Gds.it, Zeman: “Il Palermo andava salvato prima” (VIDEO)

Zdenek Zeman intercettato a Palermo dal Gds.it, ribadisce il suo no come Direttore Sportivo e la sua voglia di allenare ancora.

Ecco l’articolo del Gds.it

Sigaretta in bocca, passo lento e tanta voglia di tornare ad allenare. Zdenek Zeman è a Palermo e questa mattina ha passeggiato lungo via Libertà. Un caffè con alcuni amici, poi qualche chiacchiera con i passanti che incuriositi dalla presenza del boemo, chiedono: “Mister, ma viene ad allenare il Palermo?”.

Il Palermo ha già un allenatore ed è Rosario Pergolizzi, ecco perché Zeman probabilmente non avrà nessun ruolo nella nuova società rosanero.

“Io come direttore tecnico? No – dice Zeman a Gds.it – avevo parlato con Sagramola e Mirri ma io voglio fare l’allenatore e al momento non accetto altri ruoli. Abbiamo parlato anche di altre cose”. Zeman ha il consueto sguardo severo, risposte secche ed esaustive, come quando gli chiediamo se arriverà presto qualche offerta per lui: “Vediamo, io ripeto che voglio allenare. Quando ci sarà l’occasione giusta vedremo cosa fare”.

Zeman, radici palermitane, è decisamente amareggiato per tutto quello che è successo al Palermo negli ultimi mesi: “Un colpo al cuore Palermo in D? Certo, Palermo è la quinta città d’Italia e non può giocare in D. I problemi che c’erano prima bisognava risolverli in tempo, adesso è troppo tardi”. Si fa ora di pranzo, Zeman si siede in una panchina di via Libertà e con la sua immancabile sigaretta inizia a parlare con alcuni tifosi di fede rosanero, attendendo una nuova chance per tornare ad allenare.

SALVIO IMPARATO

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Licata omaggia Zeman. Zemanlandia entra sempre più nel mito.

Licata-Zeman-Gigantografie

Il Licata Calcio ha deciso di omaggiare il più grande maestro calcistico passato da quelle parti. L’elogio al Boemo è esposto in una parte della tribuna stampa con gigantografie accompagnate da una dedica.

La società siciliana non dimentica l’artefice del “Licata dei miracoli” trent’anni fa. Un campionato di C/2 vinto nel 1985, portando per la prima volta i gialloblù in serie C/1, e lasciando un’eredità e una cultura del lavoro utili a disputare due campionati di Serie B. Zeman viene ricordato così:

“Qui hai scritto la storia e noi, con umiltà, tentiamo ancora oggi di leggerla, comprenderla e farne tesoro. Grazie grande maestro”.

“Tutto ciò per rendere omaggio alla più grande figura calcistica che Licata abbia conosciuto ed ammirato. A distanza di oltre trent’anni, tutta la Licata calcistica ricorda ancora Zeman e la sua straordinaria avventura, e non dimentica quanto di buono fatto per fare della città la culla del calcio sotto gli occhi dei grandi”.

Salvio Imparato

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Foggia ancora sogna Zeman. Ennesimo striscione per il ritorno del Boemo

Zeman-Foggia-Striscione

Oggi a Foggia è stato il giorno della presentazione del nuovo DT Ninni Corda. Un gruppo di tifosi foggiani ha esposto foto di Zeman e uno striscione invocandone il ritorno. Inoltre distribuiti volantini allo stesso e Corda e al nuovo patron Felleca, con i 10 motivi validi per riprendere il Maestro. Ecco il volantino e le parole di Luca Carnevale, capogruppo e autore di questa proposta.

1) Spettacolarità del gioco
2) Mentalità vincente
3) Entusiasmo e stadio pieno
4) Valorizzazione giocatori
5) Portatore di alti valori etici e morali 6) Virtuosità gestione economica
7) Grande risonanza mediatica
8) Rapporto speciale con Foggia
9) Lealtà e genuinità nei rapporti umani
10) Personalità con forte fascino e carisma

“Oggi c’era la presentazione del direttore tecnico del Foggia, Ninni Corda. Io e un gruppo di tifosi abbiamo fatto questo ultimo tentativo disperato, per cercare di dare un’idea al presidente, molto difficile ma non del tutto impossibile”

Come è andata?

