Pardo racconta la Bellezza Zeman, Sarri e Bielsa

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Sul sito Repubblica.it Pierluigi Pardo presenta a viderubrica “È il calcio, bellezza”. In questa bellissima puntata si parla di Zeman, Sarri e Bielsa.

Pardo, “È il calcio, bellezza”: da Zeman a Bielsa, perché amiamo il calcio folle che seduce (e non vince)

Zeman, Bielsa, Sarri. Tre filosofi del calcio fuori dagli schemi, affascinante e coraggioso, spettacolare e coinvolgente ma di rado vincente. Ci sono allenatori che, nonostante possano vantare pochi titoli, restano nel cuore della gente, dei tifosi, dei semplici appassionati di calcio. E anche nel cuore degli stessi calciatori, come racconta Cassano a Pardo in questa puntata de “È il calcio, bellezza” dedicata al football folle in grado di sedurre anche quando porta alla sconfitta.

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Così recita la didascalia che accompagna il bellissimo video, in cui Pardo, con le note dell’isola che non c’è di Bennato, ci racconta il perché ci si innamora di chi non vince ma incanta, emoziona e resta impresso nella storia. Infatti come racconta il cronista, giornalista e presentatore, il calcio è fatto di numeri. Dove la vittoria conta più di ogni cosa e crea certe categorie. Categorie di squadre, allenatori e calciatori. Mentre dall’altra parte c’è la categoria degli innovatori che entrano nei cuori e nella storia senza alzare tanti trofei. Di questa categoria fa di sicuro parte Zdenek Zeman innovatore estremo di attacco e spettacolo con il suo dogma… Il 4-3-3.

“Ho avuto squadre che non erano da primo posto che però hanno giocato da squadre da primo posto. Le vere soddisfazioni erano quando perdevamo le partite e il pubblico ci applaudiva comunque”

Galeone, il Profeta “geloso” di Zeman compie 80 anni

Giovanni Galeone compie 80 anni, il Profeta amato soprattutto a Pescara è famoso per il 4-3-3 e il calcio offensivo. Annosa la diatriba sulla paternità di un certo tipo di calcio tra lui e Zeman, tornata di moda quando il Boemo approdò sulle sponde dell’adriatico.

Si dice spesso che i due, Zeman e Galeone, no. si siano mai amati, ma ad onor del vero è sempre stato il Profeta nato a Napoli, un pò “geloso” del Boemo. Tutte le punzecchiature che si ricordano e si trovano, partono sempre dalle parole taglienti del Gale. Uomo vero e di cultura, non ha mai negato la sua sincerità a nessuno, recentemente spiegò anche l’origine della sua antipatia verso la Vecchia Signora, la Juventus.

“Non mi sta simpatica la Juve, ricordo che giocammo una gara giovanile contro la Juventus e loro ogni volta che chiamavano ‘fallo’ l’arbitro lo fischiava. Quella volta, era il 1958, decisi che non avrei mai tifato per la Juventus. Non mi piace questo modo di fare”.

PESCARA, GALEONE E ZEMAN

Pescara da anni è terra di favole calcistiche e prima dell’approdo di Zemanlandia, erano ormai quasi vent’anni che non c’era materiale da romanzo calcistico. Le ultime pagine di storia biancoazzure le aveva scritte proprio il “Profeta”Galeone. E proprio quando De Cecco decise per la soluzione Zeman, dopo l’addio di Di Francesco, si riaccese immediatamente il dibattito. In città è puramente di cuore, ma è chiaro a noi zemaniqni che Galeone ha un significato troppo più grande per Pescara come lo ha Zeman a Foggia.

Le due promozioni 86-87 e 91-92 e l’unica salvezza in A 87-88, hanno un posto speciale nel cuore dei pescaresi e forse anche se Zeman non avesse “tradito”, zemanlandia avrebbe fatto fatica comunque a scalcare la storia galeoniana. Se si legge il bellissimo racconto di Ultimouomo, si fa meno fatica a capire perchè. Poi è risaputo si è sempre gelosi di certi ricordi, di certe imprese che spesso non si fa in tempo a godersi quelle nuove, specie se passa troppo tempo tra l’una e l’altra. Aiuti il tempo a renderle più preziose e quasi insostituibili. E magari anche se il Profeta sarà stato geloso delle sue favole pescaresi e ben cosciente che Zeman avrebbe potuto riscriverne un’altra, avrà gioito come un tifos a quella storica promozione del 2012. Nonostante qualche provocazione accolse il Boemo con belle parole.

“Zeman? Ah, tranquilli: fa lo stesso calcio da venti anni, ma siccome molti altri si sono fermati a 40anni fa, lui sta sempre avanti. In fondo gli dò atto che sta avanti a gran parte dei suoi colleghi. Indubbiamente per la piazza Pescara può essere l’ideale. Il suo modo di giocare, le soluzioni offensive che propone credo che piaceranno molto ai tifosi pescaresi. Lì c’è voglia di vedere gioco, anche di rischiare, ma cercare il risultato in ogni circostanza, alla difesa dei risultati striminziti non sono più abituati.Neanche in B. Se prendi Zeman vai sul sicuro, ma devi fargli fare la squadra come vuole lui. E credo che lui non accetti condizioni diverse”.

Sapeva bene, da grande uomo di calcio, il valore aggiujto che Zeman poteva portare al Pescara. Forse per grandi caratteri, anche un pò arroganti ed egocentrici, è difficile condividere gli elogi e i primati di bellezza. Di miracoli può farne solo un Dio e due sono troppi. Ed è inutile qui contare chi ne ha fatti di più o cercare di dare valore ad uno piuttosto che ad un’altro. Sono due uomini che hanno ottenuto grandi risultati giocando al calcio, con un’altra filosofia e senza mai negare la loro visione del calcio davanti ai microfoni. Ancora oggi dispensano taglienti opinioni sul calcio di oggi. E per rinnovare gli auguri al Gale, ricordiamo una sua bellissima frase con cui si congedò dalla panchina. Li decise di aver definitivamente abbandonato il ruolo di allenatore.

«No, non mi siederò mai più su una panchina. Un po’ per la condizione fisica, che comunque è un problema che si risolverebbe chiamando un “secondo” giovane e in forma. Ma soprattutto perché non riesco ad avere più un rapporto con i calciatori. Me ne sono reso conto quattro anni fa, ad Udine. Non li sopporto più, i calciatori. Ormai hanno un potere contrattuale spaventoso, che porta molti di loro a non avere rispetto per la divisione dei ruoli. Scegli di non far giocare uno e quello mica te lo dice in faccia. No, si lamenta col suo procuratore, che poi chiama il direttore sportivo, che il giorno dopo chiama te».

Ancora auguri Profeta

SALVIO IMPARATO