Lontani i tempi di Zeman, Napoli-Cagliari 3-0








Non è solo una provocazione, è vero non è lo stesso Napoli di allora, c’erano però Higuain e Mertens e Benitez in panchina, è anche vero che Rastelli, pur non essendo amato dalla piazza Cagliaritana, ha raggiunto ottimi risultati facendo meglio di Zeman in questi termini. Ma qualcosa non va, il ragionamento di giudicare il calcio in base ai punti, le vittorie e le salvezze, sta minando gravemente la mentalità del nostro calcio. Proprio tre anni fa Zeman dopo il 3-3 a Napoli disse a Sky: “Me ne frego di quanti gol prendo, l’importante è farne più dell’avversario” e ieri bene o male, dopo l’importante vittoria a Carpi, ha espresso lo stesso concetto, eh già i suoi concetti, ha provato ad esportarli su ogni panchina in cui si è seduto, ma non tutte le squadre hanno saputo o voluto importarli. Eppure a Cagliari, oltre al pareggio di Napoli c’è stata la bella vittoria 1-4 a San Siro, contro l’Inter di Mazzarri, e quella ad Empoli 0-4, contro Sarri. Resta solo il Pescara a dimostrare,ancora una volta, in che modo bisogna sfruttare la possibilità di avere Zeman in panchina, di considerarlo una garanzia, ma più in generale come si crea e si crede in un progetto, ancora oggi rivoluzionario specialmente se lo si attua a grandi livelli. Il Napoli con la scelta di Sarri ne è un esempio, contro il parere di tutti sta insegnando calcio e programmazione, ma nonostante questo aleggia sempre un certo scetticismo, vige la regola che se non si vince è tutto da buttare. Questo il suicidio culturale che perpetuiamo da anni, senza godere di quei dettagli che solo un calcio che passa per per la pazienza, nella crescita del collettivo e dei singoli in termini di mentalità e qualità offensive, e che integra la valorizzazione di calciatori giovani dando a loro spazio e fiducia. Questa è la strada che ha creato la storia di Insigne, Immobile, Verratti e che sta forse scrivendo quella di gente come Pettinari, Capone, Del Sole, Coulibaly e il recente Kanoutè. Non è possibile continuare a mettersi di spalle e rinnegare queste opportunità, continuando a dare ragione ai luoghi comuni degli addetti ai lavori, ai calciatori sempre più apatici, che insieme ai loro procuratori sono in cerca di contratti e rinnovi. Se a 70 anni si è ancora li a segnare il destino di piccoli talenti, come quando tutto iniziò, c’è un messaggio forte che qualcuno o qualcosa vuole mandare a quelli che non lo hanno ancora recepito, e ne sono tanti.

Salvio Imparato





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Zeman: “1-0 non è grande risultato, fa solo bene alla classifica” (VIDEO)

Dal Twitter ufficiale del Pescara calcio, il link della conferenza post partita di Zeman. Da sempre amante di un calcio propositivo, si gode il risultato con riserva, e ribadisce tanti dei suoi concetti, uno tra i tanti: “Se i miei attaccanti sono in area di rigore avversaria, i difensori devono salire”.

Zeman a Sky: “1-0 e 0-0 non mi piacciono, preferisco prendere gol ma farne più dell’avversario”

Così Zeman, dopo la vittoria di misura a Carpi, commenta il risultato ai microfomi di Sky. Classica dichiarazione di Zeman dopo questo tipo di risultati, mai di suo gradimento.

Sulla partita

“Il Carpi è una squadra fastidiosa, con questi lanci lunghi mi allungava la squadra, non ci ha permesso di fare le nostre giocate, ne ho contate quattro e sono troppo poche per quello che voglio vedere”.

Su Kanouté

“Ha piedi buoni, ma si complica la vita da solo, viene dalla primavera e prova giocate troppo difficili che qui non dovrebbe fare”.

