Foggia ancora sogna Zeman. Ennesimo striscione per il ritorno del Boemo

Zeman-Foggia-Striscione

Oggi a Foggia è stato il giorno della presentazione del nuovo DT Ninni Corda. Un gruppo di tifosi foggiani ha esposto foto di Zeman e uno striscione invocandone il ritorno. Inoltre distribuiti volantini allo stesso e Corda e al nuovo patron Felleca, con i 10 motivi validi per riprendere il Maestro. Ecco il volantino e le parole di Luca Carnevale, capogruppo e autore di questa proposta.

1) Spettacolarità del gioco
2) Mentalità vincente
3) Entusiasmo e stadio pieno
4) Valorizzazione giocatori
5) Portatore di alti valori etici e morali 6) Virtuosità gestione economica
7) Grande risonanza mediatica
8) Rapporto speciale con Foggia
9) Lealtà e genuinità nei rapporti umani
10) Personalità con forte fascino e carisma

“Oggi c’era la presentazione del direttore tecnico del Foggia, Ninni Corda. Io e un gruppo di tifosi abbiamo fatto questo ultimo tentativo disperato, per cercare di dare un’idea al presidente, molto difficile ma non del tutto impossibile”

Come è andata?

“Poi abbiamo distribuito i volantini davanti allo stadio ai tifosi passanti, ai giornalisti in sala stampa, a Felleca e a Ninni Corda. Il retro è quello che abbiamo inviato a voi, mentre il fronte è un volto del maestro normale con la scritta un grande vecchio per un calcio giovane pulito”.

Perché lo ritenete un tentativo disperato?

“Perché è praticamente impossibile. Però resta l’ultimo estremo tentativo per cercare di lanciare l’idea di rivederlo a Foggia, dopo credo sia praticamente impossibile in quanto il maestro ha 72 anni”.

Corda e Felleca come hanno reagito?

“Il presidente ha letto tutto il volantino e ha sorriso. Non era un gesto di scherno, poi è arrivato Corda che ha chiesto di avere un volantino. L’ha letto seriamente con la testa china senza nessun commento.”

SALVIO IMPARATO

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Luciano De Crescenzo: “Nessuno può insegnarci ad amare Napoli”

Era la festa scudetto del Napoli, il primo tricolore degli azzurri. Gianni Minà chiamo sul palco l’ingegnere filosofo Luciano De Crescenzo.

L’indimenticato intervento di De Crescenzo

“Io più che della squadra,vorrei parlare del pubblico, lo so che corro il rischio di essere retorico. Pochi giorni fa l’Ajax ha vinto la Coppa Delle Coppe ed è successo di tutto ad Amsterdam, hanno fatto centinaia di milioni di danni, hanno rotto macchine, rotto tutto. Perché noi napoletani invece ci siamo comportati bene? Perché abbiamo voluto dimostrare il nostro amore, noi amiamo la nostra città, io voglio bene a Napoli ‘e capit!?, lo so che so retorico, ma io amo Napoli.

E allora dico una cosa, io amo Napoli, voi amate Napoli che era la città più bella del mondo, ora non lo è più, ma la possiamo far diventare la più bella perché non abbiamo bisogno di nessuno che ci insegni come amarla, ma dobbiamo comportarci come ieri allo stadio!».

Un ricordo vivido, vissuto in diretta a soli 12 anni con sofferta gioia e anche speranza, grazie alle parole di quest’uomo, all’umorismo di Troisi con il suo scherzoso – «Festeggiate, ma non lasciate il gas e l’acqua aperti» – e quella fantastica squadra. Tutti uniti in quella che poteva sembrare una nuova alba per Napoli e i napoletani. Addio professor Luciano De Crescenzo.

