Meluso (DS Spezia): “Sembra di vedere il primo Foggia di Zeman”

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Il direttore sportivo dello Spezia, Meluso, ha parlato oggi della sua squadra a Sky Sport e la paragona ai primi satanelli di Zeman

“Abbiamo avuto una certa continuità di prestazioni – dice Meluso – che ci ha sempre fatto ben sperare. C’è stata una flessione di risultati prima di Natale, ma mai di prestazioni. Non abbiamo avuto a disposizione tantissime risorse, ma quando ho accettato questo incarico sapevo che avremmo dovuto tenere i bilanci in linea. Ho trovato un allenatore ed uno staff di grande livello. Io lo seguivo da quando ero a Lecce, ma Vincenzo Italiano ed i suoi collaboratori sono gli artefici di questo momento magico. “

Il nostro articolo “Italiano come Zeman”

Italiano: “Sono cresciuto nel mito di Zeman”

“Sembra di vedere il primo di Foggia Zeman – confessa Meluso – con la differenza che qui si rischia di meno. La squadra ha preso consapevolezza: ha capito cos’è, cosa fa e come lo fa. Noi abbiamo fatto 19 acquisizioni e 12 uscite in trenta giorni in estate, abbiamo dovuto fare molto in fretta. Poi siamo cresciuti, ci siamo amalgamati, il gruppo ha fatto propri gli insegnamenti dell’allenatore che ho la fortuna di vedere lavorare ogni giorno. La nuova proprietà Platek? Per il momento non ci aspettiamo nulla. Adesso ci concentriamo sull’ottenere la salvezza, quello che verrà dopo si discuterà a tempo debito. Non dobbiamo cullarci sui risultati, l’esperienza dello scorso anno mi insegna di non farsi corteggiare troppo dai complimenti”

SALVIO IMPARATO

Italiano: “Cresciuto nel mito di Zeman, fonte di ispirazione per il mio lavoro”

Italiano e il mito Zeman

Italiano ha parlato ai microfoni di tmw radio. Bella intervista in cui ha parlato del momento straordinario del suo Spezia, della serie A e del mito Zeman.

Le Parole di Vincenzo Italiano a Twm Radio

Oggi si parla solo dello Spezia:

“In mezzo a tutte queste difficoltà – dice Italiano – avute stiamo facendo qualcosa di straordinario. Stiamo cercando di salvaguardare quello che ci siamo conquistati lo scorso anno, passiamo un ottimo periodo ma questa categoria è tremenda e non dobbiamo distrarci. Dobbiamo continuare come stiamo facendo in questo momento”.

Una vittoria convincente contro il Milan:

“Abbiamo fatto una gran bella partita. Non tutte sono state come quelle con il Milan ma siamo a sei mesi di lavoro. Tutte le squadre devono cercare di maturare, sabato siamo stati capaci di esprimerci al meglio. Dobbiamo continuare così. Se la crescita è questa, ci lascia ben sperare per il futuro”.

In cosa è cresciuto lo Spezia?

“Soprattutto nell’esperienza, perché questa squadra ha tanti debuttanti e stranieri che non avevano mai conosciuto la categoria. Siamo stati costruiti in ritardo, ci siamo dovuti adattare, ma più passano le partite e più dimostriamo che possiamo batterci contro chiunque. Siamo contenti di questa crescita. Abbiamo faticato ma ora stiamo dimostrando che il lavoro paga”.

A qualcuno ricorda Zeman. Condivide?

“I complimenti fanno sempre piacere, gli apprezzamenti fanno sempre piacere. Sono cresciuto nel suo mito – confessa Italiano – era uno spettacolo vedere le sue squadre per come interpretavano le gare. Tante cose sono state fonte di ispirazione per il mio lavoro. Non l’ho mai avuto come allenatore ma chi lo ha visto non può non prendere niente da lui”.

Questo tipo di gioco dello Spezia può essere applicato in una big?

“Quando si ragiona sul fatto di non concedere tanto all’avversario, di non farlo esprimere al meglio negli ultimi venti metri, serve essere più coraggiosi in campo, lasciandosi anche un po’ di campo alle spalle. Certo, va fatto con intelligenza e con i tempi giusti e con un grande affiatamento tra i reparti. Per ora questa strategia la usiamo per soffrire meno e togliere le certezze a tanti campioni e grandi squadre”.

Quale la squadra che gioca meglio in Serie A?

“Devo dire la verità, sono rimasto stupito da tutte le squadre. Sono tutte organizzate, c’è lavoro e preparazione in ogni minimo dettaglio anche a livello strategico. Tutte propongono e lavorano, poi ci sono alcune che sono più in cpondizione. Sassuolo, Roma, Milan, Atalanta e Roma, come del resto a che tutte le altre, stanno facendo vedere il loro valore”.

Un tecnico deve adeguarsi ai suoi giocatori o imporre la propria idea?

“I protagonisti principali sono i calciatori. Poi l’allenatore deve preoccuparsi di farli rendere al massimo, di farli stare a proprio agio, per farli rendere per le caratteristiche che hanno. Faccio un esempio: Agudelo è un esterno, non stava rendendo al 100%, quando abbiamo avuto la necessità di sfruttarlo in mezzo all’area è migliorato e ora sta venendo fuori. Va sempre fatto il bene della squadra”

Il suo nome è accostato ora anche a tante big:

“Il mio futuro in questo momento è pensare settimana dopo settimana di portare a termine questa stagione e cercare di raggiungere il nostro obiettivo. Ora c’è una nuova società, tutto è stato fatto in grandissima velocità. Vedremo i loro programmi e cosa propongono. Pronto per il grande salto? Non riesco ad immaginare il mio futuro ora. Sono partito dalle categorie inferiori, ho fatto ottimi risultati ma non so come andrà a finire. La testa ora è solo concentrata sul presente e sullo Spezia. Non mi pongo limiti, come fanno tutti”

Quale giocatore dello Spezia ha più talento e margini di crescita?

“Siamo al seconda squadra più giovane della Serie A. Se continuano a crescere e maturare così, possono diventare calciatori di livello. Siamo pieni di giocatori di grande livello, se continuano così possono diventare importanti. Pobega? E’ al primo anno in A, ha già fatto prestazioni di livello, è bravo ad arrivare sempre alla conclusione, fisicamente è strutturato, ha forza, ha tutte le caratteristiche per diventare un grande calciatore. Deve lavorare ancora, perché ha grandissimi margini di miglioramento. Ricci? Sono convinto che possa crescere, ce ne sono pochi intelligenti come lui. Si sacrifica anche per la squadra e si ritaglierà un grande spazio in questa categoria”.

Chi vince lo Scudetto?

“Ci sarà molta più battaglia rispetto agli ultimi anni. Ce ne sono tante lì davanti”.

Ha un modello all’estero a cui si ispira?

“Da calciatore sono stato un centrocampista, quindi ho sempre battagliato cercando di dividermi nelle due fasi. Tanti allenatori mi hanno lasciato tanto e sono stati fonte di ispirazione. Un grande osservatore deve cercare di rubacchiare da tutti ed è quello che cerco di fare”