Napoli – Bologna 3-0: cosa resterà degli anni ’80?

Il Napoli riaggancia il Milan in vetta alla classifica di serie A. Lo fa abusando di un Bologna rimaneggiato e risultato non impegnativo come avversario. I rossoneri e i partenopei, pari a quota 28 punti, hanno creato il vuoto intorno a sé. La prima è l’Inter a -7. Il Napoli ha la miglior difesa con sole tre reti subite mentre il Milan il migliore attacco con 23 reti. Sembra improvvisamente tornati alle sfide di fine anni ’80 dove Maradona sfidava il Milan di Sacchi per i massimi traguardi calcistici.

1. Napoli – Bologna

Il Milan nell’anticipo del turno infrasettimanale, di Martedì, vinceva soffrendo indicibilmente contro il nuovo tremendismo granata firmato da Juric. I rossoneri si portavano a 28 punti e lasciavano al Napoli, impegnato il Giovedì, l’onere di dover rispondere.

Il Napoli per dichiararsi presente alla volata in vetta avrebbe dovuto battere il Bologna. Battuto nel turno precedente proprio dal Milan all’interno di una partita romanzo che ha visto i felsinei tenere testa alla squadra di Pioli nonostante la doppia inferiorità numerica. Gli infortuni e le squalifiche hanno consegnato alle fauci di Spalletti un Bologna raffazonato in questa sua nuova versione da 352.

L’assenza di Soriano, il regista ombra della squadra, e di Soumarò, il perno della difesa a 3 e l’unico in grado nelle premesse di poter tenere la fisicità di Osimhen, e infine anche di Arnautovic, il centroavanti di manovra tanto richiesto da Mihaijlovic durante la sessione estiva di mercato, hanno indebolito parecchio il Bologna.

Il Napoli dal canto suo ha disputato partita sublime, schiacciando l’avversario dal primo all’ultimo minuto attraverso un recupero palla immediato e rinculate puntuali e vigorose. Capeggiate dal “pogbeggiante” Anguissa e da una squadra vogliosa di sbranare l’avversario.

2. I gol!

E così è stato: riconquista della sfera in avanti da parte di Lozano su passaggio errato in uscita da Svanberg. Il messicano serve Elmas che trasmette il pallone in modo veloce ma sporco al sinistro libero di Fabian Ruiz, il quale sia piuma che ferro prima addomestica docilmente lo strumento e poi lo calcia con veemenza e parabolica precisione sotto la traversa. Skorupski non può nulla ed è 1-0.

L’accerchiamento dell’area felsinea è costante, continua, perenne. Alla fine la persistente presenza degli avanti azzurri e soprattutto di Osimhen nei pressi della porta costringe i difensori bolognesi a marcarli sempre più vicini e stretti. In tal senso, la marcatura di Medel su Osimhen sembra inevitabile ma troppo svantaggiosa per il vecchio mediano cileno. Infatti, quest’ultimo per compensare i cm di altezza di differenza su un cross d’Insigne allunga una mano, colpisce la palla. Rigore. A fine partita per il Napoli ne saranno due. Entrambi legittimi ai tempi del Var. Il secondo su calcio netto ma non intenso di Mbaye allo stinco di Osimhen.

Insigne li realizza entrambi trasformandoli alla sua maniera. Tiro rasoterra e angolato alla destra del portiere. Il fatto che i tiri siano a pelo d’erba compensa la prevedibilità della scelta e quindi le potenziali partenze in anticipo sul proprio fianco destro da parte dei portieri. E questa doppietta dalla linea della carità ripristina serenità su una vicenda che stava diventando pruriginosa, cioè quella della poca freddezza dal dischetto del capitano azzurro.

3. cosa resterà degli anni ’80?

La vittoria del Napoli restituisce una sfida dal sapore antico, una lotta al vertice tra i partenopei e il Milan. Una competizione per lo scudetto che riporta i più nostalgici agli anni non necessariamente meravigliosi – ma si sa il tempo del proprio genitore è sempre più verde – ma fortemente ricchi per una Italia borghese centrica e benestante. Quel benessere si manifestava nel calcio dove un costruttore meridionale, Corrado Ferlaino, poteva far sognare una Capitale del Sud, per l’appunto Napoli, costruendo una squadra destinata a far sudare le cd sette camicie al dream team ideato da Silvio Berlusconi.

Entrambe le compagini potevano permettersi giocatori in grado di vincere con agio Coppa Campioni e Coppa uefa – rispettivamente il Milan e il Napoli -. Oggi le squadre appaiate in vetta alla serie A sono ai margini del jest set calcistico internazionale. Il Napoli però da anni porta avanti un calcio internazionale, di ampio respiro offensivo. Il Milan, di nuovo potente, pare abbia una mentalità più italiana inculcata da Pioli. Squadra dedita alla lotta, al contropiede, che ama ricavare gol, vittorie e punti nella spazzatura della partita, sui duelli individuali vinti con fisicità e temperamento.

