Montella: “Ho visto una svolta e Bonucci non è un problema”

Si continua a parlare di problemi con Mirabelli, dell’ombra di Carlo Ancelotti, addirittura di quella di Lippi, ma non sembra preoccupato Montella, anzi sente aria di cambiamenti positivi e ne parla in conferenza stampa, a margine di Milan-Roma

Milan-Roma

“Saluto Eusebio, è un amico vero, gli auguro ogni fortuna, a parte domani. Ci siamo incontrati tante volte, c’è sempre stima. Vedo la squadra che mentalmente si sta liberando un po’, allontanando le ansie. Mi è piaciuta la reazione dopo il 2-2, è la reazione di una squadra ferita, con orgoglio e coraggio. Voglio vedere che i calciatori riescono a esprimere questo per tutta la partita, la gara di giovedì è stata una grande esperienza. Se Donnarumma avesse parato il rigore, non avessimo fatto quel gradino in più che abbiamo fatto. Ha perso solo una partita, ha un attacco super e lo sta dimostrando. Vorrei che questa partita ci dia la possibilità di farlo diventare, dopo tanti anni, uno scontro diretto. Non ritrovare Francesco (Totti, ndr) per la prima volta è strano. Ogni piazza ha i suoi umori e le sue aspettative. Affrontarla è un circolo di emozioni, è la mia casa, non può essere una partita normale. Ho tanto affetto e tanti legami con la città e le persone romane Dobbiamo crescere come reparto, è un grande test. Avrò calciatori concentrati per tutti i 95 minuti, bisognerà esserlo sin da prima della gara. Faremo una grande partita

Bonucci

“Non è un problema e mai lo sarà, è un valore e lo sarà ancora di più. E’ il primo che sa di dover migliorare, in rosa è l’unico calciatore che ha vinto. Pentiti? Assolutamente no, sono particolarmente contento. Mi sembra tutto esagerato, il suo ruolo e il suo livello fanno sì che sia così. Sul primo gol non è colpa sua, non doveva trovarsi lì, è la squadra che ha sbagliato. So come sfruttarlo al meglio rispetto al suo modo di giocare”.

Critiche, pressioni e Mirabelli

 “Mi sembra tutto ingigantito. Siamo il Milan, dobbiamo ottenere importanti risultati. Abbiamo fatto una rivoluzione in termini di uomini, per ricostruire una casa si parte dalle fondamenta, ovvero dai calciatori. Poi bisogna arredarla, non si può avere tutti i comfort. Dopo averla arredata, accenderemo il televisore. Alleno il Milan, so che devo supportare alcune esagerazioni. Se siamo uniti, quest’attesa si dimezza, altrimenti ci vorrà più tempo. Devo stimolare e tranquillizzare i giocatori, la maggior parte di loro non ha la storia del Milan, devono giocati più liberi e leggeri, oltre che determinati.Le aspettative sono più alte rispetto a quelle dell’anno scorso, ma penso che – almeno per i risultati – siamo in linea con le aspettative. Quando si fa una rivoluzione bisogna fare scelte immediate, pensando più al risultato che alla crescita. Nessuna squadra che ha rivoluzionato il proprio organico è stata vincente subito, raggiungendo gli obiettivi. E’ difficile raggiungere in due mesi gli obiettivi. Non mi turba, mi stimola, ma mi sembra tutto esagerato. Questo mi dà motivazione ulteriore, di cui probabilmente avevo bisogno. Non mi faccio fuorviare, ho il mio equilibrio e le mie cose su cui lavorare. C’è un rapporto splendido con Mirabelli. Ahimè sto più con lui che con mia moglie, è l’unica cosa negativa (ride, ndr). Mi dà il suo supporto, ma non suggerimenti, non mi impone nulla. Anche lui deve fare valutazioni, anche in confronto al mio modo di lavorare, ma sono notizie assolutamente inventate

Salvio Imparato

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