Clamorosa ipotesi, Zeman tris a Pescara? Si ma con carta bianca

Un’ipotesi clamorosa e suggestiva che non ci sorprende. Ci sorprenderebbe percorrerla senza evitare gli errori del passato

Quest’articolo pensato tutto durante il lockdown e scritto per il compleanno del MAESTRO. Era un periodo dove a Pescara mediaticamente si parlava solo di Zeman e grazie a Massimo Profeta su Rete8 Sport abbiamo saputo dell’sms “Auguri Vecchio” di Sebastiani al Boemo, che lo confessava in una clamorosa videchiamata ottenuta dal cronista abbruzzese. In quei momenti si respirava forte la sensazione di un insperato ritorno del Muto sulla panchina del delfino.

L’insofferenza del presidente biancoazzurro, verso Legrottaglie, sembrava tale da presagire un clamoroso colpo di scena. Già durante il Lockdown, in fatti chi vi scrive già esagerò affermando – <<Zeman già in panchina per finire la stagione>> – con razionale euforia. Che si stesse lavorando ai fianchi Sebastiani, da parte dei media e da qualcuno della dirigenza, era, sembrava chiaro. Ora forse siamo al k.o. e forse Zeman già è stato contattato ponendo dei dubbi sul prendere il timone proprio ora. Calcio senza pubblico, situazione in classifica e forse rosa non costruita da lui i probabili tentennamenti del mister e dei piani alti del Delfino.

Di sicuro un contratto di un mese più una stagione a Zeman con carta bianca sono una garanzia, a Sottil un’incognita. Quindi di sicuro gli sarebbe proposto un contratto di un mese con opzione, difficile da accettare. Sono solo ipotesi, ma come già scrivemmo nell’articolo sopra citato Sebastiani sa benissimo che prendere Zeman in questo momento, dandogli carta bianca e senza le continue dichiarazioni e gli errori fatti durante il bis significherebbe creare l’Atalanta d’Abruzzo, cosa che il Pescara 2011/12 già era, e ritornare una società economicamente più solida rispetto ai problemi attuali. Vediamo che succede!

SALVIO IMPARATO

20 maggio 2012, Zeman e la felicità meritata dopo l’esilio.

Genova 20 maggio 2012, il Pescara torna in a dopo quasi 20 anni. Lo fa con Zeman in panchina, dimenticato dal calcio italiano regala un miracolo dei suoi.

Mentre negli anni 90, a Foggia, nasceva Zemanlandia, a Pescara affondava l’era Galeone, anch’essa fatta di spettacolo e 4-3-3. Nonostante fossero paladini del bel calcio, Zeman e Galeone non si sono mai piaciuti, almeno il tecnico napoletano ha sempre avuto qualcosa da dire sul Boemo. Il destino beffardo ha voluto che il 20 maggio 2012, proprio Zeman entrasse nella storia dei biancoazzurri e scatenasse una diatriba che ancora non si placa. Quella tra zemaniani e galeoniani.

Diatriba sterile, specialmente quando si parla di gioia, bellezza e felicità. Sta di fatto che da quel giorno, i più insofferenti, devono accettare Zeman nell’albo d’oro e nella mitologia del Pescara. Anche tanti pescaresi juventini a dire il vero non sapevano se gioire o dannarsi. Ma si sa Zeman ovunque va unisce dividendo e viceversa. Un personaggio che pesa molto non c’è, figuriamoci quando c’è e tanto come fu in Abruzzo.

E pensare che poco prima di tornare alla ribalta, Zeman era ormai considerato finito, allenatore in pensione e con idee superate, inconciliabili con il calcio “attuale”, fatto dei pullman davanti alla porta di Mourinho e dei gestori di campioni come Ancelotti e Capello. Destinato appunti solo a comparse, con interviste da fuori con qualche punzecchiatura ai tecnici sopracitati. E pensare che, se non si fosse riunito il clan di zemanlandia, Casillo-Pavone-Zeman, con Altamura e la novità Franco Mancini allenatore dei portieri, forse non staremmo qui a parlare della fantastica cavalcata del Pescara verso la A.