SALVIO IMPARATO

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Mastellone: “Sarri ama la città in modo straordinario, ma vuole rinforzi per conquistare lo scudetto. Io il primo a sapere dei contatti con De Laurentiis”

Oggi abbiamo avuto il piacere di intervistare il commendatore Gaetano Mastellone, amico di Sarri ed ex vicepresidente del Sorrento, che rassegnò le dimissioni quando il tecnico toscano fu esonerato, nonostante fosse ad una lunghezza dai playoff, sostituito da Gennaro Ruotolo. Con lui abbiamo parlato dell’attuale situazione tra Sarri e il Napoli, dove in ballo c’è il rinnovo e l’eventuale permanenza del tecnico di Figline Valdarno

Buongiorno commendatore Mastellone, innanzitutto grazie per aver accettato l’intervista, da amico ed ex vicepresidente del Sorrento di Sarri, come sta vivendo questi dubbi di permanenza del toscano a Napoli, lei che lo conosce bene quali sensazioni ha, resterà? Quali sono le vere riserve del tecnico?

Io sto vivendo questo momento con serenità perché so bene che Sarri è molto legato al Napoli ed ama la città in modo davvero straordinario. Lui qualche settimana fa è stato chiaro: vuole avere una squadra modificata in meglio, quindi rafforzata, per conquistare lo scudetto. Senza se e senza ma.

Il mister come vive le critiche del presidente e di alcuni giornalisti nonostante il campionato fantastico e il record punti?

Il presidente credo abbia espresso, come è giusto che sia, il suo pensiero. Ambedue sono caratteri forti che, da persone intelligenti quali sono, sanno smussare gli angoli!

Polemiche arbitrali a parte, il Napoli ha perso lo scudetto per un filotto che non è riuscito a centrare, con una squadra come la Roma si può perdere, ma da Sassuolo in poi qualcosa sembra non aver funzionato. In base alle sue conoscenze Sarri si rimprovera qualche scelta, ha qualche rimpianto? Lei da presidente avrebbe avuto qualcosa da rimproverargli?

Sarri è un grande professionista, una persona dotata di un alto quoziente intellettivo e quindi sa ripartire da eventuali errori (pochi) che potrebbe aver fatto. In questi tre anni ha lavorato, e bene anzi benissimo, con il materiale umano che aveva a disposizione. Oggi è giusto che chieda qualche nuova pedina valida in più! In guerra non si combatte con le armi spuntate!

Su Sarri sono nati molti luoghi comuni, un po’ come successo a Zeman ispiratore della nostra testata, etichette fastidiose e difficili da scrollarsi di dosso. Il nostro direttore Salvatore Piedimonte è un amico comune e di sicuro ne avrete parlato, quindi domanda d’obbligo, in cosa differenzia Zeman e Sarri, che visione ha del Boemo?

Zeman ha tutta la mia stima, è un vero uomo oltre ad essere un allenatore innovativo. Differenze con Sarri? Maurizio è più moderno, ambedue sono studiosi di calcio e seri professionisti che dicono sempre ciò che pensano. No ipocrisia!

Lei che è amico diSarri, ci racconta un aneddoto inedito del vostro rapporto o della vostra esperienza al Sorrento?

Essere amici, anche se con poche assidue frequentazioni, lo si capisce da piccole cose. Ricorderò sempre la sua telefonata del pomeriggio del giorno in cui la sera doveva incontrare a cena il Presidente Aurelio De Laurentiis. Squilla il mio telefonino, era lui. Vediamoci sto venendo a Sorrento. Siamo stati insieme, c’era anche la sua Signora, per quattro ore. Poi andò a Napoli per il primo incontro a cena con De Laurentiis. Insomma sono stato il primo a saperlo! Ovvio che restai in religioso silenzio.

