Roma-Napoli, Zeman: “Tornare?Se devo fare calcio devo farlo bene”

Il tecnico Boemo Zdenek Zeman, ancora in attesa di una chiamata è ad assistere alla gara Roma-Napoli all’Olimpico

Presente allo Stadio Olimpico per assistere a Roma-Napoli, anticipo dell’undicesima giornata di Serie A, il “doppio ex” Zdenek Zeman è stato intercettato dall’inviato di Calciomercato.it.

Roma-Napoli

“Le due squadre non sono al meglio dal punto di vista degli infortuni, hanno qualche problema, nonostante ciò sono due buonissime squadre. È difficile valutare Fonseca, si dice che sta facendo bene anche con tanti infortunati, vediamo cosa succederà quando rientrano tutti”.

Lotta scudetto

Juventus e Inter sono le due squadre che vincono di più, ma anche quelle che soffrono di più. Tutte le gare sono abbastanza equilibrate, poi il rigore al 95′ aiuta a fare tre punti, ma il rigore c’era e quindi è giusto”. 

Antonio Conte e la rosa corta

“Inter pericolo principale per la Juve? A sentire l’allenatore no. Dice che vuole di più, che non è contento. Quindi è convinto che si può fare meglio di così. Se sarei contento della sua rosa? Sì, è una buona squadra e ha anche più italiani di tutti, quindi si capiscono meglio”. 

Zaniolo come Totti, il parere di Zeman

“Credo che non c’entrano niente tra di loro. Zaniolo è più centrocampista che esterno. Sta facendo bene, segnando gol e aiutando la squadra. Può diventare un bravissimo giocatore, ma non può diventare mai Totti”.

Il suo futuro

“C’era qualche offerta, ma per ora nulla che possa interessarmi. Se devo fare ancora calcio, voglio farlo bene”.

Su Di Francesco

“Si sapeva che la situazione alla Samp non era chiara, la società era in vendita e quando non c’è chiarezza è sempre difficile fare bene”.

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INTER-SLAVIA PRAGA, TRPISOVSKY: “CONOSCO LA A PER ZEMAN”

Inter-Slavia-Praga

Il tecnico ceco parla a margine della sfida di Champions Inter-Slavia Praga, in programma stasera a San Siro. Il connazionale di Zdenek Zeman parla anche del Boemo di cui è un estimatore.

VERSO INTER-SLAVIA PRAGA

“Siamo in un gruppo di giganti e ne siamo consapevoli, ma se non ci credessimo, non proveremmo neppure a giocare Inter-Slavia Praga qui a San Siro. Vogliamo rimanere in Europa, il campo dice sempre la verità. Abbiamo le qualità per far soffrire qualunque avversario”.

TRPISOVSKY SULL’INTER

“Siamo cambiate entrambe in estate. Noi sappiamo poco di loro ed è meglio che anche loro non sappiano molto di noi. Fa parte del gioco. Proveremo a fare più punti possibile in questo girone di ferro, a questo livello non si deve sottovalutare nessuno. Lo Slavia vuole lasciare il segno in Europa“.

LUKAKU IN DUBBIO

 “Credo che non giocherà perché da quello che sappiamo non sta bene. E questo è importante per noi. Il gioco senza di lui sarà per forza diverso, se non ci sarà avremo una preoccupazione in meno. È anche vero però che saremo preoccupati uguale, laddove chi lo sostituirà ha caratteristiche diverse e altrettanto pericolose”.

CONDIZIONI SLAVIA

“Siamo pronti, qualcuno non è al meglio e per questo è rimasto a Praga, ma siamo abbastanza preparati per questa gara”.

TRPISOVSKY

“Vogliamo riuscire a sorprendere i nostri avversari. Loro vorranno farsi valere con il loro gioco, noi proveremo a imporre il nostro stile consapevoli di avere davanti un avversario molto forte. Sarà difficile, la storia dell’Inter parla chiaro. Per noi è una grande possibilità per imparare”.

