “Vive di calcio, trasmette la passione che ha. Fa sentire tutti importanti e con lui ci divertiamo sempre anche negli allenamenti, anche se alcuni sono un po’ pesanti, ma nulla a che vedere con i gradoni di Zeman, un altro che ringrazio sempre, perchè senza di lui non sarei qui”

Nazionale, Immobile e Pescara

“Ogni volta che arriva una chiamata sono fiero di essere sempre convocato perché l’ho sempre sognato. Mando gli auguri a Belotti, è un bravissimo ragazzo e spero che torni presto perché per la Nazionale è un giocatore importante. Ho sempre dato la mia disponibilità a giocare con qualsiasi modulo, l’importante è dare tutto. La sconfitta con la Spagna ci ha fatto male, ma ci ha aiutato a crescere. Ora vogliamo pensare alla Macedonia e a batterla”. In Nazionale c’è Immobile, uno che Insigne conosce fin troppo bene: “Siamo stati un anno insieme al Pescara, abbiamo fatto un grande anno ed anche se non giochiamo insieme da parecchio lavoriamo nel miglior modo possibile, i nostri movimenti sono sempre gli stessi e ci capiamo a vicenda. Ci vediamo spesso e ci parliamo”.

 

Il var

 “Penso che sta risolvendo i problemi perché parecchi ‘gol non gol’ o rigori non venivano dati e perdevi una partita per un episodio. Se stiamo tranquilli e seguiamo tutti questo nuovo strumento andando avanti potrà aiutare. Ci sta che a qualcuno piaccia e a qualcuno no. Ora c’è e dobbiamo farcela piacere. Noi giocatori dobbiamo solo pensare a giocare, agli episodi pensano gli arbitri e dobbiamo accettare le loro scelte“.

Barcellona

“Sono fiero di essere rimasto a Napoli, poi certo sappiamo tutti che il Barcellona è la squadra più forte al mondo. Mi piacerebbe giocare con gente come Messi o Suarez, ma adesso penso solo all’azzurro. Sono orgoglioso anche del fatto che qualcuno mi valuti 100 milioni, dà valore ai miei sacrifici. Qualche club mi aveva scartato perchè ero bassino, peggio per loro”

Salvio Imparato



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Zemanlandia oggi 25 anni fa: Brescia-Foggia 4-1







Era il 4 ottobre del 1992 e sotto una pioggia torrenziale e un campo allagato, al limite dell’impraticabile, la seconda Zemanlandia foggiana, orfana di Signori, Baiano, Rambaudi e di molti interpreti della spettacolare salvezza 91-92, esce sconfitta dal Rigamonti con il risultato pesante di 4-1, contro il Brescia di Lucescu. Nel video allegato parlerà anche il Boemo, che visibilmente nervoso, se la prenderà con la palla lunga del Brescia, ma forse per lui era una partita da rimandare. Era l’anno in cui Zeman restò in silenzio stampa per quasi tutto il campionato. Buona visione.

Salvio Imparato



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