Juve Stabia, miracolo Pavone e Padalino in stile Zemanlandia

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Ancora una vittoria in trasferta per la Juve Stabia. Le vespe superano 1-3 la Paganese e da quando è arrivato Pavone, ex Foggia di Zemanlandia, la squadra è sempre stata in crescita.

Ad inizio gennaio 2021, la Juve Stabia era in crisi di risultati e all’allenatore Padalino era stato chiesto, come a Gattuso, di eventuali dimissioni. Ma nello stesso mese è arrivata la conferma del ritorno del ds Peppino Pavone, lo storico Ds del Foggia di Zeman, divenuta poi Zemanlandia. Da quando è arrivato a piccoli passi qualcosa è cambiato. Insediatosi in periodo di forti contestazioni ha subito portato la sua mentalità, professato calma, confermato l’allenatore e con idee chiare di mercato.

Con lui sono arrivati, Borrelli, Elizalde e Margiotta per dirne alcuni. Giocatori che hanno portato gol e spettacolo, in casa e in trasferta. Una chicca la rimonta alla Favorita contro il Palermo, che rievoca imprese zemaniane e certifica, se mai ce ne fosse ancora bisogno, il valore e l’importanza di un grande direttore sportivo e la sua grande storia. Di ennesimo miracolo, quindi, si può parlare per le condizioni in cui era iniziata la sua personale stagione alla Juve Stabia. E se continuerà questa serie positiva Castellammare può anche permettersi di sognare.

leggi la nostra intervista a Pavone

SALVIO IMPARATO

Pavone: “Io e Zeman due onesti. Convinsi Caffarelli a darmi Insigne”

Auguri Peppino Pavone

In occasione del suo compleanno abbiamo intervistato Peppino Pavone, lo storico direttore sportivo di Zemanlandia e attualmente Ds della Juve Stabia

Direttore buon compleanno, lei resta un mito per una comunità di tifosi di zemanlandia, di cui lei è uno dei maggiori fautori, come si sente a ricevere tutto questo affetto ed essere una figura storica del calcio italiano?


“Sinceramente sono sorpreso da tutto questo affetto – confessa Peppino Pavone – e certo mi fa molto piacere. D’altronde nella mia vita calcistica ho sempre cercato, per quelle che erano le mie competenze, di aiutare tutti, io penso che poi nella vita ciò che semini quello raccogli”


Ora il vostro modello sembra di ispirazione per tanti giovani tecnici, proprio in queste ore Italiano si è detto ispirato dal vostro Foggia, le da orgoglio tutto questo anche se dopo più di 30 anni?

“Certo anche perché ci inorgoglisce il fatto di essere stati i precursori in Italia di un calcio aggressivo veloce e verticale che oggi ha preso piede un po’ dappertutto”


In questi giorni Insigne ha raggiunto quota 100 gol con il Napoli. Lui spesso si è detto riconoscente a lei e Zeman. Può raccontarci di come e quando si accorse di lui?

“Ma io all’epoca lavoravo per la Cavese, a tutela delle quote che Casillo aveva acquistato, la squadra si allenava a Palma Campania e su quel campo disputava le partite ufficiali la primavera del Napoli, successe che un sabato finito l’allenamento della Cavese il custode mi disse che da lì a poco avrebbero giocato la partita Napoli Lazio primavera, per cui mi fermai per vedere la partita.In pratica la partita fu Insigne contro la Lazio, fece gol assist di tutto, naturalmente vinse il Napoli, i commenti sugli spalti erano che era bravino ma piccolino. Incurante dei loro commenti lo portai a febbraio dopo il Viareggio a Cava. Caffarelli, responsabile del settore giovanile, era l’unico che non voleva darmelo ma, siccome aveva giocato con me alla Cavese, lo convinsi a darmelo. Naturalmente l’anno dopo lo portai al Foggia”

Zeman fu colpito subito quando glielo segnalò?


“Subitissimo”

Lo vide da subito ala sinistra?

“Si, lo mise subito sugli esterni certo”

Che ne pensa di Gattuso e chi le piace come progetto attuale in A?

“Gattuso è un ottimo allenatore e motivatore, secondo me gli viene chiesto l’impossibile perché a mio modo di vedere il Napoli non è competitivo per lo scudetto e forse neanche per la Champions perché vedo Inter, Milan, Atalanta, Juve e Lazio più forti del Napoli”

Lei per fortuna è ancora nel calcio, il modello di cui parlavamo e che lei porta dipende anche dal sostegno delle societá, ci sono attualmente le condizioni per ritrovarla protagonista di una scalata? Molti sognano di rivederla ancora una volta con Zeman, il Boemo è in silenzio da molti mesi..

“Io spero – afferma Peppino Pavone – che qualcuno si affidi a noi, anche perché al di là delle capacità abbiamo due qualità che non dovrebbero far temere, l’onestà e l’aziendalismo, come dicevano i latini “SPES ultima dea”“.

SALVIO IMPARATO