Inter-Napoli 2-0, la notte delle stelle cadenti

Inter-Napoli 2-0, la notte delle stelle cadenti

Il Napoli alla Scala del Calcio (San Siro), piuttosto che maramaldeggiare come potrebbe, si concede una performance manieristica. Priva di contenuti. Ripetizione di un già visto ma senza sostanza. Gattuso accende l’allarme sulla professionalità dei giocatori.

1. Un Napoli astrale

Avete mai assistito ad una notte di stelle cadenti? Beh, il romanticismo di una serata del genere è senza eguali. Entità fisiche, che gemmano il cielo, stralunate perdono l’orbita e trovano fine nella polverosa terra. Gli amanti si baciano di fronte a ciò che per gli uomini è un rito stupefacente mentre per le stelle la loro morte. E’ il procedimento inverso del catasterismo, con cui ciò che è terreste diviene astrale.

A guardare il modo incocludente attraverso il quale il Napoli si è abituato a dominare il campo, anche in casa dell’Inter, mi sembra una stucchevole ripetizione di una trama, che manca di certi interpreti ben definibili (dal libero di difesa all’incontrista, dall’attaccante di peso al terzino sinistro e all’ala destra), di mordente e di freschezza.

Le differenze che dividono il calcio di Gattuso da quello di Sarri sono sfumature sostanziali ma non sistematiche. Il ceppo originario della proposta di gioco è identico e il perseverare su alcuni uomini chiave anche. La squadra pare abituatasi a ritenere sufficiente ben prima delle vittorie prestazioni barocche, sebbene al momento riesca ad esibirsi soltanto in opulenza, peraltro prevedibile. Ed anche chi aveva ben compreso la necessità di riciclarsi in operaio, quale Mario Rui, coinvolto da un nuovo spirito, ha peccato di presunzione cercando giocate improbabili la cui fallace ricerca ha propiziato il vantaggio dell’Inter.

2. Le preoccupazioni di Gattuso

Se manca la freschezza delle soluzioni, dei movimenti e del gioco da quando sono finiti gli obiettivi a breve termine ed è terminata la brevissima stagione della difesa e del contropiede, a Rino ciò che preoccupa maggiormente è la poca professionalità dei suoi ragazzi. Lo ha dichiarato ai microfoni delle televisioni nel postpartita. Le deludenti e progressive cattive prestazioni sono state attribuite da Gattuso ad una serie di comportamenti extracalcistici non impeccabili. Le gite in barca, le cene in tarda serata con compagne e amici, sono state prontamente documentate dagli stessi calciatori sui social.

Gattuso accetterebbe anche la metà di quello che era il suo impegno nel tenersi concentrato e in forma in vista anche degli ultimi ancorché irrilevanti impegni stagionali. E’ un j’accuse passato sordidamente sotto silenzio, poiché la stampa napoletana vive degli spifferi di spogliatoio piuttosto che di quelli societari. Di fatto, il poco attaccamento alla causa ripreso da Ringhio è la stessa reprimenda che Ancelotti rivolgeva ai suoi ragazzi; in particolar modo a Lorenzo Insigne, reo di non tirare il gruppo da vero capitano.

La situazione sembra cambiata: ora è Insigne che spicca in atletismo e impegno, nonostante il suo feeling con la porta vada riducendosi pericolosamente, ma non lo seguono i compagni. D’altronde è cosa nota che dalla partenza di Reina, Maggio, Albiol e Hamsik sia finita a Castevolturno l’era dei grandi capitani. Nessuno peraltro riteneva che l’erede dei de cuius potesse veramente essere Insigne. Non ultimo Milik, un estate fa, che definì il vero capitano del Napoli Dries Mertens. Insigne già custodiva gelosamente la fascia. Pesante diminutio da parte di un membro del branco. La similitudine del lento ma costante spegnimento del Napoli di Gattuso con il Barcellona alle porte e quello di Ancelotti ad un passo dall’Arsenal inquieta. Il Napoli dopo la brutta figura in Europa League contro i Gunners non seppe più rialzarsi. Al Camp Nou, ovviamente, conterà più la prestazione che il risultato stante l’infinta grandezza dell’avversario.

3. Mai così in basso

Il Napoli di ADL non concludeva fuori dalle prime 6 della serie A da ben 11 anni, cioè dalla stagione precedente all’avvento di Mazzarri. Uno score vergognoso in relazione alla qualità della rosa benché mal congegnata. Qualcuno ieri, al cambio, ossia Mario Rui, si è permesso di lamentarsi. Sul perché di queste reazioni ci rispondiamo che la mancanza di leader diffusi nello spogliatoio fanno perdere anche la percezione di una realtà che la Coppa Italia ha solo ottenebrato. In realtà ci domandiamo anche del perché Milik in condizioni pensionistiche debba indossare la maglia azzurra per 80′ quando in panca c’è Callejon che come dicono tutti sa onorare la maglia anche in scadenza di contratto. Certo lo spagnolo non è una prima punta ma perché in questo momento Milik lo è?

