GENOA QUASI IN B: ONORE A BLESSIN

Il Genoa perde il derby della lanterna, la stracittadina di Genova, ed è condannato dall’acerrima rivale della Sampdoria ad una quasi sicura retrocessione.

1. IL DERBY DELLA BEFFA

Probabilmente il Genoa andrà in B, nel modo più amaro possibile, ossia perdendo un derby salvezza contro la Sampdoria. Sconfitta beffarda per 1-0. Nessuno poteva immaginarlo. Gli eterni rivali blucerchiati, superiori nelle individualità, arrivavano da una crisi nera; una crisi di gioco e di convinzione. Coach Giampaolo sembrava ormai il prete chiamato a procedere con l’estrema unzione.

Nessuno poteva immaginare nemmeno il finale drammatico: Criscito, eterno capitano rossoblu, che sbaglia il rigore dell’1-1 durante i minuti di recupero. E sarebbe bastato anche un punto alla compagine genoana per cullare ancora speranze di salvezza.

2. CHI E’ ALEXANDER BLESSIN?

Se però c’è stato un ultimo ballo, un ultimo ribollire di contrastanti emozioni per un gioco così banale e allo stesso tempo globale, la gradinata rossoblu del Grifone lo deve al signore in foto: Alexander Blessin.

Il quale, pur non senza qualche defaillance, ha rianimato con il defibrillatore un ambiente morto e un’armata Brancaleone. Tecnico tedesco, giovanissimo per gli standard del calcio italiano, scuola Redbull. Kloppiano convinto.

Per vincere nel calcio professionistico bisogna portare ai massimi livelli la poesia e l’agonismo del calcio dilettantistico. Questa potrebbe intendersi come sua massima. Furore agonistico, caos organizzato… mai mollare.

3. BLESSIN, EROE ROMANTICO

Blessin ha creato in pochissimi mesi un ambiente da salvezza lì dove ormai c’era solo mesta rassegnazione alla retrocessione.

E dopo non aver centrato l’obiettivo, che sull’onda di un entusiasmo contagioso pareva ormai alla portata, Alexander rimane in tribuna con moglie e figlia, come uno di noi, a ragionare sui perché della sconfitta, sugli errori di un obiettivo difficilissimo e sfumato sul più bello nonostante ci credessero tutti a dispetto dei risultati conseguiti di giornata in giornata.

Rimane sugli spalti di Marassi a prendersi la brezza marina addosso, la tristezza dei marinai intorno e a condividere con loro la mulattiera del mare verso nuovi e futuri orizzonti. Tutti possibili e realizzabili con la nuova proprietà, quantomeno stabile dopo i disastri pluriennali di Preziosi.

4. BLESSIN E L’ITALIA

Se dovesse rimanere alla guida del Genoa anche in B, sembrerebbe proprio che il calcio italiano abbia acquisito un nuovo (positivo) personaggio, al quale ha regalato lo stesso football tricolore l’amore per questo gioco.

1989, Neckarstadion di Stoccarda. Stoccarda – Napoli 3-3. Sulle tribune tinte d’azzurro emigrante e orgoglioso si canta: porompompero-però-porompompò. Blessin è lì con loro, con i partenopei, guarda attonito l’amore per questo sport e il suo nunzio vincere la Coppa Uefa. Canta gli stessi Cori vesuviani e decide di diventare un mister per gioco e per passione.

Infine la vita, maliziosa, sembra avergli regalato consacrazione proprio in un’altra città di mare, Genova, fino a poco tempo fa gemellata con quella Napoli che, quando conviene, sussume l’Italia tutta. Blessin-Genoa è una storia che gradiremmo continuasse ad esistere anche in serie B, grazie!

Massimo Scotto di Santolo

Ancelotti: “Giocare bene aiuta a vincere” (VIDEO)

Ancelotti-Napoli

A margine di Sampdoria-Napoli, Carlo Ancelotti ha presentato la sfida nella consueta conferenza nella sala stampa del centro sportivo di Castel Volturno

Si può già pensare ad un allungo in classifica?

“E’ troppo presto – spiega Ancelotti – per pensare alle situazioni di classifica. Siamo molto concentrati su quello che vogliamo fare domani e in futuro. Vogliamo continuare a vincere le partite. Anche se ogni partita diventa sempre più complicata. La Sampdoria è una squadra difficile da afforntare, con un allenatore capace. L’ambiente comunque è molto buono e possiamo fare molto bene”.

Cambierà qualcosa nella formazione iniziale

“Se farò dei cambi sarà solamente per mantenere il gruppo più unito, non perché qualcuno ha fatto male. Per fortuna sono più di 11 giocatori che possono giocare”.

E’ un girone insuperabile quello di Champions?

“Nulla è impossibile, ma è difficile perché ci sono tre squadre tutte fortissime e una outsider, e sappiamo che ambiente ci sarà a Belgrado con la Stella Rossa. Penso che a Parigi, con tanti italiani, abbiano stappato Champagne per averci trovato ai gironi. Saranno tutte partite stimolanti”.

Cosa non ha funzionato all’inizio delle sfide con Lazio e Milan?

“Con la Lazio abbiamo avuto un problema psicologico all’inizio, mentre col Milan abbiamo tenuto un’intensità troppo bassa nel primo tempo. Vogliamo limare questi aspetti, per non andare sempre sotto a inizio partita”.