Per uno zemaniano la gioa fu doppia, da napoletano abbracciarmi all’Adriatico, con pescaresi e fan del muto da tutta Italia, non è facile spiegare le emozioni di una favola che diventa realtà. Specialmente dopo aver assaporato una zemanlandia embrionale, ma dolcemara a Foggia, nel 2010, con Insigne, Sau, Romagnoli, Kone e altri che saranno titolari in A. Non riuscì a centrare la promozione e i playoff, ma il suo marchio fu subito tangibile, miglior attacco e capocannonieri e pari punti Insigne e Sau. Squadra di giovani primavera e costata 10.000 euro, ma si sa bastava dire che Zeman aveva fallito ancora e il gioco era fatto.

Per fortuna Di Francesco, consigliò De Cecco e Sebastiani di puntare su Zeman, una volta approdato a Lecce. E così fu, Zeman approdò e rive dell’adriatico, presentazione al porto, accolto in pompa magna da star del calcio qual’è, perché la gente non è il sistema. Gli viene data carta bianca sul lavoro e porta con se tre fidati, uno per reparto della stagione precedente, Insigne, Kone e Romagnoli. Il resto è storia già raccontata e che lasciamo raccontare alla stampa di Pescara, alla loro gioia da pescaresi e tifosi. A noi tocca il compito di ricordare il passato antecedente al 20 Maggio, per celebrare al meglio quella data e la felicità meritata, di un uomo che con un calcio vecchio e deceduto, a detta d’altri, ha rivinto dopo due decadi un campionato di B con lo stesso calcio, ammirato in tutta Italia, perchè il calcio di Conte e Allegri non entusiasmava, e in Europa anche oggi con l’articolo di Marca.

Ogni 20 maggio, da quel giorno, la stessa storia. La stessa, grande emozione. Con una mia telecronaca, il Pescara, la…

Posted by Daniele Barone on Wednesday, 20 May 2020

Aver potuto vivere da vicino quella fantastica serata è un privilegio, non solo calcistico, perchè aver potuto fotografare quel sorriso, respirare la felicità e la commozione di Zeman, dopo avergli fatto qualche domanda, non ha prezzo, come il tempo negato a questo grande uomo di sport e di calcio che ha portato una, e anche più, a festeggiare una nuova ricorrenza. Oggi a Pescara la gente si saluta esordendo con “Buon 20 maggio a tutti”!

Salvio Imparato

#restiamoacasa, il Pescara rievoca i tempi di Zeman

L’account twitter del Pescara, rievoca ironicamente i fasti di Zeman. Lo fa sfidando le società di B a giocare a Pes2020. Spaventando gli avversari inserendo in rosa Insigne, Verratti e Immobile. Tutto rigorisamente con ashtag #restiamoacasa

L’account social del Pescara non è nuovo a queste iniziative. Si è già fatto notare recentemente con un tweet scherzoso di risposta al Napoli e uno all’Empoli simulando Ibra con la maglia biancoazzurra. Questa volta lo fa sfidando tutta la serie b ad una partita a Pes2020, approfittando del momento e del #restiamoacasa. In rosa però aggiunge i tre protagonisti del grande Pescara di Zeman, Insigne, Verratti e Immobile. Nostalgia? Chissà, in tutti i casi Zeman è libero e in grande forma.

SALVIO IMPARATO

Pescara-Salernitana, Zeman: “Due squadre a cui manca la continuità. Vorrei allenare ancora”

Zdenek Zeman interpellato sulla prossima sfida di B, Pescara-Salernitana, parla a 360° sul calcio italiano di A e B, sul Var, sul Napoli, sul mercato e sul suo futuro.

“Pescara-Salernitana? È una sfida tra due squadre che hanno espresso buon calcio, ma senza continuità. Il Pescara ha il vantaggio di giocare in casa, ma ultimamente all’Adriatico ci va poca gente. Ventura ha molta esperienza e se ha costruito la squadra insieme al Ds, bisogna lasciarlo lavorare. I campionati si vincono con la programmazione, costruendo la squadra adatta all’allenatore. Non credo nel mercato di gennaio. Alla Salernitana dei miei tempi, presero 15 giocatori a gennaio e non rimase nessuno”.