SALVIO IMPARATO

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Un po’ tardi per i complotti, Zeman ci avverte da anni (VIDEO)

https://www.youtu.be/4n9z-WvcvxY

Un po’ mi fanno sorridere i post complottisti, anche se assolutamente fondati, ma lasciano il tempo che trovano, specialmente se l’anno prossimo continueremo a riempire le casse di tutto il sistema, sia chiaro uno scudetto del Napoli l’anno prossimo o addirittura quest’anno, per esempio, non cancellerebbe quello che abbiamo patito in questi 20 anni, anche perché né la frode sportiva VERIFICATA per doping e né calciopoli, hanno davvero scalfito la potenza criminale di quelli là. Io so solo, e lo ripeterò sempre fino alla morte, che un uomo solo ha avuto le VERE palle di attaccarli sul campo e fuori, battendoli con il Foggia, la Lazio e la Roma, con rose nettamente inferiori, gli sono stati portati via due campionati, li ha portati in tribunale e nessuno del calcio, dico nessuno, si è accodato sostenendolo, anzi da tanti che, oggi e da qualche anno, fanno la cantilena amareggiata ho sentito ripetere tutti i luoghi comuni iniettati dal sistema Juve con le spalle al muro : “ma non ha mai vinto niente”, “non cura la difesa”, “non sa allenare i campioni”, “il suo calcio è finito”, etc etc… Lasciato solo da tanti è ripartito dalla C nel 2009, da dove aveva costruito la prima Zemanlandia e ha vinto un campionato a Pescara contro errori arbitrali, poteri forti e continuando ad attaccare mediaticamente la Juve, e successivamente si è dovuto aspettare Benitez per ascoltare un tecnico dargli ragione sul doping dopo 20 anni. La carriera non l’ha rischiata per mosse d’ego, ma per difendere la legalità, la dignità di questo sport e ovviamente di chi lo segue. Quindi oggi che siete disposti a fare per cambiare questo sport e l’incolumità della vostra passione? Vi basterà solo uno scudetto? Io più di portarvi sotto casa di Zeman e proporvi di iniziare un’altra guerra per portarli di nuovo in tribunale e provare a radiarli non posso fare, c’ammà fa, facciamo la storia o facciamo facebook?

SALVIO IMPARATO

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Sarebbe bello vedere ADL e Sarri così

Ho il privilegio, da Napoli, di scrivere una rubrica settimanale sul mio allenatore preferito Zeman. Essere Zemaniano è un fanatismo che porta con se tante analogie con il Sarrismo. Se ci riflettete ne Sacchi e ne altri, in Italia hanno un culto come Zeman e Sarri, perché secondo voi? Mica solo per il 433 e le mentalità offensive, così sottilmente simili e così profondamente diverse, ma anche per come comunicano la loro allergia alle dinamiche del calcio extracampo e di potere. Stili e tempi diversi per dire a volte le stesse cose, ma non si fa sempre del bene al nostro idolo glorificandolo anche quando potrebbe evitare certe esternazioni. Non sta a me giudicare se fate bene o fate male, questo amore incondizionato resta qualcosa di romantico, sa di quella poesia quasi sparita nel calcio, un pò come il gol di Brignoli, sono solo testimone di un fanatismo ispirato da un uomo rivoluzionario, ormai vecchio, che ancora prova a cambiare il suo destino e il suo futuro e quello di ragazzini di 18 anni, che ha pagato a caro prezzo le sue battaglie. Anche li dove ha creato quel capolavoro 5 anni fa, oggi lo attaccano per risultati e attacchi diretti, alla stampa soprattutto, io ancora lo difendo, ma stando, in qualche modo, più vicino al calcio, ho imparato come e cosa il mio idolo sbaglia dentro e fuori dal campo, e che un fanatismo non può essere totalmente estraneo al mondo del calcio, in cui solo il risultato ti perdona quel che dici e appena perdi sei solo, talmente solo che vorrei vedere De Laurentiis e Sarri così vicini come Zeman e Sebastiani, un presidente che a Pescara è bersagliato più del nostro, ma appena ha capito che ci voleva un segnale si è seduto a sorpresa di fianco al mister, in conferenza pre partita che da noi non esiste, e ha insegnato come si sostiene un allenatore e il suo sistema di gioco delicato, a cui nel mercato non ha soddisfatto le richieste del Boemo. Da noi si crea sempre il gelo tra tecnico e presidente, proprio quest’anno anche ADL, di cui non sono un detrattore, dovrebbe fare un gesto simile o almeno far capire a tutti che sono uniti.

