Tg3 Leonardo, nel 2015 già si parlava del pericolo coronavirus (VIDEO)

Ci è pervenuto un video del 2015 del Tg3 Leonardo, in cui informava di un supervirus creato in laboratorio. Il pericolo ci era già stato presentato.

Il video sembra essere originale del Tg3 Leonardo del 2015.

Nel video si parla di un supervirus creato in Cina, un virus polmonare a scopo di ricerca ottenuto unendo un coronavirus con il virus della Sars.

Sono numerose le proteste degli scienziati, preoccupati per questo innesto pericoloso. Il virus preso dai pipistrelli e modificato ed è capace di contagiare la specie umana, senza dover passare per una specie intermedia. Nel finale il servizio recita con scetticismo:

“L’eventualità che il virus possa trasmettersi all’uomo, senza passare per una specie intermedia, ad esempio il topo, sta creando varie polemiche. Già un anno fa (2014 n.d.r.) il governo U.S.A. aveva sospeso i finanziamenti alle ricerche che puntavano a rendere i virus più contagiosi. La moratoria non aveva, però, non aveva fermato il lavoro dei cinesi sulla SARS, che era già in fase avanzata e non si riteneva fosse cosi pericoloso. Secondo una parte del mondo scientifico di fatto non lo è, perché le probabilità che passi alla specie umana, sarebbero irrilevanti rispetto ai benefici della ricerca. Un ragionamento che molti altri esperti bocciano. Primo perché il rapporto tra rischio e beneficio è difficile da valutare. E poi perché, specie di questi tempi, è più prudente non mettere in circolazione organismi, che possano sfuggire o essere sottratti, al controllo dei laboratori”.

SALVIO IMPARATO

sarebbero irrilevanti rispetto al valore della ricerca

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Manicone: “Zeman innovatore al pari di Crujiff, Sacchi e Guardiola”

Manicone, ex calciatore, anche di Zemanlandia, e attuale vice di Petkovic in Svizzera a parlato a TMW Radio al programma Maracanà

La svizzera è il primo campionato che si è fermato per Coronavirus

“Sì, quando in Italia c’erano già i primi casi. Sono stati lungimiranti – afferma Manicone – ad applicare questa politica. Quando hanno cominciato a sospendere le partite e le scuole in Italia, in Svizzera si era rimasti aperti. Quando è iniziata ad aumentare la percentuale di contagiati, si sono chiuse anche le scuole”.

Tonali, Chiesa, Castrovilli. Su chi punteresti per una grande squadra?

“Bisogna in che contesto vanno e quante possibilità hanno di giocare. Sono tre giocatori diversi, fortissimi, nel giro della Nazionale e di sicuro avvenire. Di sicuro cresceranno, ma devono giocare nel ruolo ruolo”.

Michels, Cruijff, Sacchi, Guardiola: chi ha rivoluzionato di più il mondo del calcio?

“Io aggiungerei anche Zeman, perché tanti allenatori si sono rifatti a lui, anche a livello internazionale. Guardiola si è rifatto molto a Cruiff, ma anche Sacchi è stato un grande. ha cambiato il modo di vedere il calcio. Per me sono tutti alla pari, sono dei grandissimi”.

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Ulivieri: “Coronavirus? Fate i gradoni alla Zeman”

Il coronavirus ha costretto anche il calcio a fermarsi. Calciomercato.com ha intervistato Renzo Ulivieri, ex allenatore e attuale presidente dell’Aiac, per commentare il momento difficile.

Ulivieri, come sta?

“Per adesso va tutto bene – racconta Ulivieri – ci siamo chiusi dentro”

L’associazione allenatori cosa ha previsto in merito?

“Intanto voglio dire che noi ci siamo sempre adeguati alle indicazioni delle istituzioni, abbiamo sempre seguito le disposizioni e non abbiamo diviso il calcio a seconda dei vari livelli. In un momento delicato come questo, ci siamo messi a disposizione. Per quanto riguarda i corsi di formazione e gli aggiornamenti, è chiaramente tutto bloccato, sia corsi centrali che periferici. Mentre da lunedì invieremo delle linee guida per chi volesse allenarsi da casa, con dei programmi specifici”.

Come trascorre il tempo?

“Ho la fortuna di abitare in campagna. Volendo andare a cercare un aspetto positivo possiamo dire che questa pandemia potrebbe essere stata un po’ la fortuna degli ulivi, che prima erano trascurati. Adesso invece chi può se ne prende cura potandoli”.

Ma c’è chi non ha questa fortuna.

