Manicone: “Zeman innovatore al pari di Crujiff, Sacchi e Guardiola”

Manicone, ex calciatore, anche di Zemanlandia, e attuale vice di Petkovic in Svizzera a parlato a TMW Radio al programma Maracanà

La svizzera è il primo campionato che si è fermato per Coronavirus

“Sì, quando in Italia c’erano già i primi casi. Sono stati lungimiranti – afferma Manicone – ad applicare questa politica. Quando hanno cominciato a sospendere le partite e le scuole in Italia, in Svizzera si era rimasti aperti. Quando è iniziata ad aumentare la percentuale di contagiati, si sono chiuse anche le scuole”.

Tonali, Chiesa, Castrovilli. Su chi punteresti per una grande squadra?

“Bisogna in che contesto vanno e quante possibilità hanno di giocare. Sono tre giocatori diversi, fortissimi, nel giro della Nazionale e di sicuro avvenire. Di sicuro cresceranno, ma devono giocare nel ruolo ruolo”.

Michels, Cruijff, Sacchi, Guardiola: chi ha rivoluzionato di più il mondo del calcio?

“Io aggiungerei anche Zeman, perché tanti allenatori si sono rifatti a lui, anche a livello internazionale. Guardiola si è rifatto molto a Cruiff, ma anche Sacchi è stato un grande. ha cambiato il modo di vedere il calcio. Per me sono tutti alla pari, sono dei grandissimi”.

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Sconcerti: “Conte usi Eriksen come Zeman usò Totti”

Sconcerti sulle colonne del Corriere Della Sera si sofferma sui problemi dell’Inter e suggerisce a Conte come usufruire di Eriksen, con un esempio del passato di Zeman.

Il problema del modulo per Sconcerti

A frenare il tecnico nerazzurro – afferma Sconcerti – non sono dubbi sulle qualità del giocatore, ma la sua adattabilità a quel 3-5-2 che è lo schema base dell’Inter. Fa fatica Conte a trovare la collocazione adatta al talentuoso ex Tottenham.

Il malumore dei tifosi

I tifosi intanto borbottano: non capiscono perché siano stati spesi a gennaio 20 milioni per un giocatore che si libera a giugno a parametro zero se poi non viene utilizzato o non viene ritenuto adatto all’idea di gioco di Conte.

Il parere dell’esperto

Una soluzione prova a darla Mario Sconcerti. L’editorialista del Corriere della Sera paragona Eriksen a un brutto anatraccolo che fatica a diventare cigno. E che per molti cigno non diventerà mai. E ricorda i problemi tattici che comporta il suo utilizzo.

I problemi tattici

Con Eriksen nel suo ruolo le squadre finiscono per pendere da una parte. C’è bisogno di aiuti dalle fasce abbastanza continui.

Sconcerti suggerisce però una possibile evoluzione tattica

“Puoi forse impiegarlo come Zeman impiegò Totti, sulla fascia sinistra. Ha reso bene anche in quel ruolo, è uno che quando va in verticale con la palla al piede, spezza il campo e conclude. Ma significa rinunciare a tutto un assetto”.

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Ulivieri: “Coronavirus? Fate i gradoni alla Zeman”

Il coronavirus ha costretto anche il calcio a fermarsi. Calciomercato.com ha intervistato Renzo Ulivieri, ex allenatore e attuale presidente dell’Aiac, per commentare il momento difficile.

Ulivieri, come sta?

“Per adesso va tutto bene – racconta Ulivieri – ci siamo chiusi dentro”

L’associazione allenatori cosa ha previsto in merito?

“Intanto voglio dire che noi ci siamo sempre adeguati alle indicazioni delle istituzioni, abbiamo sempre seguito le disposizioni e non abbiamo diviso il calcio a seconda dei vari livelli. In un momento delicato come questo, ci siamo messi a disposizione. Per quanto riguarda i corsi di formazione e gli aggiornamenti, è chiaramente tutto bloccato, sia corsi centrali che periferici. Mentre da lunedì invieremo delle linee guida per chi volesse allenarsi da casa, con dei programmi specifici”.

Come trascorre il tempo?

“Ho la fortuna di abitare in campagna. Volendo andare a cercare un aspetto positivo possiamo dire che questa pandemia potrebbe essere stata un po’ la fortuna degli ulivi, che prima erano trascurati. Adesso invece chi può se ne prende cura potandoli”.

Ma c’è chi non ha questa fortuna.