Serie B

“Il Pescara ha deluso? Sono tante ad aver deluso, l’Empoli e la Cremonese specialmente. È un campionato strano, se fai tre vittorie sei in A, se fai tre sconfitte sei in C. Il Benevento fa un campionato a parte, anche se non fa un buon calcio, vince con gli uno a zero e fino ad ora gli sta riuscendo, l’unica ad averli battuti è proprio il Pescara. C’è ancora tanto da giocare.”

Var, Serie A e Futuro

“Sono sempre stato contrario al Var. Doveva servire a limitare l’errore umano, ma ha fatto tanti errori quest’anno. Se la tecnologia fa errori è meglio farli fare all’arbitro.”

“La serie A non è in crisi come dicono, lo dimostra anche la nazionale, c’è meno pubblico perché ci sono troppe partite in tv che non sono nemmeno emozionanti, anche se Juve, Inter, Lazio e Atalanta giocano un bel calcio. Alcune società paradossalmente preferiscono poca gente negli stadi, così c’è meno rischio di incidenti. Sarebbe bello tornare a vedere bel calcio negli stadi senza incidenti.”

“La crisi del Napoli non me la spiego, dovrei essere dentro. Per me non è un problema di allenatore o di giocatori che improvvisamente non sanno più giocare. È una questione di testa e di motivazioni e la questione del ritiro ha aggravato il tutto”

“Futuro? Io vorrei fare ancora qualcosa nel calcio, purtroppo la mia volontà non basta. Per ora guardo calcio da casa e la Roma e la Lazio allo stadio”

Salvio Imparato

Capuano: “Io e Nesta parliamo spesso di Zeman, ci ha dato tanto”

Marco Capuano, difensore del Pescara di Zeman, ora al Frosinone, ha rilasciato un’intervista a Giovanni Tontodonato de Il Centro .

A Frosinone debuttò in B nove anni fa con la maglia del Pescara. Lo stadio era il vecchio Matusa, dove ora sorge un bel parco, e sulla panchina biancazzurra c’era Eusebio Di Francesco. Marco Capuano giocò titolare il match che venne sospeso all’intervallo sullo 0-0 a causa della pioggia. 
Dieci giorni dopo la ripresa, finì 1-1: vantaggio ciociaro con Gianluca Sansone e pareggio di Riccardo Maniero su assist di Andrea Gessa, l’attuale team manager del Delfino. Sabato, invece, il teatro dello scontro Frosinone-Pescara sarà il nuovo stadio Benito Stirpe e Capuano sarà sull’altra sponda contro la sua ex squadra.

PESCARA-FROSINONE

«Sarà una sfida speciale», ammette il 28enne difensore, «Pescara è la mia città, il posto in cui sono cresciuto vivendo anche da calciatore emozioni indimenticabili». 
Capuano è uno dei punti fermi dell’undici di Alessandro Nesta che, dopo un inizio balbettante, ha ingranato la marcia giusta salendo in quinta posizione (6 punti nelle prime 7 partite, 17 nelle successive 8). Nel torneo in corso ha collezionato 12 presenze segnando anche due reti.

«Se arrivasse il terzo gol non esulterei, non potrei mai farlo contro i colori del mio cuore». Impegno durissimo per i biancazzurri. Il Frosinone, infatti, ha costruito il suo percorso sfruttando il fattore-Stirpe. Nel proprio stadio, su 7 gare i ciociari hanno conquistato 17 punti (su 23 totali) vincendo cinque incontri e concedendo solo due pareggi al Venezia e al Cosenza. L’ultimo ko con l’Udinese lo scorso 12 maggio in serie A, una categoria che Capuano vuole riabbracciare al più presto. «Purtroppo, l’anno scorso non siamo riusciti a salvarci. E ripartire non è stato facile. All’inizio non avevamo assorbito il 4-3-1-2 di Nesta, poi l’allenatore è stato bravo ad adattarsi alle nostre caratteristiche e quando siamo passati al 3-5-2, a Salerno, c’è stata la svolta».