SULLA SERIE A E ZEMAN –  “Conosco il torneo, anche attraverso il mio connazionale Zeman. Ho grande rispetto per lui, si è fatto valere nel calcio, ha una ‘testa dura’ e per questo è riuscito ad andare lontano. La Serie A è un grande campionato”.

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Calciomercato.it, Zeman: “Non vogliono farmi lavorare”

Zdenek Zeman parla in esclusiva a Calciomercato.it. Racconta i suoi punti di vista su Sarri, Totti, Conte, Lazio e Roma. Nel finale manifesta scetticismo sul suo ritorno in panchina.

Mister Zeman, la Juventus ha ingaggiato Sarri. Cosa ne pensa?  

“Dopo tanti di Allegri, dice Zeman ai microfoni di calciomercato.it, credo che la Juventus cerchi qualcosa di diverso e Sarri sono convinto sia l’allenatore giusto”. 

Il club bianconero punta al bel gioco, ma l’imperativo vincere resta primario. Secondo lei riuscirà il nuovo tecnico a coniugare le due cose? 

“Penso di sì, resto convinto che chi gioca meglio abbia più possibilità di vincere Lui ha fatto bene a Napoli e con il Chelsea, credo possa dare qualcosa di diverso sotto il profilo del gioco”. 

L’ex allenatore del Chelsea predilige il gioco offensivo. Qualcuno lo ha accostato a lei. Vede qualche similitudine?

“Sul piano tattico no. Lui fa più possesso palla rispetto a me, io preferisco verticalizzare. Però, anche Sarri, come il sottoscritto, dà un’identità alla squadra e predilige il gioco d’attacco”. 

Con l’arrivo di Conte, l’Inter potrà colmare il gap dalla Juventus?

“Credo che l’Inter sarà la rivale numero uno dei bianconeri”.  

In casa Roma ennesimo cambiamento. E’ arrivato Fonseca. Farà bene?

“Bisogna vedere la campagna acquisti”.

 Sulla proprietà americana si è espresso più volte

“Per me la Roma è una delusione, merita di più. Pallotta ha fatto tutti gli sforzi esclusivamente per costruire lo stadio. Ora vedremo come andrà a finire”. 

Quale effetto le ha fatto l’addio di Totti? 

“A me ha fatto più male il suo addio da giocatore, perchè credo potesse dare ancora qualcosa. Come dirigente non gli hanno fatto fare nulla,  non serviva, se non come rappresentanza. Meglio che sia andato via. Francesco è nato nella Roma e credo dovesse ‘morire’ in questa società, ma non hanno voluto”. 


La sua seconda esperienza sulla panchina giallorossa andò male. Ha qualche rimpianto?

“Sì, non aver potuto disputare la finale di Coppa Italia, visto che l’avevo conquistata io. Mi hanno mandato via prima”. 

Sponda Lazio, confermati Inzaghi e il ds Tare. I biancocelesti possono fare il salto di qualità tanto atteso dai tifosi?

“Credo possa lottare per la Champions League”.

Lei è tifoso della Lazio o della Roma? 

“Mi sono trovato bene sia nella Lazio sia nella Roma di Sensi”.

Il suo cuore però immaginiamo abbia una preferenza…

“Fare qualcosa di buono per la Roma mi ha dato più soddisfazioni”.

Quando rivedremo Zeman su una panchina? 

“Sto aspettando. Io ho il desiderio di lavorare, ma gli altri evidentemente non vogliono”.

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Spalletti: “Icardi senza squadra non vale niente” (VIDEO)

Spalletti-Icardi-Inter

Questo è il vero titolo, il significato delle parole di Spalletti sono totalmente diverse da quelle titolate dai maggiori quotidiani sportivi.

Prima di fare un titolo magari, invece di copiare da altre testate uno sguardino alla conferenza stampa lo darei….