“Poi abbiamo distribuito i volantini davanti allo stadio ai tifosi passanti, ai giornalisti in sala stampa, a Felleca e a Ninni Corda. Il retro è quello che abbiamo inviato a voi, mentre il fronte è un volto del maestro normale con la scritta un grande vecchio per un calcio giovane pulito”.

Perché lo ritenete un tentativo disperato?

“Perché è praticamente impossibile. Però resta l’ultimo estremo tentativo per cercare di lanciare l’idea di rivederlo a Foggia, dopo credo sia praticamente impossibile in quanto il maestro ha 72 anni”.

Corda e Felleca come hanno reagito?

“Il presidente ha letto tutto il volantino e ha sorriso. Non era un gesto di scherno, poi è arrivato Corda che ha chiesto di avere un volantino. L’ha letto seriamente con la testa china senza nessun commento.”

SALVIO IMPARATO

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Palermo, Zeman rifiuta: “Voglio allenare ancora a certi livelli”

Zeman conferma, in esclusiva a seriebnews.com, le indiscrezioni sul rifiuto del ruolo di Direttore Tecnico del Palermo. La voglia di allenare è ancora forte.

Mister Zeman, da diversi giorni circola il suo nome come possibile dt del nuovo Palermo. Cosa c’è di vero?

“Ho incontrato i dirigenti del Palermo. In realtà mi è stato offerto il ruolo di direttore tecnico, ma del settore giovanile”.

Lei cosa ha risposto?

“Ho rifiutato. A prescindere che si tratti di prima squadra o giovanile, io voglio ancora allenare, quel ruolo non m’interessa“.

Se le venisse proposta la panchina quindi accetterebbe?

“No, perché voglio allenare a certi livelli. Sono molto legato a Palermo, ho trascorso 9 anni nel settore giovanile del club, ma non me la sento di guidare una squadra di Serie D. Comunque li ringrazio per aver pensato a me”.

E’ stato vicino a qualche club di Serie A?

“No. Non sto pensando all’Italia, anche perché non c’è una panchina libera. Aspetto occasioni dall’estero, non un campionato in particolare”.

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Insigne, il pupillo di Zeman è la stella del Napoli

E menomale che Insigne era il problema del Napoli. Il talento di Frattamaggiore determinante in tutti e tre i gol ai danni dei Reds.

Sono lontani i tempi in cui Zeman disse: “Insigne è più forte di chi gioca adesso nel Napoli”. Era il 2010 e il Boemo, esiliato e dimenticato (per loro), dimostrava di avere ancora la visione dell’illuminato, dimostrando di saper guardare dove il calcio italiano non ha mai avuto il coraggio di guardare, un po’ per non ammettere i propri errori e un po’ per non evidenziare l’incompetenza di tanti nel settore. 

E pensare che se non ci fosse stata la folle idea di Casillo, di riprendere il Foggia e formare la vecchia squadra con Pavone, Franco Mancini, Franco Altamura e ovviamente il Maestro, magari Insigne vagherebbe ancora tra prestiti e scetticismi aspettando a 28 anni la definitiva crescita: e chi oggi sostiene che Lorenzo non è consacrato, o è ciuccio o è in malafede. 

INSIGNE E IL DOPO ZEMAN

Da quando è rientrato a Napoli, dopo gli insegnamenti di Zeman, ha trovato purtroppo Mazzarri. Il toscano non ha aiutato il talento di Frattamaggiore a mettere in mostra le sue qualità, un po’ per il modulo e un po’ per la sua scarsa attitudine con i giovani. Va dato atto però a De Laurentiis di aver incominciato, dopo aver visto il Pescara di Zeman, a cambiare visione calcistica. E quella visione oggi lo aiuta ancora oggi a saper essere in contrasto tattico con gli allenatori, anche con Ancelotti. 

Insigne è sempre stata la chiave del dopo Mazzarri ed ha facilitato non poco il lavoro di Benitez e Sarri, anche se entrambi sono sempre stati scettici sul 4-3-3, mentre squadra e presidente no e guarda caso la vera esplosione nel gioco del Napoli avvenne proprio con questo modulo nelle mani di Sarri. Ora è il modulo di riferimento del toscano, ma qui sosteneva di non gradirlo per questioni di baricentro, però con l’ottimo lavoro sulla difesa, sul pressing e su determinati concetti ne uscì fuori uno spettacolo di gol ed equilibrio. In serie A era proprio dai tempi di Zeman che non si vedeva un 4-3-3 di questo livello, un caso? Almeno nella fase offensiva no.

