Napoli-Fiorentina 0-0, le nuove opzioni del Napoli, i becchini di Sarri riflettano

Analisi di Paolo Bordino, che fa da coro a Sarri, che nel post partita non si è fasciato la testa, anzi ha parlato di segnali positivi

PUNTO UNO

E’ chiaramente emerso che la condizione fisica del Napoli è adeguata. Diversamente, la squadra non sarebbe cresciuta alla distanza nella ripresa contro una formazione – Inter a parte – che in questa fase appare come la più in forma del campionato. Il problema, comunque, c’è ed è certamente mentale. Essere sul pezzo, in pratica, da fine giugno non è cosa semplice e talvolta distanze ed automatismi vengono meno.

PUNTO DUE

Dopo una prima frazione per nulla positiva, il Napoli ha chiuso la Fiorentina nella propria metà campo ed ha creato. Creato almeno quattro palle gol nitide, che solo la sfortuna e la frenesia, unita alla mancanza d lucidità di Mertens, hanno impedito di trasformare in rete. Il tutto grazie a movimenti senza palla nella trequarti avversaria che tornano a fare capolino.

PUNTO TRE

Il più importante. In campo, nel secondo tempo, si è visto (ma è cosa che solo chi ne mastica un po’ può apprezzare) un nuovo canovaccio tattico. Un nuovo tipo di sviluppo di sistema di gioco, dettato da una circostanza avversa con cui fare i conti. Oggi il Napoli non aveva in campo Ghoulam ed Insigne, i due primattori della catena di sinistra che vede in Hamsik il suo olio nel motore (non riuscendo, in questa fase, ad essere protagonista). Data questa circostanza, non essendo possibile chiedere a Mario Rui (per caratteristiche e struttura fisica) di fare il Ghoulam il progetto “di costruzione” si sposta a destra. Ed è qui che viene prepotentemente fuori la centralità del ruolo di Zielinski, chiamato ad essere la vera punta del Napoli attuale, estremo alto di una catena che, in questa fase, può trasformarsi in catena di finalizzazione, con Mario Rui che non spingendo più di tanto è riuscito a chiudere i suoi primi 90′ completi. E non è da escludere anche un’inversione posizionale tra Callejon e Mertens, essendo il belga più portato alla costruzione rispetto allo spagnolo.

PUNTO QUATTRO

In una giornata in cui si fermano tutti, dall’Inter che replica allo stadium la partita del San Paolo (dove il Napoli aveva fatto anche qualcosa in più della Juve) i sarriani confermano un dato: delle quattro gare finora senza vittorie (Inter, Chievo, Juventus e Fiorentina) solamente il gol di Higuain ha portato via punti agli azzurri. E’ un dato, questo, su cui si riflette poco e rispetto al quale chi inizia a vestire con goduria il completo nero da becchino di Sarri deve poco poco riflettere. Per ritrovarsi ci vuole ancora un po’. Lo scorso anno l’infortuinio di Milik non ha insegnato nulla? E nemmeno la striscia post Napoli-Sassuolo 1-1? Solo che lo scorso anno il Napoli era a -10 dalla Juve, che si permette il lusso di tenere in panca Dybala e Douglas Costa mentre da queste parti si scandalizzano per il mancato impiego di Ounas, che non dà per il momento la sensazione di poter offrire un contributo. Quest’anno, per ora, Allegri è sotto. Per ora, ma è sotto.

PAOLO BORDINO

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