“E deve ingegnarsi diversamente”.

Cosa consiglia?

“Mi garba leggere. M voglio dire che oltre alla mente bisogna allenare il corpo, restare fermi non fa bene. Chi ha degli scalini a casa li faccia, alla Zeman maniera. Ci sono dei tutorial interessanti su You Tube sugli esercizi che ognuno di noi può fare a casa, ovviamente in correlazione con l’età che abbiamo”.

A proposito, li ha sentiti tutti quei giovani spensierati che indicavano gli anziani come categoria a rischio?

“Si”.

Cosa ne pensa?

“Mi hanno fatto girare i co… Io adesso rientro nella categoria degli anziani e ho paura. Ma non è che voglio essere un bada lì”.

Scusi?

“Non sai cos’è un bada lì?”.

No, mi perdoni.

“Hai presente quando prendi una pallonata che ti toglie il respiro? Si dice, bada lì, adesso passa in fretta. Oppure quando ti procuri un taglietto di poco conto: bada lì, non è niente, solo un po’ di sangue. Ecco, sentendo parlare i giovani in quel modo mi ha fatto sembrare che ponessero gli anziani in quella categoria di ‘bada li’. Come a dire, tanto sono anziani. Ma se le cercano da me queste sicurezze, andassero a prendersele altrove. Ma insomma”.

Torneremo ad essere quelli di un tempo?

“Non lo so, forse i giovani si. Forse a loro passerà in fretta. A quelli come me ci vorrà tempo, è una cosa che segna, che fa paura”.

Ci sarà meno calore umano?

“Potrebbe essere, mi auguro però ci sia più senso civico in futuro. In casi come questo dovrebbero essere sufficienti le indicazioni del governo, invece sono serviti obblighi e divieti”.

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#restiamoacasa, il Pescara rievoca i tempi di Zeman

L’account twitter del Pescara, rievoca ironicamente i fasti di Zeman. Lo fa sfidando le società di B a giocare a Pes2020. Spaventando gli avversari inserendo in rosa Insigne, Verratti e Immobile. Tutto rigorisamente con ashtag #restiamoacasa

L’account social del Pescara non è nuovo a queste iniziative. Si è già fatto notare recentemente con un tweet scherzoso di risposta al Napoli e uno all’Empoli simulando Ibra con la maglia biancoazzurra. Questa volta lo fa sfidando tutta la serie b ad una partita a Pes2020, approfittando del momento e del #restiamoacasa. In rosa però aggiunge i tre protagonisti del grande Pescara di Zeman, Insigne, Verratti e Immobile. Nostalgia? Chissà, in tutti i casi Zeman è libero e in grande forma.

SALVIO IMPARATO

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Coronavirus, Zeman: “Non ho problemi è il virus che avrà problemi con me!” (VIDEO)

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Uno Zeman in formissima a Radio 1, viene sollecitato sul coronavirus. Sembra non temerlo, ma in realtà è solo un pretesto per manifestare la sua vitalità.

“Non ho problemi, è il virus che avrà problemi con me” ❤️

Posted by GruppoZeman.com on Sunday, March 8, 2020

“Coronavirus? Io non lavorando, attualmente sono poco frequentato e quindi non ho problemi è il virus che avrà problemi con me. Vedo che questo coronavirus vuole ringiovanire il mondo, io sono vecchio e quindi mi ci metto contro. Virus e calcio? Io spero che il campionato finisca, anche se ho i miei dubbi, mentre mi aspetto che cali il contagio arrivano altre botte. Giusto si giochi a porte chiuse, sperando abbiano fatto i controlli a tutti, perché ci sono sia i contatti che gli sputi (scherza ndr). Poi se i giocatori si vogliono bene possono anche abbracciarsi”.

SALVIO IMPARATO

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Radio1, Zeman: “Allegri grande gestore, io mi sento più allenatore. Ho rifiutato alcune panchine”

radio1-zeman

Zeman torna a parlare a Radio1, nel programma “Un Giorno Da Pecora”. Format presentato da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro ospita il Maestro del 4-3-3 stimolandolo su vari argomenti, anche sul coronavirus.

