Zoro: “Estenuanti i gradoni di Zeman. Il Milan e i complimenti di Baresi”

Marc Andrè Zoro, difensore della Costa D’Avorio classe 1983, ha giocato con la Salernitana dal 1999 al 2003. In un’intervista rilasciata su SportWeek, settimanale della Gazzetta dello Sport, racconta cosa fa ora e la sua esperienza a Salerno dove segnò anche un gol in un derby contro il Napoli. 

Dopo la Salernitana giocò anche al Messina, dove fermò una partita per gli ululati razzisti che ricevette durante un Messina-Inter. Ha creato la “Fondazione Marc Zoro” che opera in patria. Gira per la Costa D’Avorio per aiutare chi ne ha più bisogno, consegna cibo, aiuta a costruire scuole, ospedali e strutture ed è proprietario di una scuola calcio. Ecco le sue parole: “Molti ragazzi prendono una brutta strada. Noi vogliamo offrirgli un futuro. Voglio fare qualcosa per il mio paese. Sostengo Drogba come presidente della Fedecalcio Ivoriana.” Poi racconta l’esperienza con la Salernitana, dove arrivò all’età di 16 anni. “Era venuto uno scout in Costa D’Avorio per visionare un altro ragazzo, ma rimase sorpreso da me e mi portò alla Salernitana. Ringrazio Raffaele Novelli e l’Arechi strapieno. Cinque anni stupendi. Ricordo i gradoni di Zeman. Non ne potevamo più (sorride). Ho però un rimpianto. Volevo giocare nel Milan e nel 2000, durante Salernitana-Milan, semifinale del Campionato Primavera perdiamo 2-1 ma io gioco alla grande, così a fine gara si presenta Franco Baresi. Mi fa i complimenti e mi chiede se voglio giocare nel Milan. Mi vedeva come centrale del futuro. Ero felicissimo ma il presidente Aliberti rifiuta l’offerta. MI sarebbe piaciuto, ma dirò sempre grazie alla Salernitana. 

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