Mourinho, duro attacco da Pogba: “Dovevamo attaccare”

Mourinho-Pogba

Pogba non ci sta e dopo il pareggio all’Old Trafford contro il Wolverhampton attacca il modo di interpretare le partite del proprio allenatore. Mourinho ora dovrà riflettere

“Era una partita che giocavamo in casa, avremmo dovuto fare meglio e soprattutto avremmo dovuto attaccare. A Old Trafford dobbiamo fare solo questo, attaccare, attaccare e attaccare, solo così potremo fare felici i nostri tifosi e avremo più possibilità di vincere. Proprio come abbiamo fatto lo scorso anno contro Tottenham, Arsenal, Chelsea e Liverpool. Perché non lo abbiamo fatto? Non posso parlarne perché sono un giocatore e non il manager – continua Pogba mandando un messaggio a Mourinho – ma dovremmo avere più opzioni di gioco. Adesso dobbiamo cambiare marcia, in casa facciamo troppi pochi punti e i primi posti sono già lontani».

Insomma parole che non piaceranno allo Special One, la sua esperienza al Manchester United si fa sempre più in salita ed urge un’immediata inversione di tendenza. Il Liverpool ha già diciotto punti mentre i Red Devils ne hanno solo dieci. La carriera di Mourinho è ad un bivio ed è legata al destino dello United, riportarlo dove merita è l’unica strada per il portoghese per salvarsi dal declino.

SALVIO IMPARATO

 

Premier League, panoramica della stagione 2018-19

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La Premier League 2018/2019 sembra aver disposto tutte le carte in modo tale da rendere l’esito finale meno a senso unico rispetto alle due annate precedenti.

Se da un lato possiamo mettere in discussione quanto appena detto esponendo la regola del “non c’è due senza tre” e sottolineando come proprio le due stagioni prese in esame siano partite con le stesse premesse, poi tradite dal campo, dall’altro è lecito pensare che il dominio incontrastato del Manchester City quest’anno possa essere messo alla prova in maniera più concreta almeno dal Liverpool,  assoluto protagonista del mercato in entrata. La squadra di Pep Guardiola è forse ad oggi la squadra più accreditata alla vittoria della Champions League. Questo potrebbe portare l’allenatore spagnolo a puntare più su quest’ultimo obiettivo, che non alla vittoria finale della Premier League.  Fermo restando che con la lunghezza e la qualità della rosa a disposizione, l’idea di poter raggiungere entrambi gli obiettivi e di arrivare nel momento topico della stagione in corsa su tutti i fronti è assolutamente alla portata

IL LIVERPOOL DI KLOPP

La squadra di Klopp ha esposto radicalmente l’ambizione a cui il solido progetto a lungo termine partito tre anni fa intende arrivare. I Reds, sotto la guida del tecnico tedesco, sono cresciuti costantemente sia dal punto di vista del gioco che dei risultati. Le due finali europee messe a referto, purtroppo perse, ne sono una chiara testimonianza.  Sia per il modo e che per le prestazioni a contrassegnarne il percorso. Sciolto finalmente e con ingiustificato ritardo il nodo portiere, con l’arrivo di Alisson, allungata quantitativamente e qualitativamente la rosa grazie a Fabinho, Naby Keita e Shaqiri, e affidate le chiavi della difesa all’imprescindibile Van Dijk, le premesse e le intenzioni sembrano piuttosto chiare e credibili. Salah, Manè e Firmino saranno chiamati a replicare o addirittura migliorare gli spaventosi numeri della scorsa stagione. Robertson e Alexander Arnold appaiono vestiti sempre più su misura dall’idea di calcio di Klopp. Joe Gomez invece sembra avere tutte le carte in regola per spodestare il non sempre affidabilissimo Lovren dalla casella di secondo centrale difensivo.

