Koulibaly sale in cielo per provare a rubare lo scudetto al destino. Com’era la storia della marcatura ad uomo?

Il Napoli di Maurizio Sarri a sorpresa sbanca l’Allianz Stadium e si porta a meno uno dalla Juventus. Allegri ha messo in campo un 4-2-3-1 offensivo, che però è sembrato più propenso a cercare il pareggio ed evitare la sconfitta. La partita è stata poco brillante, ma fatta esclusivamente dal Napoli, che non ha concesso nessun tiro in porta ai bianconeri. Il Napoli è partito con il classico 4-3-3, giusto da parte di Sarri non negare ai titolarissimi questa finale, i ragazzi hanno sfoderato una prestazione ottima, nonostante le ultime fatiche e hanno giocato molto meglio della Juve. A metà secondo tempo la sensazione principale suggeriva che per vincerla, con i molti cross alti nell’area bianconera, l’immediato l’impiego di Milik in campo, con il 4-2-3-1 più che con il 4-3-3, magari per facilitare il gioco di Mertens liberandolo dalle marcature, ma alla fine ha pagato la scelta conservativa in cui Koulibaly, Insigne e Mario Rui sono stati i migliori in campo. Con questa impresa Sarri e il suo Napoli entra nella storia centrando la doppia impresa di rendere sterile la Juventus e vincere per la prima volta in questo stadio. È anche la prima vittoria veramente decisiva di Sarri da quando è a Napoli, anche senza osare, restando fedele al suo credo ha vinto con le certezze e la solidità dell’impianto di gioco, a lungo criticato perché non vincente, ricordate quante ingiurie a Sarri dopo il gol di Sergio Ramos? Si parlava dell’errato posizionamento della difesa a zona sui calci piazzati e non ad uomo, bene oggi Koulibaly era marcato da Benatia ad uomo ed è salito in cielo per provare a rubare lo scudetto al destino, che voleva un Napoli a terra ormai arreso alla sconfitta finale. Questa storia insegna che non bisogna mai mollare, solo così si può smentire la sorte, e infatti il Napoli ha tenuto e ha smentito tutti, tutte le critiche e anche chi vi scrive.

SALVIO IMPARATO

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