LA POSIZIONE DI ANCELOTTI SCRICCHIOLA

Con Carlo Ancelotti il dilemma Insigne ritorna e la situazione in casa Napoli oggi sembra di leggero contrasto tattico con la società. Ovviamente contrasto che si trasferisce sul mercato. Si vuole puntare su Insigne ala sinistra, mentre Ancelotti insiste su un determinante trequartista e la sua posizione, dopo la prestazione di Lorenzo fondamentale in tutti e tre i gol contro i reds, scricchiola un po’ ovunque, sia da quella tattica che da quella di allenatore titolato, da cui avrebbe potuto dettar un po’ più legge invece di cedere alla totale linea aziendalista. 

COSTRUIRE IL NAPOLI SU INSIGNE

Di sicuro arrivare alle 4 partite in pay per view senza acquisti importanti non è un bel biglietto da visita. Non ci fa bella figura il Napoli , Ancelotti e nemmeno Sky. Speriamo arrivino presto specialmente per Insigne. L’unico napoletano del Napoli che vuole vincere e merita finalmente che si costruisca una squadra attorno a lui, per il calcio che da anni dispensa in azzurro.

Salvio Imparato 

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Sampdoria, Di Francesco: “Zeman era avanti 20 anni, un maestro”

sampdoria-di.francesco-zeman

Buona uscita della Sampdoria di Eusebio Di Francesco. I blucerchiati liquidano la Pro Patria esibendo un ottima forma fisica e ottime giocate.

Di Francesco post Sampdoria – Aurora Pro Patria

🔵⚪🔴⚫⚪🔵 Mister Di Francesco soddisfatto della prestazione della Sampdoria. E sul mercato: " Il club mi metterà nelle condizioni di lavorare al meglio"

Geplaatst door Telenord op Donderdag 25 juli 2019

Sampdoria-Pro Patria 4-0

 “A sprazzi la Sampdoria mi è veramente piaciuta. Hanno provato, nei due tempi, a riportare quello che abbiamo preparato in questi giorni. Nel primo tempo, in particolar modo, abbiamo fatto le cose migliori, ma anche nella ripresa i ragazzi hanno provato a ricercare quello che chiedo. Qualche giocatore, nel secondo tempo, giocando fuori ruolo, ha faticato un po’.

Gabbiadini sulla fascia destra può essere la soluzione per la prossima stagione? 

“Non è fuori ruolo, io ho sempre detto che andava valutato come attaccante esterno. Lo sta facendo con grandissima qualità, ovviamente deve migliorare determinati movimenti.

La Sampdoria è stata poco cinica?

 No, è stata qualitativa: quando metti i tuoi giocatori 7-8 volte davanti al portiere, significa che le giocate sono state di qualità. Abbiamo lavorato sulla verticalizzazione: sono contento del gioco espresso, nel secondo un po’ meno. Un allenatore non è mai contento, cerca sempre il meglio dalla propria squadra. ”

Cosa è mancato nella ripresa? 

La qualità ha fatto la differenza, ricerchiamo l’eccellenza ma ci vuole tempo, abbiamo iniziato da poco questo percorso.

C’è un giocatore che sta impressionando in questo momento? 

“Non voglio parlare dei singoli, voglio parlare della squadra. Ho trovato una squadra che ha nella testa la voglia di lavorare e migliorarsi.”

Il paragone con Zeman? 

“Ho sempre apprezzato il mister, era avanti di 20 anni quando mi allenava. Per quanto riguarda la fase offensiva è stato per me un maestro.”

Possiamo aspettarci nuovi innesti nei prossimi giorni? 

“Questa è una domanda da fare alla società. Io faccio l’allenatore, sono convinto che il club mi metterà nelle condizioni di lavorare al meglio.Valuteremo nei prossimi giorni, il mercato è lungo.”

Come stanno i ragazzi? 

“Sono meravigliato in senso positivo, pensavo ci volesse un po’ più di tempo, invece la loro grande applicazioni è stata fondamentale. Credono in quello che uno propone, si divertono quando giocano.”

Quagliarella? 

“Deve crescere fisicamente visto che è arrivato in ritardo rispetto agli altri. Si muove veramente bene, è un attaccante di qualità”.

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Insigne: “Se sono qui è merito di Zeman. Sarri poteva evitare la Juve.

