Roma, segnali di ripresa. Match analysis del derby.

Settima giornata del campionato italiano di serie A, si affrontano allo stadio Olimpico Roma e Lazio per il derby del Cupolone. La squadra giallorossa viene dalla larga vittoria infrasettimanale col Frosinone che ha temporaneamente tranquillizzato un ambiente particolarmente agitato, dove già circolavano voci di possibili cambi di allenatore.

Partita giocata in un clima molto caldo, condizione che ha pesantemente condizionato le squadre. A fine partita, sia Roma che Lazio, non raggiungeranno neanche i 100 kilometri totali di distanza percorsa, quasi 8 in meno rispetto alla media. La Lazio invece attraversa un periodo brillante venendo da ben 4 vittorie consecutive. I biancocelesti si schierano con il loro tipico modulo 1-3-5-1-1. Leiva regista a protezione della difesa e Milinkovic e Parolo mezzali con compiti di continuo inserimento offensivo, alle spalle di Alberto ed Immobile più avanzati.

Foto 1

La Roma invece si presenta col 1-4-2-3-1. Modulo che le consente di schierare Pastore in una posizione a lui congeniale come il trequartista e contemporaneamente 2 mediani come De Rossi e Nzonzi, con il primo dei 2 con maggiori compiti di schermo davanti alla difesa.

Foto 2

Notiamo come Di Francesco abbia affidato a Pastore il compito di marcare il regista della Lazio. Leiva, nel tentativo di bloccare la principale fonte del gioco biancocelesti (rimarrà comunque a fine partita il giocatore laziale con il maggior numero di palloni giocati, ben 73), e come abbia inserito un terzino con qualità difensive e di maggiore stazza come Santon. Questo ha permesso al mister giallorosso di avanzare Florenzi sulla trequarti. Mossa utile a  garantire così un dinamismo che compensa la maggiore staticità di altri componenti del centrocampo giallorosso.

Per capire le ragioni di questa mossa tattica osserviamo nel video 1

Evidente come la Lazio prediliga attaccare sul proprio fronte sinistro. Ben il 51% delle azioni di attacco provengono da quella zona. Il  25% circainvece  sia dalla zona centrale che da destra, data la presenza di un centrocampista offensivo e molto abile nel gioco aereo come Milinkovic e l’attitudine ad attaccare di Lulic.
La Lazio cerca inoltre di verticalizzare il gioco appena può per consentire ad Immobile e Luis Alberto di sfruttare la loro rapidità e di non far schierare la difesa avversaria, nei video 2 e 3 vediamo degli esempi.

I biancazzurri hanno anche cercato di pressare alto in maniera da ostacolare la manovra romanista come in foto 3.

dove osserviamo anche come tra i 2 mediani giallorossi sia De Rossi quello con compiti più da regista. Il pressing laziale, soprattutto ad inizio partita con i giocatori ancora in buone condizioni, ha costretto spesso la Roma a ricorrere a lanci lunghi per Dzeko.

Quando possibile i giallorossi hanno cercato verticalizzazioni immediate per gli attaccanti e gli inserimenti dei centrocampisti (video 4).

La Roma, come sua caratteristica, ha cercato prevalentemente il gioco sulle fasce (i 2 terzini sono stati i primi nella squadra per palloni giocati). Come ad esempio vediamo nel video 5.

La partita è stata piuttosto equilibrata, ma caratterizzata e decisa da vari errori difensivi. Nel primo gol giallorosso c’è stata un’incomprensione tra difensore e portiere biancoceleste. Nel secondo un cattivo piazzamento dell’estremo difensore laziale. Nella rete subita dai romanisti invece l’indecisione di Fazio ha consentito ad Immobile di segnare la rete del momentaneo pareggio, anche se complessivamente la prova della retroguardia giallorossa ha dato impressione di maggiore solidità rispetto alle partite precedenti, lasciando ai propri tifosi la speranza di essere in via di guarigione dalle scialbe partite precedenti.

STEAFANO CHIAROTTINI

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