TOTTENHAM

Particolare attenzione ha poi sicuramente destato il Tottenham. Gli Spurs sono la prima squadra dal 2003 (anno in cui è stata introdotta la sessione estiva), a non aver effettuato nemmeno un’operazione di mercato, sia in entrata che in uscita. Guardando all’inizio di questo campionato e in particolar modo a quello di Lucas Moura, riesce però molto semplice pensare che un solo ma importantissimo acquisto, seppur attingendo alla sua stessa rosa, la squadra di Pochettino l’abbia comunque fatto. Il brasiliano può realmente essere l’uomo in più di quest’anno, considerando che l’assenza di Son, da sempre uno dei punti fermi, non è passata in secondo piano solamente per motivi extracalcistici, che per fortuna sua e degli Spurs si sono risolti nel miglior modo possibile. Il sacrificio economico per realizzare il nuovo stadio che verrà inaugurato proprio in questa stagione è stato sicuramente il motivo principale della fase di stallo di questa sessione di mercato. Pensare a dove il Tottenham possa effettivamente arrivare è legato ai soliti interrogativi. I margini di miglioramento che questo gruppo dimostrerà ancora di poter avere, sia in Premier che in Champions, e la crescita mentale di una squadra in grado ormai di giocare divinamente su qualsiasi campo, ma forse non ancora pienamente matura per certificare sempre la supremazia territoriale con il risultato e per portare a casa le partite meno brillanti dal punto di vista della prestazione. Se Pochettino, che già ha dimostrato di essere uno dei migliori allenatori in circolazione, riuscirà a trovare le risposte, l’asticella di questo gruppo potrà alzarsi ancora una volta.

IL CHELSEA DI SARRI

Le luci del palcoscenico di questa competizione sono abbastanza forti da poter illuminare efficacemente anche il nuovo Chelsea targato Maurizio Sarri. La posizione in classifica dopo queste prime quattro giornate, unite all’indiscusso valore assoluto della rosa e alla possibilità di vedere quest’ultima perfettamente inserita nel rigido sistema dell’ex allenatore del Napoli, lasciano presagire un campionato dai numeri e dalle soddisfazioni importanti. Analizzando le prime uscite stagionali risulta abbastanza evidente che la mano del tecnico inizia a dare i primi frutti. Diversi aspetti del gioco, tra cui sicuramente la volontà di dominare il possesso e di superare le linee di pressione costruendo dal basso e provando a smistare velocemente il pallone con l’obiettivo di verticalizzare al momento opportuno. Gli automatismi difensivi sono ancora da limare.

HAZARD E PEDRO L’ARMA IN PIU’

I dubbi più forti sono legati principalmente alla tenuta mentale e alla concentrazione che riuscirà a dimostrare David Luiz. Rudiger invece dà la sensazione di poter mettere in mostra i suoi enormi mezzi fisici e atletici sia nel difendere in avanti che nel rincorrere gli avversari all’indietro qualora i movimenti della linea non dovessero essere perfetti. La classifica per ora dice punteggio pieno.  L’idea di calcio di Sarri si sta già intravedendo. E’ doveroso aggiungere però che il punto esclamativo su gran parte delle gare giocate non sarebbe probabilmente arrivato senza l’imprevedibilità e il tasso tecnico di calciatori come Hazard e lo stesso Pedro. Le caratteristiche dello spagnolo si sposano benissimo con il nuovo sistema di gioco, ma l’evoluzione e l’eventuale riuscita di questo progetto tecnico passeranno molto anche dalla capacità da parte di Sarri di capire che determinate individualità necessitano sempre delle chiavi grazie alle quali poter uscire dalla gabbia di schemi rigidi e codificati nei momenti topici delle gare. Spiegare l’importanza di Jorginho è abbastanza superfluo. Una delle cose più interessanti è sicuramente il nuovo compito a cui viene chiamato Kantè. I paragoni dal punto di vista tattico con Allan già si sprecano. Kovacic ha la grande occasione di dare finalmente una forma definita al suo enorme e inespresso talento. Marcos Alonso è ormai a tutti gli effetti uno dei migliori laterali mancini al mondo. La sorpresa è Willian, che sembra esaltarsi nel gioco del toscano. Il gol del 4-1 contro il Cardiff né un esempio lampante.

