Galeone, il Profeta “geloso” di Zeman compie 80 anni

Giovanni Galeone compie 80 anni, il Profeta amato soprattutto a Pescara è famoso per il 4-3-3 e il calcio offensivo. Annosa la diatriba sulla paternità di un certo tipo di calcio tra lui e Zeman, tornata di moda quando il Boemo approdò sulle sponde dell’adriatico.

Si dice spesso che i due, Zeman e Galeone, no. si siano mai amati, ma ad onor del vero è sempre stato il Profeta nato a Napoli, un pò “geloso” del Boemo. Tutte le punzecchiature che si ricordano e si trovano, partono sempre dalle parole taglienti del Gale. Uomo vero e di cultura, non ha mai negato la sua sincerità a nessuno, recentemente spiegò anche l’origine della sua antipatia verso la Vecchia Signora, la Juventus.

“Non mi sta simpatica la Juve, ricordo che giocammo una gara giovanile contro la Juventus e loro ogni volta che chiamavano ‘fallo’ l’arbitro lo fischiava. Quella volta, era il 1958, decisi che non avrei mai tifato per la Juventus. Non mi piace questo modo di fare”.

PESCARA, GALEONE E ZEMAN

Pescara da anni è terra di favole calcistiche e prima dell’approdo di Zemanlandia, erano ormai quasi vent’anni che non c’era materiale da romanzo calcistico. Le ultime pagine di storia biancoazzure le aveva scritte proprio il “Profeta”Galeone. E proprio quando De Cecco decise per la soluzione Zeman, dopo l’addio di Di Francesco, si riaccese immediatamente il dibattito. In città è puramente di cuore, ma è chiaro a noi zemaniqni che Galeone ha un significato troppo più grande per Pescara come lo ha Zeman a Foggia.

Le due promozioni 86-87 e 91-92 e l’unica salvezza in A 87-88, hanno un posto speciale nel cuore dei pescaresi e forse anche se Zeman non avesse “tradito”, zemanlandia avrebbe fatto fatica comunque a scalcare la storia galeoniana. Se si legge il bellissimo racconto di Ultimouomo, si fa meno fatica a capire perchè. Poi è risaputo si è sempre gelosi di certi ricordi, di certe imprese che spesso non si fa in tempo a godersi quelle nuove, specie se passa troppo tempo tra l’una e l’altra. Aiuti il tempo a renderle più preziose e quasi insostituibili. E magari anche se il Profeta sarà stato geloso delle sue favole pescaresi e ben cosciente che Zeman avrebbe potuto riscriverne un’altra, avrà gioito come un tifos a quella storica promozione del 2012. Nonostante qualche provocazione accolse il Boemo con belle parole.

“Zeman? Ah, tranquilli: fa lo stesso calcio da venti anni, ma siccome molti altri si sono fermati a 40anni fa, lui sta sempre avanti. In fondo gli dò atto che sta avanti a gran parte dei suoi colleghi. Indubbiamente per la piazza Pescara può essere l’ideale. Il suo modo di giocare, le soluzioni offensive che propone credo che piaceranno molto ai tifosi pescaresi. Lì c’è voglia di vedere gioco, anche di rischiare, ma cercare il risultato in ogni circostanza, alla difesa dei risultati striminziti non sono più abituati.Neanche in B. Se prendi Zeman vai sul sicuro, ma devi fargli fare la squadra come vuole lui. E credo che lui non accetti condizioni diverse”.

Sapeva bene, da grande uomo di calcio, il valore aggiujto che Zeman poteva portare al Pescara. Forse per grandi caratteri, anche un pò arroganti ed egocentrici, è difficile condividere gli elogi e i primati di bellezza. Di miracoli può farne solo un Dio e due sono troppi. Ed è inutile qui contare chi ne ha fatti di più o cercare di dare valore ad uno piuttosto che ad un’altro. Sono due uomini che hanno ottenuto grandi risultati giocando al calcio, con un’altra filosofia e senza mai negare la loro visione del calcio davanti ai microfoni. Ancora oggi dispensano taglienti opinioni sul calcio di oggi. E per rinnovare gli auguri al Gale, ricordiamo una sua bellissima frase con cui si congedò dalla panchina. Li decise di aver definitivamente abbandonato il ruolo di allenatore.