“E deve ingegnarsi diversamente”.

Cosa consiglia?

“Mi garba leggere. M voglio dire che oltre alla mente bisogna allenare il corpo, restare fermi non fa bene. Chi ha degli scalini a casa li faccia, alla Zeman maniera. Ci sono dei tutorial interessanti su You Tube sugli esercizi che ognuno di noi può fare a casa, ovviamente in correlazione con l’età che abbiamo”.

A proposito, li ha sentiti tutti quei giovani spensierati che indicavano gli anziani come categoria a rischio?

“Si”.

Cosa ne pensa?

“Mi hanno fatto girare i co… Io adesso rientro nella categoria degli anziani e ho paura. Ma non è che voglio essere un bada lì”.

Scusi?

“Non sai cos’è un bada lì?”.

No, mi perdoni.

“Hai presente quando prendi una pallonata che ti toglie il respiro? Si dice, bada lì, adesso passa in fretta. Oppure quando ti procuri un taglietto di poco conto: bada lì, non è niente, solo un po’ di sangue. Ecco, sentendo parlare i giovani in quel modo mi ha fatto sembrare che ponessero gli anziani in quella categoria di ‘bada li’. Come a dire, tanto sono anziani. Ma se le cercano da me queste sicurezze, andassero a prendersele altrove. Ma insomma”.

Torneremo ad essere quelli di un tempo?

“Non lo so, forse i giovani si. Forse a loro passerà in fretta. A quelli come me ci vorrà tempo, è una cosa che segna, che fa paura”.

Ci sarà meno calore umano?

“Potrebbe essere, mi auguro però ci sia più senso civico in futuro. In casi come questo dovrebbero essere sufficienti le indicazioni del governo, invece sono serviti obblighi e divieti”.

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Coronavirus, Zeman: “Non ho problemi è il virus che avrà problemi con me!” (VIDEO)

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Uno Zeman in formissima a Radio 1, viene sollecitato sul coronavirus. Sembra non temerlo, ma in realtà è solo un pretesto per manifestare la sua vitalità.

“Non ho problemi, è il virus che avrà problemi con me” ❤️

Posted by GruppoZeman.com on Sunday, March 8, 2020

“Coronavirus? Io non lavorando, attualmente sono poco frequentato e quindi non ho problemi è il virus che avrà problemi con me. Vedo che questo coronavirus vuole ringiovanire il mondo, io sono vecchio e quindi mi ci metto contro. Virus e calcio? Io spero che il campionato finisca, anche se ho i miei dubbi, mentre mi aspetto che cali il contagio arrivano altre botte. Giusto si giochi a porte chiuse, sperando abbiano fatto i controlli a tutti, perché ci sono sia i contatti che gli sputi (scherza ndr). Poi se i giocatori si vogliono bene possono anche abbracciarsi”.

SALVIO IMPARATO

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Gattuso attacca: “Campionato falsato” (VIDEO)

Gennaro Gattuso non ci sta e lo dice a gran voce, nel post partita di Napoli-Torino. In conferenza, interpellato sulla decisione della Lega di rinviare un solo gruppo di partite, non le manda a dire.

Anche Gattuso non ci sta sulla decisione della Lega e ritiene il campionato falsato

Geplaatst door GruppoZeman.com op Zondag 1 maart 2020

“Non sono d’accordo – afferma Gattuso – non sono d’accordo. Rispetto per le vittime, ma non sono d’accordo: le gare o si giocano tutte o si ferma il campionato. Giocare una gara oggi o il 13 maggio è diverso, il Torino aveva 4 diffidati ma non ha giocato col Parma. Si fa una scelta, o si gioca tutti o no perché per me il campionato è falsato in questo momento. Tra due mesi saranno partite totalmente diverse e poi c’è chi non gioca due settimane e chi gioca ed ha un dispendio energetico diverso. Non è uguale per tutti così”.

SALVIO IMPARATO

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Orsi e Nanni: “Zeman è un genio, il 4-3-3 migliore del mondo” (VIDEO)

Durante la diretta di Radio Radio, Orsi e Nanni (ex Lazio e ex Roma), lodano Zeman in modo particolare e sentito.

Orsi e Nanni parlano di Zeman

Sembrava un’accelerazione da 0 a 100 automobilistica, la lodi di Nando Orsi a Zeman. Durante una discussione sui portieri giallorossi, Orsi interrompe Nanni, che parlava delle difficoltà incontrate da Goigochea, esprimendo inizialmente un parere negativo sulla visione di Zeman sul ruolo del portiere e i relativi allenamenti.