Su Del Sole

“E’ bravo ma gioca ancora troppo da solo, vede più il pallone che i compagni, peccato perché quando lo vede fa la differenza”.

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Di Marzio: “Questo Pescara con un altro allenatore, non credo avrebbe fatto più punti”

Gianluca di Marzio durante lo studio del sabato di B, diretto da Diletta Leotta, si è soffermato, con Marchegiani, sulla giovane età del Pescara di Zeman: “Sono giocatori che conosciamo adesso, se lo seguono miglioreranno, ma solo se lo seguono perché non sono in grado da soli di decidere un campionato” ha detto l’ex portiere della Lazio, allenata dal Boemo. L’analisi è conclusa da poi da Di Marzio, con la frase che fa da titolo.

Salvio Imparato

Montella: “Ho visto una svolta e Bonucci non è un problema”

Si continua a parlare di problemi con Mirabelli, dell’ombra di Carlo Ancelotti, addirittura di quella di Lippi, ma non sembra preoccupato Montella, anzi sente aria di cambiamenti positivi e ne parla in conferenza stampa, a margine di Milan-Roma

Milan-Roma

“Saluto Eusebio, è un amico vero, gli auguro ogni fortuna, a parte domani. Ci siamo incontrati tante volte, c’è sempre stima. Vedo la squadra che mentalmente si sta liberando un po’, allontanando le ansie. Mi è piaciuta la reazione dopo il 2-2, è la reazione di una squadra ferita, con orgoglio e coraggio. Voglio vedere che i calciatori riescono a esprimere questo per tutta la partita, la gara di giovedì è stata una grande esperienza. Se Donnarumma avesse parato il rigore, non avessimo fatto quel gradino in più che abbiamo fatto. Ha perso solo una partita, ha un attacco super e lo sta dimostrando. Vorrei che questa partita ci dia la possibilità di farlo diventare, dopo tanti anni, uno scontro diretto. Non ritrovare Francesco (Totti, ndr) per la prima volta è strano. Ogni piazza ha i suoi umori e le sue aspettative. Affrontarla è un circolo di emozioni, è la mia casa, non può essere una partita normale. Ho tanto affetto e tanti legami con la città e le persone romane Dobbiamo crescere come reparto, è un grande test. Avrò calciatori concentrati per tutti i 95 minuti, bisognerà esserlo sin da prima della gara. Faremo una grande partita

Bonucci

“Non è un problema e mai lo sarà, è un valore e lo sarà ancora di più. E’ il primo che sa di dover migliorare, in rosa è l’unico calciatore che ha vinto. Pentiti? Assolutamente no, sono particolarmente contento. Mi sembra tutto esagerato, il suo ruolo e il suo livello fanno sì che sia così. Sul primo gol non è colpa sua, non doveva trovarsi lì, è la squadra che ha sbagliato. So come sfruttarlo al meglio rispetto al suo modo di giocare”.

Critiche, pressioni e Mirabelli

 “Mi sembra tutto ingigantito. Siamo il Milan, dobbiamo ottenere importanti risultati. Abbiamo fatto una rivoluzione in termini di uomini, per ricostruire una casa si parte dalle fondamenta, ovvero dai calciatori. Poi bisogna arredarla, non si può avere tutti i comfort. Dopo averla arredata, accenderemo il televisore. Alleno il Milan, so che devo supportare alcune esagerazioni. Se siamo uniti, quest’attesa si dimezza, altrimenti ci vorrà più tempo. Devo stimolare e tranquillizzare i giocatori, la maggior parte di loro non ha la storia del Milan, devono giocati più liberi e leggeri, oltre che determinati.Le aspettative sono più alte rispetto a quelle dell’anno scorso, ma penso che – almeno per i risultati – siamo in linea con le aspettative. Quando si fa una rivoluzione bisogna fare scelte immediate, pensando più al risultato che alla crescita. Nessuna squadra che ha rivoluzionato il proprio organico è stata vincente subito, raggiungendo gli obiettivi. E’ difficile raggiungere in due mesi gli obiettivi. Non mi turba, mi stimola, ma mi sembra tutto esagerato. Questo mi dà motivazione ulteriore, di cui probabilmente avevo bisogno. Non mi faccio fuorviare, ho il mio equilibrio e le mie cose su cui lavorare. C’è un rapporto splendido con Mirabelli. Ahimè sto più con lui che con mia moglie, è l’unica cosa negativa (ride, ndr). Mi dà il suo supporto, ma non suggerimenti, non mi impone nulla. Anche lui deve fare valutazioni, anche in confronto al mio modo di lavorare, ma sono notizie assolutamente inventate

