IL CALCIO DI NEGELSMANN

Bayern Monaco-Salisburgo 7-1: uno spunto per parlare del calcio di Negelsmann e dell’evoluzione teutonica di questo sport.

1. IL MODO

Ieri sera il Bayern di Julian Negelsmann ha schiantato il vivace Salisburgo, assicurandosi così i Quarti di finale di Champions League.

Il modo con cui i tedeschi hanno superato gli austriaci è descritto ottimamente dalla formazione in sovrimpressione.

Immediata soggiunge la riflessione secondo la quale mister Julian stia veramente portando avanti l’ultima vera rivoluzione tattica possibile nel mondo del calcio.

2. L’ULTIMA NOVITA’

Il sostituire gli stopper con i terzini, i fluidificanti con le ali, lo spostare la vera regia dal centrocampista a quello che ricorda il vecchio libero (Süle nel caso di specie) – l’unico ormai in grado di poter vantare ancora visione del campo a 180° al cospetto del rispolverato pressing uomo su uomo – e/o sussidiariamente al portiere… in pratica l’assegnare i ruoli difensivi a tutti coloro che possono interpretarlo nella maniera più offensiva possibile sembra la strada tracciata da Negelsmann.

Impressiona leggere della formazione di ieri sera Gnabry e Coman, nominalmente ali d’attacco se non mezze punte, scelti per svolgere compiti nati con Giacinto Facchetti.

3. DA UNA IDEA DI PEP

Impressiona la continuità con cui il Bayern stia cercando di perseguire una strada del genere che nemmeno lo sperimentatore Guardiola ha saputo intraprendere né in Baviera né a Manchester con tale pervicacia.

Pep pur avendo usufruito di questa interpretazione iperoffensiva del calcio ha sempre attinto ad essa in situazioni di svantaggio, quindi in circostanze emergenziali.

4. L’IMPORTANZA DELLE FASCE

Dopo il portiere tecnicamente associativo, sembra evidente che lo sfogo sulle fasce, costantemente concesso alla manovra avversaria da tutte le squadre calcistiche europee, e la nascente esigenza consequenziale di allocare risorse tecniche decisive sui lati esterni del campo rappresentino la vera frontiere da scavalcare per entrare nel football contemporaneo.

5. IL CALCIO REPLICANTE

Quanto è replicabile un modello del genere altrove? Non si può sorvolare, ovviamente, sulla qualità dei giocatori a disposizione di Negelsmann.

Eppure l’impressione è che, a parte l’uso smodato del cash sul mercato, attraverso l’impiego di uno scouting pignolo è possibile l’emulazione di tale sistema.

I nuovi calciatori appaiono morfologicamente predisposti alla rivisitazione delle funzioni calcistiche proprie di determinati ruoli. Il calcio tradizionale, dal canto suo, resiste per fortuna contro l’avanzata di un calcio tecnologico, oserei dire robotico… in provetta!

Massimo Scotto di Santolo

Ancelotti: “Mi riposerò per 10 mesi, sull’esonero meglio tacere”




Ad una settimana dall’esonero, Carlo Ancelotti si è espresso, da Gerusalemme, sulle voci che lo davano sulla panchina del Milan. Invitato dalla Ong Assist For Peace, che gli ha organizzato un incontro con bambini di varie religioni (cristiani, musulmani edebrei), nel campo del patriarcato armeno, ha evitato commenti sul suo esonero al Bayern e smentito un suo possibile avvicendamento con Montella: “L’esonero? Meglio tacere. Il Milan? Per i prossimi 10 mesi riposerò, quindi niente altre squadre”.

Salvio Imparato





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Ancelotti esonerato dal Bayern Monaco

Settimana dura per Carlo Ancelotti, in discussione dopo la rimonta subita contro il Wolsfburg e la sconfitta pesante rimediata in Champions, contro il Psg. La dirigenza del Bayern Monaco, che già quest’estate non era unanime sulla riconferma del tecnico italiano, ha deciso per il cambio in panchina. Hoeness spingeva per un cambio a fine stagione, per poter ingaggiare Nagelsmann, tecnico dell’Hoffenheim, con cui pare già avere una bozza di accordo. Questo sembrava lo scenario più logico. La squadra sarà affidata a Sagnol, i traghettatori fino a fine stagione potrebbero essere Mark Van Bommel (che Ancelotti non ha voluto come secondo a inizio stagione) oppure Fink, ex campione d’Europa e del mondo col Bayern nel 2001, che potrebbe liberarsi serenamente dall’Austria Vienna, anche Tuchel trai papabili ma il suo carattere non convince. I rapporti all’interno dello spogliatoio, specialmente dopo le esclusioni eccellenti di Ancelotti,  hanno segnato il destino di Carletto,  il clima di caos interno ed esterno al club era diventato insostenibile.

Salvio Imparato