Spalletti ancora bestia nera di Sarri. Bergomi ha già assegnato lo scudetto all’Inter

Dopo 8 vittorie consecutive si interrompe la striscia positiva del Napoli. Grande applicazione difensiva dell’Inter, che ha anche avuto qualche occasione per passaggiare in vantaggio, ma gli uomini di Sarri hanno giocato il solito bel calcio, dominando l’avversario. Forse è mancata la precisione e la lucidità nell’ultimo passaggio o nella scelta decisiva, il resto lo ha fatto la difesa dell’Inter e le grandi parate di Handanovic. Forse Bergomi ha dimenticato le occasioni avute del Napoli, forse ignora anche come ci arrivava l’Inter , con una settimana a disposizione di preparazione e il Napoli a Manchester a sfidare il City. Troppi i dettagli trascurati dal cronista Sky, che dopo questo pareggio sembra aver già assegnato lo scudetto all’Inter. La sensazione è che dopo questa serie di sfide, uscire con 4 punti e senza sconfitte, il Napoli ne esce consapevole di restare la squadra favorita, insieme alla Juventus, alla vittoria finale.

Salvio Imparato

Zeman: “Stiamo lavorando per giocare un bel calcio, primo tempo troppo lunghi”

Così Zeman spiega, ai microfoni di Sky, il motivo di un Pescara poco Zemaniano di queste ultime uscite. È sicuro che le qualità alla lunga usciranno fuori, non solo del suo Pescara, ma anche delle squadre che stentano a decollare, come Empoli, Palermo e Frosinone. Parole al miele per Mancuso-«Anche se non è un fenomeno tecnicamente è generoso e si fa trovare pronto in area di rigore»-sottolinea il Boemo, che ha il desiderio di vedere i suoi giovani, più dotati tecnicamente, mostrare lo stesso atteggiamento dell’ex Samb.

Salvio Imparato

Pescara-Avellino 2-1

Zeman e il suo Pescara volano ad un punto dalla vetta, grazie al solito match winner biancazzurro Pettinari. Una vittoria sofferta, non tanto per la pericolosità dell’Avellino, ma per il solito atteggiamento remissivo del Pescara, la banda Zeman, pur segnando con giocate stile Boemo, stenta ad esprimere costantemente i concetti del maestro di Praga. Brutta la partita di Kanouté, rilevato da un super Valzania, che entrato subito in partita ha cambiato il match.

Pescara-Avellino 2-1 (primo tempo 1-1)

Marcatori: 22′ Bidaoui (A), 30′ Mancuso (P); 82′ Pettinari (P)

Pescara (4-3-3): Fiorillo, Zampano, Perrotta, Bovo, Mazzotta (93′ Crescenzi), Palazzi, Kanouté (63′ Valzania), Brugman, Mancuso, Pettinari, Benali (79′ Del Sole). All. Zeman.

Avellino (4-4-2): Radu, Ngawa, Suagher, Kresic, Rizzato (85′ Castaldo), Bidaoui, D’Angelo, Di Tacchio, Molina (69′ Laverone), Asencio (75′ Camara), Ardemagni. All. Novellino.

Arbitro: Chiffi di Padova

Ammoniti: 45′ Kanoute (P); 84′ D’Angelo (A); 87′ Laverone (A); 88′ Ngawa (A)

 

Salvio Imparato

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Insigne in dubbio per sabato, Sarri ha varie alternative.

Dopo la trasferta di Manchester il Napoli torna in città con tante certezze, ma con il dubbio Insigne, in vista del big match contro l’Inter di Spalletti. Gli azzurri sono usciti dall’Ethiad con la consapevolezza di aver raddrizzato mentalmente una partita che aveva preso del tutto le sembianze di una debacle, ma complice un City arrogante e superficiale, che non ha saputo infierire su un Napoli in seria difficoltà, i ragazzi di Sarri hanno saputo riorganizzarsi e prendere le misure, tanto da rischiare un pareggio insperato. Terminare il secondo tempo con il maggior possesso palla e incassare lo stupore di Guardiola – «Non ho mai giocato contro una squadra come il Napoli» – è tanta ma tanta roba, anche in ottica campionato. Purtroppo nonostante la sconfitta, l’unica beffa sembra essere il probabile infortunio di Insigne, che potrebbe tenere fuori il fulcro della manovra partenopea sabato sera, contro i nerazzurri. Sarri nel caso avrebbe molte alterantive, ma sia chiaro in rosa un sostituto pronto a prendere il posto di Lorenzo non c’è, forse solo Mertens che conosce bene il ruolo, con Milik disponibile sicuramente il tecnico toscano avrebbe optato per questa soluzione, che pare inattuabile perché significherebbe magari spostare le sicurezze di troppi ruoli, Mertens Callejon Ounas (Rog), per esempio, sarebbe un inedito e farlo debuttare proprio con l’Inter sarebbe un rischio. La soluzione più istintiva sarebbe quella di ripetere Ounas, apparso in palla ieri, o lanciare Giaccherini, Zielinsky non può garantire il sacrificio di Insigne. Una soluzione, per gli amanti del 4-3-3 e del calcio totale, sarebbe quella di spostare Ghoulam ala sinistra supportato da Mario Rui per garantire profondità e sacrificio di fascia, dove da quella parte per l’Inter agisce Candreva, da lui partono i pericolosi cross per Icardi, soluzione difficile per Sarri, staremo a vedere.

