Onofri: “Per battere Zeman preparai la partita con Stroppa”

Claudio Onofri presenta la sfida Crotone-Lazio ai microfoni di cittàceleste raccontando un aneddoto su Stroppa legato a Zeman.

“Potrebbe essere una gara apparentemente scontata in favore della Lazio, ma – confessa Onofri – il Crotone ha un modo di giocare che può dare fastidio, l’Atalanta ha sofferto non poco così come la Juventus che ha pareggiato. Sono convinto che la Lazio dovrà fare una grande partita per vincere e non abbassarsi a pensare ai soli due punti o i 19 gol subiti dal Crotone. Cosa dovuta, forse, dal fatto che alcuni elementi non sono adatti alla Serie A. Ci sono delle lacune. Ma anche giocatori interessanti come Messias che due anni fa giocava in Serie D ed ora è titolare in Serie A”.

Conferma che Stroppa è un allenatore che ci vede bene?

“Sì, sì. Di questo sono convinto. Se vuoi ti racconto un aneddoto…”.

Certo!

“Un anno allenavo il Genoa e Stroppa era un mio giocatore, dovevamo andare ad affrontare la Salernitana di Zeman e Stroppa era stato un suo giocatore. Tutta la settimana preparai la partita insieme a Giovanni Stroppa. Vincemmo. Ho intuito subito che avrebbe potuto fare l’allenatore una volta smesso di giocare”.

Dall’altra parte c’è la Lazio, come vedi la squadra di Inzaghi in questo momento?

“La partita di Torino e quella di Roma contro la Juventus ha fatto vedere che la squadra sta tornando al trend dello scorso anno, con risultati ottenuti all’ultimo minuto. Simone Inzaghi ha trovato lo spirito necessario per un nuovo campionato da protagonista. Questa è una caratteristica importante nel calcio, mica un dettaglio. Chiaro che servono giocatori all’altezza, ma questa dote di non mollare mai è importante specie in un campionato equilibrato come questo. I dettagli fanno la differenza. Stanno venendo di nuovo fuori le cose positive della Lazio”.

Hai parlato di un Crotone che pressa alto, sarà una gara aperta o con maggiori tatticismi?

“Credo che le squadre giocheranno attraverso i loro canoni. Il Genoa vinse 4-1, ma per lunghi tratti ho visto un Crotone pericoloso. Bisognerà cercare di scavalcare un pressing altissimo, loro ti vengono a prendere a metà campo. Questo lascia molto campo dietro, e se hai delle iniziative rapide e veloci con verticalizzazioni o lanci, allora puoi scardinare la linea. Sicuramente Inzaghi sta studiando questa situazione”.

Luis Alberto servirebbe eccome, allora…

“Ho seguito la vicenda, non so. Non fanno bene queste cose, bisogna essere professionisti dentro e fuori dal campo. Bisogna rivalutare la situazione, anche perché parliamo di un giocatore importate”.

Così come Immobile, un altro che nella profondità trova il suo pane. Giusto?

“Esatto, hai detto tutto tu, bravo. Con i suoi movimenti a circolo non lo prendi più, anche perché ha velocità e forza nelle gambe. Per il Crotone è un contesto positivo, ma se non lo interpreti bene allora le cose vanno male, bisognerà sfruttare i momenti”.

Causa Covid questo campionato è molto equilibrato, ti unisci al coro e pensi che per la vetta sarà lotta a 7 squadre?

“Non credo dipenda solo dal Covid, sicuramente incide molto. La Juventus ha una partita in meno, ma ad oggi non sarebbe nemmeno in Champions League. Si è affidata, secondo me sbagliando, a Pirlo. Ma non perché sia lui, semplicemente perché non ha mai allenato ed allenatori non si nasce, si diventa. Serve un percorso completo, un conto è che fosse diventato allenatore dopo 4 anni di Primavera, ma scegliere così mi sembra illogico. Se ci fosse una trasmissione diretta tra come sei stato da calciatore e come potresti essere da allenatore, allora Maradona avrebbe dovuto vincere tutto. Ma non basta. Tornando al discorso campionato: la Juventus è in difficoltà, Lazio ed Atalanta si stanno confermando, l’Inter si sta consolidata e poi c’è il Napoli. Squadra forte e allenata da un Gattuso che stravedo, uno che ha fatto la gavetta pur chiamandosi Gattuso. Ci vuole rispetto per la categoria, dai. C’è un equilibrio, per tornare al campionato. Milan e Roma? Sì, anche loro. La lotta è a sette. Per tornare alla Lazio, se tutte le cose vanno al loro posto – per esempio la situazione Luis Alberto – può confermare quello che ha fatto l’anno scorso”.