«No, non mi siederò mai più su una panchina. Un po’ per la condizione fisica, che comunque è un problema che si risolverebbe chiamando un “secondo” giovane e in forma. Ma soprattutto perché non riesco ad avere più un rapporto con i calciatori. Me ne sono reso conto quattro anni fa, ad Udine. Non li sopporto più, i calciatori. Ormai hanno un potere contrattuale spaventoso, che porta molti di loro a non avere rispetto per la divisione dei ruoli. Scegli di non far giocare uno e quello mica te lo dice in faccia. No, si lamenta col suo procuratore, che poi chiama il direttore sportivo, che il giorno dopo chiama te».

Ancora auguri Profeta

SALVIO IMPARATO

20 maggio 2012, Zeman e la felicità meritata dopo l’esilio.

Genova 20 maggio 2012, il Pescara torna in a dopo quasi 20 anni. Lo fa con Zeman in panchina, dimenticato dal calcio italiano regala un miracolo dei suoi.

Mentre negli anni 90, a Foggia, nasceva Zemanlandia, a Pescara affondava l’era Galeone, anch’essa fatta di spettacolo e 4-3-3. Nonostante fossero paladini del bel calcio, Zeman e Galeone non si sono mai piaciuti, almeno il tecnico napoletano ha sempre avuto qualcosa da dire sul Boemo. Il destino beffardo ha voluto che il 20 maggio 2012, proprio Zeman entrasse nella storia dei biancoazzurri e scatenasse una diatriba che ancora non si placa. Quella tra zemaniani e galeoniani.

Diatriba sterile, specialmente quando si parla di gioia, bellezza e felicità. Sta di fatto che da quel giorno, i più insofferenti, devono accettare Zeman nell’albo d’oro e nella mitologia del Pescara. Anche tanti pescaresi juventini a dire il vero non sapevano se gioire o dannarsi. Ma si sa Zeman ovunque va unisce dividendo e viceversa. Un personaggio che pesa molto non c’è, figuriamoci quando c’è e tanto come fu in Abruzzo.

E pensare che poco prima di tornare alla ribalta, Zeman era ormai considerato finito, allenatore in pensione e con idee superate, inconciliabili con il calcio “attuale”, fatto dei pullman davanti alla porta di Mourinho e dei gestori di campioni come Ancelotti e Capello. Destinato appunti solo a comparse, con interviste da fuori con qualche punzecchiatura ai tecnici sopracitati. E pensare che, se non si fosse riunito il clan di zemanlandia, Casillo-Pavone-Zeman, con Altamura e la novità Franco Mancini allenatore dei portieri, forse non staremmo qui a parlare della fantastica cavalcata del Pescara verso la A.

Per uno zemaniano la gioa fu doppia, da napoletano abbracciarmi all’Adriatico, con pescaresi e fan del muto da tutta Italia, non è facile spiegare le emozioni di una favola che diventa realtà. Specialmente dopo aver assaporato una zemanlandia embrionale, ma dolcemara a Foggia, nel 2010, con Insigne, Sau, Romagnoli, Kone e altri che saranno titolari in A. Non riuscì a centrare la promozione e i playoff, ma il suo marchio fu subito tangibile, miglior attacco e capocannonieri e pari punti Insigne e Sau. Squadra di giovani primavera e costata 10.000 euro, ma si sa bastava dire che Zeman aveva fallito ancora e il gioco era fatto.

Per fortuna Di Francesco, consigliò De Cecco e Sebastiani di puntare su Zeman, una volta approdato a Lecce. E così fu, Zeman approdò e rive dell’adriatico, presentazione al porto, accolto in pompa magna da star del calcio qual’è, perché la gente non è il sistema. Gli viene data carta bianca sul lavoro e porta con se tre fidati, uno per reparto della stagione precedente, Insigne, Kone e Romagnoli. Il resto è storia già raccontata e che lasciamo raccontare alla stampa di Pescara, alla loro gioia da pescaresi e tifosi. A noi tocca il compito di ricordare il passato antecedente al 20 Maggio, per celebrare al meglio quella data e la felicità meritata, di un uomo che con un calcio vecchio e deceduto, a detta d’altri, ha rivinto dopo due decadi un campionato di B con lo stesso calcio, ammirato in tutta Italia, perchè il calcio di Conte e Allegri non entusiasmava, e in Europa anche oggi con l’articolo di Marca.