Pubblicato da GruppoZeman.com su Martedì 2 aprile 2019
Le parole di Spalletti dalla pagina Facebook GruppoZeman.com

La battaglia del tecnico sulla disciplina e sul concetto di squadra viene completamente ignorata. La stampa pallonara, ormai sempre più gossipara, si focalizza su temi sempre più distanti dal campo e il nostro calcio ne risente sempre di più. Poco importa se i risultati e i modi di Spalletti fanno storcere il naso ai tifosi, agli stilatori di griglie e ai perbenisti del pallone, la battaglia sui comportamenti va appoggiata e sottolineata.

“Icardi per come lo avete messo voi (riferendosi alla Gazzetta Dello Sport ndr) vale poco. Appeso così come unm maglia ad una cruccia vale poco, la questione è metterla ad asciugare la maglia, dopo aver sudato per la squadra. È con altre 10 maglie a sudare insieme a lui che poi può valere piu di CR7 e Messi insieme!”

Il concetto è chiaro, è l’esaltazione del collettivo in contrapposizione con il singolo. Principio Zemaniano, Sacchiano e di tutto il calcio europeo moderno di cui Guardiola e Klopp ne sono il massimo esempio.

SALVIO IMPARATO

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Mourinho, oggi 10 anni fa il memorabile zero titoli day

Apparentemente lontani i sospetti calciopoleschi José Mourinho ne vedeva di ombre e lo disse in una conferenza stampa, ormai memorabile.


A me non piace la prostituzione intellettuale – dice Mourinho  -. Non mi piace, no. Mi piace l’onestà intellettuale, il resto dipende dal vostro giudizio. Io, però, sono sempre uguale a me stesso e mi sembra che negli ultimi giorni ci sia stata una grandissima manipolazione intellettuale e grandissimo lavoro organizzato per manipolare l’opinione pubblica e questo, secondo me, è un’operazione fantastica di un mondo che non è il mio, che lo sarà fino a quando lavorerò nel calcio, ma che davvero non è il mio mondo.

ROMA E MILAN ZERO TITOLI

Però questa manipolazione è stata un successo: negli ultimi due giorni, infatti, non si è parlato d’altro. Non si è parlato di una Roma con grandissimi giocatori, con tanti giocatori che io volevo avere con me, e che finirà la stagione con zero titoli. Non si è parlato di un Milan che finirà la stagione con zero titoli e con giocatori che hanno una cultura vincente e tutto ciò di cui una squadra ha bisogno.

JUVE E PUNTI VINTI CON ERRORI ARBITRALI

E non si è parlato di una Juve che ha conquistato tanti punti, ma tanti di questi con errori arbitrali. Come si dice che Ranieri e Spalletti sono uno al fianco dell’altro, allo stesso modo io sono a fianco di Zenga, Delneri e Prandelli perché tutti e tre hanno perso tre punti giocando contro la Juve. E sono anche al fianco di Marino e Novellino, che il prossimo fine settimana dovranno giocare contro la Juventus. Se io fossi in Novellino o Marino adesso, forse sarebbe meglio non giocare o giocare con la seconda squadra. Davvero, sarebbe meglio non giocare o farlo con i ragazzi della Primavera. E chissà forse anche per l’Inter è meglio non andare a giocare domani o la prossima settimana, perché sta per arrivare il giorno dello scandalo…” . 

SALVIO IMPARATO

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RMC Sport, Zeman: “Non c’è una vera anti Juventus” (VIDEO)

RMC Sport-Zeman

Il Boemo Zdenek Zeman è stato intercettato da RMC Sport. Nel corso della lunga chiacchierata, nella trasmissione Maracanà, ha parlato di Juventus, Napoli, Roma e Lazio senza trascurare i suoi pupilli Insigne, Verratti e Immobile. Alla fine dell’intervista i due conduttori hanno ricordato il bellissimo Pescara di Zeman e la sua carriera e il grande spettacolo offerto.

L’audio completo dell’intervista di Zeman a RMC Sport

NAPOLI E INSIGNE

“Insigne è cresciuto. In due anni con me ha fatto più di 20 gol a stagione ma nel Napoli non si è mai ripetuto. Lui però è uno che può arrivare sempre a questi numeri. Con Ancelotti sta facendo bene perché ha più compiti offensivi, anche se per me è più facile per lui giocare esterno che centrale. Milik o Mertens? Preferisco i piccoli, quindi dico Insigne e Mertens, due che sanno giocare bene palla a terra”.