Atalanta-Napoli 2-0, l’origine del male

Atalanta-Napoli 2-0, Il “ciuccio” si arrende alla compagine orobica, pagando oltremodo 15 minuti di blackout; quelli immediatamente successivi all’inizio del 2 tempo.

Fabian Ruiz regala a Gasperini buoni omaggio per la Champions. La partita dell’andata, paradigmatica della disonorevole stagione azzurra in campionato, non è stata vendicata in Atalanta-Napoli

1. Atalanta-Napoli, La partita dell’onore

La partita di ritorno che il Napoli avrebbe dovuto disputare agli Atleti Azzurri d’Italia era cerchiata in rosso sul calendario. Infatti, erano tante le implicazioni che il match si portava dietro. Innanziutto, la ribellione all’atavica sofferenza cui il Napoli è sottoposto contro gli orobici del Gasp. Da Sarri a Gattuso, in 9 partite, 5 sconfitte, 3 vittorie e 1 pareggio.

Inoltre, una eventuale vittoria a domicilio del patron Percassi avrebbe lasciato accesa la flebile fiammella della speranza di rimontare sul quarto posto. – 9 in caso di successo in trasferta da parte del Napoli. Una rimonta il cui motore motivazionale, ovviamente, risiedeva nel dimostrare quanto le difficoltà stagionali incontrate dagli azzurri fossero colpa tecnica esclusiva degli Ancelotti.

Se gli scricchiolii dello spogliatoio di Castevolturno constavano di epicentro risalente nel tempo persino alla stagione precedente, il pareggio beffardo che la Dea riuscì a strappare in Ottobre nel catino di Fuorigrotta fece deflagrare tutti gli insoluti problemi tra società, tecnico e calciatori. Tant’è vero che una settimana dopo andrà in scena la notte dei lunghi coltelli, rectius dell’ammutinamento, nel ventre del San Paolo dopo uno scialbo pareggio per 1-1 contro il Salisburgo.

Gli atalantini difatti racimolarono nella partita di andata un punto grazie a una papera di Meret e a ben tre sviste del duo arbitrale Giacomelli in campo e Banti al Var. Tre rigori solari negati al Napoli. Sulla partita di questa sera, in terra padana, incombeva dunque appiccicosa anche la figura della classe arbitrale, che al San Paolo non solo azzerò le distanze tecniche messe in mostra dai duellanti, alterando il naturale risultato sportivo del match, ma firmò inoltre il personale manifesto dell’incomunicabilità tra l’Aia e la Ssc Napoli. Un misunderstanding che ha minato in modo significativo la stagione azzurra.

2. Il black out

Il Napoli, pertanto, chiamato a battere i suoi fantasmi piuttosto che esortato a perseguire il miracolo della già di per sé complessa remuntada, si è spento in un quarto d’ora, nel bel mezzo della partita, scoprendosi forse troppo stanco e occupato per rispondere ai moniti del cuore e dell’anima. D’altronde la Coppa Italia vinta in Giugno e anche la semplice suggestione di poter gareggiare, tra un mese, alla pari contro il Barcellona ora bastano per qualificare la stagione come dignitosa e non più in modo disonorevole.

Eppure, la prima frazione di gioco del Napoli di Gattuso è stata tutto fuorché disimpegnata. Ardeva, si notava, il fuoco sacro della diligenza tra i ragazzi di Rino. Infatti, il loro baricentro basso che mette a proprio agio la retroguardia partenopea ha contenuto molto bene la pressione leggermente più sotto rimo del solito dell’Atalanta. Il possesso palla partenopeo sfuggiva alle rincorse neroazzurre. Esercitato, quindi, con estrema precisione. Si aspettava soltanto il contropiede utile per segnare il vantaggio. Il quale sarebbe stato poi anche tattico, visto che avrebbe consentito a Gattuso di esacerbare la strategia di attesa e ripartenza che l’Atalanta tanto soffre.

