Change.org, petizione per il ritorno di Zeman al Foggia

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Da Foggia parte una petizione su Change.org, per riportare Zdenek Zeman al Foggia. Dopo la cittadanza onoraria anche la panchina

E’ di qualche giorno fa la notizia, che confermava, la cittadanza onoraria di Foggia, al tecnico boemo Zdenek Zeman. Nome che a distanza di anni suscita ancora entusiasmo e speranze. È così che molti sognano ancora un ennesimo ritorno e hanno lanciato una petizione su Change.org. La petizione recita:

Puoi aiutarci firmando anche tu questa petizione? Arriviamo a 100 firme
http://chng.it/yk88XjtQ

E’ facile e veloce
1) cliccare il link
2) inserire nome, cognome ed indirizzo mail
3) confermare mail ricevuta su propria casella di posta!

Grazie! e forse ce la facciamo a riportarlo a casa…

un grande “vecchio” per un calcio giovane e … pulito 

10 motivi perché Zdenek Zeman può essere la migliore scelta per la panchina del Foggia:

  1. Spettacolarità del gioco
  2. Mentalità vincente
  3. Entusiasmo e stadio pieno 
  4. Valorizzazione giocatori
  5. Portatore di alti valori etici e morali
  6. Virtuosità gestione economica
  7. Grande risonanza mediatica
  8. Rapporto speciale con Foggia
  9. Lealtà e genuinità nei rapporti umani 
  10. Personalità con forte fascino e carisma

….il ritorno del “Maestro” a Foggia… dove tutto è iniziato… per completare una favola meravigliosa da poter raccontare alle nostre future generazioni….

PRESIDENTE, PER FAVORE, REGALACI QUESTO SOGNO

Chi ha fatto partire la petizione su change.org poi ci racconta

“Ci saranno molto probabilmente dei cambiamenti del ds e mister. Magari riusciamo a sensibilizzare la società, il maestro vuole allenare è sembra sempre in forma. Incredibile che non l’abbiano già contattato!!!”

SALVIO IMPARATO

Pio e Amedeo: “Zeman è una divinità, ha rivoluzionato il calcio”

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Pio e Amedeo si raccontano alla Gazzetta Dello Sport, passando da Emigratis al loro ultimo successo non dimenticano mai il loro idolo Zeman

Pio e Amedeo, Emigratis e Insigne che consiglia i neomelodici

“Da Morata e Zappacosta ci siamo fatti regalare un Rolex – confessano Pio e Amedeo – quando facevamo Emigratis, noi ora gli mandiamo le ciabattine che ti danno negli hotel con la nostra faccia. Lorenzo Insigne ha un posto privilegiato perché ci consiglia tutti i neomelodici napoletani. Poi Immobile, Quagliarella, Donnarumma. Tutti cervelloni come noi…”. 

Zeman una divinità

“I calciatori di oggi dalla Serie D in su si atteggiano, hanno tutti il gel e sono più simili a dei tronisti che a degli sportivi. A noi piaceva Attilio Lombardo che sembrava Lino Banfi e Franco Baresi. Zeman è una divinità, ha rivoluzionato il calcio come Arrigo Sacchi. Guai a toccarci Rambaudi-Baiano-Signori. Oltre c’è solo il mito: Roberto Baggio”. 

Antonio Conte

“Antonio Conte ci ospitò per una notte nella sua casa di Londra e ci diede pure 500 euro. Siamo rimasti amici, nel privato è simpatico e ha una vena comica. Scudetto strameritato per la continuità”. 

Cr7

“Cristiano Ronaldo? Guardatevi la puntata di stasera e lo sketch con Eros Ramazzotti, tifoso juventino. Ci ironizziamo un po’. CR7 è molto forte, ma sembra costruito in laboratorio. Sembra che pensi solo ai cazzi suoi. Messi è più umano e vicino alla gente”. 

Totti

“Totti è un ragazzo figo, ci faceva ridere anche quando ci mandava al diavolo. Si è instaurato un rapporto di correttezza, siamo stati onesti e sinceri. Lui è stato bravo, sa mettersi in gioco e la gente è impazzita”. 

Rino Gattuso

“Avremmo voluto ospitare anche Rino Gattuso. Ci fu una polemica per dei cori che gli facemmo in Foggia-Pisa, lui allenava il Pisa e non la prese bene. Ma se ci vedessimo ci abbracceremmo, è ruspante come noi”. 