Ogni 20 maggio, da quel giorno, la stessa storia. La stessa, grande emozione. Con una mia telecronaca, il Pescara, la…

Posted by Daniele Barone on Wednesday, 20 May 2020

Aver potuto vivere da vicino quella fantastica serata è un privilegio, non solo calcistico, perchè aver potuto fotografare quel sorriso, respirare la felicità e la commozione di Zeman, dopo avergli fatto qualche domanda, non ha prezzo, come il tempo negato a questo grande uomo di sport e di calcio che ha portato una, e anche più, a festeggiare una nuova ricorrenza. Oggi a Pescara la gente si saluta esordendo con “Buon 20 maggio a tutti”!

Salvio Imparato

RMC Sport, Zeman: “Non c’è una vera anti Juventus” (VIDEO)

RMC Sport-Zeman

Il Boemo Zdenek Zeman è stato intercettato da RMC Sport. Nel corso della lunga chiacchierata, nella trasmissione Maracanà, ha parlato di Juventus, Napoli, Roma e Lazio senza trascurare i suoi pupilli Insigne, Verratti e Immobile. Alla fine dell’intervista i due conduttori hanno ricordato il bellissimo Pescara di Zeman e la sua carriera e il grande spettacolo offerto.

L’audio completo dell’intervista di Zeman a RMC Sport

NAPOLI E INSIGNE

“Insigne è cresciuto. In due anni con me ha fatto più di 20 gol a stagione ma nel Napoli non si è mai ripetuto. Lui però è uno che può arrivare sempre a questi numeri. Con Ancelotti sta facendo bene perché ha più compiti offensivi, anche se per me è più facile per lui giocare esterno che centrale. Milik o Mertens? Preferisco i piccoli, quindi dico Insigne e Mertens, due che sanno giocare bene palla a terra”.

ROMA

“Le dichiarazioni di Sousa? Tutti vogliono venire a Roma, il problema è rimanerci. È una piazza importante anche ora che le cose non stanno andando come si pensava. Il problema per un allenatore è rimanerci tanto tempo sulla panchina della Roma. Il problema della squadra giallorossa è che ogni estate vende i pezzi più importanti. Quando fai così, devi dare tempi ai nuovi di inserirsi. Non è un fatto di qualità, ma di ambientamento al calcio italiano. Pastore è bravo, ma nel 4-3-3 è difficile collocarlo. Se lo metti come mezzo sinistro o mezzo destro a centrocampo fa fatica in fase difensiva. Schick? Non è un attaccante esterno, deve giocare nel mezzo ma lì c’è Dzeko”.

JUVENTUS

“Non c’è una vera rivale della Juventus in Serie A. Inter e Napoli stanno inseguendo, ma come accade da anni alla lunga i bianconeri non avranno problemi. Douglas Costa? mi ha impressionato fin da quando l’ho visto in Germania. Tecnicamente è molto bravo e potrebbe servire Ronaldo meglio di Mandzukic, che però fa un lavoro diverso a tutto campo”.

INTER

“Brozovic come Pjanic? Hanno piedi un po’ diversi, ma il croato sta facendo un buon lavoro. Il Barcelona non sta vivendo un buon momento, senza Messi è un’altra squadra. L’Inter se la potrà giocare, dovrà metterla sul fisico”.

LAZIO E IMMOBILE

“Immobile ha un rendimento diverso nelle due squadre poiché nella Lazio i biancocelesti si appoggiano a Immobile e giocano per lui. L’Italia di Mancini, invece, fa un tipo di calcio diverso. Nelle ultime uscite ho comunque visto una buona Nazionale”.

VERRATTI

“Non siete gli unici a chiedermelo, continuo a dire che da anni è il miglior giocatore di Francia. Qualche infortunio lo ha rallentato, ma è ancora giovane per migliorare.”

FUTURO

“Se bolle qualcosa in pentola? La pentola già l’ho levata e ho anche già mangiato la pasta”.

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SALVIO IMPARATO