Tuttavia, i trequarti del Napoli sia nei contropiedi che nell’azione offensiva manovrata contro difesa schierata hanno mostrato sin dal primo tempo l’assenza d’incisività. Le giocate proposte e le corse effettuate apparivano immediatamente scariche della necessaria tensione. Che il Napoli non ne abbia a sufficienza lo si capisce non appena le squadre rientrano in campo dagli spogliatoi. Il rilassamento cuoce l’attenzione di Ruiz che consegna all’Atalanta due palloni a ridosso della propria area di rigore, di cui uno a firma di Pasalic finisce in porta.

A quel punto, il Napoli invece di reagire al gol subito si ritrova zattera tra le onde furenti apparentemente di nuovo senza timoniere. Rimane in balia giusto il tempo per incassarne un’altra di rete, siglata stavolta da Gosens. Poiché, fortunatamente, il Napoli condivide ad oggi il percorso tecnico con il proprio mister, trova colore nel pallore di una sconfitta rivelatasi all’improvviso nei cambi offerti da Gattuso.

3. Lozano e Milik, addii diversi

Lozano, Milik, Lobotka e Callejon sono i subentranti della partita. Purtroppo, nessuno di loro riuscirà a ribaltare il senso dell’incontro. Il messicano però continua, dal canto suo, a sfruttare ogni centesimo di secondo concessogli. Egli salta come vuole il suo marcatore e attacca la profondità come si richiede ad ogni ala che trova di fronte il meccanismo difensivo di Gasperini.

Nel frattempo, Milik impreziosisce la propria presenza, che si sta facendo con l’andare verso la fine della stagione sempre più assenza, con un tacco smarcante.

4. Fabian Ruiz

Il destinatario dell’assist di matrice polacca è l’accorrente Ruiz. Benché il suo sinistro sia dolce come la sangria e il suo talento distribuisca polvere di stelle sul prato verde, la sua serata è senza astri, buia. Infatti fallisce, poco prima del 70′, il tiro dalla lunetta dell’area di rigore avversaria, decretando anzitempo la fine delle ostilità. Il Napoli non saprà costruire altre occasioni per riaprire il match.

Lo spagnolo al triplice fischio finale del buon Doveri condividerà la palma di peggiore in campo insieme a parte della linea difensiva e dell’attacco. Koulibaly disordinato mentre Maksimovic a corto di fiato e di muscoli contro Zapata. Di Lorenzo in affanno al cospetto di Gosens. Mertens e Insigne, spompati. Politano invece spaurito.

5. Rino Gattuso

I restanti 25 minuti, che seguono l’occasione fallita da Ruiz, sono esercizio di stile per entrambe le compagini. Callejon e Lobotka riescono a segnalarsi tra i compagni per l’ordine e la speditezza della manovra che imprimono ad un Napoli ormai impallidito. La domanda sorge spontanea: non è che proprio nella partita più importante del campionato Gattuso avrebbe dovuto schierare le riserve? La freschezza che i gregari hanno dimostrato suggeriscono di sì, anche se in fin dei conti chi avrebbe rinunciato ai migliori?

Altra domanda sorge consequenziale, ben più decisiva ed escatologica: come motivare una squadra già qualificata per l’Europa League e senza obiettivi imminenti in campionato per il non esiguo numero di 9 partite? Il modo in cui Gattuso lo farà sarà decisivo ai fini della sfida da dentro o fuori in Spagna contro Leo Messi.

MASSIMO SCOTTO DI SANTOLO

Zeman: “Gattuso un grande, ho elogiato Gasperini e l’Atalanta”

Anche al Cor Sport Zeman chiarisce la sua posizione in merito alle recenti polemiche. Le sue parole sull’Atalanta sono state gravemente fraintese

Zeman e l’Atalanta che corre «stranamente»: spieghiamola. 

«Io ho detto altro, ma c’è qualcuno che vuole interpretare a modo proprio: per me l’Atalanta – e lo so per certo – è una delle poche squadre che si prepara veramente, mentre gli altri non appena si stancano preferiscono riposare. E quello stranamente era riferito al clima intorno ai calciatori, a una città piombata come nessun’altra nel dramma e capace di reagire e presentarsi pronta, perché ogni seduta punta ad allungare la soglia della fatica. C’è chi si limita al torello e c’è chi corre per allenarsi, come fa l’Atalanta».