NESTA E ZEMAN

L’ex difensore di Lazio e Milan resta un punto di riferimento per i giovani. «Nesta è apprezzato da tutti. Ora ha iniziato il percorso in panchina mostrando di essere all’altezza. In questa fase siamo meno belli, ma più concreti».

Nesta e Capuano, due allievi di Zdenek Zeman. «Parliamo spesso del boemo, ci ha dato tantissimo. Nesta mi ha detto che ai suoi tempi la preparazione era molto più dura, poi con il passare degli anni i lavori di Zeman sono diventati più leggeri. Stento a credere alle sue parole, li avrà massacrati, non che con noi sia stato così tenero…».

PESCARA DI ZAURI

Ora c’è Luciano Zauri alla guida del Pescara che ultimamente ha rallentato la corsa (2 punti in 3 gare). «In B non ci sono partite scontate. Il Pescara sta disputando un buon torneo e ha tutte le carte in regola per entrare nei play off o lottare per la seconda posizione. Il primo posto ormai è andato, il Benevento non si fermerà. A Zauri se potessi toglierei Memushaj e Machìn, fanno la differenza».

CAPUANO E LA SECONDA SFIDA DA EX PESCARA

Sabato sfiderà il Pescara per la seconda volta in carriera. La prima con il Cagliari a ottobre 2015 all’Adriatico: vinse il Delfino 1-0, gol Lapadula su assist di Francesco Zampano, l’altro ex biancazzurro che milita nel Frosinone. In rosa c’è anche Alessandro Iacobucci, 28enne pescarese, secondo portiere dei ciociari. Marco va a caccia della terza promozione in A dopo quelle con il Pescara di Zeman di sette anni fa (sull’avambraccio sinistro si fece tatuare la frase “20/05/2012 il sogno è diventato realtà”) e quella con il Cagliari del 2016. «Siamo sulla buona strada, però il cammino è lungo»

MERCATO PESCARA

L’infortunio di Vincenzo Fiorillo (dovrebbe rientrare contro il Trapani) e qualche incertezza di Elhan Kastrati hanno spinto la società a cercare un altro portiere, nonostante sotto contratto ci sia anche Simone Farelli. Le attenzioni sono rivolte sull’esperto Federico Marchetti, 36enne di proprietà del Genoa, ex compagno di squadra di Luciano Zauri nella Lazio che vanta 11 presenze con la Nazionale. Un operazione che, eventualmente, si concretizzerebbe nel mercato di gennaio.

Gasperini e la lezione della filosofia Zeman (VIDEO)


Gasperini:“Spero che una donna rivoluzioni il calcio come Zeman e Sacchi”

Se esiste questa testata non è solo per i meriti del bel calcio di cui Zeman ci ha fatto innamorare. Esiste anche per il demerito della stampa italiana, per come è solita raccontare gli allenatori che perseguono una filosofia all’antitesi del difensivismo. Zeman, Sarri e Gasperini elogiati quando non si può fare altro, ma attesi al varco impazientemente alle prime sconfitte, appena le cose sembrano non andare.

Sembrano appunto, perché Gasperini ci ricorda la lezione di Zeman, quella in cui cercando di fare quello su cui stai lavorando, anche nella sconfitta ti sta insegnando qualcosa. Bisogna credere nelle proprie idee e provarle anche a livelli più alti. Nonostante le sconfitte di Champions, Gasperini non è arretrato di un centimetro, sapeva benissimo che pur funzionando in Serie A, la sua filosofia in Champions andava migliorata. Dettagli, intensità e mentalità andavano portati ad uno step superiore. Il cosiddetto salto di categoria. Ed ecco che il primo punto storico, dell’Atalanta in Champions League arriva contro il Manchester City devastante di Pep Guardiola.

