Gattuso, il Napoli e il 4-3-3 sulle orme di Sarri e il Pescara di Zeman

Gennaro Gattuso eredita un Napoli a cui era stato “vietato“ il sarrismo e che finalmente tornerà a lavorare sul 4-3-3 di Sarri, magari facendo un ripasso sul Pescara di Zeman.

Non vedeva l’ora Gennaro Gattuso di lavorare con questa squadra, questi ragazzi e sul 4-3-3. Non vedeva l’ora anche chi vi scrive di tornare a parlare del modulo che ama e della sua applicazione in base agli uomini a disposizione. Con questo modulo per fortuna Ringhio Star, come lo ha definito De Laurentiis, avrà poche gatte da pelare per quanto riguarda la sperimentazione. Ma il problema ce l’ha nel ruolo fondamentale, il regista.

REGISTA

Il Napoli di Sarri aveva una particolarità fondamentale, non correva mai a vuoto e raramente si allungava. Questo non solo grazie al grande lavoro di posizionamento e coperture preventive, ma grazie al grande lavoro meccanico di Jorginho a comandare i reparti. Infatti il compito meno visibile, ma forse fondamentale di questo ruolo in un 4-3-3 offensivo, è mantenere le distanze, legare i reparti far salire la difesa e aiutare la squadra corta.

Jorginho questo lavoro lo faceva non solo con i piedi, anzi era solito indicare ai compagni le posizioni esatte da mantenere con le mani, a mo di direttore d’orchestra. Ora il punto è questo, non avendo Gattuso un giocatore completo di tutte queste caratteristiche dovrà capire chi meglio degli altri potrà fare meglio al lavoro così detto sporco di direzione.

Un lavoro che Hamsik dimostrò con Ancelotti di non riuscire a fare, messo in difficoltà dalla cattiva interpretazione, in fase di non possesso, del ruolo di mezzala da parte di Zielinsky. Allan da solo non poteva sopperire alle difficoltà di due compagni di reparto. Il maggior indiziato per ricoprire quel ruolo sembra Allan seguito da Ruiz ed Elmas. In tutti e tre i casi possiamo fare esempi recenti con esperimenti fatti da Zeman nel 4-3-3. La prima soluzione ricorderebbe la scelta del Boemo a Roma, nel bel mezzo della diatriba De Rossi-Tachtsidis, di optare per l’americano Bradley regista.

“Ha fatto queste due partite da mediano più che da regista, è andato molto bene in fase difensiva, poi però per fare il regista penso ci voglia qualcosa di più che ha Tachtsidis e non ha Bradley. Lui e De Rossi sono più di rottura, mentre Tachtsidis è più di costruzione”.

ALLAN

Nel caso del brasiliano sgravandolo da un’impostazione di gioco troppo complicata, gli si può dare il compito di dare ordine ai reparti, cosa che peraltro ha fatto nell’Udinese di Guidolin. Occorrerà scegliere i giusti interni tra i quali escluderei perora Zielinsky, sperando che Ringhio riesca a svegliarlo dalla sua pigrizia tattica. Il suo problema si può spiegare con la frase di Zeman su Pjanic nell’ultimo periodo giallorosso La Roma di Zeman è un ottimo esempio per spiegare questi problemi con le varie alternative tattiche.

Un centrocampista deve saper fare filtro e costruire e al momento lui non fa bene nessuna delle due: non è un regista. A Foggia giocavo con Shalimov e Barone, che è la copia di Pjanic

A questo punto le uniche soluzioni da affiancare ad Allan sono Ruiz ed Elmas. Se il tridente a cui si affiderà Gattuso, sarà probabilmente Insigne-Mertens-Callejon, la soluzione ideale sarebbe quella di provare Elmas interno destro, in quanto costruttore darebbe più soluzioni di gioco sulla catena destra, mentre a sinistra essendoci Insigne potrebbero intralciarsi a vicenda. Ruiz a sinistra invece potrebbe essere quello che fu Hamsik nel periodo sarriano, ma in più anche quello che fu con Reja e Mazzarri e cioè con qualche inserimento da dietro in più e sfruttare il suo tiro più dentro l’area che fuori.

ELMAS

Quella del macedone sarebbe la soluzione più affascinante, quella che più si avvicina all’evoluzione di Marco Verratti da trequartista a regista nel Pescara di Zeman. Il problema sarebbe la disciplina tattica, perché essendo un giocatore offensivo tenderebbe a buttarsi troppo in avanti con il rischio di sbilanciare la squadra. Toccherebbe ad Allan alla sua destra coprire le sfuriate e le giocate del nuovo talento del Napoli, un pò come fece Moussa Kone a supporto del gufo di Manoppello. Il tempo per lavorare su questa soluzione è davvero poco, in quanto Gattuso è chiamato alla rimonta in zona Champions e avrà bisogno di più garanzie possibili.

RUIZ

Lo spagnolo per quanto ci riguarda è l’ultima opzione percorribile, sembra saper fare tutti i ruoli del centrocampo, ma non sembra avere i tempi e l’esperienza per fare il regista. La sua qualità maggiore resta il tiro ed un’arma in più da sfruttare più vicino all’area e alla porta. Se si dovesse percorrere questa strada Elmas ed Allan potrebbero giocare sia a sinistra che a destra, bisogna capire quale sarebbe il male minore e cioè o evitare due costruttori a sinistra o spostare Allan dalla destra.

NAPOLI-PARMA

Risolte provvisoriamente queste incognite in attesa del mercato, siamo sicuro che già domani contro il Parma, vedremo un Napoli reagire alla recente depressione iniziata per motivi psicotattici e sfociata in un’irrimediabile spaccatura tra squadra e De Laurentiis. Zemaniano è convinto nel recupero di Insigne e nell’apporto che darà alla cavalcata Champions.

SALVIO IMPARATO

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