“Guido (Nanni ndr) – esclama Orsi – io ho avuto Zeman per tre anni, è grande allenatore, ma forse di portieri ci capisce poco. Faceva degli allenamenti che facevano incazzare i portieri. Tipo gli 11 contro 0, per allenare gli schemi erano insopportabili per noi portieri, ti facevano scavetti e pallonetti”

A quel punto interviene l’ex allenatore dei portieri e iniziano le lodi per Zeman di Orsi e Nanni.

“Nando io quando l’ho avuto a Roma, dopo un pò di guerre (riferito agli allenamenti ndr), ho imparato tanto e ritengo di essere fortunato. Stiamo parlando di un genio”. E Orsi replica: “Si è un grande e credo sia uno che alleni davvero, il suo 4-3-3 a livello offensivo è il migliore del mondo, Guardiola che pure ritengo un genio, non ha gli schemi che ha Zeman, il Mister non eguali in questo”.

Sorvolando le solite battute stucchevoli, sulla difesa di Zeman, dei conduttori del programma, è stato una bella distribuzione di lodi per il Boemo da parte di Orsi e Nanni.

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Zdenek Zeman al Giraud un’immagine dolceamara

Il boemo Zdenek Zeman era tra i presenti, allo stadio Giraud di Torre Annunziata, per assistere alla sfida del Messina di suo figlio Karel, in casa del Savoia.

Il Maestro a Torre Annunziata per assistere a Savoia-ACR Messina ❤️❤️❤️

Geplaatst door GruppoZeman.com op Zondag 8 december 2019

L’immagine è sempre la stessa, non cambia. La sagoma all’apparenza immobile di Zdenek Zeman, racconta, al contrario, la curiosità calcistica ancora giovane di respirare una partita di serie D, con lo sguardo vivo di sempre a fissare il rettangolo di gioco. Non importa la categoria, il calcio scorre potente nel boemo. Tutto questo, per chi vorrebbe rivederlo presto in panchina, rincuora si, ma allo stesso tempo rattrista e addolora.

#SavoiaAcrMessina #SoloSavoia ZEMAN PRESENTE AL GIRAUD

Geplaatst door solosavoia.it op Zondag 8 december 2019

Eh si leggere di tante panchine in bilico in A e B, e non vedere mai il nome di Zeman accostato seriamente ad una qualsiasi squadra irrita non poco. È mai possibile che nessun presidente e nessuna società si renda conto dell’occasione di aver uno come lui libero? Dobbiamo davvero credere che, con tutto il rispetto, Filippini, Bucchi, Gelain, Castori etc. siano un’alternativa migliore al Boemo? Perché poi dovrebbe essere un’eresia volerlo accostare al Napoli?

In un paese normale una squadra che dice di essere fatta per il 4-3-3, orfana di un lavoro di campo, può essere, se parliamo esclusivamente di calcio, presa in mano solo da un uomo. Da chi il 4-3-3 lo ha come marchio di fabbrica. Modulo interpretato con un calcio che ha scritto pagine di storia del calcio italiano, a cui dopo anni di esilio ha regalato in poco tempo 4 nazionali, e ha riscritto i testi di Coverciano.

Quindi non ce ne vogliano Gattuso, Reja, Prandelli e anche Ventura, ma se vengono presi seriamente questi profili, per Zeman l’onestà intellettuale pretende si faccia lo stesso. Non ci si riduca sempre troppo tardi, Zeman fu mandato via dalla Roma per prendere Capello. Don Fabio ebbe bene o male gli stessi problemi di Ancelotti. Un gran mercato di Sensi l’anno dopo lo aiutò a vincere. Quindi la lezione del buon Zdenek sulla differenza tra gestore e allenatore sembra avere un’altra conferma. Meriterebbe davvero di sedere sulla panchina del Napoli sostituendo uno dei tecnici più titolati. Almeno solo per restituirgli simbolicamente, con un gesto, tutto quello che il calcio del “belpaese” gli ha levato.

Salvio Imparato

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Napoli-Bologna 1-2, Ancelotti non si è voluto adattare a questa squadra

Gli azzurri crollano in casa contro i ragazzi di Sinisa Mihajlovic. Napoli-Bologna finisce 1-2. Non è bastata la prova di cuore ad Anfield e il confronto tra squadra e De Laurentiis. Ancelotti intanto e attacca la squadra.

