Mourinho, duro attacco da Pogba: “Dovevamo attaccare”

Mourinho-Pogba

Pogba non ci sta e dopo il pareggio all’Old Trafford contro il Wolverhampton attacca il modo di interpretare le partite del proprio allenatore. Mourinho ora dovrà riflettere

“Era una partita che giocavamo in casa, avremmo dovuto fare meglio e soprattutto avremmo dovuto attaccare. A Old Trafford dobbiamo fare solo questo, attaccare, attaccare e attaccare, solo così potremo fare felici i nostri tifosi e avremo più possibilità di vincere. Proprio come abbiamo fatto lo scorso anno contro Tottenham, Arsenal, Chelsea e Liverpool. Perché non lo abbiamo fatto? Non posso parlarne perché sono un giocatore e non il manager – continua Pogba mandando un messaggio a Mourinho – ma dovremmo avere più opzioni di gioco. Adesso dobbiamo cambiare marcia, in casa facciamo troppi pochi punti e i primi posti sono già lontani».

Insomma parole che non piaceranno allo Special One, la sua esperienza al Manchester United si fa sempre più in salita ed urge un’immediata inversione di tendenza. Il Liverpool ha già diciotto punti mentre i Red Devils ne hanno solo dieci. La carriera di Mourinho è ad un bivio ed è legata al destino dello United, riportarlo dove merita è l’unica strada per il portoghese per salvarsi dal declino.

SALVIO IMPARATO

 

Guardiola: “Le grandi squadre a volte dimenticano di quanto sia importante correre ed essere aggressivi” (VIDEO)

(foto Salvio Imparato)

Conferenza stampa di Pep Guardiola all’Hotel Vesuvio di Napoli, a margine del match valido per la Champions League Napoli-Manchester City. Tra i vari complimenti a Sarri e a Jorginho, ha dichiarato di avere rispetto per il Napoli, ma non di averne paura. Il messaggio importante che ha lanciato alla sua squadra, reputandola egli stesso inesperta e giovane per la competizione, è sull’importanza di correre per 90′, elemento essenziale per ridurre il gap con le grandi d’Europa, e ottenere margini di miglioramento individuali.

“Noi già al livello delle storiche big europee? Non lo so, ma sono contento dell’aggressività della squadra. Siamo a novembre, possiamo migliorare ancora sia a livello individuale che collettivo. Noi siamo giovani in Europa, non abbiamo esperienza come club, non siamo Juve, Real o Barcellona, non abbiamo questa storia dietro. Ci sono 3-4 giocatori di esperienza internazionale, come Otamendi, Silva, Aguero, gli altri sono giovani ed hanno 5-6 partite in Champions nelle gambe. Ci saranno momenti difficili domani, dovremo difendere e sarà un test importante. Se cambierò qualcosa dato che ci saranno Jorginho e Allan? Prima della gara d’andata De Laurentiis disse di fare dei cambi, ora non l’ha detto quindi sì, credo che giocheranno i soliti undici. Jorginho è meraviglioso, Allan è in grande forma. Il Napoli è bravo, fa passaggi corti sempre, quelli di 10-15 metri non vanno bene, si gioca a 3-4 metri come loro, per questo perdono pochi palloni e quando la perdono sono tutti insieme ad aggredire. Si inseriscono bene, come Callejon nello spazio nessuno, mi fa piacere sfidare il Napoli perché ci porta ad un livello superiore. Ci basterebbe un punto per la qualificazione aritmetica? Perché pareggiare quando possiamo vincere, tutti gli atleti giocano per vincere. Noi come interpretazione siamo simili sia in casa che in trasferta. Sarri ha detto che vuole vedere la paura sui volti dei giocatori del City? Intanto per me è un onore essere per la prima volta a Napoli, mi è dispiaciuto non esserci mai stato. C’è rispetto per il Napoli, per come gioca, è sempre un piacere vederlo giocare, ma è una partita di calcio e non c’è paura. Per questo è una prova per capire se possiamo crescere per il futuro, questa è una piazza per dimostrarlo a noi stessi”.

La conferenza si conclude con il tocco di classe di Pep, i sinceri complimenti al traduttore – «Molto bravo» – strette di mano ai giornalisti e qualche selfie, per poi dirigersi al 5º piano nella suite presidenziale del prestigioso hotel napoletano.

Salvio Imparato

Poca bellezza all’Olimpico, ma il Napoli continua a riscrivere la sua storia

Con la vittoria di misura all’Olimpico, per 0-1 contro la Roma, il Napoli allunga sulla Juventus e per la prima volta nella sua storia fa otto vittorie di fila dall’inizio del campionato. Senza molto spettacolo e intensità, il Napoli di Sarri fa quello che è sufficiente per vincere, possesso palla che tiene la Roma fuori partita, che nel tentativo di recuperare il pallone si sfianca, ma la differenza tra le due squadre è nelle geometrie, infatti quando la Roma di Di Francesco ha il pallino in gioco non sembra avere gli automatismi necessari per impensierire, un Napoli solido e attento. Buone le prestazioni di Insigne, Koulibaly, Goulham e Reina e buonissima la tenuta atletica della squadra. Di sicuro Maurizio Sarri nel post match non si sbilancerà, ma questa squadra con lui davvero può puntare al grande risultato che manca dal 1990, il Maradona di questo corso azzurro è il gioco che il tecnico toscano è riuscito far interpretare a questa squadra.

Salvio Imparato

Berlusconi: “Montella non mi piace”

Silvio Berlusconi, ex presidente del Milan, ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera, commentando l’attuale momento poco positivo dei rossoneri. Ecco alcune delle sue parole: “Il Milan è un pezzo del mio cuore e della mia vita. Vorrei almeno che la squadra andasse bene. È questo il mio rammarico, il mio dispiacere. E la squadra non va… Non ho capito la campagna acquisti. Non si era mai visto in una squadra il cambio di undici giocatori. Con tutti quei soldi, non si poteva acquistare un top player? Volevo che sulla panchina restasse Brocchi. Ma ero in un letto d’ospedale, tra la vita e la morte. E mi dissero Montella. Non mi piace come sta facendo giocare la squadra, non c’è un’idea. Spiegatemi come possono finire spesso in panchina Suso e Bonaventura, che sono poi i due calciatori tecnicamente più dotati. E come si può fare sempre il solito gioco sulle fasce, per il solito cross in area. Mah… Bonucci capitano? È stata data la fascia a un calciatore che è stato per anni la bandiera della Juventus. C’è Montolivo. La fascia andava affidata a lui”.

Ancelotti: “Mi riposerò per 10 mesi, sull’esonero meglio tacere”




Ad una settimana dall’esonero, Carlo Ancelotti si è espresso, da Gerusalemme, sulle voci che lo davano sulla panchina del Milan. Invitato dalla Ong Assist For Peace, che gli ha organizzato un incontro con bambini di varie religioni (cristiani, musulmani edebrei), nel campo del patriarcato armeno, ha evitato commenti sul suo esonero al Bayern e smentito un suo possibile avvicendamento con Montella: “L’esonero? Meglio tacere. Il Milan? Per i prossimi 10 mesi riposerò, quindi niente altre squadre”.

Salvio Imparato





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