“Scudetto? Andrei anche al palazzo a prendere il potere”

Intervenuto ai microfoni di Mediaset dopo la difficile vittoria contro il Genoa, Maurizio Sarri cita uno slogan che circola in rete nel gruppo a lui dedicato Soviet Sarrista. Alcuni passaggi dell’intervista dove spiega anche le condizioni di Marek Hamsik

“Siamo nettamente sopra di quello dove pensavamo di essere. Era una partita importante, venivamo da due partite non vinte, ma la nostra prestazione a San Siro è stata molto sottovalutata. Il Genoa è una delle tre-quattro squadre d’Europa che ha preso meno gol in trasferta, era palese che sarebbe stata una partita difficile. Abbiamo trovato una squadra chiusa, e quando è chiusa e bassa si difende benissimo. La palla ferma era veramente una delle poche soluzioni.

Due punti dalla Juve? Il messaggio è che stiamo facendo bene, negli anni scorsi la Juve a quest’ora aveva praticamente già vinto. Dobbiamo continuare, le gare nel finale di stagione saranno spesso come quelle di stasera, sarà difficilissimo.

Difficoltà ad entrare in area? Non è semplice, quando lo abbiamo fatto abbiamo raccolto frutti, lo potevamo fare di più ma la sensazione da bordocampo è che non fosse cosi semplice. Questa è una partita in cui occorreva pazienza, sbagliando qualcosa nelle distribuzioni poteva ripartire in maniera pericolosa, ne abbiamo parlato per tutta la settimana.

Napoli padrone del suo destino? E’ difficile dirlo, se fosse per me andiamo fino al palazzo a prendere il potere, ma sapete tutti benissimo che non è cosi semplice. Vediamo di andare più avanti possibile e di fare il meglio possibile.

Aver giocato dopo la Juve una spinta in più? E’ un eufemismo, veniamo dopo la Juve per nove volte di seguito. Stavolta ci è andata bene? Beh, se questa volta ci è andata bene vuol dire che l’altro 90% delle volte ci è andata male…

Hamsik? Ha avuto un problema ad un flessore. Muscolare? Si, dipenderà dall’entità, per lui la sosta capita nel momento giusto. Quando si parla di sosta è assolutamente relativa, con dieci-dodici giocatori in giro per il mondo. Per noi si, ma per i giocatori diventa ancora più stancante, a volte cambiano continente, sono spostamenti faticosi”.

SALVIO IMPARATO

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