Assurdo parlare ancora di tattica, folle pure esaltare una partita (Liverpool) che, per quanto il momento fosse…

Geplaatst door Salvio Imparato op Zondag 1 december 2019

Non è più, da tempo, una questione tattica

Assurdo parlare ancora di tattica, anche se il passaggio da 4-3-3 a 4-2-4 ha creato una voragine alla squadra, folle pure esaltare una partita (Liverpool) che, per quanto il momento fosse delicato, si motivava e preparava da sola. Il progetto tecnico tattico di Ancelotti è finito da mesi. La squadra ha mollato lui in primis e le scelte comunicative di De Laurentiis hanno peggiorato le cose.

Ancelotti, De Laurentiis e le valutazioni sbagliate del dopo Sarri

Ancelotti, chi vi scrive lo ripete da quando è finito il primo ritiro estivo, ha avuto la presunzione di poter fare meglio di Sarri con questo materiale e la grave colpa di accettare una squadra derubata e vogliosa di riscatto, senza farsi fare un mercato degno del suo nome e del suo palmares. I giocatori hanno le loro responsabiltà, ma avevano ancora ambizioni e lo hanno dimostrato provando, la stagione scorsa, un altro l’ennesimo miracolo, poi ovvio che molli.

Re Carlo senza un mercato adeguato il vero fallimento

Lo sapevano anche le pietre che servivano, non dico tre, ma almeno due Top per coccolare e dare forza psicologica a questa squadra, che poteva e meritava di vincere molto di più. Purtroppo dal secondo anno di Benitez Adl non ha mai dimostrato con salti di qualità di voler vincere, la squadra nonostante questo ci ha sempre provato e forse questo ricatto, e non patto, delle multe tolte in cambio della zona champions o zona pappone, come dicono i meno affezionati al presidente, è stata l’ennesima rottura. Intanto Ancelotti, nel post di Napoli-Bologna, torna a parlare incolpa la squadra, mai si è visto a questi livelli un tecnico che difende se stesso, dandosi si una parte di responsabilità, ma solo perché non poteva fare altrimenti. Sapeva di trovarsi in un contesto diverso rispetto alle sue precedenti esperienze, ma nonostante questo ha allenato questa squadra come se avesse a disposizione i campioni a cui è abituato, privandola gradualmente degli automatismi che l’hanno fatta grande irritando i calciatori che, non è un mistero, lo hanno abbandonato da parecchie giornate.

Zeman?

Questa squadra non ha altri obiettivi che tornare a divertirsi. Noi un nome, il migliore, ce l’abbiamo e De Laurentiis risolverebbe tanti problemi economici rivalutando la squadra, anche i nuovi. Ci siamo anche stancati di ripeterlo, stufi delle etichette e della pazza idea. Zemanlandia non è follia, non è utopia, è cultura calcistica e grande competenza, illuminismo tecnico, atletico e tattico.

Salvio Imparato

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Roy: “Il mio Foggia con Zeman mi ricordano l’Ajax”

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Bryan Roy ricorda il Foggia di Zeman, paragonandolo all’attuale Ajax. L’occasione è un’intervista rilasciata a Tuttomercatoweb, in cui si commenta la scelta di De Ligt di accettare la Juventus.

Roy, partiamo ovviamente da De Ligt: la scelta Juve è quella giusta?

“Non è giusta – confessa Roy – è giustissima. De Ligt ha fatto una grande scelta decidendo di vestire la maglia della Juventus. Se c’è qualcosa in cui deve ancora crescere, infatti, è la fase difensiva: quale posto migliore per farlo se non la squadra bianconera? La difesa della Juve è un esempio in tutto il mondo, Chiellini e compagni si muovono all’unisono difendendo secondo un algoritmo ben preciso. E De Ligt, in Serie A, avrà sicuramente tanto da imparare”.

Ormai ne parlano tutti, ma ci aiuta a conoscere più in profondità questo diciannovenne che ha attirato l’interesse delle big mondiali?

“De Ligt è un difensore fortissimo di testa e con una personalità mostruosa. Infonde sicurezza a tutti i suoi compagni, è un capitano e un leader assoluto. Ma non è stato sempre così…”.

Com’era quando lo allenava proprio lei nell’Under 17 dell’Ajax?

“Già all’epoca si notavano bene le sue qualità tecniche fuori dalla norma, si capiva che sarebbe diventato un campione. Lo spostai proprio io dal centrocampo alla difesa per la prima volta, Matthijs aveva tutto: potenza fisica, colpo di testa, tocco di palla. Mancava ancora però di un po’ di carisma, visto che a 15-16 anni era davvero timidissimo. In questo senso ha avuto uno sviluppo incredibile negli ultimi anni”.