LA SUPERLEGA E’ L’ANTITESI DI ZEMANLANDIA

Il terremoto Superlega ha scatenato reazioni di tutto il sistema calcio. Ovviamente anche di chi ha conosciuto e amato Zemanlandia

Il senso del calcio per come lo abbiamo conosciuto e amato, era già agonizzante e moribondo da tempo. Con la conferma della Superlega, sembra aver avuto la mazzata finale e non sappiamo a cosa davvero porterà questa “nemesi” del pallone. Di certo la storia di Zemanlandia, racconta di una squadra, il Foggia senza campo di allenamento, che si allenò nel parcheggio del suo stadio, ospitare la Juventus allo Zaccheria e batterla giocando un calcio nuovo, veloce e spettacolare. Chi ha vissuto queste favole ne ha ancora gli occhi e il cuore pieni, specialmente di nostalgia, quella mai ricompensata e ancora mortificata da quando il calcio è diventato più azienda che sport.

Tutti a ridere quando Zeman tornando in serie A a Roma dichiarò che nel calcio soffiava ancora il “Vento Del Nord”. Ci pare che non si sbagliasse così tanto, specialmente ora che la credibilità di quest’ultimo campionato va a farsi benedire. Quanti oggi crederanno di non aver assistito ad una stagione farsa? Gli spettatori calano inesorabilmente, quelli rimasti sono tanti disillusi e forse neanche più in buonafede!

LA SUPERLEGA COME LA WWE DEL WRESTLING

In odore di interessi e tornaconti chi ancora crederà alla storia dello scudetto perso in albergo del Napoli, solo per aver visto la Juve vincere con errori arbitrali a San Siro? Con la chiamata anche del Napoli in Superlega, l’asse Agnelli-De Laurentiis, sui cui scrivemmo anche un articolo, alimenta più ombre che luci. Il mondo del calcio diventa giorno per giorno meno credibile, il mondo del Wrestilng americano è più onesto con il suo pubblico. Lo dice apertamente con il linguaggio del corpo e dei suoi personaggi, che è tutta una messa in scena.

SALVIO IMPARATO

Liguori: “Sarri, come Sacchi e Zeman, ha fatto la storia con un’impronta”

Paolo Liguori, direttore del TgCom24, è intervenuto ai microfoni di Radio Goal (Kiss Kiss Napoli). Si parla di Fonseca, Gattuso, Sarri, Sacchi e Zeman

Riapertura stadi

“L’Italia riapre per il calcio – dice Liguori – sotto la pressione della Uefa, e da qui una cascata di riaperture. Per avere una rete digitale efficiente bisogna dare il calcio a Dazn, per avere una riapertura bisogna fare gli Europei di calcio, l’Italia è un paese che sente molto la questione del calcio se no le riaperture chissà quando ci sarebbero state. Non si è aperto per il turismo, che è un’industria pari al 15% del Pil italiano, ma lo si fa per il calcio, questo è un Paese strano.

La Roma e l’Europa League

 Mi piacerebbe se vincesse l’Europa League, ma dopo lo scoglio dell’Ajax bisogna pensare al favoritissimo Manchester United, e poi non ci dimentichiamo della ‘talpa’ Arsenal in una possibile finale.

Napoli-Inter? I tifosi interisti non si devono offendere ma credo che il Napoli domani vincerà. La squadra di Conte, per statistica, prima di vincere lo scudetto dovrà perdere qualche partita. Dall’altra parte vedo un Napoli con una forma che non aveva quasi mai avuto quest’anno, è al top della condizione stretto attorno a Gattuso.

Scambio Gattuso-Fonseca?

 Non so cosa accadrà per la panchina Napoli l’anno prossimo, ma se mi dicessero di cambiare Gattuso con Fonseca neanche li farei finire di parlare. Lo scambio Gattuso-Fonseca mi farebbe adorare De Laurentiis, perché magari il portoghese col suo tono flemmatico andrebbe benissimo, ma magari a Roma con quei giocatori va meglio uno come Ringhio. Ho sempre apprezzato Gattuso, e in ogni caso ha portato una squadra che probabilmente andrà in Champions. Credo che alla fine in Champions ci andranno Napoli e Atalanta, e a rischiare di più saranno Milan e Juve.

Sarri alla Roma, Sacchi e Zeman

“Magari arrivasse Sarri a Roma, la politica del club giallorosso è basata sui giovani e mi piacerebbe vederli allenati da un tecnico ambizioso come Sarri. Il gioco della squadra con il tecnico toscano si vede, penso che i tifosi del Napoli se lo ricordano bene. Sarri, come Sacchi e Zeman hanno fatto un po’ di storia dando una propria impronta al gioco del calcio”.  