Buondì! Ultimo giorno da pecora BIS della settimana. Con noi un ospite incredibile! Zdenek Zeman!In collegamento Alessio Villarosa, Pier Carlo Padoan, Massimiliano Fuksas, Divino OtelmaCommenta e condividi. Siamo in diretta anche su Instagram e sul canale Youtube della Rai.#ZEMAN#UGDP#UGDPBIS

Geplaatst door Un Giorno da Pecora Radio1 op Vrijdag 6 maart 2020
Radio1, “Un giorno da pecora” puntata integrale con Zeman

Annunciato a Radio1 come il migliore allenatore di tutti i tempi, Zeman fa il suo ingresso in studio in camicia di Jeans, è in forma il maestro.

È troppo critico dire che è il miglior allenatore di tutti i tempi?

“È esagerato”

Chi è il più grande allenatore attualmente?

“Non li ho misurati”

C’è qualche allenatore che venera più di se stesso?

“Qui in Italia si portano gli allenatori che vincono. A me piacciono De Zerbi e Liverani, anche se dovessero andare in B. Stanno facendo bene e cercando di giocarsela”

Campionato a porte chiuse, che ne pensa?

“Non è sicuramente la situazione migliore, ma il campionato bisogna finirlo per forza. Io ho ancora dei dubbi, perché mi aspetto qualche altra ‘botta’ – dice Zdenek Zeman parlando del Coronavirus a Radio1 – si sta allargando ogni giorno di più. In questo momento, visto che non lavoro in mezzo agli altri, non ho problemi. Ma il virus avrà problemi con me. Io penso che questo virus voglia ringiovanire il mondo, ce l’ha con i vecchi e io mi metto tra questi. Amareggiato non solo per l’Italia ma per il mondo. Sicuramente non è una situazione allegra e speriamo di uscirne”.

Come faranno i giocatori a mantenere la distanza di un metro tra loro?

“Hanno fatto gli esami e dovrebbero essere sani. Spero che abbiano fatto a tutti il tampone, perché il contatto c’è e anche gli sputi. Non abbracciarsi dopo i gol? Se si vogliono bene, si possono abbracciare”.

Le manca la panchina?

“Ogni tanto vado a sedermi a quella del parco però, che in certi casi è anche meglio. Qualche squadra in questi mesi mi ha cercato. Ho detto di no perché non avevo rassicurazioni sul tipo di lavoro che potevo fare. Io voglio poter fare il mio mestiere. Oggi i dirigenti vogliono fare loro la formazione.”

Chi gioca oggi il miglior calcio in Italia?

“La Lazio comunque è la squadra che gioca meglio in Italia, mentre l’Atalanta gioca un altro calcio, più fisico, corrono più di tutti perché si allenano bene”.

La Juventus perché non gioca bene? Allegri le piace?

“Non gioca bene ma ha la miglior rosa, credo che Sarri, come me, vorrebbe giocassero più insieme, come gruppo. Allegri mi piace come gestore, ruolo che condivide con i migliori allenatori in circolazione. Io mi sento più allenatore”

Il Var non le piace

“Penso sempre che il calcio sia un gioco umano, sia per i calciatori che per gli arbitri. E poi si sbaglia anche ora, forse anche di più: o la Var si usa sempre oppure no.”

Tornerebbe alla Roma o alla Lazio?

“Dipende dai programmi e da quel che si può fare. Alla Lazio Idem.”

Chi vincerà lo scudetto?

“Juventus-Inter , vince la Juve: ha i giocatori più forti. Scudetto? Spero vinca la Lazio anche se la Juve, come dicevo, ha la rosa più forte. Lotito comunque ha fatto molto di più di altri che hanno mezzi più ampi”.

Il suo 4-3-3 è più di sinistra?

“Il calcio non è politica, comunque ho attaccanti e terzini sia a destra che a sinistra”

SALVIO IMPARATO

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Klopp, sul coronavirus da lezione a chi ha sempre un’opinione (VIDEO)

klopp-coronavirus

Il sottrarsi ad un risposta, da parte di Jurgen Klopp, sul coronavirus, diventa un’inevitabile lezione alla folla di opinionisti ignoranti-arroganti, ma soprattutto non richiesti.

La lezione di Klopp sul coronavirus

Oltre ad essere un grande allenatore, Klopp è un grande uomo. Basta ascoltarlo in questi pochi secondi per capire.🎙️ "Non è importante quello che dicono le persone famose, è giusto ascoltare chi è informato e non chi non ha conoscenze come me" 👏👏

Geplaatst door Eurosport op Woensdag 4 maart 2020

Chiediamoci se un’opinione sacrosanta come questa di Klopp, che in un mondo sano dovrebbe e potrebbe però essere di tutti, venga invece a costituire praticamente un unicum.
La verità è che viviamo in una bolla. In una realtà virtuale in cui si è chiamati a dover necessariamente metter bocca su tutto. Pretendere di avere ragione a prescindere dalla sostanza di ciò che poi accade. Trasformare ogni discussione in potenziale sfogo di frustrazione e gioco al massacro che non porta mai a nulla di concreto.