Per picchi di gioco, i rossoneri anche meglio del Napoli ma per continuità del dominio territoriale e soluzioni offensiva a disposizione gli azzurri si lasciano preferire. Eppure, in netta controtendenza alle identità delle due squadre è il Milan ad avere il migliore attacco mentre il Napoli a migliore difesa. I numeri difensivi napoletani sono spaziali: 3 gol subiti in 10 partite. A fine anno, con una media del genere, sarebbero appena 12.

Il Milan, ora, attende una doppia sfida non facile: prima la Roma del sempre più “liedholmiano” Mourinho e poi il derby contro l’Inter. Neroazzurri campioni in carica, indeboliti dalle cessioni estive di mercato e dallo sfortunato caso di Eriksen, ma con l’orgoglio e la rosa ampia dei primi della classe. E quindi non comodi, i ragazzi di Simone Inzaghi, a -7 dalla vetta.

Il Napoli, invece, affronterà contestualmente la Salernitana di Colantuono, che evoca derby regionali di anni non felice per i colori partenopei, e poi quell’Hellas Verona con cui i ragazzi di Spalletti persero qualche mese orsono qualificazione Champions e dignità. È un dolore nascosto giù nell’anima!

Massimo Scotto di Santolo

Mihajlovic cita Zeman: “Il mio amico Zdenek dice…” (VIDEO)

Sinisa Mihajlovic ha parlato a margine della sfida con il Cagliari. Nel corso della conferenza stampa cita il suo amico, il Maestro Zdenek Zeman.

IMPEGNI RAVVICINATI. 

“Per forza di cose sarò costretto – confessa Mihajlovic – a far ruotare la rosa. Non si possono caricare eccessivamente i giocatori. Cercherò di mettere in campo coloro che sono più riposati, anche in funzione dell’avversario che hai di fronte. Se un giorno vorremo andare in Europa dovremo abituarci a questi ritmi”

DERBY PER L’EUROPA

“E’ ancora presto. Mancano ancora dieci partite. Cercheremo di vincere. I ragazzi sono pronti e mi hanno dato disponibilità piena per ogni gara”

IL CAGLIARI

 “Bisogna fare i complimenti al presidente Giulini. Ha messo su un’ottima rosa con Nainggolan, Simeone, Rog, Pellegrini, Joao Pedro, Nandez”

ZENGA

 “E’ un mio amico. Abbiamo giocato insieme e ci sentiamo spesso. Sono contento che sia tornato in pista, domani avremo modo di scambiare due chiacchiere”

LA GARA E ZEMAN

 “Di sicuro dovremo mettere maggiore qualità, sbagliare meno passaggi, ed essere più propositivi. Il periodo di stop ha influito anche su queste cose, ma auspico di migliorare con il passare del tempo. Come dice il mio amico Zdenek (Zeman, ndr) non importa quanto corri, ma come corri. Noi soffriamo maggiormente in difesa ed il goal lo prendiamo praticamente sempre. Spero di vedere un migliore atteggiamento sotto questo aspetto”

COS’E’ IL CORAGGIO? 

“O ce l’hai, o non ce l’hai. Un coniglio non può diventare un leone. Voglio che i miei giocatori entrino sempre in campo pensando di essere migliori degli altri, ma sempre mantenendo l’umiltà”

Zeman: “Spero che il Bologna si salvi. Sono contento per Destro”

Zeman torna a parlare attraverso le pagine del Corriere Di Bologna. Il Boemo dice la sua su Mattia Destro e sulle speranze di salvezza dei rossoblu.

“So che ha segnato contro il Genoa e sono contento per lui – confessa Zeman – alla Roma era arrivando quando eravamo già in ritiro ed era stato scelto perché aveva le qualità dell’attaccante vero. Le ha dimostrate subito nelle prime amichevoli, segnando a raffica, poi purtroppo in campionato ha commesso qualche errore. Sbagli che fanno parte della carriera di una punta, ma probabilmente andò giù di morale. Di solito non scelgono mai i ragazzi ma ripeto: per me è un giocatore che ha qualità e che sa fare l’attaccante. Il discorso relativo alla sua carriera forse è stato più psicologico: il ragazzo tendeva a deprimersi nei periodi bui. Lui è un attaccante da gol, da ultimi sedici metri. Dentro l’area i mezzi per fare male alle avversarie li ha e per il ragazzo mi auguro proprio che Mihajlovic sia l’allenatore giusto per ridargli carica e fiducia”.

“Un giocatore con il suo talento – continua Zeman – deve riuscire ad affermarsi. Se ha ancora il tempo per riemergere? Certo che ha tempo non è mica vecchio. Il vizio di fare gol non lo si perde, però dopo tanto tempo a secco va riacquistato: Mattia deve avere voglia, applicazione e credere nei propri mezzi. E ne ha. I suoi gol saranno importanti in una corsa salvezza in cui penso e spero che il Bologna possa avere la meglio: ha una rosa superiore a qualche diretta concorrente ma è un problema solo mentale. I rossoblù devono crederci”.

SALVIO IMPARATO