Inter-Sampdoria 2-1: Svolta mentale e boccata d’aria.

Sono state settimane che definire turbolente è un eufemismo in casa Inter. Apparentemente distruttive soprattutto a breve termine, quasi a voler rendere omaggio alla storia recente del club. Ma decisamente costruttive invece provando anche ad allargare il raggio. E la sensazione è che il merito sia quasi tutto di Beppe Marotta. Il suo status e la sua esperienza sembrano aver fatto realmente la differenza nella gestione di questo uragano. La situazione è ancora in divenire, ma che i giocatori ne abbiano beneficiato mentalmente, tornando a respirare dopo mesi di tappo, è sotto gli occhi di tutti. E le vittorie sul campo, come quella contro la Samp, sono più importanti che casuali.

PARTITA
A San Siro è arrivata una delle squadre dall’identità più chiara e definita del nostro campionato. La Sampdoria di Giampaolo. I blucerchiati, reduci da due sconfitte consecutive, tra cui quella rumorosa e preoccupante in casa contro il Frosinone, hanno occupato il campo come consuetudine. Ma soprattutto nel primo tempo hanno fatto fatica a rendersi pericolosi dalle parti di Handanovic. D’altronde, in questo periodo piuttosto grigio per l’Inter, l’unica certezza che non ha mai mostrato crepe è stata la solidità difensiva. Skriniar, De Vrij e lo stesso Handanovic hanno spesso e volentieri arginato le iniziative avversarie. Tenendo a galla una squadra che priva di questa corazza avrebbe potuto concretamente rischiare di affondare nelle sabbie mobili.
Tutti i gol della partita sono arrivati nella ripresa. Il primo di D’Ambrosio, su inserimento sul secondo palo, servito da Perisic. Il secondo di Nainggolan, alla Nainggolan, da fuori area. E il pareggio immediato prima di Gabbiadini, dopo un batti e ribatti a ridosso della porta difesa da Handanovic.

SAMPDORIA
Il 4-3-1-2 di Marco Giampaolo è sempre molto riconoscibile. Il rombo in mezzo al campo punta a garantire il controllo del centro e il dominio del pallone, cercando di farlo avanzare progressivamente con il palleggio. Quest’ultimo poi supportato dai movimenti interno-esterno delle punte e la qualità del trequartista, che sia Ramirez o Saponara. L’unico altrettanto riconoscibile rischio a cui si espongono uno schieramento e atteggiamento di questo tipo è il lato debole scoperto conseguente al blocco di pressione portato su quello forte. Un pericolo che anche nelle ultime uscite con una squadra come l’Inter non era mancato dal mettersi in evidenza. L’ex allenatore dell’Empoli è apparso molto deluso nel postpartita e in conferenza stampa. Più che sulla sconfitta in sé, che sicuramente fa male soprattutto dopo una buona prestazione nel complesso, è probabile che i motivi siano da ricercare nel fatto che si tratti della terza consecutiva. Alla luce soprattutto del ko interno inaspettato contro il Frosinone. Il quale ha potuto innescare un sentimento di sfiducia nella squadra in vista di un treno per l’Europa che potrebbe continuare ad allontanarsi.

C’era la curiosità di chiedere a Giampaolo cosa avesse spinto il progetto tecnico a selezionare un profilo come quello di Ekdal, per andare a sostituire Lucas Torreira. Collegandoci all’esperienza cagliaritana dello svedese con Zeman. Dove da mezzala sinistra, proprio a San Siro, realizzò una tripletta. E’ chiaro che l’ex Amburgo ha caratteristiche molto diverse rispetto all’uruguaiano ora all’Arsenal. E in Germania ha spesso giocato addirittura da difensore centrale. Ma l’umore del tecnico in conferenza stampa non era dei migliori. Così come la predisposizione a un certo tipo di domanda e quindi risposta.
Anche Andersen, arrivato per sostituire Skriniar, si sta mettendo in evidenza positivamente.

INTER
L’indiscrezione riguardo il caso Icardi che abbiamo raccolto potrebbe essere molto vicina alla realtà. Pare che il litigio vero e proprio sia avvenuto negli spogliatoi tra lo stesso Icardi e Perisic. Successivamente alle dichiarazioni di Wanda Nara nei confronti dei compagni di squadra dell’ex capitano. Il croato avrebbe fatto capire a Icardi che se Wanda si fosse permessa di rilasciare dichiarazioni simili anche in futuro il vaso avrebbe traboccato. E lo spogliatoio tutto, ovviamente, avrebbe preso le parti proprio di Perisic. Visto e considerato che ogni calciatore e nessuno in particolare era stato messo in discussione da Wanda. Se è vero che la squadra esalta le individualità, è anche vero che è il valore assoluto delle individualità a stabilire la forza della squadra. E la trasformazione netta di una di queste, ovvero proprio dello stesso Perisic, dopo la presa di posizione e la decisione della società, non può di certo passare inosservata. Insieme all’approccio e all’atteggiamento del gruppo totalmente diverso rispetto a prima. La sensazione è che il coraggio e la forza di togliere questo tappo abbia permesso alla squadra di tornare a respirare.

Anche Radja Nainggolan, dopo le dichiarazioni tanto inaspettate quanto positive di qualche settimana fa, sembra aver capito che l’unico modo per sciogliersi e liberarsi sia quello di cambiare radicalmente lo stile di vita. E anche in questo caso le prestazioni di squadra, date le condizioni, non potranno che beneficiarne.

In nessuno dei mondi possibili Mauro Icardi e Wanda Nara non ritornano sui loro passi agendo per primi. La società, tramite Marotta, ha fatto capire in maniera sacrosanta di aver fatto quello che doveva, negando qualunque tipo di ripensamento. A costo persino di rischiare l’eventuale svalutazione del cartellino del giocatore e la possibile monetizzazione futura. La squadra viene prima di tutto. E le prestazioni e l’inversione di rendimento sul campo lo stanno confermando.
Se Icardi e Wanda continueranno ad aspettarsi delle presunte scuse, dimostreranno di non aver ancora capito di aver fatto i conti senza l’oste.

Gioacchino Piedimonte

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