Italia-Argentina 0-2, tante buone idee e qualche attimo di una Zemanlandia mai dimenticata

Brutto esordio per Di Biagio sulla panchina della nazionale, una sconfitta che tutto sommato racconta una buona prestazione.

Di Biagio propone un 4-3-3 cercando di esaltare le caratteristiche di alcuni singoli come Insigne, Immobile, Jorginho e Verratti, una ventata nuova, una rivoluzione che ha bisogno di tempo, cercare di comandare il gioco e restare alti contro l’Argentina non era cosa semplice, i sudamericani più fisici e più tecnici non hanno reso vito facile agli azzurri, grande pressing e ottime transizioni hanno impedito all’Italia di fare un buon palleggio e un buon possesso. Per chi ama un certo tipo di calcio, questa è una nazionale intrigante a dispetto di Tardelli e dello studio rai, che già hanno massacrato questa prima uscita del nuovo corso, il 4-3-3 offensivo è un affronto per alcuni sedicenti competenti, Messi non vince il mondiale con una grande Argentina e loro parlano dei problemi dei nostri ragazzi, dei giovani che se non fosse capitato per caso il ritorno di Zeman a Foggia e poi a Pescara forse davvero staremmo boccheggiando in quanto a talenti, Zeman è ora un pericolo archiviato, i nemici ora sono Sarri e i nuovi seguaci, Di Biagio ad esempio già è stato attaccato prima di cominciare (vedi Gentile) perché prova a proporre una nuova idea anche alla nazionale maggiore e sarà ostacolato mediaticamente, la sua nazionale titolare ha rischiato di andare in vantaggio, si è visto qualche lampo del vecchio Pescara di Zeman con un bellissimo lancio di Verratti per Insigne, una bella ripartenza Immobile-Insigne che da l’illusione del gol, pochi lampi del calcio di Sarri anche complice un non brillante Jorginho che ha faticato a gestire gli scambi di posizione con il gufo di Manoppello. Insomma ci si può affezionare a questa nazionale, anche per ovvi motivi di cuore calcistico se resterà 4-3-3, c’è da lavorare ovvio che Di Biagio è costretto a ruotare ma i titolari stavano facendo bene in questo si è vista un’affinità con l’attuale Napoli di Sarri.

SALVIO IMPARATO

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