Insigne-Zeman

Lorenzo Insigne ha rilasciato un’intervista a Radio Kiss Kiss. Ha affrontato vari argomenti e ha manifestato la voglia di vincere.

 «Sono contento dei tifosi – confessa Insigne – Il mio obiettivo è quello di fare un campionato migliore rispetto a quello dell’anno scorso. Siamo una squadra da primissimi posti in serie A. Koulibaly è il miglior difensore in Europa e Manolas ha fatto tanti anni a Roma sempre ad alti livelli. Ha segnato in semifinale di Champions, ma abbiamo anche altri difensori che ci hanno dato una grossa mano».

FASCIA DA CAPITANO E POSIZIONE IN CAMPO

«Al di là della fascia ho sempre cercato di dare una mano ai compagni negli spogliatoio. Era giusto farlo perché sono napoletano. Mi spiace quando non riesco dare tantissimo perché sono il primo a rimanerci male quando il Napoli non vince».

«Posizione nuova in campo? Ho parlato col mister e sappiamo il modulo che adotta, ho chiesto di spostarmi sulla sinistra anche se lui sa che sono a disposizione. A me piace rientrare dalla sinistra. e spero che il mister mi sposti lì».

I FISCHI

«Rimango male per i fischi perché sono napoletano e poi non penso che si possa fischiare i giocatori: in campo diamo l’anima. Sono il primo a sentirmi male quando non facciamo il risultato. Bisogna sempre lavorare e cercherò sempre di dare il massimo».

«Rispetto ad altre squadre abbiamo una bella base solida creata negli anni e questa cosa ci può dare vantaggio. Quest’anno possiamo partire col piede giusto e arrivare in fondo».

«In Nazionale dite che gioco meglio perché ho segnato, altrimenti non lo avreste detto. A Napoli la numero 10 è stata indossata dal più forte al mondo, io ho fatto una scelta del 24 con dedica a mia moglie. Poi in nazionale si può prendere la 10 e mi fa piacere, ma il numero non fa il giocatore»

MERCATO E ABBONAMENTI

«James? Abbiamo le porte aperte a tutti i calciatori forti che la società riesce a prendere. Stanno lavorando su vari obiettivi, James ha qualità ed è un numero 10. Con noi si troverebbe benissimo. Le scelte le fanno la società e il mister. Magari se arriva James vinciamo davvero».

«Giusto abbassare il prezzo degli abbonamenti: per noi è importante il sostengo del pubblico. Spero lo stadio si riempia».

ZEMAN E SARRI ALLA JUVE

«Se sono arrivato fin qui è merito di Zeman – ribadisce Insigne – che mi ha voluto a Foggia e a Pescara. Sarri poteva andare dappertutto ma è stata una sua scelta e alziamo le mani. Come allenatore ci ha dato tantissimo. All’inizio con noi non è partito benissimo ma lì ci sono grandi campioni».

ZIELINSKI E CHAMPIONS LEAGUE

«Zielinski per me è un top player, gli manca solo un pizzico di cazzimma. Fabian speriamo che torni più forte dell’anno scorso».

«Col Liverpool abbiamo fatto una grande partita all’andata, ad Anfield non abbiamo fatto una delle migliori prestazioni dell’anno – afferma Insigne – e ci dispiace. Quando esci dalla Champions avendo messo in difficoltà Psg e Liverpool ti fa rabbia e quello è stato lo sbaglio più grande: pensare sempre alla Champions. Non abbiamo affrontato l’Europa League nel modo giusto. Ma sono stati sbagli importanti per crescere. Quest’anno non ricatterà. Adesso basta con i secondi posti. Siamo umani: ci esaltiamo se va bene ma se qualcuno parla male ci abbattiamo».

SALVIO IMPARATO

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Roy: “Il mio Foggia con Zeman mi ricordano l’Ajax”

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Bryan Roy ricorda il Foggia di Zeman, paragonandolo all’attuale Ajax. L’occasione è un’intervista rilasciata a Tuttomercatoweb, in cui si commenta la scelta di De Ligt di accettare la Juventus.

Roy, partiamo ovviamente da De Ligt: la scelta Juve è quella giusta?