Dopo il botto Cristiano Ronaldo della scorsa estate, De Ligt è l’uomo che manca alla Juve per vincere la tanto agognata Champions?

“Non so se sia proprio lui il calciatore che manca, la Champions è una competizione a sé. Ma De Ligt, secondo me, può dare un’ulteriore spinta alla Juventus verso il raggiungimento del suo grande obiettivo. È un fuoriclasse e lui stesso ha bisogno di un trofeo così importante per imporsi definitivamente nel calcio che conta”.

Non solo De Ligt, lei ha avuto modo di allenare anche Donny van de Beek, oltre a conoscere da vicino Frenkie de Jong.

“Altri due grandi calciatori, due talenti puri. De Jong ha tutto, è un centrocampista straordinario in ogni fase di gioco, già pronto per il grande salto al Barcellona. Van de Beek, invece, ha magari bisogno di ancora un altro po’ di tempo per tirare fuori tutto il suo strepitoso potenziale”.

De Ligt, De Jong, Van de Beek sono tutti figli di un Ajax coinvolgente e appassionante. Qual è il segreto dei lancieri?

“Nell’Ajax ho avuto il piacere di giocare, allenare e lavorare come dirigente, sarà sempre parte di me. La filosofia di Johan Cruijff sta alla base di tutto: il suo calcio totale e totalizzante. In Olanda, fatta eccezione proprio per l’Ajax, si lavora tantissimo dal punto di vista tattico, forse però manca ancora qualcosa da quello tecnico. Proprio per questo negli ultimi anni ho cominciato a lavorare per colmare nel mio piccolo tale lacuna: gestisco una sorta di scuola calcio, con giovani calciatori tra i 12 e i 16 anni che vengono a migliorare i fondamentali”.

Lo spettacolo, d’altronde, era proprio ciò che ispirava il Foggia ‘zemaniano’ in cui ha giocato e incantato tutti tra il 1992 e il 1994.

“Assolutamente. Quel Foggia e l’idea di calcio di Zeman mi ricordano la freschezza e la temerarietà dell’Ajax che ha fatto innamorare tutto il mondo dello sport nell’ultima stagione. A proposito, ci tengo davvero tanto a mandare un messaggio di sostegno ai tifosi rossoneri in questo momento così difficile per il club. Spero che i Satanelli possano tornare presto in alto, una piazza così meravigliosa non dovrebbe neanche sapere cosa significa la parola fallimento”.

SALVIO IMPARATO

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Balzano e l’era Zeman: “Saremmo andati a morire tutti insieme” (VIDEO)

Toccante ricordo dell’insostituibile terzino del primo Pescara di Zeman. Antonio Balzano si racconta a Rete8.

“Fu un’annata fantastica, eravamo talmente uniti che saremmo andati a morire tutti e 22/24. Ultimamente ho rivisto il video della partita di Genova contro la Sampdoria, che ci diede la promozione diretta. Io piangevo già in campo – confessa Balzano – dopo il terzo gol ero crollato dall’emozione, per me era realizzare il sogno dei sogni. È stato toccante vedere Zeman piangere e dedicare la vittoria a Franco Mancini. Abbiamo vissuto momenti bellissimi e quelli tragici ci hanno unito e fortificati”.

L’ULTIMO PESCARA DI ZEMAN

“Per supportare un allenatore come Zeman – dice Balzano – devi avere giocatori con altre e forti motivazioni. Noi nel 2011 eravamo tanti giocatori provenienti dalla C tra cui Insigne. Con il gioco rischioso del mister ci davano per spacciati, invece Zeman dall’inizio disse che con noi sarebbe subito andato in A. Purtroppo l’anno scorso questo non c’è stato, eravamo tanti bravi giocatori ma non tutti adatti al gioco del mister e l’abbiamo pagato”.

CAGLIARI E PESCARA ATTUALE

“Quando sono andato via da Pescara piangevo perché da quando ci misi piede la scelsi come mia città. Ma la chiamata di Zeman a Cagliari era un’ulteriore occasione per me. Lì ho capito che non giochi per una città, ma per una regione intera e hai un elevato carico di responsabilità. Quando si è ripresentata l’occasione di ritornare a Pescara l’ho colta a volo. Ora abbiamo raggiunto la salvezza certa e dobbiamo giocare con più coraggio per conquistare la promozione. Mi dispiace che il pubblico non viene allo stadio, ne abbiamo bisogno e non parlo della curva nord che ci sostiene sempre , ma di tutta la città”.

SALVIO IMPARATO

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