Cascione: “Zeman è un maestro in tutti i sensi. Sono schifato dal calcio!”

Emmanuel Cascione, protagonista del Pescara targato Zeman 2011/12, ha rilasciato un’intervista a BZONA.IT in cui parla dell’attuale situzione in cui versa il calcio italiano e ricorda i fasti del Cascione mezzala goleador con il Boemo.

Per noi di zemaniano.com e gruppo zeman Cascione rappresenta un viaggio da Napoli a Crotone in auto in pieno inverno, per seguire una delle più belle favole recenti del calcio italiano. Era il 31 gennaio 2012 e il Pescara si apprestava a giocare un anticipo allo Scida con l’occasione, in caso di vittoria, di diventare la nuova capolista solitaria. Senza Insigne e su un campo difficile e in pessime condizioni, il Pescara grazie a Cascione, capitano dopo l’uscita di Verratti, supera il Crotone di Drago 1-2, che era passato in vantaggio con Florenzi. Cascione di testa al’86’ raccoglie un preciso cross di Zanon rgalando vittoria e primato al Pescara.

Ciao Emmanuel, benvenuto in Bzona!
Ci siamo lasciati con il fallimento del Cesena, come hai vissuto la vicenda da uomo simbolo della squadra?

Pesantissima da mandare giù. Eravamo riusciti a centrare il miracolo in campo con la salvezza e fino a due giorni prima del fallimento, il presidente ci tranquillizzava. Invece erano solo fesserie.
Una delusione enorme, anche perchè durante la stagione non ci siamo accorti di nulla, i pagamenti erano precisi e nessuno ci comunicava nulla.

Poi il fallimento e l’inizio di un’estate che pare ancora non essere terminata per la Serie B, tra ripescaggi e ricorsi.

Guarda sono schifato dal calcio, credo che tutta Europa stia ridendo per la situazione che si è creata. Ci sono squadre come la Viterbese che si allena senza giocare una partita da luglio. L’Entella ha iniziato un campionato ma vuole giocarne un altro. Tutto assurdo, sinceramente sono contento di essere uscito dal calcio professionistico…

Esatto adesso hai iniziato una nuova avventura, come sta andando?

Ho aspettato fino all’ultimo il nuovo progetto del Cesena, mi sarebbe piaciuto fare come Lucarelli a Parma o Franco Brienza a Bari. Con la mia famiglia vivo a Cesena ed ero pronto a ripartire con loro.
Mi hanno comunicato invece che la nuova dirigenza non avrebbe confermato nessuno della vecchia società, così ho cominciato a guardarmi attorno.
Avevo praticamente trovato un accordo con il vicenza, ho sostenuto anche un allenamento… ma poi le cose sono cambiate e ho scelto Santarcangelo sono ripartito dalla D con loro e riesco a stare ugualmente vicino alla mia famiglia. Siamo un bel gruppo con un allenatore Daniele Galloppa (ex Parma) molto preparato.

In carriera hai girato abbastanza, un ricordo particolare della tua Serie B ?

L’anno di Pescara con Zeman è stato indimenticabile e il migliore a livello professionale. Ricordo che durante il ritiro non ero così convinto di rimanere: arrivavano solo giovanotti dalla Serie C o dalla Primavera.
Poi cominciammo le amichevoli e vedevo Lorenzo Insigne che saltava tutti come birilli, un certo Marco Verratti che comandava a centrocampo e un giovanotto biondo che travolgeva tutti in attacco, Ciro Immobile!
Ho subito cambiato idea ed è stata una cavalcata magnifica. Eravamo un gruppo unito completamente a disposizione di Zeman, un maestro in tutti i sensi!

SALVIO IMPARATO

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