Salvio Imparato

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Rastelli esonerato: “Orgoglioso del mio lavoro Sarò sempre tifoso del Cagliari”

Dopo una promozione dalla B alla A e una tranquilla salvezza, le strade di Massimo Rastelli e il Cagliari si dividono, fatali le brutte sconfitte contro Napoli e Genoa. Massimo Oddo sembra in vantaggio su Iachini, entrambi i tecnici sono stati incontrati ieri a Milano.

Salvio Imparato

Insigne e Immobile i top player della cantera Zemanlandia

Devono tanto al Boemo e all’esperienza Pescarese, tanto che anche essendo i match winner dei rispettivi Big Match, allo Juve Stadium e all’Olimpico, contro Juventus e Roma non fanno a meno di ringraziare il loro Maestro Zdenek Zeman e ricordare la bellissima e vincente stagione di Pescara. Il calcio italiano si interroghi invece di emarginare chi da anni regala spettacolo e campioni alla nazione. Ecco le parole dei due top player della cantera Zemanlandia

 

INSIGNE

 

Lui (Zeman) mi aveva voluto a tutti i costi già a Foggia e io avevo accettato al volo la sua chiamata, perché sapevo come lavorava con i giovani. Quell’anno ho fatto benissimo, segnando 18 gol. Poi sono rientrato a Napoli [dal prestito al Foggia] e Zeman non sapeva ancora dove avrebbe allenato nella stagione successiva. Io ero vicinissimo al Crotone, ma quando lui ha scelto Pescara mi ha chiamato perché mi voleva ancora ai suoi ordini accanto a Immobile e Verratti. E così abbiamo vinto il campionato. Ne abbiamo passate di tutti i colori a Pescara, è stato un anno fantastico – racconta Insigne -. Sono orgoglioso di aver giocato con loro perchè sono due grandi campioni e lo stanno dimostrando. Verratti nel suo ruolo è un fenomeno, ce ne sono pochi al mondo come lui”.

“Ritrovarsi tutti in nazionale significa che abbiamo continuato a fare bene dopo Pescara – continua Insigne-. Abbiamo dimostrato tutti di potercela giocare con campioni già affermati anche quando eravamo molto giovani e venivamo dalla Serie B. In nazionale siamo sempre insieme, seduti vicini negli spogliatoi, siamo grandi amici. Con Immobile parlo spesso napoletano, è la nostra lingua… Sono sempre contento di rivederli, perchè dopo Pescara ci siamo divisi, ci vediamo poco, ma la nazionale è il nostro punto di incontro. Ci raccontamo cosa facciamo con i nostri club e mi fa sempre piacere rivederli”

IMMOBILE

“Per me Pescara è stata una stagione incredibile – ha spiegato Immobile a UEFA.com -. Mi ha permesso realmente di entrare nel mondo dei professionisti. All’epoca sono riuscito a giocare quasi tutte le partite, segnando con continuità e tanto. Il merito è stato soprattutto di mister Zeman, che ci faceva giocare alla grande”

Salvio Imparato

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Poca bellezza all’Olimpico, ma il Napoli continua a riscrivere la sua storia

Con la vittoria di misura all’Olimpico, per 0-1 contro la Roma, il Napoli allunga sulla Juventus e per la prima volta nella sua storia fa otto vittorie di fila dall’inizio del campionato. Senza molto spettacolo e intensità, il Napoli di Sarri fa quello che è sufficiente per vincere, possesso palla che tiene la Roma fuori partita, che nel tentativo di recuperare il pallone si sfianca, ma la differenza tra le due squadre è nelle geometrie, infatti quando la Roma di Di Francesco ha il pallino in gioco non sembra avere gli automatismi necessari per impensierire, un Napoli solido e attento. Buone le prestazioni di Insigne, Koulibaly, Goulham e Reina e buonissima la tenuta atletica della squadra. Di sicuro Maurizio Sarri nel post match non si sbilancerà, ma questa squadra con lui davvero può puntare al grande risultato che manca dal 1990, il Maradona di questo corso azzurro è il gioco che il tecnico toscano è riuscito far interpretare a questa squadra.

Salvio Imparato