Le parole di Gasperini dopo il 5-1 di Manchester

Se l’Italia pallonara ha sempre guardato con scetticismo la rivoluzione della filosofia Zeman, ignorando la sua validità attraverso le epoche (Foggia anni 90’, Lecce 2004/05 unica squadra italiana in A a salvarsi con la peggior difesa e il Pescara 2011/12 che vinse il campionato con il suo calcio definito vecchio) ora non può più ignorarne l’eredità. Gasperini dopo la aver perso a Manchester 5-1 giocando bene, ha ribadito un concetto forte e chiaro. Un qualsiasi allenatore italiano avrebbe cambiato moduli e atteggiamento tattico, lui invece ha puntato sulla maggiore convinzione nelle proprie idee. Risultato? Un bel 7-1 immediatamente dopo contro l’Udinese, un 2-2 a Napoli e un pareggio storico a San Siro contro Pep Guardiola. Una lezione per tutti i tecnici, per le società e anche per un certo tipo di stampa, che addirittura si è permessa di accostare Gasperini a Zeman in accezione negativa per i gol subiti… Studiate gente studiate.

La lezione zemaniana di Gasperini tutta da ascoltare dopo la sconfitta di Manchester ai danni della sua Atalanta….

Geplaatst door GruppoZeman.com op Maandag 28 oktober 2019

SALVIO IMPARATO

Ammutinamento Napoli, Zeman il precedente più recente.

ammutinamento-napoli-zeman

Tutto vero, Zeman l’anno scorso fece ammutinamento. Sembrerà assurdo per chi non ha seguito le vicende del suo ultimo Pescara. E il Napoli, decidendo di interrompere il ritiro dopo il match pareggiato con il Salisburgo, ricorda molto l’episodio clamoroso di Zeman dopo il match perso contro il Cittadella nel marzo 2018.

Diverse le dinamiche e i protagonisti, ma il filo che congiunge De Laurentiis e Sebastiani è davvero sottile, almeno per quanto riguarda la comunicazione calcistica nei momenti topici delle stagioni. A dire il vero rispetto all’apparente grande rapporto tra Ancelotti e De Laurentiis, l’idillio tra Zeman e Sebastiani era finito da un pezzo, ma dopo il mercato di gennaio 2018 sembrava tregua tra i due. A marzo però Sebastiani creò i presupposti per l’ammutinamento del Boemo.

I FATTI DOPO LA SCONFITTA DI CITTADELLA

Purtroppo nonostante una buona partita contro la favorita Cittadella, che mostrò ampi segnali di miglioramento dei biancazzurri, arrivò la sconfitta per 2-0. Purtroppo Sebastiani non dimenticò i dissidi di dicembre con Zeman. Ordinò una riunione tecnica che obbligava staff tecnico e giocatori ad ignorare il giorno di riposo e presentarsi a al Poggio la mattina di domenica 4 marzo 2018. Zeman, probabilmente stizzito dall’ordine presidenziale, decise di non salire sul pullman. Quel bus lo avrebbe riportato a Pescara e invece tornò con mezzi propri a Roma. A squadra presente e staff tecnico assente Sebastiani decise di esonerare Zdenek Zeman, azione che portò alle dimissioni del ds Peppino Pavone, che aveva voluto il ritorno di Zeman in riva all’adriatico.

Dopo l’esonero Sebastiani portò addirittura Zeman in tribunale per insubordinazione. I giocatori del Napoli infatti pare abbiano interpellato già i loro avvocati, prima di compiere questo ammutinamento. Ora si attendono i conseguenti scenari e la replica della società. La sensazione è che lo spogliatoio azzurro da anni serio e con cultura del lavoro, sia stato messo a dura prova da Ancelotti e De Laurentiis. Ai dissidi tecnici si sono aggiunte dichiarazioni e decisioni del presidente non gradite agli azzurri. Alla fine forse restano solo dei ragazzi che avrebbero voluto vincere. Avrebbero desiderato ricevere le condizioni giuste per farlo.