ROMA

“Le dichiarazioni di Sousa? Tutti vogliono venire a Roma, il problema è rimanerci. È una piazza importante anche ora che le cose non stanno andando come si pensava. Il problema per un allenatore è rimanerci tanto tempo sulla panchina della Roma. Il problema della squadra giallorossa è che ogni estate vende i pezzi più importanti. Quando fai così, devi dare tempi ai nuovi di inserirsi. Non è un fatto di qualità, ma di ambientamento al calcio italiano. Pastore è bravo, ma nel 4-3-3 è difficile collocarlo. Se lo metti come mezzo sinistro o mezzo destro a centrocampo fa fatica in fase difensiva. Schick? Non è un attaccante esterno, deve giocare nel mezzo ma lì c’è Dzeko”.

JUVENTUS

“Non c’è una vera rivale della Juventus in Serie A. Inter e Napoli stanno inseguendo, ma come accade da anni alla lunga i bianconeri non avranno problemi. Douglas Costa? mi ha impressionato fin da quando l’ho visto in Germania. Tecnicamente è molto bravo e potrebbe servire Ronaldo meglio di Mandzukic, che però fa un lavoro diverso a tutto campo”.

INTER

“Brozovic come Pjanic? Hanno piedi un po’ diversi, ma il croato sta facendo un buon lavoro. Il Barcelona non sta vivendo un buon momento, senza Messi è un’altra squadra. L’Inter se la potrà giocare, dovrà metterla sul fisico”.

LAZIO E IMMOBILE

“Immobile ha un rendimento diverso nelle due squadre poiché nella Lazio i biancocelesti si appoggiano a Immobile e giocano per lui. L’Italia di Mancini, invece, fa un tipo di calcio diverso. Nelle ultime uscite ho comunque visto una buona Nazionale”.

VERRATTI

“Non siete gli unici a chiedermelo, continuo a dire che da anni è il miglior giocatore di Francia. Qualche infortunio lo ha rallentato, ma è ancora giovane per migliorare.”

FUTURO

“Se bolle qualcosa in pentola? La pentola già l’ho levata e ho anche già mangiato la pasta”.

I podcast di tutto il palinsesto di RMC Sport qui

SALVIO IMPARATO

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Inter-Tottenham 2-1, Il gol di Vecino per la svolta?

Vecino-Inter-Tottenham

Sono pochi, ma significativi, gli elementi necessari a farci comprendere la grandezza di una competizione come la Champions League. Sono pochi, ma significativi, gli elementi necessari a farci comprendere le dinamiche e il valore del colpo di testa di Vecino al minuto 92. L’Inter batte 2-1 il Tottenham, la squadra da superare e lasciarsi dietro nell’economia di un girone decisamente complesso.

“L’ha ripresa Vecino“. Spalletti, complici le assenze di D’Ambrosio e Vrsaljko, sceglie di adattare Skriniar sulla destra, cercando di limitare la verticalità e la rapidità di Son. La linea difensiva dell’Inter si disegna a 3 in fase di possesso e a 4 in fase di non possesso, con Miranda, De Vrij e Asamoah. In mezzo al campo è Vecino a occupare il posto di Gagliardini, escluso dalla lista, insieme a Brozovic al suo fianco e Nainggolan a galleggiare nella trequarti. Esordio assoluto poi per Politano in Champions, con Perisic nella sua consueta zona di sinistra e Mauro Icardi come punto di riferimento avanzato.

L’INTER

Le tremende difficoltà in fase di costruzione riscontrate in questo inizio di stagione vengono ormai certificate partita dopo partita. Il match con gli Spurs, d’altro canto, ha enfatizzato questo aspetto e mostrato contemporaneamente l’altra faccia della medaglia. I nerazzurri sono stati infatti bravi a sfruttare a loro vantaggio la naturale tendenza della squadra di Pochettino a condurre sempre la partita attraverso il dominio del pallone e del gioco posizionale. Spalletti pretendeva dai suoi una gara di personalità, sperando in una sterzata.