Maifredi: “Sacchi stia zitto, io e Zeman abbiamo cambiato il calcio, non lui”

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Gigi Maifredi è intervenuto alla trasmissione Radio Gol. Intervenuto su Juventus-Napoli, ha detto la sua anche sulle parole di Sacchi sullo scudetto del Napoli 89/90.

 “Il ruolo dell’allenatore – dice Maifredi – è completamente cambiato. Vedo certi allenatori che in panchina recitano perché sanno di essere inquadrati. Ora l’allenatore che esce da Coverciano è pronto anche con i giornalisti, è molto attento per non creare attriti. Il livello degli allenatori di un tempo era molto più alto, ora appena i calciatori finiscono di giocare vengono subito buttati ad allenare in Serie A.

Gattuso e Pirlo? 

Gattuso ha fatto la gavetta, a Napoli ha avuto alti e bassi ma ora sta avendo un colpo di coda. Pirlo è stato il playmaker più forte del mondo, ma un conto è andare in campo e un altro è cercare di far rendere al massimo i giocatori. Ci sono 30 calciatori contro di te e sono difficili da gestire. Spero che si riprenda e venga confermato, perché l’esperienza che ha fatto quest’anno vale 10 anni di gavetta.

Juve-Napoli? 

La qualificazione in Champions è fondamentale più per la Juve che per il Napoli. La gestione amministrativa degli azzurri è eccezionale, mentre i bianconeri sono quotati in borsa e senza Champions sarebbe un dramma.

Sconfitta della Juve ed esonero di Pirlo? 

Se dovesse essere esonerato Pirlo la Juve punterà su un nome forte come Allegri. Se dovesse tornare Allegri credo che Paratici e Nedved se ne andranno perché sono stati loro a non volere più Max.

Le parole di Sacchi contro lo scudetto vinto dal Napoli?

 Sacchi dovrebbe tacere, ha la memoria corta. Il Milan ha vinto contro il mio Bologna con un nostro gol non visto dall’arbitro Nicchi, la palla era entrata di mezzo metro. Sacchi ha vinto la Coppa Campioni partendo dalla partita sospesa di Belgrado per nebbia e poi rigiocata, penso che Arrigo debba stare zitto. Tutti hanno gli scheletri nell’armadio e chi non ha peccato scagli la prima pietra. Io e Zeman abbiamo cambiato il calcio, non lui”.

Blog, Zeman ha venduto più libri di Lippi e Capello

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Se ci si imbatte nel web e in gruppi e blog dedicati a Zeman, ci si rende conto che per tanti è come una rockstar.

Quanti allenatori possono dire di avere una vera e propria schiera di fan e Blog a loro dedicati? Nemmeno i milioni followers di Ancelotti, che piacevano tanto a De Laurentiis, posso essere calcolati in questa speciale conta di VERI appassionati di un allenatore. Zeman da Foggia a Roma, Lecce, Salerno, Pescara, fino addirittura a Napoli, Avellino e Cagliari dove ha avuto esperienze sfortunate, ha raccolto innamorati proseliti. Anche dove non ha allenato, puoi trovare almeno uno zemaniano con il suo piccolo oracolo, dedicato al tecnico Boemo. Oggi mi sono imbattuto in un post, nel gruppo ZEMAN nel segno del 433, di Marco Del Coco.

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È praticamente la foto dell’articolo e mi ha procurato una vera e propria emozione. Vedere tutti quei libri messi in posa ti fa arrivare forte quanto Zeman ha dato, restando scolpito nella memoria di tanti innamorati del suo 4-3-3. Sfido chiunque a dimostrarmi che altri allenatori come Lippi, Capello etc. abbiano lo stesso fascino, tale da conservare ogni cimelio come fosse una vera e propria rockstar.

SALVIO IMPARATO

Babu: “Zeman vide in me quello che altri allenatori non vedevano”

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Calcio Lecce riporta un’intervista di Anderson Babu apparsa oggi su Il Mattino. L’ex attaccante di Lecce e Salernitana ha parlato dell’imminente sfida al Via Del Mare e di… Zeman

BABU E LA VISIONE DI ZEMAN

“Per me fu importantissimo. Certo il merito fu anche mio – afferma Babu – per quello che feci in campo, ma senza di lui non so come sarebbe andata. Vide in me quello che non vedevano gli altri allenatori, tant’è vero che da centrocampista mi trasformò in esterno”.