ARSENAL E IL RISCATTO DI EMERY

Dopo il fallimento alla guida del PSG, Unai Emery ha l’occasione del riscatto alla guida dell’Arsenal. Una squadra e una società che, succube probabilmente dell’incapacità da parte di Wenger di comprendere che il suo ciclo fosse finito già da qualche anno, è riuscita finalmente a ripartire puntando su un nuovo progetto tecnico. L’ambiente per l’allenatore spagnolo è quello ideale. Nessun tipo di pressione per quanto riguarda traguardi e risultati immediati, tempo a disposizione, e calciatori ai quali poter trasmettere il suo credo calcistico. Le possibilità di vedere un calcio veloce, verticale e di qualità non sono poi così basse. Il ciclo ha appena varcato la soglia dell’Emirates e la pazienza assolutamente necessaria per provare a costruire qualcosa che possa poi rendere il futuro credibile e ambizioso. Occhio a Guendouzi, centrocampista arrivato dalla Ligue 2 e lanciato a sorpresa titolare in mezzo al campo.

SPECIAL ONE AI TITOLI DI CODA?

Il matrimonio tra Mourinho e il Manchester United sembra invece sul punto di terminare ogni giorno che passa. Cercare di capire quali possano essere le reali aspettative di questa stagione per i Red Devils è in questo momento molto complicato. Sarebbe veramente un peccato però che la carriera di un tecnico che è stato grandissimo e che è di diritto nella storia di questo sport, ma che dalla mancata Decima con il Real allena quasi formalmente, possa chiudersi con una piega così disastrosa.

WEST HAM ED EVERTON

Le realtà di medio livello interessanti come ogni anno non mancano all’appello. Guardando esclusivamente agli organici, le due squadre che sulla carta potrebbero dire la loro subito dopo le migliori sono sicuramente il West Ham e l’Everton. Se l’inizio degli Hammers è stato disastroso sotto quasi ogni punto di vista, quello dell’Everton sembra invece rispecchiare maggiormente le importanti aspettative. Marco Silva, non poteva scegliere forse squadra e momento migliore di questo per trovare conferme e prendere il volo. L’arrivo di Richarlison, possibile crack di questa stagione, sponsorizzato proprio dal tecnico portoghese, è un buon punto di partenza.

BOURNEMUTH, LEICESTER E FULHAM

Un’attenzione di riguardo, oltre al solito Bournemouth di Eddie Howe e all’ottimo organico del Leicester, merita il neopromosso Fulham di Jokanovic. Una squadra dalla mentalità propositiva e dal gioco molto interessante, portata a non snaturarsi quasi mai a prescindere dall’avversario. Attorno alle figure del nuovo acquisto Seri, Schurrle, Mitrovic e soprattutto del giovanissimo Sessegnon, può costruire una stagione tutt’altro che anonima. In linea con la sua storia, la speranza è che il Craven Cottage sia tornato nel regno della Premier per restarci. Menzione, infine, al sorprendente Watford dello spagnolo Javi Gracia, a punteggio pieno. Insieme a Liverpool e Chelsea dopo quattro giornate, e capace di superare anche il Tottenham nell’ultimo turno. La squadra ha per ora impressionato per compattezza, organizzazione di gioco e capacità di rendersi pericolosa. Il campionato è appena iniziato, ma gli ingredienti per una stagione di personalità sembrano esserci.

LOTTA SALVEZZA

La lotta salvezza sarà combattuta come al solito, e ad eccezione del Cardiff, forse la meno attrezzata in questo momento per rimanere nella massima serie. La lotta vedrà coinvolti diversi personaggi, che ora è decisamente troppo presto per delineare. Terribile l’inizio del Burnley, che dopo il grandissimo campionato dello scorso anno, è uscito ai preliminari di Europa League. Ha perso tre partite su quattro. L’insolita vulnerabilità difensiva mostrata in queste prime uscite non fa altro che rimarcare come proprio la solidità e il reparto arretrato abbiano costruito gran parte delle fortune della scorsa stagione. Il Wolverhampton, vincitore della Championship, può dire la sua sfruttando il fattore campo. Propone un calcio tecnico e di posizione, frutto dell’ottimo lavoro di Nuno Espirito Santo e di un organico che ha come prima lingua il portoghese.

GIOACCHINO PIEDIMONTE