Dal punto di vista tattico l’ha preparata cercando di limitare le sicurezze e i princìpi degli inglesi, disturbando spesso il palleggio della loro fase di uscita e incrociando le dita circa la tenuta fisica necessaria per poterlo fare con continuità nell’arco dei 90 minuti. La strategia ha dato in alcuni casi i suoi frutti. Soprattutto nel primo tempo infatti, alcuni episodi hanno mostrato come questo atteggiamento tattico sia forse il più congeniale alle caratteristiche dei giocatori. Lo sviluppo differente che questi stessi episodi potevano avere, inoltre, avrebbe probabilmente determinato da subito l’efficacia della strategia adottata.

Il TOTTENHAM

Il Tottenham si è presentato a San Siro con diverse assenze. Se quelle di Lloris e Alli erano preventivate per infortunio, quelle di Alderweireld e Trippier sono invece avvenute per scelta tecnica. Alla base potrebbe esserci un litigio successivo alla sconfitta in campionato contro il Liverpool.
Unica novità di formazione, esclusi i non presenti, è stata quella di Lamela titolare al posto di Lucas Moura. Quest’ultimo il vero uomo in più a disposizione di Pochettino quest’anno.

Lo schieramento prevedeva l’argentino nominalmente sulla corsia di destra ma portato naturalmente a venire dentro al campo, e la scheggia Son libero di supportare Kane, aprirsi sull’esterno per puntare e saltare l’uomo o abbassarsi per ricevere il pallone e creare superiorità numerica in conduzione. Dier e Dembelè a fare filtro, con il belga a tratti dominatore, e il genio di Eriksen a fluttuare sempre nella zona di campo giusta per avviare o rifinire l’azione in verticale. Aurier ha preso il posto di Trippier sulla destra, e Davinson Sanchez quello di Alderweireld come centrale di destra, con Vertonghen e Davies a completare il reparto. In porta ancora una volta il non irreprensibile Vorm.

LA FORZA E LA FRAGILITA’ DEGLI SPURS

La forza e al tempo stesso la fragilità del Tottenham sta nel consolidamento. Talmente completo dei princìpi di un sistema di gioco comunque tatticamente fluido da aver forse rallentato o addirittura frenato il processo di maturità e di adattamento mentale allo sviluppo della gara. Il progetto avviato e portato avanti dalla società è un esempio per il calcio europeo. Le idee di Pochettino hanno permesso al movimento calcistico inglese di crescere. Il valore assoluto dei calciatori della squadra è ora decisamente alto anche grazie al suo lavoro. Fondamentale anche la visione e le idee chiare della dirigenza, alla capacità di scegliere su chi investire.

Tutto questo è vero, o almeno condivisibile, e non va dimenticato. Ma è altrettanto vero che al quinto anno di gestione, non il secondo e nemmeno il terzo, è doveroso pensare di non potersi più accontentare semplicemente di vincere partite solo quando l’avversario viene dominato. Giustificare le sbandate a partita in corso parlando di errori costruttivi e di crescita futura è meno tollerabile giunti a questo punto del percorso. La lettura delle partite in corsa e la forza mentale che ne deriva sono requisiti ora non più da ricercare ma necessari. Il mancato adattamento mentale alla gara rende spesso inutile quello tattico, che invece la fluidità del sistema permette. E rappresenta l’ultimo ma decisivo passo per trasformare la semina di virgole di qualità e illusori punti sospensivi (si veda lo 0-3 di Old Trafford) in raccolta di punti fermi.

SVOLTA INTER?