LECCE E SALERNITANA

“Con Lecce e Salernitana ho vissuto momenti unici che fanno sì che la gara del prossimo week-end sarà ovviamente speciale per me. Si tratta di due piazze, due città, che mi hanno dato tanto e dove sono stato davvero bene. A Salerno ho conosciuto l’Italia e ho imparato gli aspetti principali del calcio, a Lecce ho raggiunto l’apice della mia carriera con due anni bellissimi vissuti nel grande calcio”.

TIFO NEUTRALE

“Non so scegliere chi tifare visto quello che mi lega a Salernitana e Lecce. Che vinca il migliore, ma con un pareggio sarei più contento sapendo però che, forse, potrebbe servire non tantissimo ad entrambi in ottica promozione in Serie A. A prescindere da tutto mi auguro di poter vedere una partita bella e avvincente, pur essendo convinto che sarà così visto quello che hanno dimostrato in questo torneo granata e giallorossi. Probabilmente l’unica differenza è rappresentata dall’organico del Lecce, più profondo rispetto a quello campano”.

PARTITA NON DECISIVA

“Vincere vorrebbe dire molto vista la classifica attuale, ma potrebbe comunque non bastare ad affermare come chiusa la lotta per il secondo posto. Primo perché c’è anche il Monza di Brocchi dietro di loro che può dire e che certamente dirà la sua fino alla fine, e secondo perché rimarrebbero comunque da giocare tante partite da qui al termine del campionato. Con 21 punti a disposizione tutto può ancora accadere”.

LA SFIDA CODA-TUTINO. 

“Parliamo di due attaccanti importanti per la Serie B, di quelli che risultano essere davvero decisivi e che quindi a un allenatore toglierebbero un bel po’ di pensieri nel corso di una stagione”.

Avenida, Zeman ringrazia per il brano dedicato a Franco Mancini (VIDEO)

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Zdenek Zeman manda un video messaggio agli Avenida. Gruppo che ha dedicato un brano a Franco Mancini.

Gli Avenida hanno scritto un brano “Il volo del campione” dedicato a Franco Mancini. Di seguito il videomessaggio di Zeman che li ringrazia e conclude alla sua maniera pittoresca.

“E’ un brano bellissimo, mi viene da piangere a ricordarmi di Franco. Non solo per le sue parate, ma anche per il suo comportamento. Mi ha dato tanto e spero abbia dato tanto a tutti e poi… Basta”

https://www.facebook.com/AvenidaBand/posts/1777684285744654

SALVIO IMPARATO

Gigi Maifredi: “In Italia poca fantasia. Si vive ancora su quanto fatto da me e Zeman”

Gigi Maifredi ha rilasciato forti dichiarazioni a Tuttomercatoweb.com. Il suo è un duro attacco al modo si preparare gli allenatori a Coverciano.

“I problemi della serie A? Credo che fortemente indiziato sia Coverciano – confessa Gigi Maifredi – dove ti insegnano a essere tatticamente impeccabile e a giocare sugli avversari e questa è la cosa peggiore. L’Italia purtroppo non sforna gente di fantasia. Ancora si vive su quanto fatto da me e Zeman. Che poi è stato messo alla conoscenza di tutti da Arrigo Sacchi che si è adeguato a un gioco nuovo avendo una squadra fantastica. Ed è diventato un gioco che è ancora attuale”.

Che cosa serve allora?

“Il calcio non può star fermo ad una sola impostazione. Serve uno strappo e non vedo gente che salvo eccezioni, abbia la capacità di farlo. C’è bisogno di una squadra importante che faccia un gioco nuovo e può essere allora a quel punto un modello. In Italia non c’è più fantasia ma un impegno tattico incredibile. Il campionato italiano è il più difficile di tutti perchè se fai una cosa c’è subito lo studio per pararla, mentre all’estero si è più liberi mentalmente, lo dimostra anche l’Inghilterra con un gioco improntato su giocatori con caratteristiche diverse da quelle che ci sono in Italia”.

A Coverciano cosa occorrerebbe fare?