Questo perché ci viene insegnato ormai che sentirsi migliori vale decisamente di più che essere migliori. Che avere qualcosa da dire, sempre e comunque, è tanto obbligatorio quanto rifiutarsi di ammettere che esistono determinati ambiti e settori in cui bisognerebbe avere la forza di ascoltare, piuttosto che specchiarsi dal gradino più alto del proprio podio.


Il paradosso è che la lezione di umiltà debba arrivare da chi ha recentemente condotto la propria squadra sul tetto prima d’Europa e poi del mondo. Ma quando arrivi finalmente primo. Restando sempre fedele a te stesso. Andando nella direzione quasi opposta rispetto a quella che molti considerano unica o prioritaria. Allora è decisamente improbabile che tu possa farti cogliere impreparato di fronte alle regole imposte dal successo, che dicono automaticamente di te che devi essere un esempio ancora maggiore per tutti, non solo per i colleghi e gli addetti ai lavori.

Empatia, carisma, intelligenza e onestà intellettuale sempre. Ironia e leggerezza quando c’è da pesare e sdrammatizzare l’importanza esasperata di alcuni momenti e situazioni. Trasparenza, quando si riconosce la propria fallibilità e si ammettono i propri errori senza per questo sentirsi più fessi degli altri o aver paura di qualcosa da cui poter imparare.

La portata di un pensiero si stabilisce anche in base alla quantità di spunti che esso riesce a fornire. Avevano chiesto a Klopp soltanto se fosse o meno preoccupato. Ma per fortuna, come al solito, ci ha messo qualcosa di suo. Per sfortuna, invece, nonostante la rilevanza mediatica, sappiamo benissimo che il nostro resta il paese dei balocchi. Basta pochissimo per dimenticare e un’eternità per provare a cambiare. Tra il menefreghismo e il catastrofismo chi esce sempre sconfitto è il buon senso. Così come tra il prevenire e il curare dovremo sempre inchinarci all’eccellenza di chi ci cura.
Influenzati e influenzabili da ben prima del coronavirus.

Gioacchino Piedimonte

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Gds, Zeman: “Giusto giocare senza pubblico se ci sono problemi di salute”

gds-zeman-intervista

Zdenek Zeman ha rilasciato una lunga intervista alla Gds. Ai microfoni di Nicola Berardino ha parlato di Lazio, rinvii e Juventus.

Zdenek Zeman ha allenato la Lazio, dal 1994, quando fece il grande salto dal Foggia, al gennaio 1997. Due stagioni e mezza sulla pan- china biancoceleste. Nel tragitto della Lazio di Cragnotti verso lo scudetto del 2000. Ecco l’intervista completa alla Gds.

Zeman, che cosa le dice la Lazio capolista?

«Sicuramente, una novità. La squadra di Inzaghi – continua Zeman alla Gds – viene da 21 partite utili di fila, non da tre. Anche se mancano i risultati delle gare da recuperare, la Lazio se lo deve godere questo primo posto».

Quanto questo primato nasce dal bel gioco?

«In Serie A la Lazio è la squadra che più mi piace vedere. Giocare bene è sempre un vantaggio anche se a volte non porta punti. La formazione di Inzaghi in- vece ci sta riuscendo. E mi auguro che continui a giocare bene e a fare risultati».

Da tecnico che cosa apprezza dei biancocelesti?

«Giocano da squadra. Tutti si aiutano e sono molto attenti a quello che fanno. E hanno il centrocampo migliore del campionato».

Luis Alberto sempre più lea- der della manovra. Una stella anche a livello internazionale? «In questa stagione sta facendo cose eccezionali».

3Inzaghi ha trovato pure delle alternative all’altezza in pan- china.
«È un buon gruppo. Vuol dire che lavorano tutti bene».

3Si può fare un paragone tra questa Lazio e quella che nel 2000 con Eriksson vinse lo scudetto?

«Quella formazione era più forte nelle individualità ma an- che nel collettivo rispetto a que- sta che però riesce a sopperire a quel divario proprio giocando insieme».