Necessaria è sicuramente anche la sterzata che questa incredibile vittoria dovrebbe dare all’Inter. L’immagine del colpo di testa di Vecino in zona Cesarini ha ormai assunto tinte letterarie. L’uruguaiano è a tutti gli effetti l’uomo della Champions e della Provvidenza, nonché fautore diretto della svolta che la stagione dei nerazzurri potrebbe avere. Le difficoltà e la lentezza in fase di possesso, unite alla condizione fisica non ancora ottimale, non possono di certo scomparire da un giorno all’altro. Così come la preoccupante poca occupazione dell’area di rigore durante le fasi di attacco.

La sensazione è che la presenza di un giocatore come Rafinha in questo senso sia stata sottovalutata. Oltre ovviamente al mancato riscatto di Cancelo, vero regista esterno arretrato, la personalità e la classe del brasiliano avevano avuto lo scorso anno un impatto molto forte. Un giocatore come lui, con le sue caratteristiche, in questo momento all’Inter manca. La capacità sia di supportare Brozovic in fase di costruzione che di farsi trovare libero negli spazi di mezzo per ricevere e dare evoluzione alla manovra è stata spesso la chiave in molte partite. Spalletti si è messo in discussione proprio perché consapevole che con l’arrivo di Nainggolan in quella posizione, gli effetti, seppur completamente diversi dal punto di vista tecnico, fisico e tattico, devono toccare almeno quei livelli.

Il GOL DI ICARDI

Il gol di Icardi è un capolavoro, un gioiello. Un gesto tecnico che però, paradossalmente, mette l’attaccante argentino parzialmente dalla parte del torto. Se il physique du role del capitano non gli appartiene, anche la pigrizia e la passività in campo in numerose circostanze contribuiscono in negativo. Parliamo di un attaccante del 1993.

Da quattro stagioni ormai ha dimostrato a suon di numeri impressionanti di essere uno dei migliori finalizzatori al mondo. Ma guardando alla fattura del gol di ieri, più di un pensiero al fatto che questo giocatore abbia le carte in regola per muoversi in campo diversamente e modernizzarsi deve essere sfiorato in molti. D’altronde, con l’arrivo proprio di Nainggolan, Spalletti non può non aver riflettuto sull’importanza che i movimenti del centravanti hanno avuto per il rendimento strepitoso del belga. Qualche videocassetta di Dzeko a Icardi non farebbe male. Ne beneficerebbe la squadra tutta, e lui diventerebbe ancor più fenomenale di quanto non sia in questo momento.

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Conferenza stampa Luciano Spalletti Inter-Tottenham

Le parole dell’allenatore dell’Inter in vista dell’esordio in Champions di domani contro il Tottenham alle ore 19. Panoramica anche sulla sconfitta di sabato e sulle difficoltà che la squadra sta incontrando in questo inizio di stagione

Spalletti analizza il momento difficile della sua squadra mettendosi anche in discussione.

“Se si prendono tutte le possibili risposte insieme senza descrivere bene le domande diventa facile fare confusione. Noi siamo consapevoli della negatività del momento ma sappiamo quello che possiamo e dobbiamo fare. Se prendiamo i numeri della partita col Parma vediamo che la partita è stata dominata e non si è riusciti a fare gol.  La confusione è arrivata dopo il vantaggio loro, che ci ha spenti. La fetta di responsabilità maggiore di questa situazione è sicuramente mia”.

Non siamo stati ancora in grado di cogliere le qualità individuali del calciatore che avvalori quel salto di qualità dal punto di vista tecnico che dobbiamo trovare. I valori dei giocatori sono ancora troppo bassi, ma mi aspetto che ci si possa sbloccare in questo senso da un momento all’altro”

“Quando entri in un mondo particolarmente divertente come quello della Champions League si sentono le musiche all’interno degli spogliatoi. I calciatori hanno bisogno della musica per salire su questa magnifica giostra con energia e stimoli. Il timore di andarsela a giocare in un momento come questo deve essere sovrastato dall’energia positiva che questo palcoscenico darà ai miei giocatori”.