“Mi hanno chiesto spesso se volevo far qualcosa ma non ne ho mai sentito la voglia. Se vado a dire certe cose, sono atipiche e verrei combattuto come uno che bestemmia. Bisogna partire dalle conoscenze tecniche dei giocatori e poi occorre che emerga la fantasia. A Coverciano ti indottrinano in tutto, dalla medicina alla psicologia, e quando esci di lì sei bravo a rispondere ai giornalisti e bravo in campo ad applicare il tuo credo. Io vorrei invece che mi dicessero invece 5 modi intendere calcio. Invece uno esce da lì col suo unico modo che ha in testa. Nel basket ad esempio vengono fatti degli aggiornamenti ogni 3-4 mesi e i tecnici vanno ad imparare quel che altri propongono. Qui ognuno è geloso di quel che ha e pare se lo voglia portare nella tomba”.

Max Allegri al Club, “per me è no!”. Racconto del calcio che non convince

L’entusiasmo che ha accompagnato la presenza di Max Allegri al Club, ha incuriosito ma non ha convinto. I problemi del calcio italiano in Europa sono anche figli del racconto che il tecnico livornese ha portato in diretta a Sky Calcio Club.

Chiunque potrebbe dire – <<Ma come, Allegri è l’unico che ha portato la Juve a giocare due finali di Champions e voi scrivete queste eresie?>> – ma non avrebbe ragione, almeno non del tutto. Qui non stiamo scrivendo un articolo per dire – << Svegliatevi, Allegri non è bravo>> – anzi, Max Allegri è bravissimo, il numero uno dei gestori, come li definì Zeman. Ne è l’evoluzione, la versione 3.0 di Lippi, Capello e Ancelotti. Anzi come Ancelotti è un rinnegato, Carletto rinnegò Sacchi senza tradire il DNA del Milan, forse alla Juventus capì che non poteva replicare l’integralismo del suo maestro. Allegri invece ha rinnegato il bel gioco, con quello vinse la panchina d’oro alla guida del Cagliari, mutando invece il suo DNA personale, fino ad arrivare a quello che è oggi. Un allenatore moderno che va ospite di Caressa a far godere Capello e far felici gli anti Sarri e risultatisti.

IL CALCIO E’ CHI DIFENDE MEGLIO

Era l’ultima frase che si poteva sperare di sentire e Max Allegri we l’ha detta. E da li in poi non lo ascolti più con la curiosità di chi ormai si era buttato alle spalle il suo periodo Juventino, la contrapposizione con Sarri e i “giochisti”. Chi si è definito zemaniano non può non discostarsi dal racconto che ne è venuto fuori. Si tradirebbero le crociate filosofico-culturali di Zeman, dove il calcio è chi fa un gol più dell’avversario, ascoltando assoluti del calcio vecchia maniera. E si rischia anche di fare brutte figure se non si capisce, che ormai il calcio italiano sta pian piano accogliendo il calcio di chi è sempre stato vissuto come untore.

Non a caso le rivelazioni italiane sono tutte quelle che propongono un’idea di calcio ben precisa. Italiano, che è l’ultima in ordine cronologico, si emoziona in diretta per i complimenti ricevuti dal Boemo. Questa realtà dovrebbe raccontare molto di più di un – <<sono più importanti i calciatori e la loro tecnica>> – che diventa un racconto non più sostenibile. C’è ormai un pubblico attento che non si può entusiasmare a vedere Max Allegri e Don Fabio “farsi i pompini a vicenda” in stile Pulp Fitcion.

CON QUESTO TIPO DI RACCONTO NON SI VA LONTANI IN EUROPA

Sandro Piccinini in qualche modo ha tentato di ricordare, a Max Allegri, che in Europa le squadre cercano il risultato con una diversa mentalità offensiva. Ma Max ha tentennato, non ha saputo rispondere arrovellandosi con la storia del DNA delle società. Il Liverpool ed il City ad esempio, ora hanno il DNA di Klopp e Guardiola, quindi il suo discorso stona, se pragonato a queste realtà. Magari è più circoscritto alla serie A, ma in Champions perde molta forza. Insomma il suo racconto e tante altre realtà non dette o citate non convincono. Quando Zeman dice che in Italia si lavora poco nessuno lo cita o lo ascolta.

E’ chiaro che il colpo Sarri lo ha accusato. Un colpo forte da cui non ne è ancora uscito. E di sicuro non ne uscirà rafforzando questa limitata visione. Non ne uscirà consolidando miopi convinzioni, non sempre valide. Infatti prendiamo la sua regola in cui contasolo il valore dei calciatori. Perché da quando è arrivato Ronaldo, uno dei più forti del mondo, acciughina ha faticato di più? Max Allegri è intelligente e anche furbo, legge la partita come pochi. Ma il calcio che racconta e quello che rinnega screditandolo mettono a nudo il suo limite.

SALVIO IMPARATO