Rastelli: “Sarrismo e Allegrismo non sono nuove filosofie. Zeman un innovatore. Cagliari grande piazza ma…”

Al convegno “Sarrismo e Allegrismo”, organizzato da Football Leader 2018, è intervenuto anche l’ex allenatore del Cagliari Massimo Rastelli. Ai nostri microfoni ha parlato di Sarri e Allegri, del Cagliari e di Zdenek Zeman.

Mister il tema della giornata è il Sarrismo e Allegrismo. Io sostengo, azzardando, che non siamo davanti a nuove ideologie e filosofie di gioco

“No infatti, perché quello offerto da Sarri si è visto all’epoca fatto da Sacchi e si è visto fatto da Guardiola. Poi è normale che ogni allenatori cerchi di personalizzare, ma sicuramente ha attinto da queste filosofie e in modo perfetto bisogna dirlo, quindi su questo sono d’accordo con te.”

Quando abbiamo seguito Zeman a Cagliari, nel primo anno di Giulini, lo abbiamo fatto molto da vicino con Paolo Bordino. Forse il limite di Cagliari sia un ambiente che fatica di staccarsi da certi personaggi tossici e da certi modi di fare

“Si (annuisce sorridendo) diciamo che è una piazza importante, una delle più ambite del calcio italiano e quindi è molto esigente, per un allenatore è molto bello lavorarci però come tutte le piazze ci sono cose radicate difficili da estirpare. Su quella che è la mia esperienza a Cagliari penso che la gente abbia un ottimo ricordo, sono contenti, almeno da quello che so io, dei risultati, di come ho lavorato e di come mi sono posto nei loro confronti, quindi va tutto bene”

C’è qualche proposta interessante in vista per il futuro di Rastelli?

“Vediamo, qualcosa c’è e visto che sono appena finiti i campionati i prossimi 10 giorni saranno fondamentali per trovare qualche soluzione”

Lunedì sarà premiato Zdenek Zeman alla carriera, da allenatore che pensa del Boemo?

“Penso che quello che ha fatto Zeman per il calcio in generale e per quello italiano, sia sotto gli occhi di tutti. È stato un innovatore e ha portato una certa cultura in un paese dove contava solo il risultato, cercando di cambiare una mentalità molto diversa dalla sua. Ha mantenuto la sua idea di gioco dagli anni 80 ad oggi e quando ha avuto la materia prima, il suo gioco è stato esaltato maggiormente.”

SALVIO IMPARATO

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