“Non è giusta – confessa Roy – è giustissima. De Ligt ha fatto una grande scelta decidendo di vestire la maglia della Juventus. Se c’è qualcosa in cui deve ancora crescere, infatti, è la fase difensiva: quale posto migliore per farlo se non la squadra bianconera? La difesa della Juve è un esempio in tutto il mondo, Chiellini e compagni si muovono all’unisono difendendo secondo un algoritmo ben preciso. E De Ligt, in Serie A, avrà sicuramente tanto da imparare”.

Ormai ne parlano tutti, ma ci aiuta a conoscere più in profondità questo diciannovenne che ha attirato l’interesse delle big mondiali?

“De Ligt è un difensore fortissimo di testa e con una personalità mostruosa. Infonde sicurezza a tutti i suoi compagni, è un capitano e un leader assoluto. Ma non è stato sempre così…”.

Com’era quando lo allenava proprio lei nell’Under 17 dell’Ajax?

“Già all’epoca si notavano bene le sue qualità tecniche fuori dalla norma, si capiva che sarebbe diventato un campione. Lo spostai proprio io dal centrocampo alla difesa per la prima volta, Matthijs aveva tutto: potenza fisica, colpo di testa, tocco di palla. Mancava ancora però di un po’ di carisma, visto che a 15-16 anni era davvero timidissimo. In questo senso ha avuto uno sviluppo incredibile negli ultimi anni”.

Dopo il botto Cristiano Ronaldo della scorsa estate, De Ligt è l’uomo che manca alla Juve per vincere la tanto agognata Champions?

“Non so se sia proprio lui il calciatore che manca, la Champions è una competizione a sé. Ma De Ligt, secondo me, può dare un’ulteriore spinta alla Juventus verso il raggiungimento del suo grande obiettivo. È un fuoriclasse e lui stesso ha bisogno di un trofeo così importante per imporsi definitivamente nel calcio che conta”.

Non solo De Ligt, lei ha avuto modo di allenare anche Donny van de Beek, oltre a conoscere da vicino Frenkie de Jong.

“Altri due grandi calciatori, due talenti puri. De Jong ha tutto, è un centrocampista straordinario in ogni fase di gioco, già pronto per il grande salto al Barcellona. Van de Beek, invece, ha magari bisogno di ancora un altro po’ di tempo per tirare fuori tutto il suo strepitoso potenziale”.

De Ligt, De Jong, Van de Beek sono tutti figli di un Ajax coinvolgente e appassionante. Qual è il segreto dei lancieri?

“Nell’Ajax ho avuto il piacere di giocare, allenare e lavorare come dirigente, sarà sempre parte di me. La filosofia di Johan Cruijff sta alla base di tutto: il suo calcio totale e totalizzante. In Olanda, fatta eccezione proprio per l’Ajax, si lavora tantissimo dal punto di vista tattico, forse però manca ancora qualcosa da quello tecnico. Proprio per questo negli ultimi anni ho cominciato a lavorare per colmare nel mio piccolo tale lacuna: gestisco una sorta di scuola calcio, con giovani calciatori tra i 12 e i 16 anni che vengono a migliorare i fondamentali”.

Lo spettacolo, d’altronde, era proprio ciò che ispirava il Foggia ‘zemaniano’ in cui ha giocato e incantato tutti tra il 1992 e il 1994.

“Assolutamente. Quel Foggia e l’idea di calcio di Zeman mi ricordano la freschezza e la temerarietà dell’Ajax che ha fatto innamorare tutto il mondo dello sport nell’ultima stagione. A proposito, ci tengo davvero tanto a mandare un messaggio di sostegno ai tifosi rossoneri in questo momento così difficile per il club. Spero che i Satanelli possano tornare presto in alto, una piazza così meravigliosa non dovrebbe neanche sapere cosa significa la parola fallimento”.

SALVIO IMPARATO

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Calciomercato.it, Zeman: “Non vogliono farmi lavorare”

Zdenek Zeman parla in esclusiva a Calciomercato.it. Racconta i suoi punti di vista su Sarri, Totti, Conte, Lazio e Roma. Nel finale manifesta scetticismo sul suo ritorno in panchina.

Mister Zeman, la Juventus ha ingaggiato Sarri. Cosa ne pensa?  

“Dopo tanti di Allegri, dice Zeman ai microfoni di calciomercato.it, credo che la Juventus cerchi qualcosa di diverso e Sarri sono convinto sia l’allenatore giusto”. 

Il club bianconero punta al bel gioco, ma l’imperativo vincere resta primario. Secondo lei riuscirà il nuovo tecnico a coniugare le due cose? 

