Mastellone: “Sarri ama la città in modo straordinario, ma vuole rinforzi per conquistare lo scudetto. Io il primo a sapere dei contatti con De Laurentiis”

Oggi abbiamo avuto il piacere di intervistare il commendatore Gaetano Mastellone, amico di Sarri ed ex vicepresidente del Sorrento, che rassegnò le dimissioni quando il tecnico toscano fu esonerato, nonostante fosse ad una lunghezza dai playoff, sostituito da Gennaro Ruotolo. Con lui abbiamo parlato dell’attuale situazione tra Sarri e il Napoli, dove in ballo c’è il rinnovo e l’eventuale permanenza del tecnico di Figline Valdarno

Buongiorno commendatore Mastellone, innanzitutto grazie per aver accettato l’intervista, da amico ed ex vicepresidente del Sorrento di Sarri, come sta vivendo questi dubbi di permanenza del toscano a Napoli, lei che lo conosce bene quali sensazioni ha, resterà? Quali sono le vere riserve del tecnico?

Io sto vivendo questo momento con serenità perché so bene che Sarri è molto legato al Napoli ed ama la città in modo davvero straordinario. Lui qualche settimana fa è stato chiaro: vuole avere una squadra modificata in meglio, quindi rafforzata, per conquistare lo scudetto. Senza se e senza ma.

Il mister come vive le critiche del presidente e di alcuni giornalisti nonostante il campionato fantastico e il record punti?

Il presidente credo abbia espresso, come è giusto che sia, il suo pensiero. Ambedue sono caratteri forti che, da persone intelligenti quali sono, sanno smussare gli angoli!

Polemiche arbitrali a parte, il Napoli ha perso lo scudetto per un filotto che non è riuscito a centrare, con una squadra come la Roma si può perdere, ma da Sassuolo in poi qualcosa sembra non aver funzionato. In base alle sue conoscenze Sarri si rimprovera qualche scelta, ha qualche rimpianto? Lei da presidente avrebbe avuto qualcosa da rimproverargli?

Sarri è un grande professionista, una persona dotata di un alto quoziente intellettivo e quindi sa ripartire da eventuali errori (pochi) che potrebbe aver fatto. In questi tre anni ha lavorato, e bene anzi benissimo, con il materiale umano che aveva a disposizione. Oggi è giusto che chieda qualche nuova pedina valida in più! In guerra non si combatte con le armi spuntate!

Su Sarri sono nati molti luoghi comuni, un po’ come successo a Zeman ispiratore della nostra testata, etichette fastidiose e difficili da scrollarsi di dosso. Il nostro direttore Salvatore Piedimonte è un amico comune e di sicuro ne avrete parlato, quindi domanda d’obbligo, in cosa differenzia Zeman e Sarri, che visione ha del Boemo?

Zeman ha tutta la mia stima, è un vero uomo oltre ad essere un allenatore innovativo. Differenze con Sarri? Maurizio è più moderno, ambedue sono studiosi di calcio e seri professionisti che dicono sempre ciò che pensano. No ipocrisia!

Lei che è amico diSarri, ci racconta un aneddoto inedito del vostro rapporto o della vostra esperienza al Sorrento?

Essere amici, anche se con poche assidue frequentazioni, lo si capisce da piccole cose. Ricorderò sempre la sua telefonata del pomeriggio del giorno in cui la sera doveva incontrare a cena il Presidente Aurelio De Laurentiis. Squilla il mio telefonino, era lui. Vediamoci sto venendo a Sorrento. Siamo stati insieme, c’era anche la sua Signora, per quattro ore. Poi andò a Napoli per il primo incontro a cena con De Laurentiis. Insomma sono stato il primo a saperlo! Ovvio che restai in religioso silenzio.

SALVIO IMPARATO

Giampaolo: “Il Napoli non mi ha chiamato, oggi buona partita nonostante l’attacco spuntato” (VIDEO)

Un Marco Giampaolo nervoso in sala stampa, forse troppe critiche dalla stampa locale per un finale di campionato in calo rispetto al girone d’andata, ma il tecnico non ci sta e afferma che per andare in Europa League il Torino non ha ceduto Belotti, mentre la Samp ha dovuto cedere i migliori. Non sembra esserci aria di rottura con Ferrero, ma Giampaolo ci ha tenuto a mettere le cose in chiaro confermando la sua disponibilità a restare anche con un ridimensionamento sul mercato, a patto che sia una corretta comunicazione sul futuro da parte del club e della stampa. Noi ovviamente gli abbiamo chiesto sulle voci che lo danno al Napoli la prossima stagione al posto del collega e amico Maurizio Sarri.

Mister ovviamente non si sbilancerà mai sul suo futuro al Napoli al posto di Sarri, ma lei che sensazioni ha? Resta al Napoli?