I GIOCATORI AZZURRI ULTIMI RESPONSABILI DI QUESTO BIENNIO

Noi lo diciamo dall’avvento da Ancelotti. Questa è una squadra che viene dalla depressione di uno scudetto perso che non poteva fare altri miracoli. Ci voleva un segnale forte e cioè Ancelotti più due o tre calciatori di livello. E’ vero i giocatori guadagnano alte somme di danaro. Però non dimentichiamo che anche loro hanno sogni ed ambizioni. Insigne è napoletano avrebbe voluto vincere, anche Mertens, lo hanno dichiarato entrambi. La sopravvalutazione della rosa da parte di De Laurentiis e Ancelotti sembra il vero errore di questa gestione. I calciatori davvero sembrano gli ultimi responsabili di questo biennio. Il ritiro è sembrata una punizione troppo severa e negativa per l’immagine di un gruppo che ha sempre dato tutto.

SALVIO IMPARATO

Sarri alla Zeman, il gol di Higuain uno schema provato in allenamento senza avversario (VIDEO)

Sarri porta gli schemi 11 vs 0 cari a Zeman, in quanto marchio di fabbrica Zemanlandia, in casa Juventus.

Il gol di Higuain provato senza avversario

Il secondo gol dei bianconeri firmato Higuain, come dimostra il video in allegato, è frutto della costante ripetizione di schemi senza avversario imposta da Sarri anche in casa Juventus. Portare questa tipologia e filosofia di lavoro, nella patria del “Vincere è l’unica cosa che conta” è la notizia, è il vero passo verso il cambiamento del calcio italiano e dei più incrollabili vertici bianconeri.

Non la chiamiamo rivoluzione perché quella è stata fatta di chi ha portato questa tipologia di lavoro in Italia, che è oggi diventata teoria nei testi di Coverciano. Parliamo di Zdenek Zeman. Il Boemo è stato il primo a portare questa filosofia collettiva della ripetizione, di schemi e movimenti 11 vs 0, in modo ossessivo tanto da imprimersi nella memoria dei calciatori. Schemi ideati e ispirati dalla pallamano e l’hockey sul ghiaccio adattati al calcio, eseguiti il più velocemente possibile.

Azione spettacolare del Pescara di Zeman, frutto degli schemi 11 vs 0

“Talvolta i perdenti hanno insegnato più dei vincenti”

Recitava Zeman e come dargli torto, specialmente se citiamo l’Olanda dei 70, Lobanovski e l’Ungheria di Puskas. Zeman poi non ha manco vinto così poco come dicono durante la sua continua innovazione, a parte i campionati di B e lo spettacolo offerto ci piace ricordare la più grande impresa in una nazione rigidamente difensivista. Il suo Lecce 2004/2005 unica squadra a salvarsi in A con la peggior difesa e il secondo miglior attacco dopo la Juventus campione d’Italia… Un MIRACOLO.

SARRI, ANCELOTTI E IL NAPOLI

Questo tipo di lavoro ha permesso a Sarri di esaltare al massimo il Napoli. Il collettivo ha esaltato i singoli e non il contrario. Agli azzurri manca questo tipo di lavoro e non l’allenatore, inutile creare fazioni e divisioni che oggi fanno comodo solo a tifosi e stampa. Sarri oggi è quello che ricorda a tutti quello che molti hanno ignorato. E cioè quanto sia fondamentale un certo lavoro di campo per ridurre il gap con gli avversari e addirittura per migliorare campioni già affermati. Si raccontano Sarri e Zeman erroneamente come integralisti, come Ancelotti credono nelle loro idee, solo che le idee di Carletto sono più adatte a rose di livello più alto, sarebbe saggio tornare a questi sistemi più che al sistema di gioco, se il modulo non lo si allena, da solo può far ben poco.