Il dg bergamasco, Umberto Marino, la spinge a chiedere scusa per avere strumentalizzato il dolore. 

«Ma io non ho offeso nessuno e quindi non devo scusarmi. Ho esaltato ciò che fa Gasperini e mi spiace che si voglia costruire un caso dove il caso non esiste. E quanto a Marino, invece, mi viene da sorridere e mi fa pensare a un proverbio siciliano: mica ha il carbone bagnato?»

Lei punge… 

«Io ribadisco: Gasperini sceglie di allontanare la soglia della fatica e questo può accadere semplicemente allenandosi, tanto e bene. Il campo lo conferma e anche le prestazioni, perché la sua squadra gioca un gran bel calcio, a differenza di quello che si vede nel maggior numero di partite: ma tutto ciò è comprensibile dopo tre mesi di parziale attività fisica, né mi sembra che altrove – in Spagna, in Germania e Inghilterra – vada diversamente. Atalanta e Napoli, in questo momento, sono le eccezioni e divertono».

Gattuso ha impresso la svolta. 

«È stato bravo nel sistemare il Napoli assecondandone la natura. Ha talenti esagerati e gli restituito serenità, dopo i problemi dell’autunno scatenati dal rifiuto di andare in ritiro. Ha motivato i calciatori, ed è stato un grande».

E ha ritrovato Insigne. 

«Che un giorno viene esaltato ed un altro viene criticato. Ma le sue qualità, Lorenzo non le ha mostrare soltanto a Napoli, ma anche in Nazionale. Gli auguro di continuare così e sono convinto che giovedì sarà una partita divertente. Ma penso anche ad altro, perché Atalanta e Napoli potranno essere protagoniste anche in Champions League». 

Zeman: “Era un elogio a Bergamo e all’Atalanta per quello che hanno vissuto”

Come volevasi dimostrare Zeman smentisce le accuse che gli sono state affibbiate da una stampa distratta e acchiappa click. Il Boemo lo ha fatto ai microfoni di Radio Goal.

NAPOLI RIGENERATO DA GATTUSO

“Sicuramente è merito di Gattuso – afferma Zeman – ha rimesso a posto le cose dopo che internamente non erano buone.

INSIGNE

“Il problema suo è che un giorno è bravo e un giorno è criticato. Il valore di un giocatore non lo dà 1-2 partite, tutte le qualità che ha non le ha fatte vedere solo a napoli, gli auguro di avere sempre prestazioni positive, come tutta la squadra.

ATALANTA

Non ho detto quello che pensano loro. Stranamente visto il periodo di Coronavirus che ha colpito la città. Loro si allenano quando le altre non si allenano. Loro si allenano fino al limite, cosa che non fanno le altre. La città più colpita dal Covid-19 ha reagito meglio delle altre. Non lo sapevo avessero il preparatore della Juventus. Non volevo dire con questo intento. Non Speculo, è proprio il contrario di quello che ho detto.

IMPEGNO DURO PER IL NAPOLI

“Si, anche se sono le due squadre che stanno giocando meglio. Le altre non riescono ancora a giocare come prima. Non ci sono molte partite belle da vedere, Atalanta e Napoli riescono a farlo.

SCUSE A BERGAMO

“Non devo chiedere scusa a nessuno, semmai difendevo l’Atalanta come squadra e città per quello che è successo.”

SFIDA GOL TRA NAPOLI E ATALANTA

“Si, certamente. L’Atalanta gioca molto offensiva rischiando anche i contropiedi. Spero che sia una bella partita da vedere e gustarsi, vedere anche gol.

NAPOLI E DEA IN CHAMPIONS

“In questo momento possono fare strada. In generale, in Italia, a parte loro due, non si gioca gran calcio, ma lo stesso succede anche in Germania e Spagna. Non sono partite con grandi ritmi e grande applicazione, quindi, penso che hanno possibilità se continuano con questo ritmo, anche se sarà difficile perché si gioca troppo spesso, ma è la stessa cosa anche da altre parti.”