“Non rispondo né sul mio futuro e né su quello di Maurizio, già ho detto che sto bene qui e il mio futuro alla Samp non dipende da dei rumors che non ho, di sicuro il Napoli non mi ha chiamato e quindi la chiudiamo qui perché la questione è se qui posso ancora dare soddisfazione alla gente, al club e alla mia squadra”

Penso che abbiate fatto una buona partita forse proprio l’interruzione per i cori ha destabilizzato la squadra?

“La squadra ha fatto una buona partita, bisogna tener conto della forza dell’avversario, che se non sbaglio ha perso una sola partita fuori casa e ti dice in modo serio cos’è il Napoli. Noi siamo stati bene nella partita, siamo stati competitivi e abbiamo concesso quello che il Napoli si prende normalmente e non di più, anche oggi eravamo un po’ spuntati, Zapata è subentrato ma rischiavamo di perderlo ancora, Quagliarella non c’è e quindi non avevo cambi li davanti, poi la sconfitta mi dispiace ma alla squadra non posso rimproverare nulla e devo ammettere che il Napoli è un’altra storia”

Salvio Imparato

Al Napoli e a Sarri manca un mercato condiviso

In questo momento di difficoltà del Napoli, la tendenza ovviamente è quella di trovare un colpevole, che sia la società, l’allenatore o la mentalità della squadra, non ha importanza, basta trovarne uno per discutere e ridurre il tutto a risse virtuali. Si trascura l’analisi approfondita e la critica costruttiva, o si distrugge o si elogia, creando una frattura netta, un solco dove da un lato c’è il Sarrismo e dall’altro il Papponismo. Oggi scegliere da che parte stare non è utile, bisogna invece individuare le possibilità di miglioramento di tecnico e società, in base alle caratteristiche di entrambi. Quindi non limitare la storia alle presunte mancate rotazioni di Sarri, alla sua rigidità e ai mancati acquisti del presidente, ma all’analisi di queste cause, cercando di individuarne l’evoluzione e magari partecipare al gioco delle possibili soluzioni.

Il Napoli non è un top club europeo, lo dicono i conti, con due anni consecutivi di bilancio in rosso gli azzurri sono il trentesimo club europeo per fatturato, questo non bisogna dimenticarlo, ma resta comunque ai vertici del campionato italiano, frutto di un gioco specifico, fatto di sincronismi, croce, ma più delizia, di questo Napoli. Croce perché, in un calcio moderno, fatto di più competizioni, un sistema di gioco così estremamente legato ai suoi interpreti migliori si espone, inevitabilmente, a questi periodi di calo. Il paradosso è che questo limite, se vogliamo chiamarlo così per la mancanza di alternative, è la maggior fonte di delizia degli azzurri, appunto perché l’impiego esclusivo dei titolari ha portato ad un perfezionamento di ogni movimento, offensivo e difensivo, occhio che Sarri non lascia niente al caso, abbassare il baricentro e giocare sotto ritmo, senza lavorare, su determinati concetti e movimenti, per lui sarebbe inconcepibile, tante volte il calcio è stato teatro di squadre offensive non in grado di gestire la partita, abbassando l’intensità. Ecco perché questo tipo di gioco, da sempre, va sostenuto da un certo tipo di mercato, non certo quello dei top player che piacciono a certa stampa, ma quello di giocatori funzionali al sistema e con una certa esperienza. Sarri oggi ha disegnato un impianto di gioco, che deve sostenersi anche con questa capacità di fare mercato, una qualità che manca a lui come manca al Napoli, non ci si può permettere un difensore, pagato 30 milioni, attaccanti e centrocampisti non integrati nella rosa e da smaltire puntualmente. Questa squadra, negli interpreti principali, è stata assemblata da Benitez, che ha una profonda conoscenza del mercato e dei giocatori, e non sarebbe male perfezionarsi in questa caratteristica, vedremmo più rotazioni e duttilità, invece di giocatori sgraditi e inutilizzati, ma deve essere un aspetto condiviso, un miglioramento fatto insieme, perché una società e un allenatore che lottano per i vertici, non possono più mostrarsi così distanti sull’individuazione di elementi utili alla causa, anche per non dare voce a chi punta il dito su mancati acquisti o sul mancato aziendalismo del tecnico, che ogni anno è costretto, nelle emergenze, ad inventarsi qualcosa e attenderne gli effetti, il lavoro ha sempre aiutato Sarri e almeno questi due mesi, senza coppe europee, gli daranno la possibilità di dedicare tempo a quello che sa fare meglio, allenare.