E così ci apprestiamo alla sfida contro gli esiziali catalani. Prima però il Napoli deve affrontare la Lazio, ormai gaudente di aver raggiunto con più rigori che meriti la sognata Champions. Immobile, chissà, toglierà lo scettro di goleador di ogni epoca in una singola stagione calcistica italiana ad Higuain? Lo farà proprio al San Paolo, dove si consumò la sinfonia delle 36 segnature? La Lazio ha meritato tale risultato in classifica, perché due anni orsono gli arbitri le tolsero la gioia di conquistare sul campo il pass per la Champions assegnandolo d’ufficio all’Inter. Immobile non meriterebbe, dal canto suo, un tale riconoscimento sia in termini di record che nella corso alla scarpa d’oro, vista la quantità di rigori che ha potuto tirare e la poca legittimità dei molti trasformati in gol.

4. Gattuso come Aragorn

Le truppe spagnole aspettano il Napoli come le orde di Mordor, ne “il Signore degli Anelli”, l’esercito degli uomini alle porte del Nero Cancello. Gli azzurri, pur consci che la vittoria in questo caso è comunque sinonimo d’impresa, a loro volta sanno che il Barça può essere sconfitto o l’8 Agosto o mai più. Ter Stegen è in dubbio. Il centrocampo consta di 3 unità, la quarta è un giovane fenomeno della Cantera, tale Puig. In attacco, invece, al momento sono quattro certi della presenza per tre posti: Messi, Suarez, Fati e Griezmann. In dubbio Dembelé. L’allenatore che guiderà i blaugrana, Setién, è stato delegittimato e trattenuto solo per mancanza di alternative. Il Camp Nou, inoltre, sarà terribilmente vuoto. Ammesso che si giocherà lì… la Catalogna è ora uno focolai più grandi d’Europa. Il campo neutro è dietro l’angolo.

Azzurri! Ci sarà un giorno in cui abbandonerete gli amici e spezzerete ogni legame di fratellanza, ma non è quello il giorno! Ci sarà l’ora dei lupi e degli scudi frantumati quando l’era del Napoli arriverà al crollo, ma non è quello il giorno! L’8 Agosto combattete. Per tutto ciò che ritenete caro su questa bella terra, v’invito a resistere. Partenopei!

Massimo Scotto di Santolo

Insigne in dubbio per sabato, Sarri ha varie alternative.

Dopo la trasferta di Manchester il Napoli torna in città con tante certezze, ma con il dubbio Insigne, in vista del big match contro l’Inter di Spalletti. Gli azzurri sono usciti dall’Ethiad con la consapevolezza di aver raddrizzato mentalmente una partita che aveva preso del tutto le sembianze di una debacle, ma complice un City arrogante e superficiale, che non ha saputo infierire su un Napoli in seria difficoltà, i ragazzi di Sarri hanno saputo riorganizzarsi e prendere le misure, tanto da rischiare un pareggio insperato. Terminare il secondo tempo con il maggior possesso palla e incassare lo stupore di Guardiola – «Non ho mai giocato contro una squadra come il Napoli» – è tanta ma tanta roba, anche in ottica campionato. Purtroppo nonostante la sconfitta, l’unica beffa sembra essere il probabile infortunio di Insigne, che potrebbe tenere fuori il fulcro della manovra partenopea sabato sera, contro i nerazzurri. Sarri nel caso avrebbe molte alterantive, ma sia chiaro in rosa un sostituto pronto a prendere il posto di Lorenzo non c’è, forse solo Mertens che conosce bene il ruolo, con Milik disponibile sicuramente il tecnico toscano avrebbe optato per questa soluzione, che pare inattuabile perché significherebbe magari spostare le sicurezze di troppi ruoli, Mertens Callejon Ounas (Rog), per esempio, sarebbe un inedito e farlo debuttare proprio con l’Inter sarebbe un rischio. La soluzione più istintiva sarebbe quella di ripetere Ounas, apparso in palla ieri, o lanciare Giaccherini, Zielinsky non può garantire il sacrificio di Insigne. Una soluzione, per gli amanti del 4-3-3 e del calcio totale, sarebbe quella di spostare Ghoulam ala sinistra supportato da Mario Rui per garantire profondità e sacrificio di fascia, dove da quella parte per l’Inter agisce Candreva, da lui partono i pericolosi cross per Icardi, soluzione difficile per Sarri, staremo a vedere.

Salvio Imparato

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