Quando è arrivato in A Inzaghi giocava con un modulo 4-3-3 etichettato di stampo zemaniano, mentre adesso si affida soltanto al 3-5-2

«Bisogna fare quello che conviene alla squadra. Soprattutto se sul campo quella disposizione tattica da dei frutti».

Inzaghi ha costruito la Lazio come un mosaico, tassello dopo tassello

«Le squadre si preparano sapendo prima quello che serve».

Tra i segreti di questa Lazio, probabilmente, c’è anche il tipo di preparazione estiva: due settimane tra le amichevoli di Auronzo. Un modello che richiama quello zemaniano.

«Conta molto il lavoro che si svolge in ritiro. Bisogna lavorare per dare le basi fisiche ma anche tattiche. Più si lavora in quel periodo e meglio sarà per il campionato».

Chi considera in pole per lo scudetto?

«Per me la Juventus resta la favorita. Continuo a ritenerla la squadra con più valori in asso- luto. Per ora ha qualche difficoltà a esprimersi e non riesce a sfruttare tutta la forza che ha».

Le gare rinviate chi hanno danneggiato?

«Tutti».

Può essere giusto giocare anche senza pubblico?

«Sì. Visto che ci sono grandi problemi di salute, è normale che senza pubblico si evita quel pericolo. Secondo me, finire il campionato può diventare problematico».

Quale può essere il punto di forza della Lazio nella volata verso lo scudetto?

«La convinzione nei propri mezzi anche per le 21 partite di fila senza sconfitte. La squadra ora sa quanto può ottenere. E si impegnerà per continuare a far bene. Poi potrà pure arrivare una sconfitta, ma la Lazio è lì».

Che cosa può frenare la corsa dei biancocelesti?

«Gli infortuni. Di gente di valore, tipo Luis Alberto e Immobile».

Quanto conta la gestione societaria di Claudio Lotito?

«La Lazio è un buon esempio. La squadra di Inzaghi non è costata come le altre, ma sul campo rende meglio delle altre».

Con la Lazio è andato più vicino allo scudetto?

«Sì. Secondo posto nel 1995, perdemmo con la Juventus …».

Lo scudetto va programmato o può arrivare a sorpresa?

«La Juventus li ha programmati. Negli ultimi vent’anni, Lazio e Roma ne hanno vinto uno per parte, ma poi hanno pagato un grosso prezzo. Il segreto – conclude Zeman alla Gds – è sempre saper gestire bene la società».

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Gattuso attacca: “Campionato falsato” (VIDEO)

Gennaro Gattuso non ci sta e lo dice a gran voce, nel post partita di Napoli-Torino. In conferenza, interpellato sulla decisione della Lega di rinviare un solo gruppo di partite, non le manda a dire.

Anche Gattuso non ci sta sulla decisione della Lega e ritiene il campionato falsato

Geplaatst door GruppoZeman.com op Zondag 1 maart 2020

“Non sono d’accordo – afferma Gattuso – non sono d’accordo. Rispetto per le vittime, ma non sono d’accordo: le gare o si giocano tutte o si ferma il campionato. Giocare una gara oggi o il 13 maggio è diverso, il Torino aveva 4 diffidati ma non ha giocato col Parma. Si fa una scelta, o si gioca tutti o no perché per me il campionato è falsato in questo momento. Tra due mesi saranno partite totalmente diverse e poi c’è chi non gioca due settimane e chi gioca ed ha un dispendio energetico diverso. Non è uguale per tutti così”.

SALVIO IMPARATO

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Morace, Zeman: “Carolina non ricorda che nel 1986 portai la mia squadra a vedere il suo Trani”

Zeman interviene ancora sulle sue dichiarazioni, interpretate male, sul calcio femminile. La fa raccontando un aneddoto, con protagonista Carolina Morace nel 1986. Ecco il video.

“Io pensavo di fare bene al calcio femminile, che per colpa della cultura italiana non si emancipa perché, intendevo dire, che la donna qui viene vista più in cucina. La Morace? Carolina mi attacca, ma lei è una testimone diretta. Nel 1986 eravamo in ritiro e portai la mia squadra a vedere una partita del suo Trani femminile. Penso che all’epoca eravamo gli unici magari”.

Ennesima dimostrazione, che quando si parla di Zeman, molti dovrebbero sciacquarsi la bocca. Ripetiamo il concetto, la Morace chieda scusa a chi da tanto si prodiga per il calcio e lo ha evoluto ricevendo meno del dovuto, a questo punto maestro di esempi anche per il calcio femminile.

Salvio Imparato

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