SALVIO IMPARATO

Sarebbe bello vedere ADL e Sarri così

Ho il privilegio, da Napoli, di scrivere una rubrica settimanale sul mio allenatore preferito Zeman. Essere Zemaniano è un fanatismo che porta con se tante analogie con il Sarrismo. Se ci riflettete ne Sacchi e ne altri, in Italia hanno un culto come Zeman e Sarri, perché secondo voi? Mica solo per il 433 e le mentalità offensive, così sottilmente simili e così profondamente diverse, ma anche per come comunicano la loro allergia alle dinamiche del calcio extracampo e di potere. Stili e tempi diversi per dire a volte le stesse cose, ma non si fa sempre del bene al nostro idolo glorificandolo anche quando potrebbe evitare certe esternazioni. Non sta a me giudicare se fate bene o fate male, questo amore incondizionato resta qualcosa di romantico, sa di quella poesia quasi sparita nel calcio, un pò come il gol di Brignoli, sono solo testimone di un fanatismo ispirato da un uomo rivoluzionario, ormai vecchio, che ancora prova a cambiare il suo destino e il suo futuro e quello di ragazzini di 18 anni, che ha pagato a caro prezzo le sue battaglie. Anche li dove ha creato quel capolavoro 5 anni fa, oggi lo attaccano per risultati e attacchi diretti, alla stampa soprattutto, io ancora lo difendo, ma stando, in qualche modo, più vicino al calcio, ho imparato come e cosa il mio idolo sbaglia dentro e fuori dal campo, e che un fanatismo non può essere totalmente estraneo al mondo del calcio, in cui solo il risultato ti perdona quel che dici e appena perdi sei solo, talmente solo che vorrei vedere De Laurentiis e Sarri così vicini come Zeman e Sebastiani, un presidente che a Pescara è bersagliato più del nostro, ma appena ha capito che ci voleva un segnale si è seduto a sorpresa di fianco al mister, in conferenza pre partita che da noi non esiste, e ha insegnato come si sostiene un allenatore e il suo sistema di gioco delicato, a cui nel mercato non ha soddisfatto le richieste del Boemo. Da noi si crea sempre il gelo tra tecnico e presidente, proprio quest’anno anche ADL, di cui non sono un detrattore, dovrebbe fare un gesto simile o almeno far capire a tutti che sono uniti.

SALVIO IMPARATO

Spalletti: “Sarri arrivi settimo, se vuole giocare ad un altro sport” (VIDEO)

Durante la conferenza a margine di Inter-Chievo, Luciano Spalletti punge Sarri incalzato da Guardalà di Sky.

“Se arrivi tra le prime quattro vai Champions, se arrivi dopo vai in Europa League e se arrivi settimo ti mandano a fare le amichevoli. Se vuole giocare ad un altro sport arrivi settimo e vede come si diverte, noi vorremo arrivare a giocare tre partite la settimana. La Juve nonostante questo ha vinto tanto, si deve confrontare con loro Sarri non con noi”

https://youtu.be/HO56HtDDksU

SALVIO IMPARATO

Sarri: “Speravo di morire prima di vedere Napoli-Juventus grigi contro gialli”

Nel post partita di Sky, Maurizio Sarri analizza la sconfitta contro la Juventus, il tecnico ha dichiarato di non volersi piangere addosso per la panchina corta, bisognava fare bene con quelli a disposizione, anche se i tre davanti vivono un momento di scarsa brillantezza.

Dominio territoriale

“Abbiamo dominato una squadra fortissima come la Juve, le statistiche dicono che il nostro dominio territoriale è stato superiore a quello avuto contro il Benevento, se il tridente avesse avuto la brillantezza di venti giorni fa, saremmo usciti con un altro risultato”

Allegri, amore per il calcio e tradizione

“Se Allegri davvero controlla ogni mia disquisizione, vuol dire che ha perso la testa, penso scherzasse. Sono troppo innamorato del calcio per non esprimermi su quello che non va nel nostro. Se le mie parole vengono viste come lamentele, vuol dire che non vogliamo vedere i problemi e cambiare, io queste cose le dico quando vinco, quando non ho nulla da lamentarmi. Sono troppo innamorato del cacio, della sua storia e delle sue tradizioni, infatti speravo di morire prima di vedere Napoli-Juventus grigi contro gialli”

Higuain

“Higuain è un fuoriclasse, potrebbe evitare di rispondere al pubblico, anche se non credo meriti i fischi, qui da noi ha fatto benissimo e se era con noi vincevamo noi 1-0”

SALVIO IMPARATO

Napoli-Shakhtar 3-0, una vittoria diversa. Sarri: “Non ho bisogno di chiamare Guardiola, Maggio grande prestazione”

