Napoli-Spal 3-1, mette in mostra l’ampiezza della rosa azzurra


Napoli-Spal 3-1. Un Napoli leggermente lezioso concede agli spallini, per troppo tempo, l’onore della parità e il diritto a considerarsi ancora in partita.


Questo anomalo finale di campionato sta consentendo di apprezzare l’ampiezza e la bontà della rosa del Napoli, ormai da qualche anno all’altezza del tricolore e messa a posto per l’occasione allo scopo di facilitare le operazioni di Gattuso. In particolare, gli acquisti di Demme e Lobotka sono risultati decisivi.
Sul tedesco si è detto tutto ma sullo slovacco poco, derubricato spesso con ironia salace per rotondità poco apprezzabili e il viso di uno che passa di qui per caso a pacco.

Lobotka è ordinato ma molto tecnico, ha sia il passaggio corto che il lungo, soffre in modo molto più relativo di Demme il pressing alto avversario e dà una speditezza al possesso ragguardevole. Inoltre è anche dotato di un strappo non disprezzabile, pare risultare più veloce correndo palla al piede che senza. Il ragazzo si farà, deve imparare a leggere meglio la fase difensiva correggendo la propria posizione sia durante la fase di non possesso che durante la fase di transizione dall’attacco alla difesa.

Poi ci sono una serie di ragazzi che stanno provando a mettersi in mostra:

Elmas, lo strafottente.

Fornisce un assist dolcissimo. Per avere 19 anni gioca, pure tanto e anche bene.

Younes, l’enigmatico.

Il mistero sul suo conto s’infittisce.
Doveva rappresentare l’alterego di Lorenzo Insigne con maggiore dribbling ma la sua caratura è presto scaduta in barzelletta.

Lozano, il resiliente.

Se non lo molla il Napoli vendendolo, non sarà il messicano ad uscire di scena come una meteora.

Hysaj, il redivivo.

Sono anni che annuncia di voler lasciare Napoli – fosse dipeso da me lo avrei già lasciato andare per rispetto nei confronti dei tifosi e di chi a Napoli vuole starci per davvero – ma continua a interpretare la linea in modo eccelso sebbene con noti problemi tecnici.
Odio e amore.

E poi infine Callejon

Divenuto improvvisamente uomo, la U maiuscola badate bene, agli occhi di tutti coloro che difesero l’ignobile gesto della maglia restituita dagli spalti. Il suo rinnovo gratuito, coperto da polizza assicurativa, per altri due mesi con il Napoli ha toccato il cuore. Molti dei calciatori azzurri hanno passeggiato per metà campionato. Le storie strappalacrime potrebbero essere altre? Fa comunque piacere che dalle loro dichiarazioni si noti che abbiano compreso il guaio combinato. Callejon, sempre lui, che nel frattempo segna il momentaneo 2-1 per il Napoli ma che concede anche le uniche due palle gol alla SPAL, di cui una peraltro trasformata da Petagna.
Dapprima lo spagnolo si lascia bruciare infatti sulla fascia da Reca (terzino sinistro molto interessante), permettendo a quest’ultimo di fornire l’assist del temporaneo pareggio ferrarese. Poi l’andaluso svirgola inopinatamente una palla sulla trequarti, consentendo a Fares un tiro chirurgico all’angolino basso sventato in tutta la sua pericolosità da Meret.

Petagna

Andrea Petagna, il nuovo bulldozer azzurro, che sta cercando in tutti i modi di dissipare lo scetticismo che già lo accompagna in questa nuova avventura azzurra neanche iniziata.
Ieri ha provato a dimostrare d’essere un buon giocatore, siglando il temporaneo pareggio.
Non sarebbe poi così lontano dall’esserlo se smettesse di votare Lega.

MASSIMO SCOTTO DI SANTOLO