Salvio Imparato

Allegri: “Higuain non deve accontentarsi di quello che ha fatto”

Ha aperto così la conferenza stampa, Massimilano Allegri alla vigilia di Atalanta-Juventus. Ha citato i nomi dei giocatori della vecchia guardia come, Buffon, Barzagli, Chiellini e Marchisio, che devono essere presi ad esempio dall’attaccante argentino, perché hanno sempre saputo archiviare, stagioni e vittorie, e ripartire per vincere con la fame giusta, ribadendo che Higuain è un giocatore importante, e deve avere necessariamente quest’atteggiamento.

Salvio Imparato

Calabro: “Un onore essere avversario di Zeman

Il tecnico del Carpi, Calabro, parla alla vigilia della sfida casalinga contro il Pescara. È la prima volta che sfida Zeman da allenatore ed esprime tutta la stima che ha nei confronti del maestro Boemo

Carpi-Pescara

“In ogni gara si cerca di vincere, poi ci si può arrivare in modi diversi. Quello che non deve mai mancare sono intensità, attenzione e concentrazione, e poi il cercare di sfruttare gli episodi a nostro vantaggio cercando di limitare le potenzialità dell’avversario. A esempio, la reazione di Chiavari era la prima cosa che volevo vedere, con un pizzico di esperienza in più avremmo anche potuto vincere negli ultimi venti minuti ma quello che mi interessava era vedere la reazione della squadra alla prima difficoltà della stagione. Dobbiamo essere quanto più equilibrati possibile cercando di creare squilibri dell’avversario. La base sono intensità, concentrazione e cattiveria agonistica, poi la differenza saranno l’equilibrio e limitare i tanti punti di forza del Pescara facendo emergere i nostri. Il risultato di domani uscirà da qui”

Zdenek Zeman

“Per me è un onore avere per la prima volta come avversario Zeman, è un punto di riferimento per tutti noi giovani emergenti a livello di concetti di gioco. Le sue squadre hanno un timbro preciso, hanno sempre lo stesso atteggiamento. Non dobbiamo concedere spazio alle spalle e lasciare campo aperto ai nostri avversari”.

Il Pescara

“Il Pescara ha tutto per vincere il campionato: squadra, allenatore e ambiente. Anche se finora non ha fatto tantissimi punti, li farà e lotteranno per vincere. E’ bravo ad attaccare in svariate situazioni, dovremo essere sempre attenti. Sappiamo quali sono i loro limiti e la loro forza così come i nostri”.

Zeman su Carpi-Pescara (VIDEO)

La conferenza completa di Zdenek Zeman. Tanti dubbi di formazione per il Boemo, viste le varie indisponibilità e gli acciacchi di stamattina. ma pochi per quanto riguarda le analisi e le lucide visioni. Undici minuti sempre interessanti, da ascoltare e vedere.




Zeman: “Non voglio più vedere la prima mezz’ora come a Cremona”

Queste le prime parole che filtrano dalla confernza di Zeman, alla vigilia di Carpi-Pescara. Ha parlato anche delle difficoltà di Ganz, dei problemi alla caviglia di Kanouté e le indisponibilità di Zampano e Crescenzi.

Salvio Imparato

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