“Quando si gioca una partita, uno se la rivede, e alla mattina dopo imbastisce un discorso alla squadra. Poi entrano in gioco le tempistiche, a volte ci si va più leggeri, alle volte più pesanti.  Spesso ci si confronta, e anche i calciatori possono partecipare dicendo la loro, anche se questa volta non l’hanno fatto. Sappiamo dell’importanza della partita di domani, il Tottenham è una squadra forte, ma lo siamo anche noi. Può essere la gara che ti fa sterzare in maniera veloce e quindi andiamo a giocarcela”

“Abbiamo visto le partite del Tottenham e lo abbiamo visto operoso in qualsiasi situazione. I numeri di Harry Kane sono quelli di uno striker forte, e anche se amano costruire il gioco sempre da dietro loro si appoggiano sempre a lui, l’azione si definisce sempre con la pallata su di lui, con il cross verso di lui. C’è ancora tutto il tempo possibile perché questa competizione qui resta l’obiettivo per una squadra come l’Inter e quindi bisogna andare a riprendersi quei punti”.

Spalletti si è poi soffermato in seguito ad una domanda relativa ai benefici dello schieramento con la linea a quattro e con quella a tre. Ha parlato di atteggiamenti tattici diversi in fase di possesso e di non possesso, in funzione dei meccanismi di squadra e delle caratteristiche dell’avversario.

Gioacchino Piedimonte

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Spalletti: “Sarri arrivi settimo, se vuole giocare ad un altro sport” (VIDEO)

Durante la conferenza a margine di Inter-Chievo, Luciano Spalletti punge Sarri incalzato da Guardalà di Sky.

“Se arrivi tra le prime quattro vai Champions, se arrivi dopo vai in Europa League e se arrivi settimo ti mandano a fare le amichevoli. Se vuole giocare ad un altro sport arrivi settimo e vede come si diverte, noi vorremo arrivare a giocare tre partite la settimana. La Juve nonostante questo ha vinto tanto, si deve confrontare con loro Sarri non con noi”

https://youtu.be/HO56HtDDksU

SALVIO IMPARATO

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Insigne in dubbio per sabato, Sarri ha varie alternative.

Dopo la trasferta di Manchester il Napoli torna in città con tante certezze, ma con il dubbio Insigne, in vista del big match contro l’Inter di Spalletti. Gli azzurri sono usciti dall’Ethiad con la consapevolezza di aver raddrizzato mentalmente una partita che aveva preso del tutto le sembianze di una debacle, ma complice un City arrogante e superficiale, che non ha saputo infierire su un Napoli in seria difficoltà, i ragazzi di Sarri hanno saputo riorganizzarsi e prendere le misure, tanto da rischiare un pareggio insperato. Terminare il secondo tempo con il maggior possesso palla e incassare lo stupore di Guardiola – «Non ho mai giocato contro una squadra come il Napoli» – è tanta ma tanta roba, anche in ottica campionato. Purtroppo nonostante la sconfitta, l’unica beffa sembra essere il probabile infortunio di Insigne, che potrebbe tenere fuori il fulcro della manovra partenopea sabato sera, contro i nerazzurri. Sarri nel caso avrebbe molte alterantive, ma sia chiaro in rosa un sostituto pronto a prendere il posto di Lorenzo non c’è, forse solo Mertens che conosce bene il ruolo, con Milik disponibile sicuramente il tecnico toscano avrebbe optato per questa soluzione, che pare inattuabile perché significherebbe magari spostare le sicurezze di troppi ruoli, Mertens Callejon Ounas (Rog), per esempio, sarebbe un inedito e farlo debuttare proprio con l’Inter sarebbe un rischio. La soluzione più istintiva sarebbe quella di ripetere Ounas, apparso in palla ieri, o lanciare Giaccherini, Zielinsky non può garantire il sacrificio di Insigne. Una soluzione, per gli amanti del 4-3-3 e del calcio totale, sarebbe quella di spostare Ghoulam ala sinistra supportato da Mario Rui per garantire profondità e sacrificio di fascia, dove da quella parte per l’Inter agisce Candreva, da lui partono i pericolosi cross per Icardi, soluzione difficile per Sarri, staremo a vedere.

Salvio Imparato

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