SALVIO IMPARATO

Marino: “Zeman deve chiedere scusa a Bergamo più che all’Atalanta”

Continua la polemica a distanza tra l’Atalanta e Zeman. Questa volta attraverso le parole del direttore sportivo Umberto Marino su Sky

https://video.sky.it/sport/calcio/serie-a/video/atalanta-zeman-marino-intervista-600122

”È molto triste – confessa Marino – che un allenatore come Zeman speculi sui lutti di una città per farsi pubblicità. Spero si documenti meglio sulla partita contro la Lazio e scoprirà che i biancocelesti hanno corso più chilometri dell’Atalanta. Deve chiedere scusa più alla città di Bergamo che all’Atalanta”

Insomma ancora parole dure e incomprensibili. Anzi gravi, accusare Zeman di farsi pubblicità sui lutti di Bergamo è un’infamia. Zeman chiarirà sicuro la sua posizione, ma queste ingiurie basate su titoli errati sono altrettanto gravi.

SALVIO IMPARATO

Spagnolo e Atalanta, attacco a Zeman evitabile e prematuro

Il direttore operativo dell’Atalanta, Riccardo Spagnolo, ha pubblicato un post su instagram evitabile e senza una certezza concreta sulle parole di Zeman

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🖤💙 VERGOGNATI 🖤💙

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Non sappiamo con certezza se nella parole di Zeman c’era la volontà di accusare l’Atalanta di doping. Ma di sicuro sappiamo meglio di tanti come interpretare le sue dichiarazioni e i toni con i quali le manifesta. Non crediamo ci siano già i presupposti per attaccare il Boemo in questi termini, specialmente senza una dichiarazione esplicita del maestro del 4-3-3. Capiamo la sensibilità, specialmente per chi di Bergamo ha sofferto il dramma Coronavirus. Siamo sicuri però che Zeman non voleva insinuare nulla, anzi sembrava più che altro sorpreso in positivo sul lavoro di Gasperini e del suo staff. Non ci è sembrato l’accusatore dipinto dalla stampa strumentalizzando le sue dichiarazioni. Alla stessa stampa, che ha dipinto come untore Gasperini, è bastato associare le parole del tecnico di Praga all’allusione che fece a gennaio Pistocchi. L’ex moviolista di Mediaset insinuò che una volta assunto il preparatore atletico che lavorò alla Juventus con Moggi e Agricola, la Dea incominciò a correre per 90’. Questo non basta per tirare in mezzo questa polemica e stimolare commenti come “Sarò felice di venire al tuo funerale”, “sei un perdente fallito”, “non ti azzardare a parlare a sproposito, taci verme”. È chiaro che ora sia necessaria una smentita da parte di Zeman e stoppare questa polemica alimentata per qualche click. Noi abbiamo provato a commentare e dialogare in privato con direttore Spagnolo, ma purtroppo sembra fermo sul suo pensiero e solo un “dietrofront” di Zeman forse potrebbe cambiare la situazione.

SALVIO IMPARATO

Radio1, Zeman: “Sono contento per il Napoli e Insigne” (VIDEO)

Zdenek Zeman è intervenuto nella trasmsissione di Radio1 “Un giorno da pecora. Ha parlato del calcio attuale post virus e della condizione delle squadre.

UGDP DEL 25/06/2020

E solo oggi è l'ultimo Giovedì Da Pecora della stagione! 🐑Chi c'è oggi con noi?Il ministro dell'Ambiente Sergio Costa, Andrea Crisanti, Zdenek Zeman, PUPI AVATI, Andrea Romano

Posted by Un Giorno da Pecora Radio1 on Thursday, 25 June 2020
Un giorno da pecora di Radio1, intervento di Zeman al
minuto 50

Come sto? Non male – esordisce Zeman a radio1 – sono 4 mesi che corro per evitare il virus e devo ancora correre. Non per paura, ma non vorrei prenderlo, non vorrei far parte di quel gruppo di 10 milioni di contagiati. La mascherina ormai la uso poco, ma più per non dare fastidio agli altri, perché di solito non do fastidio.

