Osvaldo: “Zeman come un padre, il calcio purtroppo è come il reggeaton”

Osvaldo dopo aver lasciato il calcio si è dedicato alla musica. E’ in tour in italia, in piccoli pub,  “Mi tremano più le gambe ora di quando giocavo. Quando canti la gente è più vicina, senti tutto quello che dicono” racconta e confessa che se dovesse scrivere una canzone in italiano la dedicherebbe a Zeman. Ecco l’intervista rilasciata a Gianlucadimarzio.com

“Sono sempre stato impulsivo e sensibile. Nel calcio non c’è spazio per la sensibilità. Ero stanco di essere un numero. Adesso vedi come sono felice? Nel calcio ti pagano perché devi rendere, nessuno se ne frega se stai male, non conti come persona” . Queste le prime parole di Osvaldo

Spogliatoi e camerini, la nuova vita di Osvaldo

“Lo spogliatoio mi manca – dice Osvaldo – ma sono più beli i camerini. Il calcio è un mondo finto, dove se fai gol sei un dio e se non lo fai sei una m…a. E il calcio di oggi è come il reggaeton: una musica di m..da che però piace alla gente. È un freddo business, dove nessuno pensa a come stai ogni giorno”

“La mia vita è sempre stata disordinata. Nell’ambiente del calcio mi hanno sempre visto come un matto, ma non ho mai capito certe logiche. Non potere uscire dopo una sconfitta, suonare la chitarra o bere una cosa lontano da una partita. La dittatura del risultato è l’ipocrisia più grande: c’è chi ritiene Messi un fallito per non aver vinto un mondiale. Quelli sì che sono dei falliti”.

Il suo primo album si chiama Liberaciòn

“Ho scritto tutti i testi: parlo di esperienze personali, di amore e di problemi sociali. Il rock and roll è sempre contro il potere”. 

“La musica? È un ambiente più tranquillo, c’è meno pressione ma non pensare che voglia cazzeggiare. Ho intrapreso questa nuova attività con professionalità e passione.M’ispiro a tanti e a nessuno. Amo i Rolling Stones e i Doors. Uno dei miei figli si chiama Morrison non a caso…”.

Boca e Pochettino

“Il giorno dell’esordio alla Bombonera è stato il più bello della mia vita. Segnai anche una doppietta. Che si può volere di più? Sarà sempre la mia squadra del cuore, quella con cui sono cresciuto. Pochettino è un grandissimo allenatore ma nella sua testa esiste solo il calcio. Nella mia esistono tante altre cose. Non avrei mai potuto essere come mi avrebbe voluto”.

Canzone per Zeman

“Una mia prima canzone in italiano la dedicherei a Zeman, per me è stato un secondo padre”.

Andreazzoli incapace e Prandelli che diede retta ai giornali

“Ah, manco me lo ricordo Andreazzoli. Scrissi che era un incapace? Beh, non mi sembra che sia andato ad allenare la Nazionale”. 

“Prandelli? Mi tenne fuori dal mondiale brasiliano dopo che avevo segnato tanto durante le qualificazioni. Prandelli era così, si faceva fare la formazione dai giornalisti. La stampa voleva Cassano e così mi fece fuori. Peccato, perché quel mondiale avrei meritato di giocarlo”.

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