SALVIO IMPARATO

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Spalletti: “Sarri arrivi settimo, se vuole giocare ad un altro sport” (VIDEO)

Durante la conferenza a margine di Inter-Chievo, Luciano Spalletti punge Sarri incalzato da Guardalà di Sky.

“Se arrivi tra le prime quattro vai Champions, se arrivi dopo vai in Europa League e se arrivi settimo ti mandano a fare le amichevoli. Se vuole giocare ad un altro sport arrivi settimo e vede come si diverte, noi vorremo arrivare a giocare tre partite la settimana. La Juve nonostante questo ha vinto tanto, si deve confrontare con loro Sarri non con noi”

https://youtu.be/HO56HtDDksU

SALVIO IMPARATO

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Napoli-Shakhtar 3-0, una vittoria diversa. Sarri: “Non ho bisogno di chiamare Guardiola, Maggio grande prestazione”

Nonostante un San Paolo surrealmente, per l’occasione, semivuoto, il Napoli ha offerto una delle migliori e importanti prestazioni della stagione, non tanto per il risultato, ma per come è arrivato, per le giocate offerte senza Insigne in campo e le insolite scelte di Sarri. Una vittoria diversa che racconta cose nuove di questo Napoli, a parte la magia di Lorenzo, la squadra ha dato un altro segnale importante anche per il campionato. Zielinsky e Rui esterni alti hanno proposto valide alternative di modulo nella stessa partita, passando tranquillamente dal 4-3-3 al 4-4-2 e al 4-5-1, quest’ultimo da sempre la versione difensiva del 4-3-3 in fase di non possesso, ma a volte non basta arretrare gli esterni, serve gente con determinate caratteristiche e il polacco e il portoghese hanno dimostrato di averle, da quell’altro lato ad un inesauribile Callejon può chiedergli anche di fare il terzino. Proprio Sarri, in conferenza, ha parlato della possibilità di vedere queste diverse soluzioni anche in campionato, ovviamente più per partite in cui c’è da gestire un vantaggio, che in partite su campi chiusi dove c’è da aprire le difese avversarie. Complimenti da parte del toscano anche per la difesa e per Maggio – << Vorrei sottolineare la prestazione di Maggio, quando sei fuori tanto tempo e ti fai trovare pronto in una partita del genere, vuol dire che ha alte qualità calcistiche e umane>> – una battuta anche sulla scherzosa possibilità di chiamare Guardiola per chiedergli la vittoria – << Non ho bisogno di chiamare Guardiola, per la sua mentalità so che andrà in Ukraina per vincere>> – il Napoli quindi spera ancora, ma il segnale importante è che la squadra si sta adattando al meglio alle emergenze, messaggio importante in ottica scudetto.

SALVIO IMPARATO

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Sarri: “Mi ha fatto male vedere che nessuno ha preso le difese di Ventura” (VIDEO)

Nel post partita di Sky di Napoli-Milan, Maurizio Sarri, incalzato sa Trevisani e dallo studio sul mancato utilizzo di Insigne da parte di Ventura, ha usato parole di solidarietà per il collega C. T. fresco di esonero

“Nel mio modo di vedere calcio Insigne non entra ma gioca, però quando prendi un allenatore bisogna tener conto del suo modo di giocare. Ventura ha sempre giocato con le due punte, però mi ha fatto male la gogna mediatica a cui è stato esposto, come mi ha fatto male vedere che istituzionalmente lo ha difeso, nemmeno l’asso allenatori”.

Queste le parole di Sarri che conclude dicendo che sarebbe più facile vederlo politico che allenatore della Nazionale.

SALVIO IMPARATO

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