Calcio ai tempi del Covid

Il calcio di oggi? È un pò come il cibo senza sale, insipido senza pubblico. Il calcio è per il pubblico, senza di esso che spettacolo è!? La Juventus vincerà lo scudetto? Certo se la Lazio perdendo a Bergamo le da una mano si, anche gli stessi bianconeri non stanno giocando bene. Dopo tre mesi di stop crolleranno tutti durante le partite. Non hanno la condizione per mantenere i ritmi partita. Mi ha sorpreso l’Atalanta, perché a Bergamo hanno avuto più problemi per il virus per potersi allenare. Hanno meritato la rimonta contro i biancocelesti, ma se Malinovs’kyj non indovina quel tiro non so come sarebbe finita. Se ho goduto alla vittoria del Napoli in Coppa Italia contro la Juventus? Sono contento per il Napoli e Insigne che rappresenta la città.

Futuro in panchina

Per ora non mi ha chiamato nessuno, nel calcio oggi c’è troppa confusione. Spero che appena si chiarirà la situazione uscirà qualcosa, altrimenti mi troverete su una panchina del parco.

SALVIO IMPARATP

Marchegiani: “L’Atalanta mi ricorda le squadre di Zeman”

Durante Sky Calcio Club, Luca Marchegiani, interpellato su Inter-Atalanta, loda i nerazzurri di Gasperini accostandoli alle squadre di Zeman.

“L’Atalanta mi ricorda le squadre di Zeman nei momenti migliori, per l’intensità e la condizione”. Caressa lo incalza, “Calcio asfissiante praticamente” e Marchegiani entra nel dettaglio, “È una squadra sempre in crescita, ti da sempre l’impressione di salire di livello e di poter fare quel gioco per 90 minuti. Ti sfianca e ti devasta fisicamente”. Insomma ogni tanto anche al Club, grazie a Marchegiani, si ricordano dell’esistenza di Zeman. L’ex portiere ci ha giocato con il Boemo e recentemente ne parlò a Speciale Calciomercato, raccontando come Sacchi, nei periodi della nazionale, fosse innamorato degli schemi di Zeman.

Salvio Imparato

Gasperini e la lezione della filosofia Zeman (VIDEO)


Gasperini:“Spero che una donna rivoluzioni il calcio come Zeman e Sacchi”

Se esiste questa testata non è solo per i meriti del bel calcio di cui Zeman ci ha fatto innamorare. Esiste anche per il demerito della stampa italiana, per come è solita raccontare gli allenatori che perseguono una filosofia all’antitesi del difensivismo. Zeman, Sarri e Gasperini elogiati quando non si può fare altro, ma attesi al varco impazientemente alle prime sconfitte, appena le cose sembrano non andare.

Sembrano appunto, perché Gasperini ci ricorda la lezione di Zeman, quella in cui cercando di fare quello su cui stai lavorando, anche nella sconfitta ti sta insegnando qualcosa. Bisogna credere nelle proprie idee e provarle anche a livelli più alti. Nonostante le sconfitte di Champions, Gasperini non è arretrato di un centimetro, sapeva benissimo che pur funzionando in Serie A, la sua filosofia in Champions andava migliorata. Dettagli, intensità e mentalità andavano portati ad uno step superiore. Il cosiddetto salto di categoria. Ed ecco che il primo punto storico, dell’Atalanta in Champions League arriva contro il Manchester City devastante di Pep Guardiola.

Le parole di Gasperini dopo il 5-1 di Manchester

Se l’Italia pallonara ha sempre guardato con scetticismo la rivoluzione della filosofia Zeman, ignorando la sua validità attraverso le epoche (Foggia anni 90’, Lecce 2004/05 unica squadra italiana in A a salvarsi con la peggior difesa e il Pescara 2011/12 che vinse il campionato con il suo calcio definito vecchio) ora non può più ignorarne l’eredità. Gasperini dopo la aver perso a Manchester 5-1 giocando bene, ha ribadito un concetto forte e chiaro. Un qualsiasi allenatore italiano avrebbe cambiato moduli e atteggiamento tattico, lui invece ha puntato sulla maggiore convinzione nelle proprie idee. Risultato? Un bel 7-1 immediatamente dopo contro l’Udinese, un 2-2 a Napoli e un pareggio storico a San Siro contro Pep Guardiola. Una lezione per tutti i tecnici, per le società e anche per un certo tipo di stampa, che addirittura si è permessa di accostare Gasperini a Zeman in accezione negativa per i gol subiti… Studiate gente studiate.