Salvio Imparato

Sebastiani: “Zeman? Lo adoro, potrei riprenderlo” (VIDEO)

Daniele Sebastiani torna a parlare di Zeman. Lo fa ai microfoni di Rete8 e scherza (forse ndr) su un ennesimo ritorno del Boemo. Di seguito le parole del presidente del Pescara e il video di GruppoZeman.com

“Adoro Zeman – dice Sebastiani – potrei riprenderlo (scherza ndr), non mi sono piaciute alcune cose, ma come allenatore non posso che essere entusiasta. È uno che i ragazzi li fa lavorare veramente. Oggi si parla dell’Atalanta di Gasperini, chiedetevi cosa fa dalle 8:30 fino alle 22:30 e perché arriva due ore prima e va via due ore dopo. È una cultura del lavoro che in Italia hanno in pochi”.

IL VIDEO POST DELLA PAGINA FACEBOOK GRUPPOZEMAN.COM

Non c’è dubbio, Sebastiani sa sempre come sorprendere e questa volta in positivo. Certo questo non cancella il trattamento riservato al Boemo l’anno scorso, ma nonostante il raggiungimento dei playoff sembra essersi accorto finalmente accorto, colpevolmente tardi e in contraddizione con se stesso, del grande lavoro del Boemo.

Ovviamente non lo riprenderà mai, ovviamente si è reso conto che non era il vecchio bacucco con cui pensava di aver a che fare, lo ha anche quasi dato per finito. Almeno grazie alla fede zemaniana di Massimo Profeta di Rete8 Sport, a cui vanno i complimenti per le domande punzecchianti sul parlare troppo a microfoni accesi di Sebastiani anche quest’anno, il presidente ha sinceramente elogiato Zeman come merita e avrebbe meritato la scorsa stagione.

Pescara è una piazza e un squadra rimasta nel cuore ed il sogno di rivedere un nuovo Pescara di Zeman dipingere calcio in B e in barba alla A, è un sogno sempre vivo.

Non c’è dubbio, Sebastiani sa sempre come sorprendere e questa volta in positivo. Certo questo non cancella il…

Geplaatst door GruppoZeman.com op Woensdag 29 mei 2019
Sebastiani loda Zdenek Zeman ai microfoni di Massimo Profeta (Rete 8 Sport)

Salvio Imparato

Balzano e l’era Zeman: “Saremmo andati a morire tutti insieme” (VIDEO)

Toccante ricordo dell’insostituibile terzino del primo Pescara di Zeman. Antonio Balzano si racconta a Rete8.

“Fu un’annata fantastica, eravamo talmente uniti che saremmo andati a morire tutti e 22/24. Ultimamente ho rivisto il video della partita di Genova contro la Sampdoria, che ci diede la promozione diretta. Io piangevo già in campo – confessa Balzano – dopo il terzo gol ero crollato dall’emozione, per me era realizzare il sogno dei sogni. È stato toccante vedere Zeman piangere e dedicare la vittoria a Franco Mancini. Abbiamo vissuto momenti bellissimi e quelli tragici ci hanno unito e fortificati”.

L’ULTIMO PESCARA DI ZEMAN

“Per supportare un allenatore come Zeman – dice Balzano – devi avere giocatori con altre e forti motivazioni. Noi nel 2011 eravamo tanti giocatori provenienti dalla C tra cui Insigne. Con il gioco rischioso del mister ci davano per spacciati, invece Zeman dall’inizio disse che con noi sarebbe subito andato in A. Purtroppo l’anno scorso questo non c’è stato, eravamo tanti bravi giocatori ma non tutti adatti al gioco del mister e l’abbiamo pagato”.

CAGLIARI E PESCARA ATTUALE

“Quando sono andato via da Pescara piangevo perché da quando ci misi piede la scelsi come mia città. Ma la chiamata di Zeman a Cagliari era un’ulteriore occasione per me. Lì ho capito che non giochi per una città, ma per una regione intera e hai un elevato carico di responsabilità. Quando si è ripresentata l’occasione di ritornare a Pescara l’ho colta a volo. Ora abbiamo raggiunto la salvezza certa e dobbiamo giocare con più coraggio per conquistare la promozione. Mi dispiace che il pubblico non viene allo stadio, ne abbiamo bisogno e non parlo della curva nord che ci sostiene sempre , ma di tutta la città”.

SALVIO IMPARATO