“Penso di sì, resto convinto che chi gioca meglio abbia più possibilità di vincere Lui ha fatto bene a Napoli e con il Chelsea, credo possa dare qualcosa di diverso sotto il profilo del gioco”. 

L’ex allenatore del Chelsea predilige il gioco offensivo. Qualcuno lo ha accostato a lei. Vede qualche similitudine?

“Sul piano tattico no. Lui fa più possesso palla rispetto a me, io preferisco verticalizzare. Però, anche Sarri, come il sottoscritto, dà un’identità alla squadra e predilige il gioco d’attacco”. 

Con l’arrivo di Conte, l’Inter potrà colmare il gap dalla Juventus?

“Credo che l’Inter sarà la rivale numero uno dei bianconeri”.  

In casa Roma ennesimo cambiamento. E’ arrivato Fonseca. Farà bene?

“Bisogna vedere la campagna acquisti”.

 Sulla proprietà americana si è espresso più volte

“Per me la Roma è una delusione, merita di più. Pallotta ha fatto tutti gli sforzi esclusivamente per costruire lo stadio. Ora vedremo come andrà a finire”. 

Quale effetto le ha fatto l’addio di Totti? 

“A me ha fatto più male il suo addio da giocatore, perchè credo potesse dare ancora qualcosa. Come dirigente non gli hanno fatto fare nulla,  non serviva, se non come rappresentanza. Meglio che sia andato via. Francesco è nato nella Roma e credo dovesse ‘morire’ in questa società, ma non hanno voluto”. 


La sua seconda esperienza sulla panchina giallorossa andò male. Ha qualche rimpianto?

“Sì, non aver potuto disputare la finale di Coppa Italia, visto che l’avevo conquistata io. Mi hanno mandato via prima”. 

Sponda Lazio, confermati Inzaghi e il ds Tare. I biancocelesti possono fare il salto di qualità tanto atteso dai tifosi?

“Credo possa lottare per la Champions League”.

Lei è tifoso della Lazio o della Roma? 

“Mi sono trovato bene sia nella Lazio sia nella Roma di Sensi”.

Il suo cuore però immaginiamo abbia una preferenza…

“Fare qualcosa di buono per la Roma mi ha dato più soddisfazioni”.

Quando rivedremo Zeman su una panchina? 

“Sto aspettando. Io ho il desiderio di lavorare, ma gli altri evidentemente non vogliono”.

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Foggia, Zeman: “Tornerei con un società seria. Il calcio non va”

Zdenek Zeman torna a parlare del Foggia, della serie B e di un calcio ormai sempre più dominato da interessi economici.

“La serie b come la serie c ha molti problemi all’interno, soprattutto problemi economici, perché quando comandano i soldi è difficile uscirne. Penso che tutto il campionato di serie b non è stato di grande qualità quest’anno, certo il Foggia poteva ambire ad altro ma non è stato così. Il Foggia non ha cominciato male il suo campionato poi però si è bloccato ed alla fine non è riuscito a mantenere la categoria”.

Non tornerei in C a Foggia

“Grassadonia è abituato ad allenare i giovani. Si può lavorare con i giocatori più vecchi e con i giovani. Anche se sono stato bene a Foggia tanti anni quando ho allenato ma credo che in serie c non sarei propenso nel tornare ad allenare. L’importante è che se entra un nuovo gruppo nel Foggia voglia occuparsi di calcio mettendo la squadra nella serenità giusta per lavorare”.

Il calcio di oggi non va

“L’idea che mi sono fatto dopo il 13 maggio è che il calcio non va, come ad esempio la situazione del Palermo che prima è stato retrocesso e poi ha avuto solo punti di penalizzazione. L’allenatore non corre in campo, quindi non dipende dall’età, finché funziona la testa si può ancora allenare anche a 70 anni”.

Tornare a Foggia

“Per tornare ad allenare a Foggia bisogna vedere come andranno le cose e parlare, certo che tornerei ma con una società seria alle spalle perché l’ultima volta che ho allenato a Foggia non è stato così. Non ci sono difficoltà nell’allenare i giovani, il problema è trovare i giovani adatti perché non tutti sono dei campioni. Carraro è un ragazzo giovane e l’impatto dalla primavera con la serie b non è stato facile ma lui ha fatto un buon campionato con me a Pescara”.

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