La lezione zemaniana di Gasperini tutta da ascoltare dopo la sconfitta di Manchester ai danni della sua Atalanta….

Geplaatst door GruppoZeman.com op Maandag 28 oktober 2019

SALVIO IMPARATO

Gasperini:“Spero che una donna rivoluzioni il calcio come Zeman e Sacchi”

Giampiero Gasperini è stato ospite d’onore in occasione della presentazione del nuovo libro di Luigi Garlando. L’evento si è svolto presso la libreria “Fantasia” in Borgo Santa Caterina di Bergamo.

RAPPORTO CON I GIORNALISTI

“Il rapporto coi giornalisti è cambiato – spiega Gasperini- perché sono tantissimi. Impossibile o quasi coltivare rapporti personali. Un tempo erano pochi e fidati, si faceva amicizia e si andava a cena. Si sapeva cosa scrivere o cosa no. Adesso si va a caccia di gossip e scoop, si spara magari la polemica con un titolone on line: anche per questo chiudo spesso gli allenamenti alla stampa.Quando un giornalista dà un brutto voto, dà spesso la colpa all’allenatore perché ha schierato quel tal giocatore fuori ruolo. Stando a sentire i miei, non leggono le pagelle, ma ci credo poco”.

ZEMAN E SACCHI

“Il calcio è bello perché ognuno lo può vedere a modo suo. Io le donne vorrei sentirle parlare di tattica. Non serve aver giocato a calcio per praticarlo: Zeman e Sacchi sono stati due rivoluzionari in panchina senza averlo praticato ad alti livelli. Mi piacerebbe che qualche donna rivoluzionasse in qualche modo il nostro mondo”.

PARTITA CONTRO IL MILAN. 

“Contro il Milan ci siamo sentiti molto bene, ma alla fine eravamo arrabbiati per il risultato. Una buona partita dando tutto lascia comunque soddisfazione. La partita più bella? Eeeeeeeeehhhhhh”.


MESTIERE DEL MISTER

“Per me il mestiere più bello è l’allenatore, forse quello del calciatore lo è ancora di più. Ma uno comincia per passione, perché si sente predisposto. Se fai una cosa che ti piace, finisci per farla bene. Per allenare ci vuole pazienza, credibilità presso i giocatori, saper mettere la squadra in campo”.

COPPA ITALIA E DI FRANCESCO

“Alla Coppa Italia ci credo io e ci crede tutta l’Atalanta. Faremo di tutto per vincerla. Quando mi espellono non è una cosa bella, ma ogni tanto ci casco e non do un bell’esempio. È un punto su cui lavorare. L’esonero invece riguarda l’allenatore ma è una sconfitta per tutti. Ho sentito di Di Francesco, mi è dispiaciuto: per lui deve essere un momento di grande delusione. Come essere bocciati a scuola. Ma gli altri che gli sono intorno non lo ha messo in condizione di essere promosso”.

IL PUBBLICO DI BERGAMO

“A Bergamo il pubblico regala affetto e tante emozioni, a me cori e attestati di stima ovviamente inorgogliscono. Ma la parte maggiore dei meriti è dei giocatori, sono gli Ilicic e i Gomez che costruiscono gioco e ti fanno vincere. A Bergamo mi è capitato di sentire tifosi allo stadio un po’ confusi. ‘Guarda l’Inter come gioca bene’. Risposta: ti sbagli, quella è l’Atalanta”. 

GIOCATORI MIGLIORI

“Spingiamo tutti per Zapata domenica. Ci speriamo! I migliori? Per qualcuno Ilicic, per altri Gomez o Zapata. Vedete come è difficile fare classifiche? Come le pagelle.. A me danno tanti meriti sui giovani, ma il talento è cosa loro. Non penso di poter loro trasmettere qualcosa che hanno già. Ciò che posso fare è conceder loro fiducia, per aiutarli a esprimersi al massimo delle loro possibilità”.

LA SVOLTA

All’inizio, appena arrivato a Bergamo, ero vicino all’esonero. Mi arrabattavo su come far giocare bene la squadra, che in apparenza giocava male ma non era neanche così vero. C’era il Napoli da affrontare, le mie scelte erano come un problema di matematica. Abbiamo vinto come tutti sapete ed è lì che è iniziata la svolta”.

SALVIO IMPARATO