Hamsik è ancora il giocatore più sostituito

“Il fatto di giocare tutta la partita è un luogo comune che mi piacerebbe cambiare. Quando hai una rosa competitiva, dove spesso non c’è un giocatore più forte dell’altro, allora non cambia giocare 60 o 30 minuti. Nella scorsa partita il giocatore determinante è stato Mertens, che ha giocato solo 30 minuti. Hamsik è un giocatore molto professionale, e sono sempre stato contento di vederlo giocare in quella posizione. E’ un giocatore diverso da Diawara, ma voglio tenerli entrambi. Se li posso sfruttare entrambi nella stessa partita lo faccio”.

L’esordio di Verdi?

“Può darsi”.

Cosa c’è ancora da migliorare?

“Dobbiamo migliorare nell’aspetto difensivo. Dobbiamo porre rimedio alle cose che abbiamo sbagliato nelle scorse partite. La fase difensiva comunque coinvolge tutta la squadra, non solo un reparto”.

La sceltaa di Diawara è condizionata dalla presenza di una fantasista nella Sampdoria? Ruiz sarà impiegato anche come regista?

“Per la formazione terrò conto anche delle caratteristiche dell’avversario, che sono molto definite. Fabian Ruiz al momento è disponibile, ha cominciato ad allenarsi ieri, qui non sarà regista. In Spagna già sanno che tipo di giocatore è, perché ha giocato già in under 21. Ha un futuro positivo”.

I sorteggi di Champions per le italiane?

“Juventus e Roma hanno un sorteggio più abbordabile, Napoli e Inter no, ma spero possano andare avanti tutte per il bene del calcio italiano”.

Che notizie ci sono sugli infortunati?

“Tutti i giocatori infortunati stanno recuperando bene e velocemente, ma non vogliamo mettere fretta a nessuno. Younes ha cominciato a correre, Ghoulam avrà un controllo la prossima settimana e penso avrà l’ok. Meret ha iniziato un lavoro sul campo da poco”.

A Carlo Ancelotti quale strada preferisce percorrere per arrivare alla vittoria? Ha un rito scaramantico?

“Non ho un rito particolare, anche se sono abbastanza scaramantico. Giocare bene aiuta a vincere, anche se non sempre porta alla vittoria. Noi non dobbiamo perseguire il traguardo finale e cioè la vittoria, ma come arrivarci. Non credo ci sia una filosofia vincente, si può vincere in tanti modi, l’importante è avere un buon spirito collettivo. Con questo gruppo è tutto più facile”.

SALVIO IMPARATO

Giampaolo: “Il Napoli non mi ha chiamato, oggi buona partita nonostante l’attacco spuntato” (VIDEO)

Un Marco Giampaolo nervoso in sala stampa, forse troppe critiche dalla stampa locale per un finale di campionato in calo rispetto al girone d’andata, ma il tecnico non ci sta e afferma che per andare in Europa League il Torino non ha ceduto Belotti, mentre la Samp ha dovuto cedere i migliori. Non sembra esserci aria di rottura con Ferrero, ma Giampaolo ci ha tenuto a mettere le cose in chiaro confermando la sua disponibilità a restare anche con un ridimensionamento sul mercato, a patto che sia una corretta comunicazione sul futuro da parte del club e della stampa. Noi ovviamente gli abbiamo chiesto sulle voci che lo danno al Napoli la prossima stagione al posto del collega e amico Maurizio Sarri.

Mister ovviamente non si sbilancerà mai sul suo futuro al Napoli al posto di Sarri, ma lei che sensazioni ha? Resta al Napoli?

“Non rispondo né sul mio futuro e né su quello di Maurizio, già ho detto che sto bene qui e il mio futuro alla Samp non dipende da dei rumors che non ho, di sicuro il Napoli non mi ha chiamato e quindi la chiudiamo qui perché la questione è se qui posso ancora dare soddisfazione alla gente, al club e alla mia squadra”

Penso che abbiate fatto una buona partita forse proprio l’interruzione per i cori ha destabilizzato la squadra?

“La squadra ha fatto una buona partita, bisogna tener conto della forza dell’avversario, che se non sbaglio ha perso una sola partita fuori casa e ti dice in modo serio cos’è il Napoli. Noi siamo stati bene nella partita, siamo stati competitivi e abbiamo concesso quello che il Napoli si prende normalmente e non di più, anche oggi eravamo un po’ spuntati, Zapata è subentrato ma rischiavamo di perderlo ancora, Quagliarella non c’è e quindi non avevo cambi li davanti, poi la sconfitta mi dispiace ma alla squadra non posso rimproverare nulla e devo ammettere che il Napoli è un’altra storia”

Salvio Imparato

Giampaolo: “Ho visto un buon Pescara e Zeman è un patrimonio del calcio italiano”

Nella conferenza post Sampdoria-Pescara, Marco Giampaolo ha parlato della vittoria sul Pescara per 4-1,  ammettendo che con è stata una gara semplice – << La squadra di Zeman è una squadra di profondità, se le dai coraggio rischi di farla rientrare in partita>> – spiega il tecnico, a cui chiedo un’opinione sul Pescara del Boemo.

Buonasera Mister, hanno chiesto a Zeman cosa ne pensa della Sampdoria e lui ha risposto – << E’ un’ottima squadra che gioca un buon calcio, ma può fare meglio, e stasera ha fatto molto bene>> – quindi io le chiedo come ha visto il suo Pescara considerando che il Boemo è anche in discussione.

“Ho visto un buon Pescara, che è venuto qui provando a giocare a calcio e a tratti ci è riuscito creando arie occasioni da gol. Anche lui ha gestito gli uomini e giocato con dei giocatori che abitualmente non sono titolari, nonostante questo il Pescara mi ha fatto una buona impressione. Zeman è uno che lavora per dare una certa identità alle sue squadre, è un patrimonio del calcio italiano”

SALVIO IMPARATO

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