Nonostante un San Paolo surrealmente, per l’occasione, semivuoto, il Napoli ha offerto una delle migliori e importanti prestazioni della stagione, non tanto per il risultato, ma per come è arrivato, per le giocate offerte senza Insigne in campo e le insolite scelte di Sarri. Una vittoria diversa che racconta cose nuove di questo Napoli, a parte la magia di Lorenzo, la squadra ha dato un altro segnale importante anche per il campionato. Zielinsky e Rui esterni alti hanno proposto valide alternative di modulo nella stessa partita, passando tranquillamente dal 4-3-3 al 4-4-2 e al 4-5-1, quest’ultimo da sempre la versione difensiva del 4-3-3 in fase di non possesso, ma a volte non basta arretrare gli esterni, serve gente con determinate caratteristiche e il polacco e il portoghese hanno dimostrato di averle, da quell’altro lato ad un inesauribile Callejon può chiedergli anche di fare il terzino. Proprio Sarri, in conferenza, ha parlato della possibilità di vedere queste diverse soluzioni anche in campionato, ovviamente più per partite in cui c’è da gestire un vantaggio, che in partite su campi chiusi dove c’è da aprire le difese avversarie. Complimenti da parte del toscano anche per la difesa e per Maggio – << Vorrei sottolineare la prestazione di Maggio, quando sei fuori tanto tempo e ti fai trovare pronto in una partita del genere, vuol dire che ha alte qualità calcistiche e umane>> – una battuta anche sulla scherzosa possibilità di chiamare Guardiola per chiedergli la vittoria – << Non ho bisogno di chiamare Guardiola, per la sua mentalità so che andrà in Ukraina per vincere>> – il Napoli quindi spera ancora, ma il segnale importante è che la squadra si sta adattando al meglio alle emergenze, messaggio importante in ottica scudetto.

SALVIO IMPARATO

Fonseca conferenza pre Napoli-Shakthar in diretta

Questa è la partita più importante della stagione, come pensi di affrontarla?

Ogni partita è importante, dobbiamo affrontarla al meglio

Cosa temi del Napoli che doveva essere la favorita insieme al City per il passaggio del turno?

E’ un gioco non temo nessuno, ma rispettiamo la squadra, che è allenata da un grandissimo tecnico, ovviamente ora noi siamo in vantaggio ma non siamo già qualificati, dobbiamo affrontare ancora le due favorite del girone

Il fatto che avete la partita del match point cambierà il vostro atteggiamento tattico?

Il nostro principio è dominare la partita ci proveremo anche contro una grande squadra come il Napoli senza perdere la nostra identità, se qualcuno pensa che siamo venuti qui a difendere il risultato sbaglia, siamo una squadra che gioca senza paura

Visto che rimane un punto sarà più facile qui o al City visto che la vostra difesa è passata dal subire 50 % di gol all’83 %?

E’ vero ci sono degli errori in difesa e non sono contento, ma continuiamo a giocare bene e ad essere primi, lavoreremo per migliorare ancora. Non si può chiedere dove sarà più facile, io penso a domani

Come cambierà il vostro atteggiamento difensivo visto che domani giocherà titolare Dries Mertens, uno degli attaccanti più prolifici d’Europa?

Niente noi abbiamo il nostro modo di giocare e non ci adeguiamo agli avversari

Lei aveva promesso di vestirsi da Zorro se dovesse passare il turno lo farà davvero?

Si ma non domani – ride- ma lo farò anche se non ci credete

Sorprendere il Napoli non è stato facile, ci saranno sorprese anche domani?

Non è mai facile sorprendere il Napoli, la componente emotiva sarà fondamentale, le squadre ora si conoscono meglio

Conferenza di Fonseca terminata

SALVIO IMPARATO

Sarri: “Se ti dicessi ora chi gioca, farei fare due allenamenti del cazzo ad uno dei due” (VIDEO)

Nella consueta conferenza, a Castelvolturno, di presentazione della gara casalinga di Champions League, Maurizio Sarri incalzato su vari temi, ha risposto così al collega Antonio Giordano del Corriere Dello Sport, che ha chiesto anticipazioni su chi prenderà il posto dello squalificato Koulibaly, il dubbio è tra Maksimovic e Chiriches.

SALVIO IMPARATO

Sarri: “Mi ha fatto male vedere che nessuno ha preso le difese di Ventura” (VIDEO)

Nel post partita di Sky di Napoli-Milan, Maurizio Sarri, incalzato sa Trevisani e dallo studio sul mancato utilizzo di Insigne da parte di Ventura, ha usato parole di solidarietà per il collega C. T. fresco di esonero

“Nel mio modo di vedere calcio Insigne non entra ma gioca, però quando prendi un allenatore bisogna tener conto del suo modo di giocare. Ventura ha sempre giocato con le due punte, però mi ha fatto male la gogna mediatica a cui è stato esposto, come mi ha fatto male vedere che istituzionalmente lo ha difeso, nemmeno l’asso allenatori”.

Queste le parole di Sarri che conclude dicendo che sarebbe più facile vederlo politico che allenatore della Nazionale.

SALVIO IMPARATO